Forti piogge e frane devastano la Colombia!


Devastanti piogge hanno inondato circa 4000 abitazioni a sud della capitale colombiana Bogotà con il livello dell'acqua che in alcuni punti ha raggiunto 1,5 m (5 piedi) . Le piogge torrenziali hanno provocato una frana di una collina a circa 200 km a nord est di Bogotà, che ha travolto un autobus uccidendo sei passeggeri all'interno. Altri quattro sono rimasti feriti quando la colata di fango ha quasi sepolto il bus, secondo l'agenzia di stampa Associated Press.



Le Inondazioni che stanno colpendo la regione, secondo il sindaco di Bogotà Clara Lopez, sono " 10 volte peggiori "di quelle  dello scorso anno. Secondo gli esperti La Nina ha contribuito a rafforzare le precipitazioni totali in tutta la regione dove più di 140 persone sono state uccise o risultano disperse dall'inizio di settembre.- ABC
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

La Cometa Lovejoy si appresta al suo passaggio ravvicinato con il sole!

Qualche giorno fa è stata scoperta una nuova cometa che a metà Dicembre passerà ad una distanza molto ravvicinata dal Sole. Un appuntamento però a cui probabilmente non sopravviverà. 

La cometa è stata classificata dagli astronomi come una cometa radente, ed effettivamente sfiorerà la superficie solare (la fotosfera) e passerà attraverso la caldissimacorona solare, dove le temperature raggiungono i 2 milioni di gradi. L’oggetto però non si scontrerà con il Sole, anche se le probabilità di sopravvivenza saranno come detto ridottissime.  L’aspetto più spettacolare e più entusiasmante di questo evento, è che la disgregazione dovrebbe essere visibile dalle sonde spaziali.  In realtà, se la cometa riuscisse a sopravvivere a questo passaggio così ravvicinato, potrebbe addirittura diventare visibile in pieno giorno (non certo ad occhio nudo, ma con filtri particolari). La cometa è stata scoperta da un astrofilo australiano, Terry Lovejoy, il 27 Novembre scorso, con un telescopio Schmidt-Cassegrain C8 (20 cm di diametro), lavorando con un CCD.  In un primo momento lo scopritore ha creduto che l’immagine fosse un riflesso sfocato nella fotocamera. Due notti dopo però, nonostante fossero presenti nubi e foschia, è riuscito a rintracciare nuovamente l’oggetto sfocato e a rilevare diverse nuove immagini. Lovejoy ha poi preso in considerazione alcuni osservatori di fiducia per confermare le sue osservazioni. La conferma è giunta il 1 Dicembre dal “Mount John Observatory”, posto nel bacino del Mackenzie sull’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Da quel momento sono state raccolte 31 osservazioni separate della cometa, per determinarne l’orbita. La scoperta è stata ufficialmente divulgata il 2 Dicembre (Venerdì scorso) da parte del Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale. Il suo nome ufficiale è C/2011 W3 (Lovejoy), ed è la terza cometa scoperta da Terry Lovejoy. L’astronomo Gareth V. Williams ha poi calcolato un’orbita preliminare per la cometa, dove ha scoperto che il perielio (punto più vicino al Sole) avverrà all’1:00 (ora italiana) del 16 Dicembre, ad una distanza di 882.000 km dal centro del Sole, il che significa che la cometa sfiorerà la nostra stella transitando a soli 186.000 km sopra la superficie, mettendo in evidenza la classificazione di cometa radente di Kreutz. “Sono ancora abbastanza stordito dal fatto che W3 sia una cometa di Kreutz,” ha detto lo scopritore. “Questa è una scoperta molto speciale per me perchè sono stato sempre affascinato da questi oggetti, ed è arrivata a più di quattro anni dalla mia ultima scoperta. Spero che la prossima arrivi molto prima”.
La cometa di Halley, probabile candidata a divenire radente
