Utah: migliaia di anatre si schiantano al suolo,mistero!

ST. GEORGE - Migliaia di uccelli migratori si sono schiantati al suolo nel sud dello Utah nella tarda serata di Lunedi, una maratona e' subito scattata per recuperare i corpicini dei poveri uccelli caduti.
"Sono proprio dappertutto", ha dichiarato Teresa Griffin,del Dipartimento della fauna selvatica dell'Utah . "Stiamo lavorando senza sosta . Tutti i nostri dipendenti stanno raccogliendo esemplari  portandoli al nostro ufficio ».
I Funzionari della fauna selvatica ritengono che le anatre stavano probabilmente migrando verso il Messico ed avrebbero  scambiato il parcheggio della Città Cedar Wal-Mart  per un corpo idrico un lago, insomma dove potersi fermare per una sosta e riposarsi,una spiegazione assolutamente fuori da ogni logica.
Altri invece ritengono che Gli uccelli sarebbero stati ingannati da un sistema di nubi temporalesche che sovrastavano la citta' dall'aspetto di un bel corpo piatto d'acqua. Tutte le condizioni erano giuste", ha detto Griffin. "Così gli uccelli credevano di atterrare su una superficie liquida per riposarsi ed invece sono sbattuti sulla pavimentazione."

Mentre non vi sono notizie di danni o lesioni umane, Griffin ha detto non ha visto niente di simile prima nella sua carriera professionale.

"Sono qui da 15 anni e questo è stato l'abbattimento peggiore che abbia mai visto

Sebbene migliaia di uccelli sono stati uccisi, i funzionari sono riusciti a salvarne almeno 2000 esemplari.

Gli uccelli sopravvissuti sono stati messi in un lago nella contea di Washington per evitare che muoiano assiderati.
Residenti e volontari hanno lavorato tutta la notte e la giornata aiutando i funzionari DWR nella  raccolta degli uccelli sopravvissuti.Un volontario ed appassionato di fauna ambientale ha affermato:
"Non ho mai incontrato in vita mia una cosa del genere", ha detto. "Ho sentito parlare di morie di pesci e di altri strani fenomeni naturali,oggi avro' raccolto quasi 100 uccelli!
Continua inesorabile il fenomeno in cui uccelli in massa improvvisamente come se colpiti da una forza sconosciuta cadono al suolo esanimi senza alcuna apparente causa.
http://www.sacbee.com/2011/12/14/4122114/thousands-of-birds-make-crash.html

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Onde anomale alte 20 metri colpiscono le coste irlandesi!

Onde anomale mai registrate prima hanno colpito la costa irlandese raggiungendo l'altezza massima di 20,4 metri.Venti che soffiavano a 140 km/h hanno sferzato l'Irlanda creando un moto ondoso che ha devastato l'intera regione costiera,l'onda piu' grande e' stata registrata da una boa di monitoraggio posizionata a 60 miglia dalla costa.

In risposta a questo storico moto ondoso la guardia costiera ha emesso degli avvisi di burrasca con condizioni meteorologiche estreme per le prossime ore esortando la gente a stare lontano dalle scogliere ed in generale dalla costa. il bollettino meteo prevede una nuova tempesta di origine Atlantica in arrivo.

In Cina spariscono 20 laghi ogni anno!

La Cina ha circa 24.000 laghi naturali, ma ne perde circa 20 all'anno. La notizia è stata data durante un forum sui laghi e l'ambiente che si è tenuto il 10 ed 11 dicembre a Nanjing, il capoluogo della provincia orientale del Jiangsu (est).

I laghi naturali cinesi si estendono su una superficie di 83.000 km2 e svolgono un ruolo importantissimo nel mantenimento dell'equilibrio ambientale in un Paese assediato a nord e ad est dall'avanzata del deserto ed a sud da siccità ed alluvioni. Secondo la dichiarazione approvata dal forum di Nanjing, «I laghi cinesi sono di fronte a gravi situazioni a causa del cambiamento climatico provocato dall'attività umana. E' demoralizzante vedere che una ventina di laghi naturali scompaiono ogni anno in Cina. Le attività umane provocano conseguenze disastrose sui laghi. La qualità dell'acqua si deteriora, i depositi si accumulano, la superficie delle zone umide retrocede e gli organismi acquatici stanno sparendo. I laghi non potranno adattarsi ai danni causati dall'attività antropica».

Il giorno dopo il forum la Cina ha avviato un grande progetto per salvare un lago salato Aibi (Nella foto), nella prefettura autonoma mongola di Bortala, nel Gobi, regione autonoma dello Xinjiang Uygur, che si è rimpicciolito di 38 km2 all'anno a causa della desertificazione. L'Aibi, con una profondità media di meno di 2 metri, si trova al centro del bacino di Dzugarian, ricco di sale, vicino alla frontiera con il Kazakistan. Ormai restano solo 530 km2 dei 1.500 km2 originari. La veloce ritirata del lago, dovuta in gran parte all'insostenibile prelievo di acqua per irrigare le piantagioni di cotone, lascia un terreno arido che il vento spazza via, provocando frequenti tempeste di sabbia salata che colpiscono il nord della Cina.

