Benvenuti in Matrix: dal 2013 negli Stati Uniti obbligatorio l'impianto del chip sottocutaneo?

Non poche polemiche sono nate a proposito del disegno di legge sulla salute presentato da Obama e che a partire dal 2013 renderà obbligatorio per tutti i cittadini statunitensi l’impianto di un microchip Rfid che contenga tutte le informazioni relative a ogni americano.


L’intento dichiarato è quello di facilitare il monitoraggio e il controllo della salute di ogni singolo individuo, con la creazione di un apposito registro nazionale in cui ogni chip – e quindi ogni persona – sia registrato.Fin troppo facile lanciarsi in speculazioni in degne dell’orwelliano Grande Fratello, ma il nuovo progetto sulla salute – l’HR 3200 – adottato di recente dal Congresso prevede la necessità di impiantare il chip per identificare tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario.Il progetto era già in studio nel 2004, come rivelano alcuni documenti della Food and Drug Administration, con il nome di Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information (Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).Di fatto, con il pretesto di garantire una migliore assistenza sanitaria, gli Stati Uniti stanno cercando di marcare ogni cittadino, senza tra l’altro, aver previsto alcun tipo di regolamentazione per l’impianto e l’uso dei microchip Rfid, cosa che potrebbe causare conseguenze impreviste – almeno non da noi comuni mortali – per la vita anche democratica dei cittadini americani.
http://ilfattaccio.org/

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Enormi bolle di metano affiorano nel Mar Glaciale Artico!

Bolle di metano sulla superficie del Mar Glaciale Artico. A scoprirlo un team di ricercatori russi, rimasti letteralmente a bocca aperta davanti ad una situazione così drammatica. Simili a fontane, le bolle di metano avvistate sono davvero temibili. Basti pensare che queest'ultimo è un gas serra 20 volte più pericoloso del biossido di carbonio.


Ma a stupire ancora di più gli esperti è stata la quanità di metano rilasciata, scoperta a seguito di una rilevazione dei fondali della piattaforma artica della Siberia orientale, al largo del nord della Russia partita 20 anni fa.

Igor Semiletov, dell'Accademia Russa delle Scienze, ha rivelato al quotidiano The Independent di non aver mai visto nulla di simile, un fenomeno con una portata e una forza tale proveniente dai fondali marini dell'artico.


"In precedenza abbiamo trovato piccole strutture di questo tipo ma misuravano solo qualche decina di metri di diametro. Questa è la prima volta che abbiamo trovato strutture continue infiltrazioni, così potenti, più di 1.000 metri di diametro. È incredibile" ha detto Semiletov. "Sono rimasto molto impressionato dalla vastità e dalla densità elevata dei pennacchi. In una zona relativamente piccola ne abbiamo trovati più di 100, ma su un'area più ampia ce ne potrebbero essere migliaia".

Secondo gli esperti, ci sono centinaia di milioni di tonnellate di gas metano sotterrate sotto il permafrost artico, che si estende dalla terraferma al fondo del mare relativamente poco profondo dell'Artico. Una delle più grandi paure è che con la scomparsa del ghiaccio marino artico in estate e l'aumento repentino delle temperature in tutta la regione, possa improvviasamente rilasciare tale sostanza, pericolossissima per l'uomo. Già il permafrost siberiano si sta sciogliendo, e tale processo potrebbe subire un'ulteriore accelerazione per via dei cambiamenti climatici.

Lo scorso anno, la stessa équipe di ricercatori russi aveva reso noto uno studio secondo cui le emissioni di metano di questa regione erano state stimate attorno agli otto milioni di tonnellate annue. Cifra, questa, che sicuramente è sottostimata alla luce delle ultime scoperte.

Alla fine dell'estate, la nave di ricerca russa Academician Lavrentiev ha condotto una vasta indagine su una superficie di circa 10mila miglia quadrate nella acque al largo delle coste della Siberia orientale. Gli scienziati utilizzando quattro strumenti altamente sensibili, sia sismici che acustici, hanno monitorato le "fontane di metano" e i pennacchi sulla superficie del mare proveienti dai fondali.