La scoperta di Lovejoy tra l’altro è piuttosto particolare in quanto per la prima volta in oltre 40 anni di osservazioni, una cometa radente di Kreutz è stata scoperta da un telescopio terrestre. Generalmete questi tipi di oggetti vengono scoperti dai satelliti soltanto pochi giorni dal loro passaggio ravvicinato. Nell’anno 1888, l’astronomoHeinrich Kreutz (1854-1907) osservò che alcune comete seguivano più o meno la stessa orbita. Gli astronomi ora suppongono che si trattino di frammenti di una cometa gigante vissuta in un lontano passato. Ed è altrettanto probabile che i frammenti si siano disgregati a loro volta ad ogni passaggio ravvicinato con il Sole. In onore al lavoro di Kreutz, questo speciale gruppo di comete è stato denominato Sungrazers Kreutz. Due di questi oggetti (visti nel 1843 e 1882) non solo hanno sviluppato code molto lunghe, ma hanno anche ottenuto la distinzione rara di essere state abbastanza brillanti da poter essere viste in pieno giorno e ad occhio nudo! La più luminosa cometa del XX secolo apparve nell’autunno del 1965: la cometa Ikeya-Seki. Il 21 ottobre 1965, molti potevano facilmente visualizzare questa cometa ad occhio nudo nascondendo il sole dietro il lato di una casa o semplicemente con una mano tesa. In Giappone la cometa fu descritta come circa 10 volte più luminosa della Luna piena. Fino al 1978, solo circa una dozzina di comete di questo tipo erano state identificate.A partire dal 1979, gli osservatori spaziali in orbita, hanno cominciato a rilevare queste comete con strumenti chiamati coronografi. Un coronografo è stato progettato per osservare l’atmosfera solare oscurando il disco luminoso del sole. Le piccole comete radenti, che normalmente sarebbero troppo deboli e troppo vicine al bagliore del Sole per essere osservate, possono essere riprese invece con un coronografo. Il satellite SOHO è lo scopritore di comete di maggior successo della storia, avendone trovate 2.110 in oltre 16 anni di attività – una media di una ogni tre giorni. La cosa ancora più impressionante è che la maggior parte di queste comete sono state scovate da astrofili e appassionati di tutto il mondo, e quindi non necessariamente da professionisti. Dal momento che almeno 10 di questi oggetti hanno raggiunto una visibilità a occhio nudo negli ultimi 200 anni, un’altra potrebbe sempre arrivare improvvisamente. L’ultima fu nel Maggio del 1970.
Il telescopio utilizzato per la scoperta
Purtroppo la cometa Lovejoy, nonostante sia molte volte più grande rispetto alla maggior parte di questi oggetti, probabilmente non lo è abbastanza per poter generare uno spettacolo degno di nota. Le 10 comete già citate, visibili ad occhio nudo, sono riuscite a sopravvivere all’incontro ravvicinato con il Sole per le loro dimensioni estremamente vaste, e grazie alla velocità con cui viaggiavano. Il nucleo della Ikeya-Seki fu fratturato in almeno tre pezzi, mentre la Grande Cometa del 1882 potrebbe essere stata suddivisa in sei o otto pezzi. Secondo John Bortle di Stormville, NY, che ha osservato diverse centinaia di comete nella sua vita da cinquantenne,  la cometa Lovejoy sembra essere solo moderatamente condensata nella migliore delle ipotesi, e priva di ogni nucleo evidente stellare, anche molto debole. Per questo motivo suppone che la cometa non sopravviverà al passaggio ravvicinato. Bortle aggiunge che un’altra cometa (du Toit nel 1945) sarebbe stata di aspetto fisico molto simile al percorso della Lovejoy, con una luminosità simile. Du Toit svanì infatti totalmente prima che raggiungesse il Sole. È questo il futuro della cometa Lovejoy? “Spero di no, ma a conti fatti credo che lo sarà,” afferma Bortle. Per avere una buona visione della cometa Lovejoy, è possibile prenotare un posto accanto al computer e rimanere sintonizzati sul sito SOHO. La cometa Lovejoy dovrebbe entrare nella visuale delle telecamere Lunedi prossimo (12 dicembre), muovendosi rapidamente da Sud, per poi rapidamente curvare intorno al Sole in quello che potrebbe rivelarsi una morte ardente il 16 dicembre. Ma ricordiamo che esiste una piccola possibilità che la cometa sia visibile anche ad occhio nudo. In Italia sarà praticamente impossibile osservarla a meno di essere in possesso di filtri a banda stretta centrata sul doppietto del Sodio. Ma non si sa mai…..!

