Studio dell'E.U: scenari draconiani di controllo demografico per i prossimi 40 anni



DI JURRIAN MAESSEN

Uno studio del 2011 finanziato dalla Commissione Europea e dal WWF presenta misure draconiane di controllo delle nascite, tasse individuali sulle emissioni di carbone, canali d’informazione controllati dal governo e legalizzazione del suicidio volontario e assistito nei paesi europei.

Un gruppo di studio finanziato dall’Unione Europea chiamato The One Planet Economy Network (OPEN-EU) ha elaborato nel 2011 un documento totalmente ignorato dall’attenzione pubblica e dai mezzi d’informazione di massa. Questo, finora.

Il documento, intitolato Scenari verso un’Economia Planetaria Unica in Europa) (1) riporta diversi scenari o “percorsi” che l’Unione Europea dovrebbe seguire per raggiungere una cosiddetta “Economia Planetaria Unica”.

Finanziata con i fondi del Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’Unione Europea e dal WWF, il documento segue pedissequamente i tipici scenari dell’ Agenda 21. Nel documento, intriso di termini come “sostenibilità” e “matrice ecologica”, gli autori delineano quattro distinti percorsi che conducono alla cosiddetta “Economia Planetaria Unica”. Stessa cosa è riportata all’inizio dello stesso studio.

“Ci sono quattro storie che forniscono visioni alternative, non necessariamente ideali, della transizione verso l’Economia Planetaria Unica in Europa entro il 2050; scenari che presentano sia una descrizione di vita in Europa nel 2050 sia dell’organizzazione politica necessaria per sostenere la transizione verso quest’unico e comune punto di arrivo, sulla base di diverse premesse del futuro”.

Questo è l’elenco delle Quattro “narrazioni”:

1: Capacità e attenzione
2: Avanti veloce
3: Punto di Rottura
4: Al Rallentatore

Per avere un’immagine chiara degli strumenti “draconiani” proiettati verso l’inevitabile fine del mondo, sarà necessario citare gli autori per esteso, soprattutto riguardo al “Punto di Rottura” L’“assetto politico” indicato comprende quanto segue:

“L’UE deve prendere delle drastiche misure per ridurre la crescita demografica sia in Europa sia, e soprattutto, nel resto del mondo, per evitare che la crescita della domanda (in un momento in cui l’innovazione tecnologica è stagnante e le risorse naturali – combustibili fossili e terreno agricolo – sono in esaurimento) facciano innalzare ulteriormente i prezzi. In alcuni paesi europei l’aspettativa di vita è stabile, in altre si riduce.”

Più Avanti, con il titolo “Demografia”, leggiamo:
v “All’inizio del 2012, una delle misure adottate per il controllo demografico era di ridurre gradualmente – fino ad annullarli – gli assegni familiari alle famiglie numerose. Entro il 2020, tali assegni sono riconosciuti solo fino al secondo figlio. Considerando che in generale l’economia è ormai basata sul lavoro intensivo, le politiche d’immigrazione si sono nel frattempo rilassate per attrarre lavoro specializzato, soprattutto nel campo agricolo. Questo aumenta la tensione sociale in Europa. Per attuare il controllo della popolazione, gli accordi commerciali bilaterali hanno bisogno di partner commerciali.”

Benché il documento camuffi i suoi modelli “politicamente rilevanti” sotto il termine intenzionalmente vago di “scenari”, molte delle misure descritte sono attualmente già state adottate. Quando gli autori dicono che “gli accordi commerciali bilaterali richiedono partner commerciali per poter applicare le misure di controllo demografico”, va sottolineato che è una cosa che già accade oggi. Nel mio articolo “ONU e Banca Mondiale tengono in pugno le nazioni sovrane con la clausola della riduzione della popolazione” (2) , fornisco le prove, senza dubbio alcuno, che tali accordi commerciali sono già in atto. In un “documento di discussione” (3) della Banca Mondiale del 2007 è ben descritto il ruolo della Banca stessa in questi accordi:

“La Banca è in una posizione di potenziale forte vantaggio nel trattare questi argomenti al più alto livello politico nei vari paesi, non solo a livello di Ministri della Salute, ma anche di Finanze e Pianificazione e Sviluppo. Questo è un punto fondamentale, considerato il crescente aumento del riconoscimento all’economia politica di un ruolo cruciale nella realizzazione dei programmi sanitari legati alla riproduzione umana, soprattutto in paesi ad alto tasso di natalità”.

