CANDIDA… L’EPIDEMIA SILENZIOSA

(di Patrizia Marini)

Fate parte anche voi dei milioni di persone che non si sentono bene da parecchio tempo e ciò nonostante non riescono a comprenderne il motivo? Siete stati definiti malati immaginari?
Avete sulle spalle un passato costellato da abusi di farmaci antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e ormoni? Non riuscite a dimagrire neanche seguendo la dieta più ferrea? Il vostro bambino soffre di asma o di malattie della pelle? Siete golosi di dolci in maniera smodata? Vostro figlio non va bene a scuola ed è nervoso e irascibile? Siete depressi e non volete rovinarvi la salute con farmaci inutili e dannosi? Potrebbe trattarsi di uno squilibrio da lieviti come conseguenza di un’infezione da Candida.
Fin dalla nascita la vita di un uomo ha luogo in stretta simbiosi con un universo di microrganismi, tra cui virus, batteri e funghi. Essi vivono nella nostra cavità orale, nelle gengive, nella nostra gola, nei polmoni, nell’intestino e nei nostri organi genitali. Alcuni di essi sono utili altri dannosi, in delicato equilibrio tra loro.
Alcuni sono coinvolti in processi fisiologici, come la degradazione dei pigmenti biliari nell’intestino, la produzione di vitamina K, la protezione delle nostre mucose: un ruolo chiave è svolto dal nostro sistema immunitario che permette la proliferazione, fino ad un certo livello, dei microrganismi utili e blocca quello di quelli dannosi.
Molti microrganismi utili necessitano condizioni di crescita piuttosto definite per poter riprodursi: la loro presenza è comunque assolutamente necessaria per evitare l’eccessivo proliferare di microrganismi dannosi.
Spesso microrganismi presenti in piccole colonie all’interno del nostro organismo, l’ Escherichia colii nell’intestino o la Candida albicans sempre presente in minime quantità nelle mucose del tratto alimentare, possono quando dimiinuiscono i microrganismi utili, prendere il sopravvento e riprodursi fino a diventare un serio problema per la nostra salute.
Una volta che questo accade essi proprio perché presenti da sempre nelle nostre mucose tendono ad abituarsi a una eccessiva proliferazione dando origine a disturbi cronici di difficile eradicazione
La micosi (infezione da funghi) più comune è provocata da un sovraccarico del commensale intestinale Candida albicans.
Altre specie di Candida tra le più diffuse sono C. tropicalis, C. paratropicalis, C. glabrata e C. krusei, C. guillermondi, C. dubliniensis e C. zeylanoides.
In condizioni normali, la Candida è un commensale che si adatta agli ambienti alcalini dei tessuti e contribuisce a proteggere l’organismo da tossine e chelare i metalli pesanti. In tutte le condizioni di squilibrio del pH fisiologico, la Candida sopravvive e si diffonde eccessivamente. La presenza di candidosi cronica predispone alla DISBIOSI della flora intestinale e a una catena d’infezioni opportunistiche di batteri, parassiti e virus.
In tutti i casi, l’infiammazione delle mucose assottiglia le pareti intestinali, creando lesioni, predisponendo alla cosiddetta “Leaky Gut Syndrome” (sindrome da intestino gocciolante) e al riassorbimento nel sangue di sostanze nutritive non digerite e tossine acide, riciclandole nell’organismo, provocando acidosi e innescando reazioni autoimmuni.

Molte malattie croniche possono essere causate dalla Candida Albicans o dai comuni lieviti, tale patologia può colpire gente di tutte le età e di entrambi i sessi, dal bambino che abusa di merendine, all’anziano che va incontro a una demenza precoce, producendo un’ampia gamma di allarmanti sintomi.

Le CANDIDOSI (infezioni da Candida) comportano infiammazione del sistema digestivo dalla bocca all’intestino retto e conseguentemente del sistema ORL (otorinolaringoiatria), delle mucose gastrointestinali, genito-urinarie e dei tessuti tegumentari: capelli, cute e unghie.
L’eccesso di muco è il sistema naturale del corpo di proteggere le membrane gastrointestinali e respiratorie da irritazioni e lesioni, producendo sintomi di mal di gola, tosse, sinusiti e otiti, spesso irritando anche i tessuti connettivi osteoarticolari, muscolari e tegumentari, oltre a predisporre a candidosi vulvovaginali, cerviciti e cistiti ricorrenti nella donna e a balaniti nell’uomo.
Le vulvovaginiti da candida sono molto frequenti, il 75% delle donne ne soffre almeno una volta nella vita e nel 40-50% recidiva almeno una volta. Le recidive più pericolose sono sicuramente quelle che nascondono la presenza dello Human Papiloma Virus (HPV) che, come ormai è ampiamente dimostrato, è alla base del cancro del collo dell’utero. Di questo argomento parleremo in un successivo articolo (La candidosi vaginale spesso nasconde un’infezione da human papilloma virus HPV)…

