Emilia Romagna: il fracking secondo alcuni la causa scatenante del terremoto!

Il terremoto che è avvenuto in Emilia Romagna ha un tragico bilancio, In molti si chiedono quali possano essere le cause dell'evento: secondo un esperto è Il movimento della Dorsale ferrarese nel sottosuolo. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha rivisto a 6 (dal precedente 5.9) la magnitudo del terremoto in Emilia Romagna delle 4.04 e l’ipocentro della scossa a 5,1 km di profondità (dai precedenti 10,1). Nella stessa zona, alle 5.35 è stata registrata una replica di magnitudo 3.3 e, alle 5.44, una terza scossa di magnitudo 2.9. 

Sul web in molti ritengono che la causa della scossa sia da ricercare nelle pratiche di fracking che consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po' di tutto, a seconda della "ricetta" del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere. Si dice che da inizio anno sono stati 632 i terremoti in Italia e gli ultimi tutti in Nord Italia proprio nelle zone vocate a Shale gas interessate alla pratica del fracking. 

Ma il terremoto è avvenuto per cause naturali come sostengono i media o c'è dietro altro? Possibile che la causa sia da ricercare negli interessi economici che l'Italia ha sulle prospezioni geologiche condotte nel sottosuolo per la ricerca di idrocarburi? Ma il fracking è legale o illegale? 

Segnali evidenti di fracking si sono presentati ad esempio con quelle strane fuoriuscite d’acqua dal terreno prima del terremoto del 19 Maggio 2012 in Emilia Romagna. Il fontanazzo aperto a Bondeno (Ferrara), con la fuoriuscita di acqua e sabbia provocata dall’aumento del livello dell’acqua di falda che ha preceduto le scosse

Qualche giorno fa il ministro Romani è andato a parlare all’Unione Petrolifera Italiana ed ha affermato "Che l’Italia ha bisogno di un significativo contributo dalle produzioni nazionali di idrocarburi già a partire da quest’anno". Da quando il ministro dello Sviluppo Economico ha concesso le autorizzazioni ai petrolieri americani per effettuare prospezioni ed estrazioni sul territorio italiano, i terremoti sono aumentati in maniera preoccupante, anche in zone normalmente considerate a basso rischio. E siccome l'Italia ha così bisogno di idrocarburi ecco che è necessario produrre novanta mila barili in più al giorno in Basilicata aumentando di 90mila volte i rischi legati all'inquinamento e a disastri ambientali di varia identità. Ma come dice Romani "Senza energia si torna al Medioevo”. 

Per il settore gas, infine, il ministro apre allo “sfruttamento dello shale gas”, ovvero l’utilizzo di pratiche estrattive devastanti per il delicato equilibrio idrogeologico della Basilicata, che consiste nell’utilizzo di tecniche quali il fracking per estrarre petrolio e gas dalla fratturazione delle rocce scistose. Queste pratiche sono vietate in molte nazioni, compresa l’Italia, proprio per i gravi rischi di contaminazione dell’ambiente e delle falde idro-potabili. Ma mentre in Italia abbiamo un ministro che svende il territorio nazionale agli interesse delle grandi multi nazionali per cercare di incassare quanto più possibile nel mondo, esiste uno stato come il Vermont che banna il fracking ma ovviamente tutti i maggiori gruppi petroliferi USA come da prassi hanno detto che il Vermont ha deciso di intraprendere politiche irresponsabili, che le trivelle portano lavoro, soldi e sicurezza energetica. 

Dicono che la decisione del Vermont ignora fatti, scienza e tecnologia e che le estrazioni di gas sono sicure. Perchè si può affermare che il terremoto in Emilia Romagna può essere collegato alle pratiche di fracking? Perchè anche nell’Ohio da più parti hanno iniziato a pensare che i terremoti avvenuti lì possano essere provocati dall’ “Hydraulic fracking".   Finora le principali contestazioni a questa tecnica avevano riguardato il pericolo di inquinamento delle falde superficiali, vuoi per fratture nelle pareti di cemento dei pozzi, poco accuratamente colate, vuoi per la cattiva impermeabilizzazione del fondo dei bacini di raccolta delle acque di risalita dai pozzi (in qualche caso hanno traboccato a causa di piogge torrenziali). Talvolta dai rubinetti domestici sono fuoriusciti gas infiammabili o fanghi maleodoranti. 

