L'agenda incontri della Casa Bianca vuota dal 2 ottobre, perche'?



STRANISSIMO FENOMENO: Non ci sono eventi programmati alla Casa Bianca da qui a fine anno e oltre!

Aggiornamento:
Il Programma Presidenziale della Casa Bianca si ferma alle 3:30 pm di martedì 2 Ottobre, ed è in bianco tutto il percorso fino alla fine dell’anno e il prossimo anno.
Non ci sono eventi di Natale (non è una sorpresa), ma non ci sono neppure eventi musulmani (grande sorpresa).
A quanto pare, non ci sono eventi o incontri o eventi promozionali o qualsiasi cosa d’ora in poi nel calendario della Casa Bianca.
Che cosa potrebbe significare, in quanto praticamente tutti i calendari dei leader mondiali come pure i programmi nei loro siti web sono vuoti?
Coincidenza?
Guardate voi stessi, fare clic sui link e la scheda “Settimana” e poi continuare a cliccare “Avanti”.
Obama ha annullato incontri con i leader, gli eventi di preparazione dei dibattiti e altri eventi importanti ultimamente.

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Terremoto, trema il Piemonte. Scossa nelle Alpi Cozie: magnitudo 4.2 Richter


3 ottobre 2012 - Un terremoto di magnitudo 4.2 gradi sulla scala Richter è stato registrato nelle Alpi Cozie, in provincia di Cuneo, alle 11:20 dal Centro Sismico Euro Mediterraneo (Emsc).

La profondità ipocentrale dell’evento tellurico è stata fissata a 2,0 km.
L’epicentro del sisma è racchiuso tra i comuni di Celle di Magra (CN), Frassino (CN), Macra (CN), Sampeyre (CN) e San Damiano Macra (CN).

Il movimento tellurico è avvenuto in una zona considerata a basso rischio sismico (Zona 3).

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la magnitudo sarebbe di 3.9 gradi su scala Richter, mentre la profondità ipocentrale si attesterebbe intorno ai 10,2 km.

Magnitudo uguale a quella fornita dal Centro Sismico Euro Mediterraneo (4.2), viene invece fornita dal Laboratoire de Détection et de Géophysique (LDG), ente geofisico francese.

Le prime stime del sisma parlano di effetti intorno al V° grado Mercalli.

Vitamina D altro che vaccini!


DAL MOMENTO CHE ESISTE UNA SOSTANZA CAPACE DI PREVENIRE L’INFLUENZA MOLTO PIU’ EFFICACEMENTE DEI VACCINI
tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi dell’influenza.Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di quattro gruppi di individui:

Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D
Gruppo # 2 dovrebbe ricevere vitamina D (2.000 IU al giorno)
Gruppo # 3 dovrebbe ricevere una iniezione di vaccino antinfluenzale
Gruppo # 4 dovrebbe ricevere una iniezione placebo
Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente realizzato perché gli spacciatori di vaccini sanno bene che proverebbe in maniera definitiva la inutilità dei loro vaccini.Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per quei bambini ai quali in passato – prima dell’esperimento – era già stata somministrata vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi.In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D.Lo studio ha anche evidenziato come la vitamina D abbia fortemente represso i sintomi da asma bronchiale. Su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, nel gruppo “vitamina D”, solo 2 hanno manifestato tali sintomi.Sebbene questo sottoinsieme sia di dimensione piuttosto contenuta, è apparso assolutamente chiaro che la vitamina D prevenga gli attacchi di asma nei bambini, e tutto ciò si dimostra del tutto coerente con la prova antinfluenzale.


