Il disgelo della regione Artica potrebbe innescare un mega-Tsunami!

Tsunami come quelli che hanno colpito Sumatra o il Giappone non hanno nulla a che fare con il cambiamento climatico. Sono fenomeni geologici. "Tuttavia, il processo di aumento delle temperature nella regione artica è in grado di produrre una serie di eventi che collegano il disgelo con le onde giganti", ha spiegato Angelo Camerlenghi, ricercatore che parteciperà quest’anno e nel 2013 a delle spedizioni nell'Artico per valutare il rischio di questa catena di eventi.

7.000 anni fa, uno tsunami ha devastato le coste della Norvegia, della Scozia e delle Isole Faroe. "La causa è stata una valanga di sedimenti sotto il mare, migliaia di metri cubi oltre 300 km nel Mare di Norvegia, il cosidetto scorrimento di Storegga," dice Roger Urgelés, ricercatore presso l'Istituto di Scienze Marine (CSIC). Secondo alcuni geologi, la frana è stata causata dalle scosse e dal rilascio di gas prodotti durante il disgelo, quando il ghiaccio preme sul fondo del mare e la temperatura sale.

Questo è il possibile collegamento tra riscaldamento globale e maremoti generati da frane sottomarine. Questa possibilità è ancora più inquietante se si pensa che i cambiamenti climatici spingono la popolazione a vivere sempre più vicino alle zone dell’Artico, dice il geologo, e questo aumenterà il numero delle persone esposte al rischio.


"In Artico ci sono situazioni di grande instabilità, in alcuni sedimenti", spiega Camerlenghi. Durante i periodi di massimo glaciale, il ghiaccio, "come un bulldozer", trasporta sedimenti dalla piattaforma continentale, l'area sommersa vicino alla costa, verso l'area di scarpata continentale, con un inclinazione verso l'abisso, dove vengono depositati sedimenti più fragili. Quando la calotta di ghiaccio viene rimossa, la crosta ha meno pressione - "come se dovesse gonfiarsi," dice Camerlenghi - il che provoca i terremoti. Allo stesso tempo, l'aumento della temperatura fa sì che il metano conservato passi ad uno stato solido, occupando un volume 160 volte maggiore", spiega Urgelés. La combinazione di questi fattori può portare al crollo dei sedimenti lungo il pendio. Questo processo non si verifica nei ghiacci antartici perché non ci sono vecchi sedimenti, e le pendenze sono stabilizzate.

Anche se altri ricercatori hanno definito improbabile ma non impossibile questa sequenza, Camerlenghi ritiene importante esplorare il fenomeno. Lo spostamento di Storegga è stato studiato dalla società che operava nel campo sottostante, e il team Camerlenghi ha rilevato tracce di valanghe prima di altri. Ma la spedizione che partirà quest'anno con le navi spagnole, e che continuerà con i tedeschi coinvolgendo scienziati provenienti da cinque paesi, sarà la prima dedicata esclusivamente a questo tema.
http://www.thedayafter.it/2012/01/l-delle-temperature-potrebbe-creare.html

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100 balene si arenano in Nuova Zelanda,una nuova strage!

23 gennaio 2012 - Nuova Zelanda - Circa cento balene pilota si sono arenate a largo Di Golden Bay in Nuova Zelanda,ventidue esemplari gia' sono stati rinvenuti senza vita.Esperti del Dipartimento di Conservazione della fauna marina stanno cercando di spostare le balene in acque piu' profonde nel tentativo di disincagliarle.Gli esperti dicono che non sono riusciti a disincagliare gli animali per le difficoltose avversita' del mare si spera nell'alta marea.Le balene risultavano palesemente disorientate e sembravano non rispondere alle sollecitazioni fatte dagli esperti del del (DOC).le autorita' minimizzano sull'accaduto riferendo che Golden Bay e' un posto solito per gli spiaggiamenti di questi animali. 
http://www.nzherald.co.nz/nz/news/article.cfm?c_id=1&objectid=10780608

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California: imponente movimento di mezzi militari,dove sono diretti?


23 gennaio 2012 su Youtube e' stato caricato questo video registrato al confine tra la California ed il Messico che mostra un imponente trasferimento di carri armati e mezzi blindati,dove sono diretti?Che abbiano qualcosa a che fare con la crescente tensione con l'Iran e l'area mediorientale???Continua a chiedermi i che mondo viviamo?milioni di esseri umani muoiono di fame nel mondo e questi spendono miliardi per l'industria bellica, l'essere umano non merita di esistere su questo pianeta sempre piu' ferito ed oltraggiato dall'egoismo e dall'avidita'!!!
terrarealtime

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Gott: “Ho inventato la macchina del tempo”

Gott, astrofisico: “Ho inventato la macchina del tempo”
Per viaggiare nel passato basta sfruttare le corde cosmiche. Sevono solo milioni di masse solari, spiega lo scienziato. Direttamente da Princeton al Festival delle scienze 2012 di Roma
20 gennaio 2012 di Daniela Cipolloni


Cosa direste a voi stessi, se vi trovaste di fronte alla persona che eravate qualche anno fa? Conviene rifletterci un istante, perché re-incontrarsi nel passato non è un’ipotesi così assurda come può sembrare. I viaggi nel tempo sono compatibili con la teoria della relatività generale di Einstein. Il difficile è scoprire come imbarcarsi in una tale impresa. Richard Gott III, professore di astrofisica alla mitica Princeton University, un’idea in proposito ce l’ha. La illustra al pubblico nella lectio magistralis domenica 22 gennaio, alle 12.00 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito del Festival delle Scienze 2012.