Le Autorità dello Stato di New York hanno proibito l’estrazione, con questo metodo, nei bacini idrografici utilizzati per l’approvvigionamento idrico delle grandi città e hanno chiesto di utilizzare solo serbatoi stagni per lo stoccaggio. Negli USA (ma in molte parti del mondo) l'industria sta portando avanti decise operazioni di lobbying per convincere il Congresso e i singoli Stati che il fracking sia sicuro. Ma a dimostrare il contrario ci sono centinaia di storie di persone che vivono nei pressi di giacimenti dove si utilizzano queste tecniche e dove c'è un alta incidenza di tumori, elevata radioattività, acqua e aria contaminate da metano.

Il sisma emiliano era prevedibile. Attenti alle anomalie al sud

Il terremoto che ha colpito domenica 20 Maggio l’Emilia Romagna e ucciso 7 persone era prevedibile per una serie di anomalie analizzate. Lo rivela un‘intervista fatta al professore Alessandro Martelli, Direttore del Centro Enea di Bologna. L’ingegnere sismico, apprezzato esperto di fama nazionale e non solo, rivela un rischio ulteriore molto più grave che potrebbe adesso colpire il sud
Direttore, era prevedibile il terremoto in Emilia? Ci sono state analisi precedenti?
Si, era stato previsto. Ci sono dei “cosiddetti” strumenti di previsione che sono fatti in diversi Paesi, in Italia li fa l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) e l’Università di Trieste. In base al verificarsi di possibili anomalie nelle tre zone italiane, nord, centro e sud vengono emessi degli allarmi. E’ un po’ come misurare la temperatura corporea e vedere se hai la febbre.
E sono stati emessi allarmi?
Si, in marzo è stato diramato un allarme per la zona nord perché era stato stimato un movimento del terreno di magnitudo maggiore del 5,4. C’erano notevoli probabilità che a nord sarebbe arrivato un terremoto. La regione allarmata era questa anche perché c’erano stati terremoti vicini, nel Garda, nel veronese, poi a Parma. L’algoritmo dell’analisi mostrava che era fortemente probabile.
E come mai nessuno lo sapeva?
Si  tratta di metodologie sperimentali. Gli allarmi non vengono divulgati ma comunicati a un gruppo di esperti nazionali . Nella Commissione Grandi Rischi si sapeva, ne abbiamo propria parlato il 4 maggio.
E cosa è stato fatto in proposito per preparare all’evento?
Se ne discusse anche perché questo tipo di analisi non sono accettate da tutti i sismologi. Io posso solo dire che la Commissione Nazionale Grandi Rischi era informata dai primi di marzo.
Sono previste altre scosse in Emilia?
Non si può dire. Ha ragione Gabrielli (Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ndr) che bisogna attendere e stare attenti. Ci potrebbero essere solo scosse di assestamento come scosse più forti. Non occorre arrivare a conclusioni senza avere tutti gli elementi.
Ma cosa bisognerebbe fare in questi casi?
Non si possono immediatamente evacuare delle zone per mesi ma di sicuro si può verificare le strutture strategiche,  e organizzare la protezione civile, informare la popolazione su come si deve comportare.
Ma che sia andata come è andata… non l’allarma?
Certo! Più del nord adesso però mi preoccupa il sud. Per il nord c’erano stati due studi. Uno allarmava per un  eventuale terremoto e l’altro no. Ed è arrivato il terremoto in Emilia. C’è un allarme per il sud più grave in arrivo perché lì sono stati applicati tre modelli di studio. Tutti e tre danno l’allarme rosso. Quindi questo preoccupa oltretutto perché prefigura un eventuali terremoto molto violento.
Ma lei non aveva denunciato tempo fa che in Italia, al sud, esistono stabilimenti industriali potenzialmente soggetti a rischio di incidente rilevante in caso di terremoti?
Si, hanno sostanze potenzialmente pericolose in elevate quantità. Sono impianti chimici, ci sono stabilimenti che contengono serbatoi di gas naturale liquefatto (Liquefied Natural Gas o LNG), altri serbatoi di stoccaggio di grandi dimensioni, rigassificatori…
Ma qual è  il problema tecnico di questi impianti?
Il problema è che le scelte progettuali degli impianti sono state lasciate ai gestori e, generalmente, non è noto, per i diversi stabilimenti, se e quali criteri antisismici siano stati adottati. Poi c’è il rischio da maremoto, evento raro, ma non impossibile (vedi l'incidente di Fukushima, ndr) e che, quando si verifica, è devastante: questo rischio appare del tutto trascurato negli impianti chimici italiani situati in prossimità delle coste, e in aree sismiche come ad esempio a Milazzo o se penso ai serbatoi sferici situati a Priolo-Gargallo, sono alquanto pessimista e preoccupato. Manca In Italia una specifica normativa per la progettazione antisismica degli impianti chimici.