GLI SPACCIATORI DI VACCINI NON SONO VERI SCIENZIATI

Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così potente nel prevenire l’influenza – 800 volte più efficace dei vaccini – i medici e le autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D prima che abbia inizio la “stagione influenzale”?Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano.Perché? Perché non credono nel nutrizionismo! Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali funzioni curative.Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la raccomandano.Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone apparentemente “intelligenti” che commettono errori marchiani su base regolare. Il che ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche.Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford, professore di virologia al Queen Mary School of Medicine di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata:Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in considerazione l’idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini. Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai vaccini!Questo ostracismo “dogmatico” è riscontrabile anche in campo oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma cose come: “Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la chemioterapia …” ma mai in sostituzione della chemio, ovviamente.Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per respingerli.

RIVISTE MEDICHE: CUSTODI DELLA IGNORANZA

Gran parte delle riviste mediche non funzionano come amplificatori di verità scientifiche, ma come difensori del dogma pseudoscientifico. Per essere pubblicato un testo – nella gran parte di tali riviste – il tema trattato deve soddisfare le aspettative e le credenze tanto del giornale quanto dello editore. Così, il progresso della conoscenza scientifica in ogni giornale si limita a rispecchiare le attuali convinzioni di un singolo individuo: il direttore di quel giornale.Quasi tutte le ricerche pionieristiche che abbiano sfidato lo status quo sono state respinte. Solo ai documenti che confermassero le convinzioni di redazione della rivista è stata regolarmente concessa la pubblicazione. Questa è una delle ragioni per cui la scienza medica, in particolare, avanza così lentamente.Gli studi che hanno dimostrato che la vitamina D sia più efficace rispetto ai vaccini hanno visto raramente la luce del giorno nella comunità scientifica. Ciò avvalora l’opera del Journal of Clinical Nutrition, il quale ha accettato la pubblicazione di questo documento da parte Mitsuyoshi Urashima. La maggior parte delle riviste mediche non avrebbero osato pubblicarlo proprio perché mette in discussione lo status quo relativo a vaccini ed influenza.Vedete, le riviste mediche sono in gran parte finanziate dalla industria farmaceutica. E Big Pharma non vuole accordare alcuna credibilità agli studi sulle vitamine, indipendentemente dal loro valore scientifico. Anche se la somministrazione di vitamina D potrebbe comportare un risparmio di miliardi di dollari in America, e ridurre i costi di assistenza domiciliare, nessuno vuole concedere supporto scientifico alla vitamina D dal momento che alle aziende farmaceutiche non sarebbe concesso di brevettare una vitamina. Essa è inoltre facilmente accessibile al costo di pochi centesimi.Con il tempo la vitamina D sarà riconosciuta come superiore ai vaccini nel contrastare la influenza stagionale, ma per adesso dobbiamo sorbirci la sciocca propaganda di un settore che ha abbandonato la scienza, per adorare aghi e provette.
Articolo pubblicato sul sito The Vigilant Citizen
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

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«Le centrali nucleari francesi non sono sicure»