"In una zona molto piccola, meno di 10.000 miglia quadrate, abbiamo contato più di 100 fontane, o strutture simili e bolle attraverso la colonna d'acqua iniettate direttamente nell'atmosfera dal fondo del mare" ha spiegato Semiletov. "Abbiamo effettuato controlli presso circa 115 punti stazionari”. Dopo aver scoperto che tali emissioni erano andate a finire direttamente nell'atmosfera, i ricercator i hanno notato che la loro concentrazione era di un centinaio di volte superiore al normale.

La portata del fenomeno forse non è semplice da far comprendere, ma basta solo considerare che circa 200 milioni di anni fa, alla fine del Triassico una cospicua emissione di metano provocò una estinzione di massa. A cosa stiamo andando incontro?
http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/6492-inquinamento-mar-glaciale-artico-metano

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Russia: il vulcano Kizimen sempre piu' attivo!

16 DICEMBRE 2011 - Kamchatka - Il vulcano Kizimen sulla penisola russa di Kamchatka sta emettendo pennacchi di cenere fino ad un'altezza di oltre 7 chilometri.E' stato segnalato pericolo per gli aeromobili. Piccole particelle abrasive di cenere vulcanica possono entrare nei motori degli aerei causando danni irreversibili. Il vulcano al momento rappresenta una grave minaccia per l'aviazione a cui e' stato assegnato il livello rosso. Secondo gli scienziati, il vulcano in eruzione attualmente non costituisce alcun pericolo per il pubblico. 

La Nasa sta seriamente considerando l'invio di due sonde per ricercare vita su Europa

Finalmente alla NASA si sono accorti dell'importanza che Europa riveste nella possibilità dell'esistenza di vita extraterrestre nel Sistema Solare, e sta seriamente considerando l'invio di due sonde per esplorare la celebre luna di Giove.


I ricercatori del Jet Propulsion Laboratory stanno sviluppando sulla carta una missione che, secondo stime molto ottimistiche, potrebbe essere lanciata entro il 2020, e toccare la superficie ghiacciata di Europa sei anno dopo.

"Credo che Europa sia il posto migliore in cui cercare esseri viventi" spiega Kevin Hand del JPL. Hand ha posto le basi per la missione verso Europa lo scorso 8 dicembre durante una conferenza tenuta al meeting annuale dell'American Geophysical Union. "Europa ci fornisce l'opportunità di cercare forme viventi in un oceano attualmente esistente, e che è esistito per buona parte della storia del Sistema Solare".

Il progetto prevede il lancio di due sonde identiche del peso di circa 320 kg ciascuna, caricate con 36 chilogrammi di strumentazione scientifica che comprenderà spettrometri, sismometri e diverse telecamere per studiare nel dettaglio il sito di atterraggio.

Per fare un paragone con altri lander-rover del passato, Spirit e Opportunity trasportavano 5 kg di attrezzatura scientifica, e il recente rover marziano Curiosity ne trasporta circa 65 kg su peso totale di 900.

La partecipazione di due sonde diverse servirà a limitare i danni in caso di eventuale e parziale fallimento della missione. "E' un modo per ridurre parte del rischio durante la fase di atterraggio sulla superficie sconosciuta di Europa" spiega Hand.


Atterrare su Europa, infatti, non è affatto un gioco da ragazzi: pare che la superficie ghiacciata sia in continuo (e forse repentino) mutamento, e le radiazioni solari o gioviane non semplificheranno di certo il lavoro che la strumentazione di bordo dovrà svolgere.

La vita delle sonde sarà molto breve: bene o male sette giorni, durante i quali le dosi di radiazioni gioviane faranno progressivamente arrestare lìattrezzatura scientifica. I lander non avranno alcuna schermatura anti-radiazioni, che contribuirebbe soltanto ad accrescere il peso di lancio di due sonde già date per spacciate fin dal momento della progettazione della missione.

Una volta toccata la superficie della luna, ogni robot azionerà la strumentazione scientifica con lo scopo di rilevare la presenza di eventuali composti organici, inclusi quelli considerati come i mattoni principali della vita che conosciamo.

I sismometri e le telecamere, invece, contribuiranno a fornirci un quadro più chiaro delle caratteristiche geofisiche di Europa, una luna particolarmente interessante non solo per la possibilità di vita aliena.

L'indagine biologica di Europa non si concentrerà sul rilevamento diretto di ipotetiche forme di vita, ma ne studierà per il grado di abitabilità: tenterà di individuare i luogi più promettenti per ospitare, o averlo fatto in passato, forme di vita extraterrestri basate su una biologia simile alla nostra.