Forte terremoto, di 5.8 gradi Richter, ha investito nella notte la Bulgaria

Una forte scossa sismica, di 5.8 gradi sulla scala Richter, ha investito nella notte la Bulgaria occidentale, ed e' stata avvertita anche a Sofia, dove gli abitanti si sono precipitati nella strade. Nessun ferito. L'epicentro del fenomeno e' stato localizzato ad appena 9,4 chilometri di profondita' nei dintorni di Pernik, una trentina di chilometri a sud-ovest della capitale, dove la popolazione e' stata sollecitata a non rientrare in casa.

Al movimento tellurico principale ne sono seguiti una quindicina di assestamento nell'arco di circa tre quarti d'ora, dalla magnitudo compresa tra 4,2 e 4,3. In diverse localita', Sofia compresa, sono stati denunciati il crollo di camini e l'apertura di crepe nelle mura dei palazzi, ma nessuna interruzione nella somministrazione di coerente elettrica o acqua potabile ne' nelle telecomunicazioni. Niente segnalazioni di pericolo neppure per quanto riguarda la grande diga di Studena, che sorge alle porte di Pernik: il sindaco della citta', Rositsa Yanakieva, ha assicurato che la struttura e' in buone condizioni, e che e' comunque monitorata costantemente.

I danni materiali, tuttavia, sarebbero importanti, secondo testimoni che hanno riferito di tetti caduti, muri crollati o crepati e finestre rotte.


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Ancora paura in Emilia, scossa di 4.1 preceduta da un boato!

Lunedì 21 Maggio 2012 - 19:04
MODENA - Una scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione tra le province di Ferrara e Modena. Le località prossime all'epicentro sono Finale Emilia (Modena), Bondeno (Ferrara) e Sant'Agostino (Ferrara). Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 18,37 con magnitudo 4.1. Subito sono stati allertati i vigili del fuoco, mentre le persone presenti al Centro operativo misto si sono prontamente allontanate dalla struttura. Una breve scossa di terremoto, probabilmente di assestamento, è stata avvertita anche a Sant'Agostino, nel ferrarese. La scossa è durata solo alcuni secondi.

NUOVI DANNI NEL BOLOGNESE. Aumenta il bilancio dei danni del terremoto in provincia di Bologna, in particolare quelli causati dalla scossa delle 15.18 di ieri che ha causato crepe e crolli nei comuni di Molinella, Malalbergo e Baricella. In attesa di un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, i carabinieri e alcuni tecnici comunali hanno vietato l'accesso al Palazzetto di via Libertà di Molinella e a due chiese a Baricella: Santa Filomena, nella frazione Passo Segni, e Santa Maria in piazza Carducci, entrambe danneggiate da profonde crepe nei muri e la chiesa di Santa Filomena anche dal crollo parziale della balaustra del campanile. A Malalbergo invece ha ceduto il soffitto di un casolare abbandonato in via Nazionale. Fra gli interventi svolti dai carabinieri nella zona c'è stato anche il salvataggio di una donna di 73 anni di Baricella: la pensionata è caduta a terra, lussandosi una gamba, mentre cercava di allontanarsi da casa spaventata dopo la scossa di ieri pomeriggio. Visto che l'appartamento era chiuso a chiave dall'interno, i carabinieri hanno sfondato la porta permettendo ai medici del 118 di soccorrere la donna e di trasportarla all'ospedale di Bentivoglio.