Parigi - Allarme sicurezza per tutte le centrali nucleari della Francia. Secondo un rapporto confidenziale, che questa settimana passerà al vaglio della Commissione Ue, le 19 centrali della Francia - quattro delle quali non sono lontane dal confine italiano - «presentano carenze in materia di sicurezza». Il documento di lavoro, che recensisce i “test di resistenza” condotti da un anno a questa parte sui 134 reattori del parco nucleare europeo, deve passare al vaglio dal collegio dei commissari Ue mercoledì prossimo a Bruxelles. 
Le raccomandazioni dell’esecutivo comunitario saranno poi sottoposte al vertice dei capi di Stato e di governo dei Ventisette, probabilmente ad ottobre. Bruxelles, in ogni caso, non raccomanda di chiudere neanche una delle centrali transalpine. «In generale, la situazione è soddisfacente, ma non dobbiamo avere nessun trattamento di favore», ha fatto sapere oggi il commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger, senza confermare né smentire il contenuto del rapporto. Diciotto mesi dopo l’incidente di Fukushima, in Giappone, il rapporto confidenziale rileva che le 19 centrali francesi sono sprovviste degli strumenti di misurazione sismica necessari a garantire il massimo della sicurezza. Inoltre, gli equipaggiamenti per il soccorso in caso di incidente nucleare non sono adeguati, contrariamente ai reattori tedeschi, britannici, svedesi o spagnoli. Carenze che erano già state rivelate dall’alta autorità di Parigi per la sicurezza nucleare (Asn). Tanto che l’Edf, il colosso francese dell’atomo, si è impegnata ad ovviare a questa situazione. 
I test condotti dall’Ue rivelano anche fattori di rischio caratteristici della Francia, benchè estremi. Oltre ai terremoti, alle inondazioni, o a incidenti ipotetici come la caduta di un aeroplano su un sito nucleare. «Fukushima ha dimostrato che i reattori vanno protetti, anche contro gli incidenti considerati altamente improbabili», scrivono gli autori del rapporto. Infine, il documento stima tra i 10 e i 25 miliardi di euro la spesa necessaria per migliorare il parco nucleare dei 14 Paesi europei che producono energia in questo modo (da 30 a 200 milioni per reattore). 
La Corte dei conti francese, in uno studio dello scorso gennaio, aveva a sua volta valutato il costo, per i soli reattori di Edf, a 5,6 miliardi di euro spalmati su 14 anni. Prima potenza nucleare civile dell’Ue, con 58 reattori, la Francia - osserva Le Figaro - aveva statisticamente molte più chance di farsi bacchettare da Bruxelles rispetto agli altri Paesi Ue. Il presidente, Francois Hollande, che si è impegnato a ridurre la parte dell’atomo nella produzione energetica nazionale nei prossimi anni, ha già promesso la chiusura, per il 2016, della centrale di Fessenheim: la più vecchia della rete nucleare della Francia.

Fonte:  http://www.ilsecoloxix.it


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Guerra di robot: uno scenario possibile per gli USA nel 2025.