Attualmente i due lander sono soltanto un'idea di missione, e niente ci assicura che entro il 2020 li vedremo allontanarsi dalla Terra diretti verso Europa. Ma la ricerca di Hand ha dimostrato che già disponiamo di tutta la tecnologia necessaria per una missione così ambiziosa, e che entro il 2026, se l'avventura spaziale dovesse essere orientata verso questo obiettivo, potremmo effettivamente avere due sonde sulla superficie ghiacciata di Europa.

I costi di una missione così complessa non sono per ora quantificabili. Se dovesse essere racchiusa all'interno del progetto definito "Flagship" (che ha visto la costruzione del rover marziano Curiosity), i tecnici della NASA potrebbero avere a disposizione una cifra compresa tra gli 800 milioni e i 2 miliardi di dollari.



Nello scorso marzo, un rapporto del National Research Council suggeriva che Europa rappresentasse un obiettivo di altissima priorità, secondo soltanto all'esplorazione di Marte. "Ci sono ragioni molto solide per ritenere che Europa sia in possesso di un oceano, che probabilmente si nasconde sotto uno strato relativamente sottile di ghiaccio" spiegò al tempo Steven Squyres, presidente del comitato che scrisse il rapporto pubblicato all'inizio del 2011.

A partire da questa conferenza è stata creata una missione parallela a quella proposta da Hand, la "Jupiter Europa Orbiter", un satellite che potrebbe viaggiare lungo l'orbita bassa di Europa entro il 2030 se si trovassero i 4,7 miliardi di dollari necessari a costruirlo, fondi molto difficili da trovare nella situazione globale che stiamo attraversando.

Una missione per Europa è infatti già stata cancellata per motivi di budget: si tratta della JIMO (Jupiter Icy Moons Orbiter), una missione che avrebbe esplorato i satelliti galileiani osservando da vicino Europa, Ganimede e Callisto. Si trattava di una missione innovativa non solo per l'obiettivo di registrare nel dettaglio l'interazione tra queste tre lune e Giove, ma anche di un test sul campo dei propulsori ionici di ultima generazione e di strumentazioni scientifiche molto avanzate.

Se Marte sembra essere un pianeta molto promettente dal punto di vista biologico, Europa potrebbe essere la "Pandora" del nostro sistema solare. Incentivare l'esplorazione di questa luna così particolare non farà altro che allargare e perfezionare le nostre possibilità di trovare, finalmente, una forma di vita non-terrestre entro i confini del nostro "quartiere spaziale".

Jupiter's Moon Europa Is Target for Possible NASA Lander
http://www.ditadifulmine.com/2011/12/proposta-sonda-per-lesplorazione-di.html

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Bomba meteo devasta la Nuova Zelanda!

15 Dicembre 2011 - NUOVA ZELANDA - Una bomba meteo ha devastato il nord del South Island provocando il  caos nella regione.


Il ministro della difesa ha tentato di raggiungere la citta' di Nelson che e' stata colpita da violente inondazioni e dove molte comunita' sono rimaste isolate ma l'aereo non ha potuto atterreare all'aereoporto.Circa 320 millimetri di acqua sono precipitate in 24 ore una bomba meteo che ha provocato numerose frane ed inondazioni,detriti e fango hanno invaso case e strade costringendo alla chiuisura di numerose strade fortunatamente non si segnalano vittime.
http://www.philstar.com/Article.aspx?articleId=758733&publicationSubCategoryId=200



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Fukushima: possibili evacuazioni di massa per il collasso del quarto reattore nucleare!

Di Ines Macchiaroli

Dopo molti mesi dal disastro provocato dalle centrali nucleari di Fukushima in Giappone, e dopo aver superato molti mesi di black-out informativo totale sulla reale situazione strutturale dell'impianto, una fonte di intelligence connessa alla rivista NaturalNews comunica quanto segue: "Il 12 Dicembre - il quarto reattore Fukushima è sul punto di crollare. Saranno necessarie possibili evacuazioni di massa nel Nord del Giappone se viene confermato un tale collasso”.
La rivista NaturalNews presenta il comunicato a scopo del tutto precauzionale - in quanto non siamo in grado ancora di confermare questo rapporto – affermano - ma stiamo indagando attivamente e vi porteremo gli aggiornamenti in modo tempestivo. Si ricordi che la situazione del reattore 4 era stata posta sotto silenzio da parte del gestore dell'impianto: il 'Tokyo Electric Power Company (Tepco)', in seguito al terremoto e lo tsunami che ha colpito a Marzo le fondamenta già fragili. Per settimane, il pubblico è stato lasciato nel buio totale circa il reale stato delle piscine di raffreddamento (http://www.naturalnews.com/031758_F ...).La fonte di intelligence ricevuta dal giornale, sostiene che l'intera struttura del reattore 4 è 'altamente instabile', e la parete sud del reattore sembra che subire un imminente cedimento strutturale.