Fukushima, e' una bomba ad orologeria per l'intera umanita'!

Un terremoto nell'area di Fukushima metterebbe a repentaglio la stessa continuazione della vita sulla Terra.
E' scandaloso il comportamento dei media americani di fronte al disastro di Fukushima Daiichi.
Qual è la situazione reale? Perché i media non ne parlano?
I media sono soliti bombardarci con lanci di notizie incessanti quando gli avvenimenti – specie se disastrosi - sono 'caldi', vale a dire appena accaduti o in corso di svolgimento, per poi abbandonare quasi del tutto situazioni che potrebbero rivelarsi ancora più drammatiche.
Così nell'assordante silenzio dei media americani una sola voce ufficiale si è levata per ricordare al mondo che la bomba a orologeria di Fukushima continua nel suo inesorabile ticchettio.
Il senator Ron Wyden, che peraltro è stato l'unico a visitare Fukushima, ha lanciato un serio allarme sulla situazione del reattore N.4. Ha energicamente esortato l'ambasciatore giapponese ad accettare l'aiuto internazionale per prevenire la fuoruscita di materiale radioattivo dalla centrale. Wyden rileva come "lo stato precario della centrale nucleare di Fukushima Daiichi ed il rischio rappresentato dall'enorme quantità di materiale radioattivo e di scorie nucleari in caso di futuri eventi sismici, dovrebbe essere serio motivo di preoccupazione per tutti e stimolare un maggiore aiuto ed assistenza internazionali" (1)

Seduti_su_una_bomba_a_orologeria2Prima di Wyden si era alzata la voce di Mitsuhei Murata, ex-ambasciatore in Svizzera e in Senegal che aveva detto, senza mezzi termini, che in caso di nuovo terremoto nel distretto di Fukushima – e stiamo parlando del circle of fire, una delle zone più sismiche al mondo – nel reattore N.4 potrebbe innescarsi una reazione a catena che renderebbe rapidamente tutto il Nordamerica inabitabile per gli esseri umani per secoli! Si tratta di diffusione di radiazioni 85 volte superiori a quelle di Chernobyl. Una quantità immensa.
Il reattore N.4 – rileva da parte sua Robert Alvarez, Senior Policy Adviser del Secretary and Deputy Assistant Secretary for National Security and Environment del Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti - è danneggiato strutturalmente ed è oggi senza protezione nei confronti degli elementi atmosferici. Il contenitore – situato circa 30 metri sotto terra,  è in grado di emettere una quantità di Cesio-137 dieci volte superiore a quello liberato dalla catastrofe di Chernobyl. Il problema è che le infrastrutture per poter svuotare questi contenitori del loro pericolosissimo carico, sono andate completamente distrutte in tutti e quattro i reattori. (2)
Qual è la situazione reale? Perché i media non ne parlano?
Vediamo i fatti
Il reattore N.4 contiene 1.535 barre di carburante nucleare spento altamente radioattivo, in grado di emettere radiazioni per 37 milioni di curie.
Le barre sono contenute in una 'piscina' a 30 metri di profondità esposta alle intemperie e danneggiata strutturalmente.


A non più di 50 metri dal reattore N.4 c'è una 'piscina' ancora più grande che contiene 6.737 barre di combustibile nucleare radioattivo, anch'esse esposte agli elementi.

Se un evento sismico causasse dei danni strutturali al reattore N.4 l'emissione di radiazioni renderebbe totalmente impossibile qualsiasi tipo di intervento umano nell'area e pertanto di rimozione di altre barre radioattive.