Scienziati prevedono un mega-terremoto nella regione del Kashmir


Roger Bilham, professore emerito di scienze geologiche presso l'Università del Colorado a Boulder avverte che la regione himalayana del Kashmir potrebbe essere colpita da un mega-terremoto di magnitudo 9 scatenando uno scenario da incubo nella  travagliata regione del subcontinente indiano.
Peggio ancora, aggiunge Bilham,un tale terremoto potrebbe innescare frane lungo la diga del fiume Jhelum. Questo potrebbe sommergere la valle del Kashmir sotto l'acqua.


La sua nuova stima e' stata resa possibile dopo 8 anni di letture dai sensori GPS collocati in territorio  indiano e pakistano. Il lavoro è stato fatto solo grazie alla collaborazione con entrambe le nazioni, che sono in disputa su questi territori.
In questa regione, la placca Indiana sta lentamente slittando sotto l'altopiano tibetano questo sta creando delle zone di forte tensione che potrebbero innescare una frattura e quindi generare un terremoto che interesserebbe 1,5 milioni di persone con conseguenze inimmaginabili.- thewatchers.adorraeli.com


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!


Una sfera di tre metri per simulare il campo magnetico della Terra



Il nostro pianeta riserva ancora moltissime sorprese, ad iniziare dalla sua struttura interna. Abbiamo modelli teorici che possono simulare con una certa accuratezza la stratificazione della Terra, la composizione del nucleo planetario, e fenomeni come il campo elettromagnetico terrestre, ma per sapere con certezza cosa avviene all'interno del nostro pianeta è necessario realizzare una "Terra in miniatura".

I ricercatori dell'Università del Maryland hanno costruito una sfera di tre metri di diametro in grado di simulare (si spera) il comportamento del nucleo terrestre e altre dinamiche interne del pianeta.

La sfera sarà riempita di 13 tonnellate di sodio liquido mantenuto ad una temperatura costante di 105°C. I ricercatori sperano che la rotazione delle sfere interne e del sodio liquido possa innescare la generazione di un campo elettromagnetico costante. Se l'esperimento dovesse funzionare, sarebbe il primo ad essere in grado di simulare accuratamente la creazione di un campo elettromagnetico planetario.

"Le dinamo si generano facilmente in natura" spiega Daniel Lathrop, leader del progetto. "Lo stesso non vale per il laboratorio". Nonostante le difficoltà e l'esito incerto della simulazione, potrebbe essere l'occasione di ottenere preziosissimi dati su cosa accade 3.000 km sotto i nostri piedi, a profondità che possono essere sondate solo indirettamente tramite i "rimbalzi" delle onde sismiche.

La sfera-pianeta è composta da due sfere concentriche: quella più piccola, del diametro di circa un metro, rappresenta il nucleo interno, mentre quella esterna il mantello terrestre. Lo spazio tra le due sfere verrà riempito di sodio liquido per simulare lo strato più esterno del nucleo terrestre, composto principalmente da ferro fuso.

Facendo ruotare le due sfere in modo sincronizzato o asincrono (fino a 4 rotazioni di quella esterna e 12 per quella interna), Lathrop e i suoi colleghi studieranno come il calore e la rotazione possano influenzare il movimento del ferro liquido del nucleo.

Fino a questo punto, l'esperimento non dovrebbe incontrare alcun problema. La domanda a cui nessuno può ancora rispondere è se il sodio liquido si comporterà allo stesso modo del ferro fuso, creando una "geodinamo" e un campo magnetico continuo.

"Tutti nella comunità scientifica stanno aspettando col fiato sospeso" afferma Andrew Jackson, geofisico dello Swiss Federal Institute of Technology. "Stanno ponendo domande per le quali non abbiamo risposte".