L’incidenza di CANDIDOSI aumenta in casi d’immunosoppressione ed è aggravata dall’uso frequente di antibiotici, chemio e radioterapia, corticosteroidi, farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS, tra i quali l’aspirina) e dalla pillola anticoncezionale che alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale.
La diminuzione della produzione delle vitamine del complesso B causata dalla riduzione dei batteri saprofiti, favorisce la trasformazione della Candida dalla forma micetale, in grado di penetrare la parete intestinale, innescando una “leacky gut syndrome”, con incremento della ipersensibilità agli alimenti, delle reazioni allergiche e delle reazioni tossiche.
Le micosi sistemiche subcliniche – ovvero le infezioni funghine estese a tutto l’organismo, che non danno ancora luogo allo sviluppo di segni e sintomi – contribuiscono ad aumentare la congestione linfatica, la reattività del sistema immunitario agli allergeni, le intolleranze alimentari, l’ipersensibilità a sostanze chimiche, la propensione a mal di testa, depressioni e irritabilità, aumentando anche il rischio d’ipertensione essenziale secondaria.
La tossiemia micotica (intossicazione del sangue da tossine fungine) compromette il sistema digestivo ed è un fattore rilevante nel peggioramento di sintomi neurologici nei casi d’affaticamento cronico con riduzione della prontezza mentale, delle capacità di concentrazione e coordinazione, frequentemente con sintomi di vertigini e capogiri.
Nelle persone sane la popolazione micetale della candida è, in genere, limitatata e mantenuta a livelli non patogena dalla funzionalità del sistema immunitario e dalla presenza dei batteri saprofiti, come gli acidofili o i bifidobatteri, che competono con essa per i substrati nutritivi. Molte situazioni possono rivelarsi come potenzialmente in grado di incrementare la presenza di questo micetale, causando con la sua eccessiva presenza, sintomi talvolta CONFUSI con altre patologie o malesseri.
I sintomi più frequenti sono costipazione o diarrea, coliti, gastralgie, alitosi, stomatiti o afte buccali, prurito rettale ma anche mal di testa, bruciori al petto o dolori precordiali, cambiamenti d’umore, depressione, sindrome premestruale, perdita della memoria, vaginiti, infezioni renali o vescicali, prostatiti, dolori muscolari o articolari, artriti, bruciori di gola, congestione, tosse, sinusiti croniche, bruciori alla lingua, mughetto, parestesie al viso, alle braccia o alle gambe, parestesie periferiche, sudori notturni, acne, prurito diffuso, sindrome della fatica cronica, iperattività, ipotiroidismo, diabete, allergie e stress surrenalico.
Ambienti caldi ed umidi e l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri/carboidrati e lieviti può peggiorare significativamente i sintomi.

La superinfezione INTESTINALE è spesso, la principale causa della ben conosciuta candidosi vaginale: i risultati clinici confermano che NON si può eradicare le manifestazioni vaginali, senza normalizzare la situazione intestinale, che è sempre presente quando ci sono manifestazioni vaginali.

Il trattamento della candidosi, in qualunque area si manifesti, è sempre difficile e complesso, talvolta con crisi di guarigione e recidive, ma non può non essere considerato come un problema risolvibile nel breve periodo: la guarigione raramente avviene in meno di tre mesi di trattamento combinato con adeguate misure alimentari; in genere occorrono almeno SEI MESI di trattamento prima che si possano vedere risultati consistenti e duraturi: fino a quando la superinfezione intestinale non viene sconfitta e la flora batterica intestinale ricostituita, le manifestazioni vaginali, a livello della bocca, della pelle o delle unghie tende a ripresentarsi sistematicamente. I cambiamenti dietetici risultano molto importanti nell’eradicazione della candidosi: l’eliminazione degli zuccheri in maniera radicale (saccarosio, destrosio, fruttosio ma anche succhi di frutta, miele, sciroppo d’acero, melassa, lattosio contenuto nei prodotti caseari), ma anche delle solanacee (patate, peperoni, melanzane, pomodori) e di gran parte dei frutti (ad esclusione delle bacche, dell’ananas e della papaia).
Tutte le sostanze utilizzate per i processi fermentativi che producono alcool dovrebbero essere evitate (come ad esempio grano, malto, orzo, luppolo) così come i prodotti contenenti lieviti; anche i prodotti fermentati o contenenti muffe, possono rivelarsi fonte di ipersensibilità durante le superinfezioni di candida: è bene evitare, in genere, anche i funghi.
Talvolta anche le carni (in particolare maiale, vitello e pollame) possono creare problemi per i residui di antibiotico derivanti dall’alimentazione, così come i prodotti caseari spesso sono da evitarsi. L’uso di vegetali freschi, pesce, granaglie prive di glutine (quali miglio e riso) spesso possono essere d’aiuto; lo yogurt naturale o il kefir sono fonti di batteri simbionti utili per combattere la superinfezione.