“ Tutto è iniziato nel 1991, quando trovai una soluzione esatta delle equazioni di campo di Einstein per due stringhe cosmiche in movimento”, racconta Gott . “ Scoprii che permetteva di andare a ritroso nel tempo”. Già nel 1905 Albert Einstein dimostrò che era possibile mandare avanti gli orologi. Ora sembra che la relatività generale ammetta anche i viaggi nel passato. Il trucco è aprirsi un varco nello spazio-tempo. Com’è noto, lo spazio-tempo non è rigido, ma s’avvalla e si piega per effetto della gravità. Le stringhe cosmiche potrebbero creare il fatidico passaggio per catapultarsi nel passato.

“ Le corde cosmiche sono ipotetiche strutture tubolari, più sottili del nucleo di un atomo, che contengono un vuoto quantico. Non sono state ancora osservate direttamente nell’Universo, ma le stiamo cercando”, spiega lo scienziato: “ All’interno di queste strutture si trovano dense concentrazioni d’energia e una pressione negativa. L’effetto anti-gravitazionale che si genera permetterebbe di deformare lo spazio-tempo a forma di cono attorno alle stringhe cosmiche, offrendo una scorciatoia nello spazio-tempo”. In altre parole, si verrebbe a creare un percorso tra due punti più breve, percorribile più velocemente rispetto al percorso standard di un raggio di luce.

La macchina del tempo ideata da Gott non è concettualmente diversa dall’idea dei wormhole di Kip Thorne. Ma è davvero fattibile o si tratta di pura speculazione? “ Non è qualcosa che si può fabbricare nel garage di casa”, chiarisce l’astrofisico, che all’argomento ha dedicato anche il libro Viaggiare nel tempo (Mondadori, 2005): “ Una macchina del tempo richiederebbe l’impiego di centinaia di milioni di masse solari. È un progetto che solo una civiltà molto avanzata potrebbe realizzare”. Allora, perché interessarsi tanto al problema, se comunque è al di fuori dalla nostra portata? “ Perché capire come costruire una macchina del tempo ci aiuta a indagare le leggi della gravità quantistica e potrebbe svelarci com’è nato e come funziona il nostro Universo”. Il ragionamento arriva fino all’estremo. Gott, infatti, non esclude che stiamo vivendo in un Universo madre di se stesso: “ Nel 1998, io e Li Xin-Li scoprimmo che un loop temporale avrebbe permesso al cosmo di generarsi. In questo modello, il cosmo si auto-crea in una sorta di circuito chiuso, per cui si ritorna al punto di partenza e si riparte”.

I viaggi nel tempo fanno molto discutere i fisici perché potrebbero determinare situazioni paradossali. Per esempio: se una persona andasse nel passato e uccidesse suo nonno, come farebbe poi a nascere nel futuro? Sono state proposte alcune soluzioni, come quella degli universi paralleli. Tuttavia, alcuni scienziati come Stephen Hawking sono fortemente scettici a riguardo. Hawking è convinto che verrà fuori un effetto della gravità quantistica che viola la costruzione delle macchine del tempo. “ Eppure - ribatte Gott - al momento le leggi della fisica, per come le conosciamo, non ci impediscono di ritenere che sia possibile dire ‘ciao ’ al proprio sè più giovane”. Cominciate quindi a pensare alle raccomandazioni che vi dareste per evitare gli sbagli che avete poi commesso nel futuro.

Nei buchi neri si puo' fermare il tempo!


Disse bene Eraclito, più di duemila anni fa. “ Nessuno può fare il bagno due volte nello stesso fiume: non sarà più lo stesso fiume e non sarà più la stessa persona”. Il tempo fugge e ci sfugge, inesorabilmente. La sua stessa essenza resta un mistero. Se basta filosofeggiare un po’ sul tempo per avere mal di testa, immaginiamoci l’effetto di misurarsi con la quarta dimensione nel Cosmo, dove le leggi della fisica cambiano e succedono cose ben più strampalate di quanto l’esperienza sensibile aiuti ad afferrare.


Ne sa qualcosa Jean-Pierre Luminet, astrofisico di fama internazionale, grande esperto di buchi neri, nonché prolifico scrittore, poeta, divulgatore scientifico e musicista: un tipo poliedrico, insomma, almeno quanto il modello cosmologico a forma di caleidoscopio che ha elaborato e battezzato, con un’iperbole linguistica, l' Universo stropicciato. Sua la lectio magistralis (oggi alle 19.00, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma) per inaugurare la settima edizione del Festival delle Scienze 2012, dedicata quest’anno a “ ciò che accade quando non accade nient’altro”, direbbe Richard Feynman. Alias: il tempo.

