Il dicloroacetato induce al suicidio le cellule tumorali,ma non puo' essere sperimentato!


Ripubblichiamo anche nel nostro sito il seguente articolo apparso qualche tempo addietro su Galileo il sito Web diretto da Elisa Manacorda uno dei notiziari più vivaci, attenti e scientificamente attendibili non solo dell’Italia. Non abbiamo avuto occasione di parlare con ricercatori qualificati su questo tema, ma crediamo che il problema del dicloroacetato debba essere affrontato con grande attenzione senza farsi prendere da facili entusiasmi. Ma, giustamente, come è detto nell’articolo questo problema mette in evidenza i grandi problemi della medicina moderna. Sono molte purtroppo le molecole che non vengono sperimentate adeguatamente proprio perché sono conosciute da tempo e si trovano già in vendita a prezzi bassissimi e quindi non possono essere brevettate

: L’impossibilità di brevettarle rende queste molecole poco interessanti per le case farmaceutiche.””DCA, Dicloroacetato. È il nome della molecola che sta facendo emergere le contraddizioni della medicina e della farmacologia contemporanee. A gennaio, uno studio condotto all’Università di Alberta, Canada, e pubblicato su Cancer Cell, ha evidenziato che il Dca è un potente proapoptotico, è cioè in grado di ricondurre le cellule tumorali sulla strada della morte programmata, la sorte cui sarebbero destinate se non sviluppassero strategie di elusione che le rendono praticamente immortali.Questa piccola molecola agisce inibendo un enzima nei mitocondri (il Pdk, pyruvate dehydrogenase kinase) che, innescando un meccanismo a cascata, porta all’apoptosi delle cellule tumorali (ma non di quelle sane). Risultato: si osserva una drastica riduzione della loro capacità proliferativa e di crescita, con la conseguente riduzione della massa tumorale. Il tutto senza alcun effetto collaterale apparente.Ma si tratta solo di sperimentazioni su modelli animali. Il passaggio alla sperimentazione sull’essere umano è cosa lunga e difficile. Come al solito. Più del solito, in realtà. Perché il dicloroacetato è una molecola già in uso da decenni, soprattutto nella potabilizzazione e disinfezione delle acque, e nel trattamento di alcune sindromi metaboliche. Dunque non è brevettabile, e chiunque svolgesse trial clinici non potrebbe godere degli eventuali guadagni esclusivi derivanti dalla sua commercializzazione. È a tutti gli effetti un’ “orphan product”, per dirlo dell’americana Fda (Food and Drug Administration), che col patrocinio del dipartimento della salute, a tali prodotti, in particolare a quelli destinati alla cura di malattie rare, dal 1982, ha dedicato un ufficio competente l’Office of Orphan Product Development (OOPD). Per aggirare gli ostacoli e velocizzare i tempi, il responsabile della ricerca, Evangelos Michelakis, chiede un finanziamento al Ministero della Salute canadese. Ma la procedura di approvazione del piano di ricerca richiederà settimane, forse mesi. Così nel frattempo, con una lettera pubblicata sul sito dell’Università di Alberta, Michelakis lancia una sottoscrizione per finanziare i suoi studi suq questa promettente molecola. Occorrono almeno 1,5 milioni di dollari per cominciare; al momento si è fermi a 100 mila.Intanto i pazienti non stanno a guardare. Avidi di informazioni sugli esperimenti che potrebbero salvare loro la vita, ci mettono poco a scovare quelli sul Dca, a confrontarsi in rete, a mettere su una community di malati e loro parenti, esperti e non esperti. E ci mettono un attimo a reperire, anzi a produrre, e autosomministrarsi il dicloroacetato. Thedcasite.com (il sito di riferimento, insieme a buydca.com) diviene in breve un ingorgo di informazioni mediche e storie, consigli sulle dosi e sulle interazioni della molecola con altri farmaci. “Se c’è soltanto una piccola possibilità che il Dca faccia regredire o uccida il cancro, molti di noi si affretteranno ad usarlo”, dice MarkW. E lo stanno facendo.Molti comunicano i risultati delle analisi a intervalli regolari, un vero e proprio follow up; altri sono sfiduciati per l’inefficacia del trattamento. I temporanei miglioramenti di qualcuno sono additati allo straordinario potere del Dca. O a un miracolo. Tuttavia, la comunità scientifica è molto cauta. Al momento “si conoscono degli effetti di Dca a livello cellulare e preclinico, ma gli studi eseguiti non consentono di stabilire se il suo meccanismo d'azione abbia un interesse per la terapia dei tumori umani”, sostiene Maurizio D’Incalci, direttore