Gli specialisti hanno immaginato come il Pentagono applicherebbe le tecnologie moderne in un’eventuale guerra futura.
In un collegio militare dello stato nordamericano della Pennsylvania si è tenuto un incontro a porte chiuse nel quale si è discusso in merito ai possibili scenari di una eventuale guerra tra gli USA e un nemico fittizio nel 2025, con l’uso di tecnologie avanzate.
Di fatto, l’incontro, tenutosi sotto l’epigrafe NextTech Workshop, è stato un video game di guerra di due giorni organizzato dalla compagnia australiana Noetic. Si tratta del secondo evento di una serie di quattro incontri dedicati alla ricerca su “come le future scoperte in diverse aree tecnologiche potrebbero essere usate in determinati scenari”, secondo la Noetic.
Il primo incontro della serie, che si è tenuto a Washington a giugno, si focalizzava sulle seguenti tecnologie: robotica, software, energia guidata, biotecnologie e stampe 3D. Il secondo incontro era dedicato alla possibile applicazione militare di tali tecnologie.
Tra i partecipanti del gioco di guerra c’erano funzionari civili, scienziati, ricercatori, ingegneri e ufficiali dell’Esercito, la Forza Aerea, la Marina da guerra USA e militari australiani.
Secondo le regole del gioco, un rappresentante della Noetic descriveva uno scenario e dopo gli esperti nelle diverse aree spiegavano che tipo di armi i partecipanti potevano usare per lo scenario scelto.
Robot spie e robot killer fanno il “lavoro sporco”.
In base al primo scenario, i giocatori dovevano agire in una città piena di carri da guerra nemici. In questa situazione hanno optato di dispiegare un primo esercito composto da robot e droni equipaggiati con missili allo scopo di isolare e disarmare il nemico. Prima i droni, simili a quelli che usa il Pentagono in differenti parti del mondo, dispiegano nel cielo a caccia del nemico. Dopo apparivano droni spia per localizzare le loro posizioni.
Suvvessivamente i microdroni, della misura di un insetto, entravano nel campo di battaglia e divoravano i pneumatici dei veicoli nemici togliendo loro la possibilità di far rifornimento di ogni tipo. Allo stesso tempo altri piccoli robot sorvolavano l’esercito nemico incitandoli a consegnarsi attraverso messaggi sonori. Quelli che non si arrendevano venivano attaccati e distrutti dalle bome e missili dei droni.
Solo dopo che il nemico veniva sconfitto, la fanteria statunitense entrava nella città.
I giocatori hanno calcolato che lo sviluppo e mantenimento di un esercito composto da robot costerebbe un miliardo di dollari, più di quanto costa un esercito formato da persone e che ci sarebbe bisogno di una riorganizzazione completa delle Forze Armate del paese.
Non bisogna, però, escludere che si possa materializzare il peggior incubo di alcuni e di uno degli argomenti più frequenti nei film di fantascienza e che i robot si sollevino e armi in mano attacchino i loro creatori.
Le armi elettromagnetiche fermeranno la marina nemica.
Nel secondo scenario, le navi da guerra di due stati rivali navigano verso le coste di un’ isola oggetto della loro disputa. Da una parte ci sono due portaerei statunitensi con navi distruttrici, sottomarini e circa 140 aerei. Dall’altra parte una portaerei del nemico con 60 aerei e 24 navi distruttrici. In totale circa 20.000 militari da entrambi le parti potrebbero perdere la vita se tutte le forze entrassero in combattimento.
In questa situazione i giocatori hanno scelto di non spargere molto sangue e di fermare la flotta nemica prima che iniziasse la carneficina. Droni, sottomarini e mine acquatiche equipaggiate con generatori di microonde avrebbero la funzione di danneggiare i sistemi elettrici e meccanici delle navi da guerra nemiche, in modo che solo premendo un tasto paralizzante, il Pentagono potrebbe disattivare i principali sistemi della flotta nemica senza decessi,o quasi.
Però, l’uso di armi elettromagnetiche ha provocato alcuni dubbi nei giocatori. Dato che il nemico in questo scenario era assimilabile alla Cina, i partecipanti del gioco hanno segnalato che il paese asiatico non si sarebbe affidato eccessivamente alla tecnologia elettronica in un conflitto simile con un rivale come gli USA, che li supera di parecchio in questo tipo di “scoperte”.
Un’antiarma biologica serve a prevenire una catastrofe globale.
Il terzo scenario e il più estremo di tutti, incarnava il compito di eliminare le armi biologiche del nemico senza far scoppiare una guerra a grande scala.
I giocatori hanno proposto di usare un’antiarma biologica. Cioè di combattere un agente biologico con un altro per neutralizzarlo, ad esempio un virus che infetta solo batteri. In altre parole: creare un killer di malattie.
Il primo compito è stato quella di individuare che tipo di arma possedeva il nemico. Localizzare le persone coinvolte nel programma di armi biologiche e marcarli con la tecnologia d’identificazione per frequenza radio (Rfid). Il passo successivo consisteva nel modificare l’abbigliamento usato nel lavoro per trasformarlo in una sorta di sensore capace di determinare il tipo d’agente biologico presente negli arsenali della nazione nemica. Gli abiti potevano essere usati anche per trasportare l’antiarma nei luoghi dove si conservavano gli agenti biologici mortali.
Però uno dei giocatori ha fatto notare che l’uso di armi biologiche è vietato secondo le leggi USA e una fuga d’informazione prodotta da infiltrazioni come quelle pubblicate da Wikileaks poteva colpire seriamente la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Il gioco si centrava su ciò che gli USA potevano fare in una guerra nel 2025 ma un altro punto che si è posto è quello che gli USA dovrebbero fare. “Consideriamo che le tecnologie aumentano il nostro controllo, i leader mondiale devono essere più prudenti”, ha segnalato Peter Singer, uno degli organizzatori dell’evento. “Ma, storicamente, ogni volta che abbiamo avuto una tecnologia che cambiava le regole del gioco, è aumentata la velocità e il caos nelle guerre”, ha aggiunto.
La tecnologia 3D aiuterebbe a riparare le infrastrutture danneggiate da un terremoto.
Secondo il quarto scenario, un terremoto di 7 ° della scala Richter aveva scosso un povero paese della zona equatoriale. migliaia i morti. Decine di migliaia di persone sono rimaste senza case, acqua, cibo, elettricità e senza assistenza sanitaria. Un corpo di marines statunitensi doveva prestare aiuto alle vittime del disastro naturale. I giocatori dovevano presentare un piano d’azione del Pentagono nelle prime 48 ore in seguito al sisma, applicando la tecnologia 3D.
I partecipanti del gioco proposero di inviare al paese colpito dal terremoto squadre di ingegneri militari equipaggiati da stampanti 3D. La loro missione era quella di riparare i sistemi di rifornimento d’energia e d’acqua con l’aiuto di tali stampanti ricreando le parti danneggiate di tali sistemi. Questo permetteva risparmiare tempo, dato che installare un trasformatore elettrico, ad esempio avrebbe portato via qualche giorno invece di settimane o mesi. Una ricostruzione più veloce delle infrastrutture danneggiate in modo che il paese tornasse alla normalità in un tempo più breve-
I giocatori, però, hanno avvertito che era importante ritirare i dispositivi avanzati una volta compiuta la missione, in modo che le tecnologie moderne non lasciassero senza lavoro coloro che dipendono dai lavori manuali tradizionali, creando così un nuovo problema sociale.