Il documento indica due nazioni attualmente già sottoposte al regime di controllo demografico da parte della Banca Mondiale. Primo esempio: il Niger. La Banca Mondiale ha già stabilito dei cosiddetti “paletti” che il paese in questione deve rispettare per poter continuare a beneficiare degli aiuti della Banca. Nel caso del Niger, che l’IMP classifica come “paese povero con alto tasso d’indebitamento” e, quindi, facile da soggiogare, il documento riporta:

“La crescita della popolazione è documentata e si pianifica un ESW – Economic Sector Work – Studio di Settore. Una strategia nazionale della popolazione e della sanità riproduttiva non è solo un limite imposto di Strategia di Aiuto al Paese (CAS-Country Assistance Strategy), ma anche una fonte di prestiti economici, mentre la sanità riproduttiva fa parte dei cosiddetti “paletti” della CAS”.

“Alta fertilità e rapida crescita demografica non solo sono considerate problemi gravi, ma la fertilità è anche usata come parametro di performance CAS. Inoltre, è stato programmato ed eseguito un ESW sulla popolazione. Quell’ESW è stato determinante nella promozione del dibattito interno sui problemi demografici, e ha condotto a un’operazione demografica indipendente dell’ IDA (International Development Association), attualmente in corso di preparazione, la prima – dopo molti anni – operazione specifica sulla popolazione nella Regione Africana della Banca Mondiale. La preparazione della Strategia Nazionale della Popolazione e della Sanità Riproduttiva è anche stata un “paletto” CAS e una fonte di prestiti, mentre la sanità riproduttiva era uno dei pilastri fondamentali dei “paletti” CAS”.

Si spiega chiaramente in questo linguaggio tipicamente tecnocratico il vero modus operandi adottato, rivelando apertamente chi sonoi complici della Banca.
“Si sono uniti allo sforzo anche altri partner della Banca, come l’Unione Europea. Finalmente i problemi demografici assumono alta priorità nel nuovo sistema di Crediti alle Politiche Agricole e Sociali (Prestiti alle Politiche di Sviluppo).”

E di nuovo. Il documento del 2011 sottolinea che “sono limitati i rapporti commerciali con quei paesi che non adottano misure di controllo demografico”. Un altro problema presentato nello scenario “Punto di Rottura” è la forte espansione della legislazione comunitaria:

“Nel 2050 – scrive il documento – “gli europei saranno costretti ad adottare stili di vita ecologici – ad esempio, il divieto di viaggi individuali a lunga distanza non essenziali. A quel punto, i viaggi aerei sarebbero diventati troppo costosi per la maggior parte della gente. Lo stato controllerebbe e influenzerebbe ogni possibile canale educativo, d’informazione e di marketing per diffondere questo messaggio, allo scopo di imporne l’affermazione e l’applicazione e modificale la comune percezione della sostenibilità”. Si giunge quindi all’elaborazione della scenario-trappola di una popolazione in stile Agenda 21:
v “La maggior parte degli Europei vive in aree metropolitane densamente popolate, in quartieri residenziali compatti e altamente efficienti. Le unità abitative comprendono due o tre persone. I quartieri residenziali sono essenziali, energeticamente efficienti, controllati da sensori intelligenti che permettono allo stato di regolare l’utilizzo delle infrastrutture energetiche, monitorarne il consumo, il carico e, se necessario, tagliare la fornitura di energia elettrica.”

Riascoltiamo un attimo queste parole: “Lo stato controlla uso, carico e se necessario taglia la fornitura di energia”. Fantastico, vero? E se non vi è bastato, ascoltate questo: “Nel 2015, nei Paesi Europei il suicidio volontario o assistito sarà diventato legale”.

“Entro il 2020, la maggior parte dei canali d’informazione sarà controllata dal governo e utilizzata nel tentativo di indurre nuovi comportamenti sociali; al motto di “Forte giocare entro i limiti!” oppure “Verde = Crescita”.

Cito l’attuale Commissario Europeo all’Ambiente Potočnik, che ha dichiarato che “attribuisce più importanza alle politiche che mirano a cambiare i comportamenti umani più che a politiche reattive che puniscono chi inquina”. Mi tornano in mente anche altri commenti fatti da questo stesso commissario in un discorso postato sul sito internet della Commissione Europea . Nel suo discorso Potočnik ricordava il suo “caro amico” Achim Steiner, Direttore Esecutivo dell’U.N.Environment Programme, secondo il quale l’idea di governare sui mercati era un accordo previsto dall’Agenda 21 fin dai suoi inizi, nel 1992, durante il noto Earth Summit di Rio de Janeiro:

“Vent’anni fa abbiamo convenuto su cosa fare, ora abbiamo gli strumenti per farlo. Se non arriviamo al cuore delle politiche economiche, ci ritroveremo un giorno a Rio-+40, sentendoci ancora più in colpa. I mercati sono costrutti sociali. Non sono una forza come la gravità. Possono essere governati.”