Alcuni presidi igienici si rivelano utili come strategia preventiva: cambiare frequentemente lo spazzolino da denti, per evitare reinfezioni; utilizzare biancheria intima in cotone bianco, da lavarsi separatamente rispetto ad altri capi, additivando un prodotto antifungino come per es. l’ipoclorito di sodio (verechina).
La Candida non può vivere in ambienti ossigenati, pertanto un abbigliamento che favorisce la circolazione dell’aria è da consigliarsi come presidio igienico: le infezioni da Candida sono 3 volte più frequenti nelle donne che utilizzano biancheria di nylon o collant.

AIUTI NATURALI PER COMBATTERE LA CANDIDOSI

Acido Caprilico
Noto anche come acido ottanoico, è un acido grasso a corta catena, che si ricava dalle noci di cocco. Dissolve la membrana cellulare della Candida albicans e di altri funghi; viene ben assorbito dall’intestino, distribuendosi poi in maniera uniforme anche nel colon, dove è più comune la colonizzazione da Candida albicans.
Nel settore salutistico l’acido caprilico viene assunto per la sua capacità di dissolvere la membrana cellulare della Candida albicans e di altri funghi, risultando quindi potenzialmente utile nel trattamento della candidosi.
Ideale per l’equilibrio della microflora intestinale. La ricerca scientifica ha evidenziato che i supplementi contenenti probiotici (“fermenti lattici”) costituiscono un’ottima associazione all’acido caprilico per il buon funzionamento del tratto intestinale e nel rafforzare la microflora intestinale in modo da rendere l’organismo più forte contro eventuali ricadute. La loro presenza (pro-biotici = a favore della vita) è assolutamente necessaria per evitare l’eccessivo proliferare di microrganismi dannosi. Potenzialmente utile è anche l’associazione acido caprilico/probiotici, con aglio e curcuma, in modo da produrre un ostacolo sinergico alla proliferazione di candida albicans nel colon.

Allium Sativum (Aglio)
Sono state ampiamente dimostrate le proprietà antifungine, antibatteriche, antiparassitarie ed antivirali.
L’Aglio è un potente antimicotico grazie all’azione dell’allicina; essa causa un blocco completo della sintesi dei lipidi e riduce la capacità di adesione di Candida albicans alle mucose. Altri composti candidicidi sono l’eruboside-B; l’acido ferulico; il geraniolo e il linalolo. Contiene anche fosfo-frutto-olisaccaridi, carboidrati indigeribili dall’uomo, che favoriscono lo sviluppo dei batteri probiotici come gli acidofili. La Candida albicans sistemica e le infezioni vaginali vengono inibite dall’azione dell’aglio, che si rivela in grado di prevenire le recidive a lungo termine, senza creare ceppi resistenti; la sua azione si esplica attraverso il blocco degli enzimi batterici o fungini, grazie alla sua azione sui tioli. Gli estratti di aglio sono in grado di stimolare il sistema immunitario, attivando l’azione delle cellule natural killer, i macrofagi e l’attività delle cellule B nella produzione degli anticorpi. Sarebbe da preferire l’aglio crudo ingerito a mò di compressa, ma a causa del cattivo odore… si può optare per dei buoni integratori alimentari a base di aglio, contenenti allicina.