Il sistema bestia si combatte isolandolo!


di Gianni Tirelli

I due grandi peccati mortali e per questo imperdonabili, delle democrazie occidentali, sono stati:
a) La privatizzazione della TV, nelle mani di commercianti ignoranti e senza scrupoli.
b) Avere data loro la possibilità di entrare in politica. Questo spiega l’origine del sincretismo diabolico fra la politica, il potere economico e la criminalità organizzata, che ha attivato quel processo di relativizzazione che sancirà la fine del Sistema liberista ateo e pagano, e le sue apocalittiche conseguenze sugli individui.

Nei paesi occidentali si è innescato un processo di “rifeudalizzazione”, dove una minoranza di filibustieri detiene la quasi totalità della ricchezza prodotta, mentre alla parte più povera, toccano gli avanzi dei loro baccanali e che noi, come un branco di cani randagi, addentiamo scodinzolando in attesa di un ulteriore boccone.
Dobbiamo dunque smetterla di sostenere i nostri carnefici – di renderli ricchi e potenti, avendone in cambio, disprezzo, indifferenza, e le ossa spolpate dalla voracità delle loro bocche fameliche, e di stomaci senza fondo che come buchi neri, travolgono nel loro vortice le nostre vite.



Sono loro gli ideatori delle ganasce fiscali! Quelli che ci ipotecano le case e ci bloccano le macchine per una multa non pagata o una tassa di circolazione evasa, inducendo gli individui, al suicidio!!
Sono quelli esentasse, che inquinano l’aria, l’acqua e il territorio, azzerando la qualità della nostra vita. Sono i puttanieri impenitenti tesi alla soddisfazione di ogni vizio e perversione che antepongono i “cazzi loro” ai diritti dei cittadini.
Sono gli affiliati a consorterie, corporazioni e logge segrete che sulla nostra pelle hanno costruito i loro imperi perversi. Sono gli imprenditori senza
scrupoli di quest’epoca insensata, politici asserviti al potere, notai canaglia, primari, chirurghi, dentisti, banchieri e prelati. Sono i PROFESSIONISTI: un’orda di figuri dai tratti mefistofelici, ai quali abbiamo consegnato la nostra anima e il futuro dei nostri figli in cambio di vane promesse di libertà, benessere e dipendenza.

