Un terremoto di magnitudo 3,2 colpisce vicino l'isola greca di Santorini

14 Dicembre 2011 - GRECIA - Un terremoto di magnitudo 3,2, avvenuto intorno al poco noto vulcano sottomarino Kolumbos,a soli 8 km a NE dall'isola greca di Santorini segna uno dei più grandi eventi degli ultimi mesi. Il vulcano sottomarino la cui vetta sorge a soli 18 m sotto il livello del mare, si trova su un sistema di faglie su cui si trova anche l'isola di Santorini.L'ultima eruzione del vulcano Kolumbus risale al settembre 1650.L'eruzione fu una grande eruzione esplosiva, ricadute di ceneri furono registrate fino alla Turchia. La prima fase dell'eruzione culmino' con uno tsunami devastante. Gas tossici uccisero oltre 25 persone e centinaia di capi di bestiame a Santorini. Non c'è alcuna ragione di affermare che la nuova l'attività sismica tra Santorini ed il Kolumbus possa essere un inizio di una nuova crisi della zona, ma lascia qualche perplessita' il fatto che la maggior parte dei dati sismici della regione non vengano riportati dall'istituto di geofisica greco.

Allerta sismica mondiale: Un terremoto di magnitudo 7,3 scuote la regione Papua Nuova Guinea

14 Dicembre 2011 - PAPUA NUOVA GUINEA - Un terremoto di magnitudo 7,3 richter ha colpito l' Arcipelago Bismarck nella regione della Papua Nuova Guinea. Il terremoto ha colpito a 115 km (71,5 miglia) sotto la superficie. L'epicentro del terremoto è stato localizzato 89 km (55 miglia) SSW di Lae, Nuova Guinea, PNG e a 221 km da Port Moresby, Papua Nuova Guinea.L'Istituto di Geofisica e vulcanologia australiano ha detto che il terremoto potrebbe essere stato avvertito  fino a 1.523 chilometri di distanza. Si stimano che danni possono essersi verificati all'interno di un raggio di 122 chilometri. Un corrispondente della AAP ha riferito che le finestre del Palazzo del Parlamento hanno tremato per circa un minuto e mezzo, ma non sembra esserci stato nessun danno.Avevo avvertito in precedenti articoli che lo stress da subduzione delle placche tettoniche a livello planetario stava creando punti  di tensione pericolosi lungo archi insulari. Il  terremoto di Oggi di 7,3 di magnitudo è stato solo una piccola liberazione dello stress accumulato dalla crescente tensione sismica. Gli Archi insulari sono ad alto rischio di catastrofici eventi sismici e vulcanici, segno inequivocabile del cambiamento geologico del pianeta, che potra' essere scosso da piu' frequenti devastazioni. Il NOAA ha riferito che nessun allarme tsunami  sarebbe stato rilasciato per la regione del Pacifico a causa di questo terremoto. - Il Protocollo di Estinzione -

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Uno Tsunami colpisce le coste della Malesia!


13 Dicembre 2011 _ MALESIA - Evacuazione forzata per quasi 200 persone nella cittadina di Kampung Pengkalan Atap (Besut-Terengganu, Malaysia), colpita da un mini-tsunami Domenica notte. Le onde gigantesche hanno allagato molte abitazioni, dove l'acqua è arrivata fino al ginocchio dentro le case, durante il fuggi fuggi generale della popolazione, che ha cercato riparo allontanandosi il più possibile dal mare. Più di 10 case sono state seriamente danneggiate dalle ondate, molte altre invece quelle con i vetri delle finestre in frantumi dalla potenza dell'acqua. A detta degli anziani del posto, era la prima volta che il villaggio di fronte alla spiaggia veniva coinvolto da un simile evento.
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/mini-tsunami-in-malaysia-55464

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Nemesis e la teoria sulla periodicità delle estinzioni di massa


Nemesis è un oggetto astronomico ipotetico più precisamente una stella nana rossa o nana bruna in orbita intorno al Sole ad una distanza da (circa) 50.000 a 100.000 UA, poco oltre la Nube di Oort. L'esistenza di questa stella è stata originalmente postulata come parte di una possibile spiegazione dei cicli di estinzioni di massa nella storia della Terra.