Lactobacillus Acidophilus
Favorisce la ricolonizzazione da parte dei batteri simbionti dell’intestino, della bocca e della vagina. Promuove un miglioramento dei processi digestivi, attraverso la liberazione di lattasi che intervengono nella digestione degli zuccheri del latte, stimola le difese immunitarie e aiuta ad aumentare la resistenza alle infezioni. Produce acido lattico, perossidi d’idrogeno e acido acetico che promuove una normalizzazione acida dell’intestino ricreando un ambiente idoneo a prevenire le infezioni batteriche. Ci sono evidenze dell’azione dell’Acidophilus nel prevenire o combattere fenomeni diarroici causati da antibiotici, parassitosi o superinfezioni batteriche, attraverso la rigenerazione della flora batterica saprofitaria, riducendo la formazione di gas, il gonfiore e la fermentazione, e la tossicità sistemica causata dalla proliferazione della candida albicans.
L’Acidophilus è battericida per il clostridium botulini, la salmonella e gli stafilococchi. Produce alcune vitamine B, la biotina, la vitamina K, ed enzimi nel tratto intestinale, facilitando i processi di detossificazione. Gli Acidofili sono in grado di produrre batteriocine, chiamate acidofiline, in grado di inibire la proliferazione batterica e fungina e danneggiare le cellule umane alterate (ma non quelle sane): a differenza degli antibiotici, le batteriocine dei batteri probiotici non interferiscono nella sintesi proteica e delle proteine di membrana dei batteri patogeni, ma sono in grado di degradare immediatamente il DNA e RNA microbico, provocando la morte cellulare.

Aloe Barbadiensis
Contiene acemannani che svolgono un’azione cicatrizzante (rapidissimo cicatrizzante nella colite ulcerosa), antinfiammatoria, battericida, immunomodulante e citoprotettrice. Contiene fitormoni, fitoestrogeni, steroli e steroidi vegetali, in grado di promuovere la guarigione dei tessuti e la riparazione cellulare. Attiva la produzione umana in IL-1, TNF-A, IL-6 (di qui probabilmente la sua azione di riparazione delle ulcere). In studi ancora in corso si è dimostrata l’azione immunostimolante nell’AIDS, FIV, NDV, mentre l’effetto antitumorale è stato dimostrato in applicazioni sugli animali. Le viene attribuita un’azione stimolante le interleuchine e l’interferone. Risulta attiva nel trattamento di alcune parassitosi (Leishmaniosi), ed antifungina: la sua azione si esplica su funghi e batteri associati alle tricofitosi, nella Candidosi, nelle infezioni da Stafilococchi e Streptococchi dei Mycobacterium Tuberculosis. Svolge un’azione antivirale nei casi come l’herpes, morbillo e HIV-1, incrementando l’attività delle globuli bianchi che stimolano la produzione di interferone ed interleuchine.

Tea tree oil (olio essenziale di Melaleuca alternifolia)
Questo olio essenziale presenta un’azione antibatterica, antivirale, antinfiammatoria e tonificante, e molto altro. Tanto che esistono alcuni rimedi naturali che la vedono protagonista contro un’infezione genitale, la cosiddetta candida.
Il Tea Tree Oil non è assolutamente tossico e si può combinare con altri rimedi naturali e anche con terapie chimiche e farmacologiche. La candida è un’infezione subdola e a volte può tornare, ma questa sostanza può aiutare a evitarne la ricomparsa, purché si stia attente a non autocontagiarsi una volta che la si è contratta. Il primo modo per usare il Tea Tree Oil contro la candida è attraverso una lavanda vaginale interna, con tre gocce di sostanza diluita in acqua calda. Le lavande possono essere accompagnate dall’assunzione di Tea Tree Oil per bocca: vanno sciolte sempre tre-cinque gocce in una bottiglia d’acqua da mezzo litro, che va centellinata durante il giorno e accompagnata da una dieta priva di lieviti, zuccheri raffinati e latticini. Un’altra cura a base di Tea Tree Oil contro la candida consiste sempre in tre gocce diluite in acqua calda da usare come lavanda, accompagnate dall’assunzione per bocca di estratto di semi di pompelmo in acqua prima dei pasti. Questi rimedi possono essere uniti anche a un’assunzione a base di fermenti lattici. Questo rimedio è preferibile, dietro consiglio medico, nelle fasi più acute dell’infezione, insieme con altre terapie. Ci si deve preparare una lavanda calda con limoni bolliti, acqua e Tea Tree Oil, ma anziché usarla direttamente sulla pelle, i genitali vanno esposti al vapore per una decina di minuti oppure finché il proprio corpo e il dolore che potrebbe causare questo rimedio lo consentono. Non ci si deve sciacquare e si deve evitare se si hanno ferite, anche in fase di cicatrizzazione, o si è in gravidanza. Il rimedio (ma vale anche per tutti gli altri) va ripetuto per una decina di giorni, durante i quali vanno assolutamente vietati i rapporti sessuali, per la possibilità di contagio. Sarebbe anzi auspicabile che in casi di infezione da candida che i trattamenti siano essi naturali o farmacologici vadano effettuati da entrambi i partner.