Il progetto quadriennale è finanziato dalla Banca Mondiale e dal governo centrale e punta ad affrontare le cause del disseccamento dell'Aibi ed a ripristinare l'ecosistema dell'intera area. Si tratta di un investimento di almeno 12/18 milioni di dollari, il 74% dei quali finanziati dal governo centrale di Pechino e dalle amministrazioni locali, il resto è coperto dal Global environment found della Banca Mondiale.

Il Giappone riprende la caccia alle balene con i fondi stanziati per lo tsunami

La denuncia di Greenpeace: quei soldi dovevano essere usati per progetti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto
La «Steve Irwin», la nave di Sea Shepherd che contrasterà le baleniere giapponesi (Afp)
MILANO - L'anno scorso la caccia alla balene non era stata così redditizia per la flotta baleniera giapponese. Le azioni di contrasto degli «ecopirati» della Sea Shepherd Conservation Society erano state più incisive del solito e alla fine il «bottino» era risultato relativamente misero: solo 172 esemplari catturati, circa un quinto di quanto si erano riproposti. Per questo motivo quest'anno le autorità nipponiche hanno deciso di correre ai ripari e di affiancare alle tre navi salpate martedì dal porto di Shimonoseki - con l'obiettivo di catturare 900 balene nello spazio di tre mesi - una modovedetta della guardia costiera: «Abbiamo deciso di rinforzare la sicurezza come mai prima d'ora» ha spiegato un ufficiale, senza però fornire ulteriori dettagli.

FRIZIONI DIPLOMATICHE - Una decisione che a però di creare ulteriori frizioni diplomatiche tra Tokyo e Australia e Nuova Zelanda, che considerano le acque del Southern Ocean un vero e proprio «santuario» e che considerano sì le balene come una risorsa ma solo ai fini turistici e naturalistici per la sempre più diffusa pratica del whale-watching. Il governo di Canberra ha già presentato un'azione legale alla Corte internazionale di giustizia, ma ha escluso di mettere in campo proprie unità navali per garantire la pace nelle acque internazionali in quella che si annuncia come una delle più movimentate estati artiche degli ultimi anni. Erano stati i verdi australiani a chiedere il sostegno militare del proprio governo esprimendo il timore che eventuali scontri al largo possano essere letali.

POLEMICHE IN GIAPPONE - La polemica in ogni caso è forte anche in Giappone, dove la carne di balena continua ad essere molto ricercata anche se sembrerebbe godere di sempre meno appeal tra i consumatori. A Tokyo gli attivisti di Greenpeace ha puntato il dito contro il governo e denunciato il fatto che alla flotta baleniera sia andata una fetta consistente dei fondi destinati all'industria della pesca come aiuto alla ripresa dopo la devastazione dello tsunami dello scorso marzo. Gli attivisti hanno parlato di circa 25 milioni di euro intercettati dai balenieri dal fondo di assistenza post-terremoto. «È scandaloso che il governo giapponese attinga dai contribuenti denaro per un programma non necessario, non richiesto ed economicamente poco significativo - ha spiegato al quotidiano britannico Guardian Junichi Sato, il responsabile di Greenpeace Japan -. La caccia alle balene è un punto nero per la reputazione internazionale del Giappone ed è un buco nero per il denaro dei contribuenti. Gettare tanto denaro questo periodo di crisi è vergognoso, non è possibile sprecare risorse per l'operazione antartica quando ci sono persone che soffrono in patria». Le organizzazioni della pesca sostengono invece che l'utilizzo di quei fondi è giustificato perché alcune delle città colpite dallo tsunami erano porti balenieri o centri comunque legati alla lavorazione della carne di balena. Diversi gruppi ambientalisti si sono fatti promotori di una petizione per chiedere al governo giapponese di utilizzare il denaro stanziato per la caccia alle balene per progetti che siano davvero a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma.

POLEMICHE IN AUSTRALIA - La caccia alle balene è vietata dal 1986 da una moratoria internazionale dell'International Whaling Commission, ma alcuni Paesi - tra cui, oltre al Giappone, anche l'Islanda e la Norvegia - non la riconoscono. Le autorità nipponiche, tuttavia, con il pretesto della ricerca scientifica hanno sempre rivendicato il diritto di proseguire una tradizione centenaria che pure oggi si sta rivelando anti-economica. La stessa flotta di navi e pescherecci utilizzata durante le spedizioni risente degli anni e la nave madre, la Nisshin Maru, si trova nella condizione di non poter solcare le acque dell'Antartico a causa dei serbatoi obsoleti. Sea Shepherd, dal canto suo, è pronta a dare battaglia e a frapporsi con le sue imbarcazioni tra le balene e le imbarcazioni nipponiche, cercando di ostacolare le operazioni. Tuttavia Paul Watson, il comandante di Sea Shepherd, contesta la scelta di disimpegno del governo australiano, che ha spiegato la decisione di non mandare proprie unità navali per un principio di equità: anche i giapponesi, infatti, avevano chiesto la loro assistenza in funzione anti-animalisti e avendo detto di no era stato inevitabile rispondere negativamente anche alla richiesta degli «ecopirati». «La differenza sta però nel fatto che a bordo delle nostre navi ci sono anche cittadini australiani e che la caccia si svolgerà soprattutto in acque territoriali di competenza di Canberra. «L'Australia ha dichiarato che la caccia alle balene dei giapponesi è illegale - sottolinea Watson sul sito di Sea Shepherd -, sa che ci sono suoi cittadini che possono rimanere coinvolti, che le operazioni si svolgono sul proprio territorio e nonostante tutto si chiamano fuori. Cosa diranno se i giapponesi dovessero ferire qualche cittadino australiano in acque australiane?».