del dipartimento di Oncologia all’Istituto Mario Negri di Milano. Inoltre, “sostanze con meccanismi d'azione analoghi non si sono rivelate efficaci quando sperimentate in modo rigoroso a livello clinico”.Cautela, dunque, anche perché “se si utilizzano preparazioni 'artigianali' vi sono dei rischi connessi alla mancanza di controllo di qualità del prodotto”. Quanto al metodo, continua D’Incalci, “credo che quel tipo di sperimentazione non consenta di ottenere delle valutazioni credibili dei risultati” anche se ritengo che “i pazienti e le loro associazioni debbano avere una parte attiva nella ricerca di nuove terapie e non subire quanto deciso dall’industria del farmaco. Ma attraverso una collaborazione ed uno stimolo costruttivo della comunità scientifica, che possiede gli strumenti scientifici e metodologici per condurre le sperimentazioni in modo appropriato”.Vista da uno storico e filosofo della medicina quale Gilberto Corbellini, professore ordinario di Storia della Medicina presso l’Università “La Sapienza” di Roma, la vicenda non ha molto rilievo per il “fatto che i malati si organizzino per cercare di bypassare o accelerare alcune fasi della sperimentazione clinica”. Questo, dice, “era già accaduto per la sperimentazione di alcuni farmaci antiAids”. Il caso diclororacetato, piuttosto, mette in luce “che sta crescendo l'insofferenza sia da parte dei pazienti sia da parte dei medici per i vincoli procedurali, di natura economica ma anche etico-politica, che condizionano le opportunità di cura. Verosimilmente sono soprattutto i controlli e i vincoli imposti dalla bioetica negli ultimi decenni che hanno determinato un aumento ingente dei costi della sperimentazione, al punto che oggi solo le imprese farmaceutiche possono sostenerli”. A tal punto, continua, “sarà inevitabile una crescente ribellione dei malati, che sono più disposti a correre rischi di quanto non ritengano i bioeticisti e i politici”.Ma Corbellini ci tiene a essere chiaro: “Nonostante l’eccesso di proceduralismo e di tutele che alla fine stanno mettendo la ricerca clinica nelle mani dei privati, la sperimentazione clinica è indispensabile per stabilire in modo obiettivo l'efficacia di un farmaco. E l'esperienza dei pazienti, a meno che venga organizzata nella forma di un trial clinico, non può appurare nulla. I pazienti devono capire che la sperimentazione clinica deve essere fatta in un certo modo per dare una risposta accettabile. In tal senso, dovrebbero comunque seguire le procedure, altrimenti rischiano di ritardare l'accertamento invece che accelerarlo”.Intanto, la molecola dei miracoli o della discordia, continua ad essere assunta. “Sono centinaia, ormai” sostiene Jim Tessano, il biologo creatore del sito su cui è possibile acquistare Dca. E tra essi comincia a serpeggiare la delusione per l’assenza di finanziamenti privati al «loro studio». “Perché la Bill & Melinda Gates Foundation non sta dando ciò che ha promesso?”, si chiede Steve in una delle stanze del forum.“Dobbiamo lavorare duro per immettere questo farmaco sul mercato” sostiene Jimmi a meno di una settimana dalla scomparsa della moglie, “speravo che il Dca funzionasse, non vorrei vedere più nessuno soffrire come ha fatto lei negli ultimi otto mesi”. Così, mentre le morti si succedono inesorabilmente, l’esperienza individuale cerca di trasformarsi in impegno sociale. Ed Internet si conferma essere il luogo di elezione di queste dinamiche, conferendo nuova pubblicità a fatti, eventi, persone e rendendo possibile quella che più di dieci anni or sono, un filosofo e antropologo canadese, Pierre Levy, ha definito intelligenza collettiva. Una capacità di conoscenza potenziata grazie all’interazione su scala globale di singole intelligenze ed esperienze.Sì, in effetti si tratta di un esempio di intelligenza collettiva”, conferma, seppure con cautela, Levy, “anche se Internet di per sé non crea alcuna conoscenza. Solo le comunità umane creano conoscenza, eventualmente attraverso l’uso di Internet”. Nel caso specifico, conclude lo studioso, “i pazienti e gli animatori delle comunità dovrebbero organizzarsi nello stesso modo della comunità scientifica per testare il Dca e riportare i risultati dei test. Questo è l’unico modo per trasferire conoscenza alle generazioni future”.


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Il piu' grande inganno alle spalle dell'umanita'!


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Indonesia: evento su larga scala sempre piu' vicino!