Con queste poche frasi a effetto, il Segretario Generale dell’ UNEP rivela molte cose. Primo: che le attuali disparità economiche offrono “gli strumenti” per applicare un’Agenda (la 21) concordata nei primi anni ’90; secondo: che il nostro caro Segretario Generale vuole “arrivare al cuore delle economie”; e terzo: che fin dall’inizio dell’Agenda 21 si era già convenuto che i liberi mercati dovessero essere controllati.

In risposta alla citazione de “il caro amico alle Nazioni Unite”, il commissario europeo per l’ambiente ha aggiunto del suo a quest’incredibile montagna di dichiarazioni assolutistiche, dicendo:

“Sì. Possono essere governati e devono essere governati”.

L’ultimo scenario previsto dal Gruppo di Studio dell’Unione Europea, intitolato “Al Rallentatore”,
Il documento elenca molte altre cose che non riporto in questo mio articolo. Una sfida per i lettori: studiate questo documento, insieme con altri documenti dei radicali ambientalisti, quei piccoli e asettici tecnocrati che circolano a Bruxelles.

L’Agenda 21, o con qualunque altro termine essa sia oggi promossa e chiamata, è letteralmente intrecciata nel tessuto delle grandi imprese e dei governi. Per questo motivo, tutte le relative affermazioni e pubblicazioni emanano un sentore di tirannia e quindi hanno quel sapore d’intrinseca tirannia, quindi non valide.

Jurriaan Maessen
Fonte: http://explosivereports.com
Link: http://explosivereports.com/2012/10/09/eu-funded-group-outlines-draconian-population-control-scenarios-for-the-next-forty-years/
10.10.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

NOTE:

1) http://seri.at/wp-content/uploads/2011/11/WP6_Scenarios_Storyline_Report_Cover.pdf
2) http://explosivereports.com/2012/05/14/un-world-bank-strangle-sovereign-nations-into-accepting-global-population-reduction-dictates/
3) http://siteresources.worldbank.org/HEALTHNUTRITIONANDPOPULATION/Resources/281627-1095698140167/PopulationDiscussionPaperApril07Final.pdf
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Gigantesca crepa si apre nel sud della Spagna!


20 ottobre 2012 - Uno squarcio della lunghezza di 1,5 km si e' improvvisamente aperto nella Terra nelle zone del sud della Spagna, che erano state colpite dalle inondazioni nei distretti di El Esparragal, Puerto Lumbreras.Lo stupore e lo sgomento nei proprietari del terreno che non riescono a darsi una spiegazione.L'enorme crepa e' profonda dai 3 fino al massimo di 5 metri.Consulenti tecnici della protezione civile e del servizio geologico nazionale hanno ispezionato la zona senza pero' ancora trovare una spiegazione del fenomeno.Da entrambe le organizzazioni viene riferito che sara' necessario uno studio geologico piu' approfondito per capirne le cause, il terreno potrebbe trovarsi su una faglia o potrebbe essere stato destabilizzato dalle estrazioni di acque sotterranee.
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San Francisco: un onda d'urto ha fatto tremare la citta'!


19 ott 2012 - SAN FRANCISCO, CA - Una palla di fuoco e' stata avvistata nei cieli della baia di San Francisco da numerosi residenti, l'oggetto luminoso con sfumature di rosso-arancio, ha striato il cielo notturno lo scorso Mercoledì, 18 ottobre, intorno alle 20:00 ora locale.Secondo alcune  testimonianze sembra che l'avvistamento sia stato accompagnato da un boom sonico che avrebbe generato un onda d'urto cha avrebbe fatto tremare numerosi quartieri facendo temere per un terremoto.L'astronomo californiano Wes Jones ha catturato una palla di fuoco mentre solcava il cielo il 17 ottobre. Terra Cielo

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Perù: frana su villaggio, 11 morti e 10 dispersi

PERU’ / Tragedia in Perù: 11 persone sono morte e 10 sono disperse in Perù a causa di un fiume di fango in una regione montuosa nel nord del paese. Tra le vittime ci sono anche 5 bambini, secondo quanto riferito dalle autorità locali. La tragedia è avvenuta in località El Porvenir. I soccorritori hanno scoperto 11 cadaveri dopo che una caduta di fango e rocce, seguita alle forti piogge, che ha colpito la zona. Sono al momento dispersi altri 10 abitanti del villaggio, situato nel dipartimento di Picota, una zona montuosa nella regione di San Martin.