Noi, all’opposto, siamo un branco di asini e di ignoranti fottuti, privi e privati del più remoto barlume di vera cultura, vera conoscenza e sana tradizione

Siamo costretti ad avvalerci sempre di terzi (i furbetti) che risolvano, alla bene meglio, i nostri problemi quotidiani; che siano pratici, psicologici o esistenziali.
E’ in questo modo che buttiamo via i nostri soldi e i risparmi di una vita per assicurare i vitalizi di questi porci umanoidi.
Finiamola dunque di farci prendere per il culo!!  Che cosa racconteremo ai nostri figli e nipoti della nostra codardia? Come giustificheremo il nostro immobilismo e l’ipocrisia dei nostri atti? Il tempo sta per scadere!

Il Sistema Bestia da tempo ha programmato un piano di sterminio globale, per contrastare le inevitabili rivoluzioni e sommosse che si accenderanno su tutto il pianeta per via dell’acqua, dell’energia e della cibo. Per questo, il Sistema non va combattuto, ma isolato in attesa che si spenga per stato di inedia.
Dobbiamo dunque aiutarlo a morire, recidendo di netto i suoi canali di alimentazione.

E’ tempo di alzare il culo dal divano delle libertà e impugnare la zappa per produrre vera energia!! Non siamo che un branco di debosciati e di scansafatiche senza speranza! Si, siamo alla fine, comunque la si voglia immaginare!!

Il Sistema politico, economico e mediatico è sul punto di collassare e se ci troveremo impreparati ad affrontare gli eventi, le possibilità di sopravvivere, sono quasi nulle. Tornare indietro, è il percorso più praticabile e meno utopico, contrariamente del perseverare in questa direzione.
”Il futuro  nel passato” e solo con un radicale intervento di riconversione del Sistema Liberista Relativista, potremo limitare i danni di una tragedia annunciata dai contorni apocalittici.
Per tale motivo, mi concedo il vezzo di elargire un paio consigli, attenendoci ai quali, saremo in grado di affrontare il prossimo futuro con relativa serenità.

a) Come primo atto, dovremmo smantellare tutte quelle fabbriche della morte che producono cose inutili, inefficaci e dannose, che sono responsabili del 90%, di tutti i danni procurati all’ecosistema, all’economia e alla salute dell’uomo.

b) Il secondo passo consiste nell’abbandonare definitivamente le città per ripopolare i vecchi borghi abbandonati, da Nord a Sud. In seguito, dovremmo acquistare appezzamenti di terra, grandi o piccoli che siano, e cominciare a zappare, seminare e raccogliere.

L’adattarsi alla nuova condizione – rinunciando finalmente a tutta quella montagna di falsi bisogni, interminabili perdite di tempo e frustrazioni connesse – farà scattare dentro di noi, insospettabili meccanismi da lungo tempo assopiti, e ci accorgeremo, in breve tempo, di possedere risorse inimmaginabili e una capacità di adattamento sorprendente.
E fu subito vita!


Pollino:“gente nel panico, intervenga Commissione Grandi Rischi”


“Un grave stato di disagio, accompagnato da panico e apprensione da parte dei cittadini e dalla modifica del loro stile di vita, tanto che in molti preferiscono trascorrere le notti in auto”: è la situazione che il sindaco di Mormanno, Guglielmo Armentano, descrive attraverso il sito internet gazzettadelsud.it a proposito dello sciame sismico in atto da oltre un anno sul Pollino, in una comunicazione inviata al Dipartimento nazionale della Protezione Civile ed al presidente della Regione Calabria, Scopelliti.
 momento, non sono stati registrati danni visibili – aggiunge Armentano – in ogni caso resta la massima allerta verso questo fenomeno imprevedibile e difficilmente gestibile”.

Il sindaco di Mormanno chiede al capo della Protezione civile “di convocare la Commissione Grandi Rischi per esaminare la situazione e porre in essere ogni utile azione che la gravità del caso richiede. E’ necessario, inoltre, potenziare, con ulteriore strumentazione, il monitoraggio del fenomeno da parte dei tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, già attivi da tempo sul nostro territorio”.

 


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