Alessandro Sal

Corriere della sera


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Cern: "avvistata" la particella di Dio!


La particella di Dio e' stata ‘’avvistata’’ da due esperimenti a guida italiana, condotti nel piu’ grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.


L’annuncio è stato dato oggi a Ginevra, in un seminario organizzato dal Cern nel quale i responsabili degli esperimenti Cms e Atlas, gli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti, hanno presentato i dati che individuano la massa della particella di Dio nell’intervallo di energia compreso fra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con un margine di errore molto piccolo (compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard). Tuttavia, secondo la comunita’ dei fisici, questo margine di errore non e’ ancora sufficiente perche’ si possa parlare di una vera e propria scoperta. E’ certo, comunque, che la lunga caccia alla particella di Dio non e’ mai stata cosi’ vicina al suo obiettivo.
Adesso si dovranno innanzitutto combinare i dati dei due esperimenti e poi raccogliere ulteriori dati, in modo da raggiungere una statistica ancora piu’ significativa di quella attuale, che autorizzi a usare in modo inequivocabile il termine ‘’scoperta’’.
Mai come oggi, comunque, la teoria sulla quale si basa la fisica contemporanea, chiamata Modello Standard, e’ vicina a completare il grande puzzle che spiega la materia: con l’’avvistamento’ del bosone di Higgs sta per essere riempito l’ultimo tassello vuoto. Ma per i fisici l’avventura e’ tutt’altro che conclusa: comincia un’altra caccia, forse ancora piu’ appassionante, a particelle completamente sconosciute e finora hanno fatto avvertire la loro presenza solo in modo indiretto, come quelle che compongono l’invisibile e misteriosa materia oscura che occupa il 25% dell’universo.

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/fisica/2011/12/13/visualizza_new.html_12945967.html
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La Groenlandia si innalza a causa dello scioglimento dei ghiacci!

MILANO - L'estate supercalda del 2010 ha fatto sciogliere qualcosa come 100 miliardi di tonnellate di ghiaccio nella Groenlandia meridionale. Senza il peso del ghiaccio, il terreno si è innalzato in alcune località di 2 centimetri in soli cinque mesi. I dati, rilevati dalla rete Gps groenlandese Gnet, sono stati resi noti il 9 dicembre da Michael Bevis di Ohio State University nel corso dell'annuale convegno dell'Unione geofisica americana che si è svolta a San Francisco.
ISOSTASIA - Il fenomeno dell'innalzamento del terreno, una volta che non viene più compresso dal peso di una massa ghiacciata, è ben noto ai geologi e viene definito isostasia. Anche la Scandinavia, per esempio, si sta innalzando dalla fine dell'ultima glaciazione avvenuta circa 15 mila anni fa.

INNALZAMENTO - Anche le zone più lontane dalle regioni meridionali della Groenlandia che hanno subito nel 2010 la maggiore perdita di massa ghiacciata, hanno avuto un innalzamanto del suolo pari a circa 5 millimetri, solo le stazioni di misurazione dell'estremo nord sono rimaste stabili.

http://www.corriere.it


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Un terremoto di magnitudo 3,2 colpisce vicino l'isola greca di Santorini

14 Dicembre 2011 - GRECIA - Un terremoto di magnitudo 3,2, avvenuto intorno al poco noto vulcano sottomarino Kolumbos,a soli 8 km a NE dall'isola greca di Santorini segna uno dei più grandi eventi degli ultimi mesi. Il vulcano sottomarino la cui vetta sorge a soli 18 m sotto il livello del mare, si trova su un sistema di faglie su cui si trova anche l'isola di Santorini.L'ultima eruzione del vulcano Kolumbus risale al settembre 1650.L'eruzione fu una grande eruzione esplosiva, ricadute di ceneri furono registrate fino alla Turchia. La prima fase dell'eruzione culmino' con uno tsunami devastante. Gas tossici uccisero oltre 25 persone e centinaia di capi di bestiame a Santorini. Non c'è alcuna ragione di affermare che la nuova l'attività sismica tra Santorini ed il Kolumbus possa essere un inizio di una nuova crisi della zona, ma lascia qualche perplessita' il fatto che la maggior parte dei dati sismici della regione non vengano riportati dall'istituto di geofisica greco.

 


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