Cina recessione nel 2015, rivolte gia' iniziate!


La Cina non cresce più esponenzialmente, fatica a tenere la crescita lineare. Pare sia una tragedia da quelle parti passare da un aumento del PIL a due cifre percentuali a solo una. Nelle campagne la fame cresce, come la disoccupazione nelle città: pure le antiche tensioni territoriali col Giappone fanno capolino. Spesso l'esercito arriva a "pacificare" quartieri e città in rivolta (nella foto a lato: truppe all'opera nello Xinjiang, dove da due anni gli scontri etnici e religiosi non possono più essere sedati dalle sole forze di polizia). I grandi progetti speculativi frenano, pure il consumo energetico non cresce più esponenzialmente: se l'andazzo si conferma, sempre più analisti prevedono* già per il 2015 l'anno del PIL addirittura negativo cinese (negli ultimi trent'anni il minimo storico è un misero +4% nel 1990, il prodotto interno lordo cinese cresce ininterrottamente dal 1975**).

Entro questo decennio, non tra duecento anni, anche la Cina entrerà nel gotha... dei paesi industriali falliti e suonerà la campana a morto dell'era industriale. 

La "bolla" più importante è quella delle commodities: se la Cina entra in recessione, i metalli o il gas o il petrolio che non lo avessero già fatto perderebbero fino al 75% del loro valore; sarà possibile un razionamento mondiale del petrolio, con un costo al barile attorno ai 40 $ (una buona notizia: risparmieremo un sacco di soldi, quando non avremo più nulla da comprare). Questo potrebbe spazzare via gran parte del poco rimasto della middle class planetaria, se non troviamo una via d'uscita mondiale alla crisi energetica ed ambientale, ora, è tra tre anni che le soluzioni si faranno strada da sole: col collasso generalizzato ed il caos urbano ovunque. 
Veniamo al casus belli più recente. Ieri un piccolo fatto di cronaca si trasforma nell'ennesimo pretesto per una rivolta: i cinesi sono molto nervosi, dappertutto il potere centrale fatica a prevenire ed intervenire. 

A Luzhou, Sichuan, un pescivendolo 50enne parcheggia il furgone in zona vietata, arrivano i vigili, lui si ribella alla multa e muore (forse) dopo uno scontro fisico con gli agenti. In pochi minuti la scena è circondata da un migliaio di cittadini, arrivano subito le forze speciali ma comunque segue una violenta rivolta*** con oltre diecimila cittadini per le strade: auto della polizia rovesciate e bruciate, lanci di pietre e mattoni, bastoni e spranghe... Il web cinese è in fermento ed ancora una volta la società cinese è vicina allo scatenare rivolte qua e là per la morte, magari per un malore, di un piccolo commerciante ad un banale controllo di vigili urbani. 

Viviamo proprio un'epoca stupenda. 

Scienzato Nasa: “I cambiamenti di Giove hanno una scala globale”


20 ottobre 2012 - “Giove, il mitico dio del cielo e del tuono, certamente sarebbe contento di constatare tutti i cambiamenti in atto sul suo omonimo pianeta. Mentre il pianeta viene colpito continuamente da piccoli frammenti spaziali, larghe fasce dell’atmosfera stanno cambiando colore, hotspot stanno sparendo e riapparendo, e le nuvole si addensano in una parte di Giove, dissipandosi nell’altra. I risultati sono stati presentati oggi da Glenn Orton, uno scienziato di lungo corso presso il NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, ad un incontro della American Astronomical Society a Reno, nel Nevada.