In questi giorni infatti è stato divulgato il rapporto pubblicato in “Environmental Science & Technology”(http://pubs.acs.org/doi/abs/ 10,1021 ...), dove si rivela che i livelli di cesio radioattivo ha raggiunto livelli di 50 milioni di volte superiori a quelli normali nelle acque dell'oceano al largo della costa dell'impianto nucleare Dai-ichi di Fukushima (Giappone). "La concentrazione di cesio fino alla fine di Luglio restano superiori al previsto, il che suggerisce delle fuoriuscite continue dai reattori. La contaminazione potrebbe coinvolgere anche altre fonti, come ad esempio le acque sotterranee o sedimenti costieri – questo si legge nel comunicato – tali dati, naturalmente, contraddicono le principali notizie di stampa dove si dichiarava che la radiazione era 'contenuta' e non vi era una diretta fuoriuscita nell'ambiente. Solo la stampa alternativa ha scoperto la vera storia di Fukushima, che ora è diventato il peggior incidente nucleare nella storia della civiltà umana.”

Difatti, Martedì 13 Dicembre sempre la rivista Natural News conferma il crollo della parete sud del rettore 4, a quanto pare già crollato nei giorni scorsi, compromettendo la stabilità dell'intera struttura impiantistica. Resta da chiarire il motivo per cui i media non hanno detto nulla circa gli sviluppi di questo significativo evento, con una spiccata tendenza a minimizzare le notizie. La risposta prova a darla il giornale citato - non c'è da sorprendersi, dato che molti dei più grandi mezzi di comunicazione (come la NBC e MSNBC) sono di proprietà di multinazionali come General Electric, nonchè il progettista di molte delle centrali nucleari del mondo. Un ulteriore degrado della struttura potrebbe portare ad una evaquazione di massa in Giappone, e poiché questa relazione non è confermata da altre fonti, ci mostreremo cauti continuando a monitorare la situazione e segnalare eventuali sviluppi”.
fonte:http://www.naturalnews.com/034395_Fukushima_cesium_radiation.html#ixzz1gUQHkrfe

Continua l'allerta sismica planetaria: nuovo forte terremoto di 6,3 richter alle Kermadec!

15 DICEMBRE 2011 - Kermadec - Continua la serie di forti terremoti che stanno scuotendo il pianeta Terra.Oggi 15 Dicembre 2011 Un forte terremoto di magnitudo 6,3 e' avvenuto a sud dell'oceano delle Isole Kermadec alle 1010 GMT . Il sisma ha colpito ad una profondità di 34,1 km (21 miglia), ma non dovrebbe essere stato abbastanza forte da generare uno tsunami. Il terremoto di oggi delle Kermadec è il 5 ° terremoto a colpire il pianeta in soli quattro giorni e si presenta come un presagio di possibili prossimi disordini sismici planetari. Abbiamo registrato segni di un aumento della tensione sismica in tutto il pianeta dal 4 dicembre scorso dopo che una serie successiva di tremori hanno scosso le placche tettoniche in tutto il mondo. Nei giorni successivi, una stringa di terremoti hanno colpito le zone eruttive lungo archi insulari del pianeta. Prima del terremoto delle Kermadec di oggi, per esempio, ad essere interessate sono state la Arcs Isola di isole Sandwich del Sud, Curili, le isole Aleutine in Alaska, Sumatra lungo la Fossa di Java, e la regione Antille della Fossa di Puerto Rico sono stati tutti colpiti da tremori. Allo stesso modo, dopo il 6,3 richter delle Kermadec, un 5,3 di magnitudo ha colpito vicino alle isole Izu lungo l'arco della  Fossa del Giappone di Izu-Ogasawara. Restate in allerta, questa turbolenza sismica globale e' tutt'altro che finita. - Il Protocollo Estinzione -
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