Curare la Candida con il Metodo Ruffini
http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/curare-candida-metodo-ruffini-ipoclorito-sodio.php
Il METODO RUFFINI è un trattamento dermatologico ad uso topico (esterno), non sistemico (interno) per la cura di patologie dermatologiche attraverso l’uso di Ipoclorito di Sodio calibrando le percentuali tra il 6% e il 12%.
Applicando l’Ipoclorito di Sodio così come spiegato nel Metodo del Dottor Gilberto Ruffini, si riesce ad aver ragione di una infinità di patologie legate alla pelle. Il prodotto non va mai ingerito né iniettato!
Un rimedio rapido, efficace e a basso costo per micosi, herpes, afte, psoriasi (prurito), forfora e tante altre patologie dermatologiche.
L’ipoclorito di sodio è altamente tossico per molti vari tipi di virus, batteri, funghi, parassiti.
Usato con una concentrazione tra il 6% e il 12%, è in grado di ELIMINARE il codice genetico del patogeno.
Per saperne di più: www.metodoruffini.it

Lavaggio delle parti intime con il Metodo Ruffini
Il 6% fino al 7,5% è un range terapeutico dentro cui ed indifferentemente, trovano indicazioni ed idoneità, tutte le mucose corporee : orali (nel cavo orale occorre uno sciacquo) e genitali, ano compreso.
TABELLA DILUIZIONI IPOCLORITO DI SODIO PURO AL 14% SU 100 ML (in farmacia)
(usare un contenitore graduato)

6% = 45ml di ipoclorito e 55ml di acqua
7% = 50ml di ipoclorito e 50ml di acqua
7,5% = 55ml di ipoclorito e 45ml di acqua

Lavaggio esterno: Per quanto riguarda l’ano, l’ipoclorito non va introdotto nel canale, ma va lavata solo la parte esterna. Sopra il Pube, Pene, Glande, Scroto o Vulva con grandi e piccole labbra comprese basta bagnare, lo stesso sopra il Perineo.
Nel canale vaginale, va fatto un lavaggio interno con una siringa precedentemente privata dell’ ago.

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Lavaggio interno (solo per femmine):
Con siringa senza ago, riempita di Ipoclorito di Sodio al 6% fino al 7,5% introdurre 3cc o più nel canale vaginale, trattenere per i soliti 40-50 secondi poi rilasciare con calma e sciacquare con acqua di rubinetto tiepida.
Così facendo, si ha:
1. Immediata scomparsa degli HPV presenti (tutti i tipi), e virus herpetici
2. Scomparsa dei funghi (Candida)
3. Scomparsa del prurito (fino s’ intende, a nuove infezioni sempre possibili).
Una volta sola è più che sufficiente.
* Avvertenza : non dimenticare di mettere i salva slip per almeno 2 ore in quanto l’ Ipoclorito scolora.

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Lavaggio esterno (per maschi e femmine):
Usare Ipoclorito di Sodio al 6% o 7,5% per un lavaggio ai genitali esterni: Pene, Glande, Scroto o Vulva con grandi e piccole labbra, Pube, Perineo con Ano compreso (non introdurre, lavare solo parte esterna), nonostante possibili brevi bruciori soprattutto all’ Ano se presenti Ragadi o noxe infiammatorie varie concomitanti.
Ogni 2 mesi va bene come disinfezione generica.
* Avvertenza : non dimenticare di sciacquarsi bene con acqua e sapone in quanto l’ Ipoclorito scolora.
Nel canale vaginale, invece, come già detto va fatto un lavaggio interno con siringa senza l’ago.

NOTE: Il prodotto va usato a temperatura ambiente. Aumentando la temperatura di applicazione si avranno vantaggi supplementari : ogni 10°C di incremento, a non più di 35°, l’ipoclorito aumenta la sua forza antimicrobica, antivirale e antifungina del 50% (basta tenere in mano la boccetta per qualche minuto. Oppure tenerne solo la parte occorrente – in quanto il prodotto al fresco – vicino a caloriferi per un quarto d’ora oppure vicino al forno acceso oppure ad una stufetta … Oppure a bagnomaria in acqua calda – non bollente – non nel microonde…)

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DISCLAIMER

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo. Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in questa pagina per scopi auto-diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un Medico.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Scusate ma chi volete che riesca a leggere per intero un articolo sulla Candida lungo 7 kilometri???

 


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