La sfera planetaria di Lathrop non è il primo tentativo di ricreare le dinamiche geomagnetiche del nostro pianeta, ma è di certo il più imponente, e probabilmente quello che fornirà i dati più interessanti.
Altre sfere sono state costruite in laboratori americani e francesi, ma non superano il metro di diametro, in alcuni casi non possono ruotare, e hanno raccolto più che altro dati sulla dinamica dei fluidi senza creare una dinamo.

Se la sfera dovesse funzionare come sperano i ricercatori, potrebbe svelare dettagli fondamentali sull'origine del campo magnetico terrestre e sui suoi cambiamenti.

La sfera è quasi pronta per essere azionata. Nel gennaio 2012 verrà riempita di 13 tonnellate di sodio liquido per poi essere riconfigurata un'ultima volta prima dell'accensione.
http://www.ditadifulmine.com/2011/12/sfera-di-tre-metri-simulera-nucleo.html
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Scoperta Russa: le parole e le frequenze influenzano e riprogrammano il DNA

l DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie!Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.

I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base.
Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.

Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all’appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA. Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.

La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA!
In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente. Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.

Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati!
I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.
Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma. Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva. Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata come un’ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.
Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.
Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata. In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustante è che in quel preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.
Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.
Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta.
Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero. Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

L’articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext – Forum for Border Science). Su questa pagina è anche possibile contattare gli autori.
Nel suo libro “Vernetzte Intelligenz” (Networked Intelligence: Intelligenza trasmessa dalla rete), Grazyna Gosar e Franz Bludorf spiegano queste connessioni chiaramente e precisamente. Gli autori citano anche fonti supponendo che in tempi primitivi l’Umanità, come gli animali, è stata fortemente connessa alla coscienza gruppale e agiva come gruppo. Tuttavia, per sviluppare e sperimentare l’individualità, noi umani abbiamo dovuto dimenticare l’ipercomunicazione quasi completamente. Ora che siamo abbastanza stabili nella nostra coscienza individuale,possiamo creare una nuova forma di coscienza gruppale, concretamente una, quella in cui abbiamo accesso a tutte le informazioni per mezzo del nostro DNA senza essere forzati o controllati a distanza rispetto a quello che dobbiamo fare con quell’informazione.
Tutti i dati sono tratte dal libro “L’intelligenza in Rete nascosta nel DNA” di Von Grazyna Fosar e Franz Bludorf, (edito in Italia da Macroedizioni) riassunti e commentati da Baerbel.
Per mettervi in contatto con gli autori : www.fosar-bludorf.com
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Scoperta la lente gravitazionale quadrupla!

Gli astronomi hanno scoperto una “lentegravitazionale in grado di produrre una rara immagine quadrupla dello stesso oggetto: in immagini registrate dai Telescopi Spaziali Hubble e Spitzer l’Ammasso MACS J0329.6-0211, lontano 4, 6 miliardi di anni luce dalla Terra sembra quadruplicare l’immagine, fortemente ingrandita, di una piccola galassia posta a 12, 8 miliardi di anni luce, ai confini dell’Universo conosciuto.


Una lente gravitazionale si forma quando la luce di un oggetto molto remoto e debolissimo attraversa un intenso campo gravitazionale interposto alla linea di vista dalla Terra: la sorgente più lontana, altrimenti debolissima, viene fortemente amplificata, mentre la sua immagine risulta ingrandita decine di volte e moltiplicata in una serie di miraggi.
Si tratta di un effetto previsto dalla teoria della relatività di Einstein, in grado di produrre spettacolari sdoppiamenti e, più raramente, immagini multiple e distorsioni arcuate dette Anelli di Einstein.
L’oggetto scoperto dai ricercatori di Heidelberg è una delle lenti gravitazionali più distanti che si conoscano: anche se era noto qualche altro oggetto amplificato ancora più lontano, è finora la più remota lente quadrupla scoperta. L’elaborazione delle immagini, ottenuta ipotizzando che la maggior parte della massa della lente sia concentrata nelle galassie visibili dell’Ammasso, ha consentito di “ripulire” l’aspetto originale della galassia lontana, che risulta avere una massa pari a pochi miliardi di stelle simili al Sole, poche polveri e una forte attovità di formazione stellare.
Un risultato che avvicina l’oggetto alle dimensioni delle Nubi di Magellano, galassie satelliti della nostra Via Lattea, e che conferma l’ipotesi teorica che le prime galassie formatesi nell’Universo fossero oggetti irregolari e relativamente piccoli, accresciutisi in seguito a fenomeni di cattura e collisioni.
http://www.antikitera.net/news.asp?id=11083&T=3
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Lo scioglimento dei ghiacci artici sta causando il rilascio di tossine nocive nell’ambiente.