Seduti_su_una_bomba_a_orologeria3In tutto le 11.421 barre radioattive ancora presenti a Fukushima Daiichi contengono una radioattività di 336 milioni di curie, di cui 134 di Cesio-137.
La liberazione nell'atmosfera di tale quantità di Cesio potrebbe distruggere completamente l'ambiente se non totalmente la nostra civiltà.
Cosa fanno i governi e le istituzioni che dovrebbero proteggerci? (3)
Poco o niente.
La politica dello struzzo quando non un più sfacciato cover-up.
Già quando si era liberato il pennacchio di fumo radioattivo dalla centrale di Fukushima ci sono le prove che il FOIA (Department of State Freedom of Information Act) avesse in mano tutti gli elementi per valutare correttamente la situazione, ma si è preferito minimizzare e nascondere alla gente la vera entità della minaccia costituita da Fukushima.
A questo punto sta a tutti noi fare pressioni sull'opinione pubblica e sulle strutture internazionali per attivare ogni possibile azione diretta a 'sterilizzare' il reattore di Fukushima Daiichi, ad esempio con questo appello al segretario delle nazioni Unite: http://fukushima.greenaction-japan.org/2012/05/01/an-urgent-request-on-un-intervention-to-stabilize-the-fukushima-unit-4-spent-nuclear-fuel/
[1] http://www.wyden.senate.gov/news/press-releases/after-tour-of-fukushima-nuclear-power-station-wyden-says-situation-worse-than-reported
[2] http://www.nuc.berkeley.edu/forum/218/nuclear-expert-fukushima-spent-fuel-has-85-times-more-cesium-released-chernobyl-%E2%80%94-%E2%80%9Cit-woul
[3] http://akiomatsumura.com/2012/04/682.html
Tratto da: dioni

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Perforazione del super vulcano dei campi flegrei, partono le proteste!

NAPOLI - "Riteniamo quantomeno azzardato - denunciano il commissario campano dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dell' area flegrea del Sole che ride Giuseppe Martusciello - aver autorizzato da parte del Comune di Napoli le trivellazioni fino a 3800 metri di profondità sui terreni di Bagnoli Futura per studiare il super vulcano dei Campi Flegrei considerato tra i più pericolosi al mondo Una ricerca, finanziata per milioni di euro, che non esclude, secondo molti scienziati di fama internazionale, grandi rischi di arrivare al magma, scatenare fuoriuscite di gas o peggio ancora generare terremoti in una delle zone più densamente abitate al mondo. Senza contare che non esiste ad oggi da parte della Protezione Civile nazionale un piano di fuga ed evacuazione dell' area. Tutto ciò mentre è appena avvenuto un gravissimo e drammatico terremoto in Emilia Romagna con diverse vittime, ennesima dimostrazione di come è altemente instabile il territorio italiano. Chiediamo quindi all' amministrazione comunale di realizzare ulteriori approfondimenti ottenendo quantomeno un parere positivo ed una assunzione di responsabilità della Protezione Civile Nazionale e rassicurazoni da soggetti terzi per i residenti dell' area".

Il Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei ha organizzato una pubblica assemblea denominata "Valutazioni sulla pericolosità delle perforazioni a Bagnoli nella caldera attiva dei Campi Flegrei" che si terrà lunedì 21 maggio alle ore 17 presso il Trinity Point di Viale Campi Flegrei nei pressi della stazione della metropolitana.

Come si legge nel comunicato rilasciato dal comitato, "essendo prevista una perforazione profonda all'interno di Bagnoli Futura da estendere poi nel golfo di Pozzuoli e considerato che la trivellazione dovrà essere effettuata in una zona destinata a Parco Pubblico e ad alta densità abitativa in assenza di piani nazionali per rischi sismici, industriali e ambientali sono stati invitati a relazionare sull'argomento Professori Universitari e Ricercatori esperti del settore che potranno spiegare i potenziali rischi legati ad un attività del genere".

Relazioneranno il Prof. Benedetto De Vivo ordinario di geochimica all'Università "Federico II", Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo dell'Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia, ed il Prof. Franco Ortolani ordinario di geologia all' Università "Federico II".

Trasmissione meteo suggerisce di usare gli aerei per spruzzare biossido di zolfo nell'atmosfera


Aggiornamento del 20 maggio 2012: il video qui sopra è stato censurato assieme a tutto il canale youtube che lo ospitava, esattamente due giorni dopo che veniva pubblicato questo articolo ... ci sono cose che danno troppo fastidio a quanto pare ... Ad ogni modo ecco di nuovo il video reperito su un altro canale (per sicurezza l'ho pure registrato a presto sarà disponibile il download della registrazione).