9 sett 2012 -   Disordini vulcanici in esponenziale aumento, ed uno dei più grandi terremoti intra-piastra a scivolamento orizzontale  mai registrati (11 aprile), sono una chiara indicazione dell'aumento della tensione lungo il versante tettonico dell'Indonesia. Il giorno della resa dei conti si avvicina. Il paese è la patria di più di 136 vulcani attivi, di cui circa 76 esplosero durante il periodo dell'Olocene. E' dallo scorso 11 aprile che il pianeta e' entrato in uno scenario di oscillazione che sta influenzando il dinamismo sismico globale. Le probabilità che una eruzione vulcanica di livello VEI 7 in uno dei tanti vulcani dell'arcipelago e' sempre piu' reale.Un tale evento vulcanico su vasta scala oggi avrebbe conseguenze devastanti ed incalcolabili per la maggior parte del pianeta Terra. 

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La sonda Nasa SDO registra un "eruzione solare complessa"

ERUZIONE SOLARE COMPLESSA: Interrompendo l'attuale situazione di giorni di quiete, la regione solare denominata sunspot AR1564 ha iniziato Sabato 8 settembre la produzione di un brillamento di classe M1. La sonda della NASA Solar Dynamics Obervatory (SDO) ha registrato il flash all'ultravioletto linkato dall'immagine che mostra più di un singolo brillamento. Questa eruzione viene definita "entangled" ovvero complessa. Un flusso magnetico ha guidato un'onda di plasma caldo facendole percorrere, dal luogo dell'esplosione iniziale verso un'altra regione attiva (AR1562) sul lembo occidentale, circa 250 mila chilometri di distanza. Poiché SDO è stato lanciato nel 2010, l'Osservatorio ha registrato centinaia di eruzioni "entangled". A volte si diffondono come una reazione a catena in grado di coinvolgere quasi tutta la superficie del Sole. Un buon esempio fu l'eruzione globale dell'agosto 2010

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La Bibbia Psichiatrica alimenta l'industria delle malattie

"L'esercito della psichiatria si sta nuovamente mobilitando, e marcia come una legione imperiale dentro i territori non ancora conquistati dello spirito umano”. 
La dimostrazione di quest'affermazione è tutta dentro la quinta edizione del cosiddetto Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, noto come DSM-5. Giunto ora allo stadio di bozza finale, sarà distribuito durante la riunione annuale dell'Associazione Psichiatrica Americana, che si terrà il prossimo maggio.

Gli autori delle varie edizioni del DSM sembrano ansiosi di dimostrare come ogni traccia di dispiacere emotivo meriti attenzione da parte di un professionista. La tristezza viene riclassificata come malattia. La medicalizzazione della vita quotidiana progredisce a velocità stupefacente.

Chi non vi è direttamente coinvolto potrebbe sottovalutare la cosa, considerandola come il più recente caso di confusione intellettuale creata da esperti presuntuosi e saccenti. Per i pazienti però la cosa è più grave. Un'etichetta medica, inventata da teorici ambiziosi, e applicata superficialmente da medici inesperti, può erodere la fiducia in sé stessi. Una diagnosi può rovinare una vita.

Le varie edizioni del DSM hanno via via condotto a eccessive diagnosi, e a un boom di prescrizioni. La tristezza, per esempio, riceve particolare attenzione nel DSM-5: i più la considerano parte della vita, ma per il DSM indica depressione. Con il DSM-5, una condizione di tristezza che duri oltre due settimane può essere diagnosticata come depressione, e richiedere la prescrizione di antidepressivi.

I critici del DSM-5 hanno un alleato che non si aspettavano: Allen J. Frances, ex primario di psichiatria alla Duke University. Frances è stato presidente del comitato editoriale che ha redatto la versione attuale - il DSM-4, e ora ammette che la cosa gli è sfuggita di mano: l'ingiustificata espansione del concetto di malattia è avvenuta proprio nel periodo in cui lui era in posizione di responsabilità. Adesso si adopera con tutti i mezzi per raddrizzare le cose. Il caso dell'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è quello che più lo preoccupa: le versioni precedenti del DSM hanno incoraggiato diagnosi eccessive, creando l'apparenza di un'epidemia internazionale di ADHD.

Adesso, dice Frances, il DSM-5 abbasserà ulteriormente la soglia per le diagnosi. Questo significa che il Ritalin verrà prescritto a un numero sempre maggiore di bambini, puntualmente descritti in un crescente numero di articoli come incontrollabili e mal cresciuti.

Monti chiede una riunione di emergenza per la repressione del pensiero libero!