Quantita' sconosciute Di agenti inquinanti organici non smaltiti, intrappolati nei ghiacci artici, stanno costituendo una nuova minaccia per la vita marina e la vita umana via via che la temperatura globale si innalza. Gli scienziati hanno scoperto che il riscaldamento dell’Artico sta causando il rilascio di una nuova ondata di elementi chimici ora banditi che erano rimasti intrappolati nel ghiaccio. I ricercatori avvertono che la quantità di veleni immagazzinati nella regione polare è sconosciuta, e la loro dispersione potrebbe ‘rendere vani gli sforzi che si stanno compiendo globalmente per ridurre la contaminazione umana e ambientale.Tra gli elementi chimici che cominciano a fuoriuscire con l’aumentare della temperatura si annoverano DDT, lindano e cloridano, resi famosi dal libro di Rachel Carson del ’62, Silent Spring, e gli elementi chimici industriali PCB e il fungicida esaclorobenzolo (HCB). Tutti gli elementi elencati (inquinanti organici persistenti – POP) sono banditi dalla Convenzione di Copenhagen del 2004.

Questi inquinanti possono provocare tumori e malformazioni fetali, ed hanno tempi lunghissimi di degradazione, il che significa che possono essere trasportati dagli elementi per lunghe distanze e che si possono accumulare nel tempo. Negli ultimi decenni le basse temperature artiche hanno intrappolato i POP volatili nel ghiaccio e nell’acqua.Ma alcuni scienziati canadesi e norvegesi hanno recentemente scoperto che il riscaldamento globale sta liberando nuovamente i POP. Tra il ’93 e il 2009 hanno appurato la presenza nell’aria di questi veleni, presso le stazioni di ricerca di Zeppelin nelle Svaalbard e di Alert nel Canada settentrionale.Anche dopo aver registrato una progressiva diminuzione delle emissioni globali di POP, i due team di ricerca hanno dimostrato che questi inquinanti tossici sono stati rimessi in circolazione dall’incremento della temperatura e dal ritirarsi del ghiaccio marino, che espone al sole maggiori quantità d’acqua.

Ad esempio si è visto che la concentrazione di PCB e HCB nell’aria è in continuo aumento, a partire dal 2004. La loro ricerca è stata pubblicata dal Journal of Nature Climate Change.Hayley Hung, ricercatrice del team canadese e dipendente di Environment Canada, divisione qualità, dichiara che il suo lavoro ha dimostrato che i POP sono attualmente in circolazione nella zona artica.”Questo è solo l’inizio,” ha riferito la ricercatrice al Guardian. “Ora dobbiamo capire qual è l’entità degli inquinanti, quanto si potranno diffondere e in quanto tempo”.La Hung afferma che, ad eccezione del lindano, non si sa molto sull’estensione del fenomeno nelle latitudini polari. “Non abbiamo ancora dati sufficienti”.Il destino degli inquinanti congelati dipende dalla rapidità del riscaldamento polare – e al momento il tasso di innalzamento della temperatura è molto più veloce di quanto accade a latitudini inferiori – e da come gli inquinanti interagiscono con neve e pioggia. I POP si concentrano nei grassi e dunque si concentrano nella catena alimentare, ma la Hugh ritiene che le stesse catene alimentari presenti nell’Artico possano rimanere alterate dal cambiamento climatico.


Fonte: www.guardian.co.uk


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

 


Post più popolari

AddToAny