  In questa spezzone di una trasmissione meteo in lingua inglese possiamo vedere come venga prospettata una costosissima idea di "geoingegneria" ovvero cambiamento artificiale del clima terrestre tramite immissione nell'aria di particolari particelle e/o composti chimici.

Ci si riferisce qui ad un costosissimo "ombrello" (400 milioni di dollari) per riparare la terra dai raggi del sole di modo che si possa raffreddare. Questa volta invece che sul dannossissimoparticolato di alluminio si punta sul biossido di zolfo (SO2) che come si vede dal secondo 30 del video, dovrebbe essere sparso nell'aria tramite aerei.

Ma cos'è il biossido di zolfo (detto altresì anidride solforosa)?

Leggetevi questa lista di inquinanti dove tale sostanza è al primo posto: Inquinanti+e+loro+effetti . Da tale sito riportiamo quanto segue:

Effetti sull'uomo e sull'ambiente: a basse concentrazioni è un gas irritante per la pelle, gli occhi e le mucose dell'apparato respiratorio, mentre a concentrazioni più elevate può provocare patologie respiratorie come asma e bronchiti. In atmosfera l'SO2 si ossida ad anidride solforica e, in presenza di umidità, si trasforma in acido solforico, responsabile del fenomeno delle piogge acide, con conseguenti danni sugli ecosistemi acquatici e sulla vegetazione.
Bene, molto bene, una gran bella idea quella dell'ombrello di anidride solforosa!

Sul sito dell'ARPA del Friuli V. G., relativamente ai principali inquinanti atmosferici rilevati, troviamo scritto:

L’anidride solforosa, gas molto irritante per la gola, gli occhi e le vie respiratorie pur non presentando una propria tossicologia, è fattore predisponente all’acuirsi di malattie croniche nei soggetti più esposti quali anziani, in particolare asmatici, e bambini. In ragione della sua alta idrosolubilità, l’85% della SO2 viene trattenuta dal rinofaringe e solo in minime percentuali raggiunge zone più distali quali bronchioli ed alveoli.
Episodi di inquinamento atmosferico con aumento delle concentrazioni di biossido di zolfo sono risultati associati in studi epidemiologici con l’incremento sia dei ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie sia con l’aumento della mortalità generale.
Adesso il quadro è chiaro, e spero che adesso comprenderete il mio odio profondo verso questi folli progetti di geoingegneria.

Per altro, come fare a meno di notare la somiglianza di questa idea con quella che, secondo le denuncie di  centinaia di migliaia di attivisti in tutto il mondo, è una pratica consolidata da una decina di anni?

cielo notturno offuscato dalle scie, che di notte lasciano una coltre che impedisce alla terra di raffreddarsi: ecco la vera serra artificiale!
Stiamo parlando delle scie chimiche, che, secondo le persone che ne denunciano l'esistenza, la realtà e la pericolosità, contengono a volte anche composti a base di zolfo come l'esafluoruro di zolfo, che può concausare incendi. Non è biossido di zolfo però sempre di zolfo si tratta ... è solo una coincidenza?

scie ricoprono il cielo diurno; altra serra artificiale che non è fatta di CO2!
La giornalista del video inserito nel presente articolo termina il servizio dicendo che però non ci sono certezze che questa idea funzioni per il meglio, e che giocare con la naturapotrebbe essere controproducente. Il guaio è che il titolo e l'enfasi del servizio sono nella prima parte, nella descrizione della spettacolare idea per "salvare il pianeta dal riscaldamento globale" e spesso pochi fanno caso alle ultime frasi dette alla fine.

Ma davvero il pianeta si sta riscaldando in maniera irreversibile e pericolosa?

Finore le terrificanti previsioni dei catastrofisti del riscaldamento globale sono state disattese, e sono state scoperte anche diverse incongruenze nelle loro teorie, persino manipolazione fraudolenta dei dati. Sarebbe il caso di informarsi meglio.

Fonte:http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/05/trasmissione-meteo-suggerisce-di-usare.html

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