“I cambiamenti che stiamo vedendo su Giove hanno una scala globale”, ha detto Orton. “Abbiamo già visto alcune di queste cose, ma mai con una strumentazione moderna che ci permetta di investigare ciò che sta succedendo. Altri cambiamenti in corso non sono stati osservati da decenni ed alcune regioni non sono mai state nelle condizioni in cui appaiono ora. Allo stesso tempo, non abbiamo mai visto così tanti oggetti colpire Giove. In questo momento, stiamo cercando di capire perché tutto questo stia succedendo”

“Pare che Giove, insolitamente, le stia prendendo di brutto [tempestato di meteoriti/asteroidi], ma immaginiamo che questo aumento abbia più a che fare con una schiera crescente di esperti astrofili che aiutano gli scienziati a tener d’occhio Giove”, ha detto Orton. “è proprio questo coordinamento tra amatori-comunità astronomica che vogliamo promuovere.”



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Allarme-shock per una possibile eruzione dei Campi Flegrei: a Napoli sarebbe un disastro


di Nello Mazzone

POZZUOLI -L’eruzione della caldera flegrea potrebbe comportare flussi piroclastici in grado di abbattersi in pieno sulla collina di Posillipo, mentre i venti nella stratosfera indirizzerebbero le ceneri vulcaniche direttamente sulla città di Napoli. Lo scenario - da brividi - è contenuto nella relazione della commissione nazionale rischi sismici e vulcanici istituita due anni e mezzo fa dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Un lavoro delicato giunto alle battute finali. Una relazione al momento ancora top-secret, ultimata dai tecnici nelle scorse settimane dopo due anni e mezzo di lavoro e che sarà trasmessa tra alcuni giorni alla commissione nazionale Grandi Rischi per fare da paradigma al nuovo piano di evacuazione nazionale. 

La letteratura scientifica è piena di riferimenti alla temuta pericolosità della super-eruzione della caldera flegrea: un’area che ingloba i quartieri flegrei di Napoli, da Soccavo a Fuorigrotta, oltre le zone di Pozzuoli e Bacoli. E i tecnici incaricati dal dipartimento guidato ora da Franco Gabrielli hanno lavorato alla simulazione dello scenario catastrofico temuto, in modo da poter avere chiaro il quadro di dove indirizzare oltre mezzo milione di persone in caso di evento catastrofico quale sarebbe un’eruzione di tipo esplosivo. 
Non ci sono certezze: si è ragionato su modelli fisico-matematici e scientifici. E lo scenario mette i brividi anche solo a ipotizzarlo. Confermando posizioni già espresse in alcuni studi di settore pubblicati appena qualche mese fa, la commissione nazionale ha ribadito che «i Campi Flegrei hanno potenzialità di danneggiamento niente affatto minore del Vesuvio». 
Nella caldera potrebbero aprirsi bocche eruttive in due punti: una in particolare, quella al limite del territorio napoletano, avrebbe una capacità eruttiva tale da proiettare i flussi piroclastici, cioè i frammenti emessi dall’esplosiva eruzione, direttamente sulla collina di Posillipo incenerendola in pieno. 


Lo studio dettagliato di tutti i flussi dei venti nella stratosfera misurati negli ultimi decenni, invece, avrebbe indicato una novità importante: la cenere prenderebbe la direzione di Napoli. Su questo presupposto ipotizzato (e temuto) di impatto andrà ora redatto il nuovo piano di evacuazione dai Campi Flegrei: gli sfollati dovranno seguire vie di fuga in direzione opposta a Napoli, verso l’interno della Campania. Andranno rivisti, in questo modo, i vecchi piani. Quello generale dovrà farlo la Protezione civile, mentre a Regioni e Comuni toccherà lavorare ai piani territoriali particolareg
giati. 

E si dovrà ragionare anche sullo scenario pre-sismico, come avverrà a Pozzuoli con la partnership tra Comune e università, con il gruppo di lavoro Plinius guidato dal professore Giulio Zuccaro: il nuovo piano comunale dovrà tenere in debito conto la sicurezza statica degli edifici sulle vie di fuga. Ieri 16mila cittadini e studenti campani hanno aderito allo Shakeout: la simulazione di evento sismico con relativo esodo organizzato dalla Us Navy. E il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, a margine di una esercitazione in una scuola media ha rivolto al capo della Protezione civile Franco Gabrielli un «accorato appello affinché venga al più presto presa in esame la relazione di scenario temuto in caso di eruzione nei Campi Flegrei e venga adottato al più presto il nuovo piano nazionale di esodo». I Verdi, con Francesco Borrelli, polemicamente notano invece che «è stata la marina militare Usa a promuovere la simulazione anziché la protezione civile nazionale», mentre per il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo «siamo oramai in attesa da anni di un piano di evacuazione dall’area flegrea come i fedeli attendono i miracoli». - ilmattino.it


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