Teoria sulla periodicità delle estinzioni di massa

Nel 1984 i paleontologi David Raup e Jack Sepkoski pubblicarono un articolo sostenendo di aver individuato una periodicità statistica nelle estinzioni di massa avvenute nel corso degli ultimi 250 milioni di anni, utilizzando diverse forme di analisi delle serie temporali.[1] I due autori incentrarono l'estinzione sull'intensità di famiglie di fossili di vertebrati marini, invertebrati e protozoi, individuando 12 eventi di estinzione nel periodo di tempo preso in considerazione. L'intervallo di tempo medio fra gli eventi di estinzione era stimato sui 26 milioni di anni. A tutt'oggi, due degli eventi di estinzione individuati (Cretaceo-Terziario e Tardo Eocene) potrebbero essere messi in relazione ad eventi di grande impatto. Sebbene Raup e Sepkoski non fossero riusciti a identificare le cause delle loro presunte periodicità, supposero che questi eventi potessero avere una connessione non-terrestre. La sfida di individuare un meccanismo di tipo non-terrestre è stata affrontata da diversi astronomi.

Sviluppo dell'ipotesi di Nemesis



Due squadre di astronomi (Whitmire & Jackson e la squadra Davis, Hut e Muller) hanno pubblicato nel 1984, indipendentemente, ipotesi simili per spiegare le estinzioni di massa avanzate da Raup e Sepkoski nella rivista Nature.[2][3] Una di queste ipotesi propone che il sole potrebbe avere una stella compagna non ancora definita, in un'orbita ellittica molto ampia, la quale, periodicamente, disturberebbe la Nube di Oort, causando un incremento del numero di comete in viaggio verso il centro del nostro Sistema solare con un conseguente incremento di eventuali impatti sulla Terra. Questa ipotetica stella prende il nome di Nemesis o, come fu prontamente ribattezzata dai media[4], Death Star ("Stella della morte", in inglese). Ammessa l'esistenza di tale stella, l'esatta natura di Nemesis è ancora incerta. Richard A. Muller suggerisce che molto probabilmente l'oggetto è una nana rossa con una magnitudine tra 7 e 12[5]; mentre Daniel P. Whitmire ed Albert A. Jackson sostengono che essa sia una nana bruna. Da precedenti studi sulle stelle di tipo solare, era emerso che l'84% di esse fa parte di un sistema binario[4]. Muller, che all'epoca lavorava presso il telescopio del Leuschner Observatory al Lawrence Berkeley National Laboratory, diede incarico di individuare Nemesis all'astrofisico Saul Perlmutter che nel 1986 terminò la tesi "Ricerca astronomica di una compagna stellare del Sole"[4] senza poterne confermare l'esistenza.
L'ultimo grande evento di estinzione è stato (circa) 5 milioni di anni fa, così Muller stima la distanza di Nemesis da noi a circa 1-1,5 anni luce identificando la posizione della stella vicino ad Idra: idea basata su una supposta orbita, derivata dall'osservazione dei lunghi periodi atipici delle comete che descrivono un arco orbitale incontrando le specifiche delle ipotesi di Muller.

Altre ipotesi



Matese e Whitman hanno suggerito che l'ipotetica estinzione periodica potrebbe essere causata dall'oscillazione del Sistema Solare attraverso il piano della Via Lattea. Queste oscillazioni possono condurre a disturbi gravitazionali nella nube di Oort con le stesse conseguenze proposte dalla possibile orbita di Nemesis. Comunque, il periodo di oscillazione non è ben osservabile e potrebbe differire dai 26 milioni di anni (necessari alla teoria) fino al 40% in più.

Altre possibili conferme

Dal 2000 in poi, sono stati osservati dei planetoidi (oltre Nettuno), come (148209) 2000 CR105, aventi un'orbita ellittica molto accentuata ed un elevato valore del perielio tale da fare escludere l'influenza di Nettuno su questi planetoidi. In questi casi, in genere, si invoca la remota possibilità del passaggio di giganti gassosi o di stelle nell'estrema periferia del Sistema Solare (nel nostro caso potrebbe coincidere con Nemesis).


Indonesia: isola di Sumatra in allerta per il vulcano Sorikmarapi

Il PVMBG ha alzato il livello di allerta per il vulcano Sorikmarapi. L’allerta ora è al livello 2 (waspada) su 4, a causa d cambiamenti nella sismicità, che è in aumento. Questa mattina un tremore è stato registrato per 10 minuti. Un'area di 1500 m di raggio dal cratere è ora off limits. L'ultima eruzione di questo vulcano è avvenuta nel 1971.


Il vulcano Sorikmarapi è uno stratovulcano ricco di vegetazione situato sull’isola di Sumatra, in Indonesia. Dispone di un cratere largo 600 m trasformatosi in un lago con alcuni depositi di zolfo.


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