“ Prima era assoluto, identico in ogni sistema di riferimento. Poi arrivò Einstein, e il tempo diventò elastico, relativo, indissolubilmente legato alle tre dimensioni nello spazio-tempo, piegato dalla distribuzione della materia e dell’energia”, spiega Luminet, attualmente direttore del Cnrs francese. “ Questo ha aperto aspetti affascinanti, come il paradosso dei gemelli e la possibilità di congelare il tempo nei buchi neri”. Chi non ha mai fantasticato di poter fermare le lancette e dilatare il tempo, come in Alice nel paese delle meraviglie? Nello Spazio questo è possibile (anche se le condizioni sarebbero decisamente estreme per apprezzarne i vantaggi).

Chiarisce lo scienziato: “ Nei forti campi gravitazionali, come quelli generati dai buchi neri, il tempo apparente, quello misurato da un orologio fermo, è molto diverso dal tempo reale, quello misurato da un orologio in caduta dentro il buco nero. È il motivo per cui il tempo apparente può essere congelato. In altre parole, un ipotetico osservatore esterno non vedrebbe mai nel suo futuro l’oggetto che cade nel buco nero, sebbene questo sia in realtà scomparso in pochi istanti”.

Hard? Che dire, allora, dell’origine del tempo? Esisteva prima del Big Bang? “ Nel modello classico il tempo ha un punto d’inizio”, prosegue Luminet, autore tra gli altri libri de L’invenzione del Big Bang. Storia dell’origine dell’Universo (Dedalo, 2006). “ In realtà questa è una limitazione che sottostà alla teoria della Relatività generale. In modelli più recenti, che prendono in considerazione gli effetti quantistici (in cui si applica la teoria della relatività di Einstein all’infinitamente piccolo, ndr), la nozione del tempo zero svanisce. Significa che l’Universo potrebbe esistere prima del Big Bang, forse in uno stato fisico molto diverso”.

Potremo mai scoprire la verità su un passato così lontano, che risale a circa 13 miliardi e mezzo di anni fa? Forse sì. “ Nello Spazio potrebbe essere ancora presente l’impronta delle onde gravitazionali generatesi nell’era pre-Big Bang”, avanza Luminet: “ Le nostre attuali strumentazioni, però, non sono ancora così sensibili da testare questa ipotesi”. I telescopi gravitazionali di prossima generazione non si tireranno indietro di fronte alla sfida.

E se guardiamo avanti, quale futuro ci aspetta? Il tempo cosmologico finirà mai, o durerà per sempre? “ Le recenti osservazioni sul futuro dell’Universo indicano che l’espansione sta accelerando, una scoperta che ha meritato il Premio Nobel per la fisica nel 2011: lo Spazio, infatti, sarebbe dominato da una forma di energia repulsiva chiamata energia oscura. Ma non ne conosciamo la natura e non possiamo quindi sapere se l’Universo continuerà ad accelerare per sempre o no”, risponde Luminet.

Nelle equazioni si potrà anche speculare che il tempo non esiste e che, se esiste, non finirà mai. Nella realtà, no. “ Il tempo scorre uguale per tutti”, dice lo scienziato: “ Ma può esser usato in modo più o meno efficiente. Il mio consiglio? Non spendetelo a fare cose insignificanti. Usatelo per accrescere la conoscenza, per il progresso della società e dell’umanità”.

Forte tempesta di radiazioni solari in progresso!

Una forte tempesta di radiazioni solari,la piu' intensa dal 2005,e' in progresso e' continua ad intensificarsi,un'altra espulsione di massa coronale avvenuta alle ore 4:00 UT del 23 gennaio di classe M9 molto vicino all'intensita di un flare di classe X ed e' diretta ad alta velocita' in direzione della Terra.Il Solar Dinamyc Observatory ha registrato l'evento estremo sulla superficie solare.Da una prima stima dei dati si prevede che l'impatto avverra' tra il 24-25 gennaio 2012.




Le Tempeste di radiazioni sono una preoccupazione per gli astronauti, per le comunicazioni alle alte latitudini, per i satelliti . Vi terremo aggiornati. Nel frattempo, è possibile seguire la tempesta di radiazioni su sito http://www.swpc.noaa.gov/rt_plots/pro_3d.html fino a quando la traccia rossa è sopra la linea tratteggiata, siamo a livelli di allarme. La foto allegata mostra chel'evento continua ad aumentare in questo momento.

Un intensa tempesta solare sta investendo la Terra!



23 gennaio 2012 -Ieri la Terra e' stata investita dalla prevista nube di plasma solare che ha innescato una tempesta geomagnetica, la CME (espulsione di massa coronale) e' stata cosi' forte da comprimere la magnetosfera terrestre esponendo al flusso di particelle della nube solare i satelliti in orbita geostazionaria.Disturbi della ionosfera sono stati registrati con alterazioni della propagazione radio sulle frequenze HF.Bellissime aurore boreali sono state registrate intorno al Circo Polare Artico.secondo le previsioni in campo magnetico terrestre continuera' a riverberare per le prossime 48 ore.

 


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