Monti ha chiesto al presidente europeo Van Rompuy di convocare a Roma una mega riunione dei capi di stato e di governo europei per combattere fenomeni "che possono portare alla disintegrazione dell'Unione Europea"

Perché In Europa "c'è il rischio che mentre la costruzione europea si perfeziona, le difficoltà dell'Eurozona facciano emergere grandi, crescenti e pericolosi fenomeni di rigetto nelle opinioni pubbliche dei vari Paesi con tendenze all'antagonismo e populismi che mirano alla disgregazione”. Secondo il premier, la "contrapposizione tra Paesi del Nord e del Sud dell'Europa" fa "riemergere vecchi stereotipi e vecchie tensioni: è paradossale e triste che mentre si sperava di completare l'integrazione europea si verifichi un pericoloso fenomeno opposto che mira alla disintegrazione dell'Europa. E questo avviene in quasi tutti i Paesi". E ha sottolineato che Van Rompuy "ha accolto la proposta su questo tema che è un tema ancora più importante per l'Europa delle questioni tecniche. E' un problema politico perché bisogna evitare il nascere di questi fenomeni".
Noi della rete del risveglio vogliamo dare una mano a trovare il modo di reprimere efficacemente chi si oppone agli eurocrati. E facciamo una serie di proposte, confidando che i due prediletti dei proessori gesuiti ne traggano profitto:
Usare l’Eurogendfor per arrestare tutti quelli che si sono espressi contro il superstato europeo delle élites non elette. Visto che la riunione si tiene a Roma, si potrebbero rinchiudere subito al Colosseo per rinverdire i fasti dell’Impero. Belve nei palazzi romani se ne trovano senza problemi…
Far firmare ai reclusi sotto tortura un foglio nel quale rinunciano a contestare eurolandia per sempre, dando in garanzia i propri beni e stipendi presenti e futuri, con ipoteche e cessioni in favore del MES e della BCE.
Lobotomizzare i più recalcitranti, oppure sottoporli a tutti i vaccini prodotti con i soldi e le ricerche della Fondazione Rockfeller.
Ascolto forzato di 8 ore al giorno di discorsi di Casini, Fini, D’Alema, Bersani e Berlusconi. E lettura ripetuta e continuata di Repubblica.
Fargli cantare tutti i giorni: “ Sole che sorgi…” Guardando il busto di Mario Monti ( o Draghi fa lo stesso).
Sacrificare al Dio Euro i propri figli maschi primogeniti.
Nelle ore libere, lavori forzati per il completamento della TAV in Val si Susa.
E speriamo che quanto sopra possa bastare a placare la sete…… di giustizia degli eurocrati.
Fateci pure tutto questo, ma non riuscirete a farci cambiare idea su quello che state facendo: finchè potremo pensare con il nostro cuore rimarremo liberi!
Lo facciamo anche per voi. In effetti è la vostra unica vera speranza: che un giorno possiamo aiutare anche voi a liberarvi dalle catene…


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Il dogma europeista


Di Salvatore Santoru
Mario Monti ha recentemente proposto un vertice  europeo straordinario per contrastare il crescente populismo euroscettico,che a suo dire,mira a disintegrare l'Europa unita.Invece di analizzare  le cause scatenanti di questo fenomeno,i burocrati di Bruxelles e i nostrani politici,"tecnici" o meno,puntano alla semplice demonizzazione ,pur di rimanere ciecamenti fedeli al dogma europeista.Nessun passo indietro,son necessari i "sacrifici di tutti","l'euro è un successo" questi gli slogan lanciati dalla "nostra" classe dirigente pur di proseguire nell'edificazione del  superstato europeo:poco importa a questi "tecnici" se i sacrifici li fanno sempre i soliti e che l'euro si è rivelato un disastro.Ma forse il "successo" dell'Europa unita sta proprio nel suo fallimento:lo scopo è quello di rendere l'Ue sempre più centralizzata al fine di creare lo stato unico d'Europa fondato sull'utopia,anzi la distopia tecnocratica.Sono già operative diverse forze militari europee,come l'Eurogendfor,l'Euromarfor e l'Eufor,anche se manca un vero e proprio esercito,e si vuole una "super Bce" pur di salvare l'euro.Insomma il cosidetto nuovo ordine europeo è già presente,seppur in modo embrionale.I sacerdoti del dogma europeista hanno detto che la "nuova Europa" sarà la panacea di tutti i mali,ma per esperienza c'è ben poco da aspettarsi.Un'alternativa a tutto questo  c'è:uscire dall'euro e abbandonare questo progetto ormai in disuso,e porre le basi per un'altra Europa,l'Europa dell'autonomia e dell'autodeterminazione popolare, l'Europa  delle libertà.Ma per i sacerdoti di Bruxelles ,secondo i quali non c'è nè potrà esserci alternativa,affermare  ciò è solo populismo.Contenti loro.

 


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