19 ottobre 2017

ITALIA - Allarme nel cuore della montagna: "Rischio nucleare pari a quello dell'incidente di Fukushima"

di Paola Pintus



"Conseguenze potenzialmente catastrofiche su quasi tutto l'Abruzzo, le Marche e sul mare Adriatico, nell'ordine di gravità dell'incidente al reattore nucleare di Fukushima, in Giappone". Gli ambientalisti della rete "Mobilitazione Acqua Gran Sasso" lanciano l'allarme sui rischi dell'esperimento "Sox" che autorizza lo stoccaggio di una potente sorgente radioattiva in arrivo dalla Russia all' interno dei laboratori dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) nelle viscere del Gran Sasso, da aprile 2018. L'esperimento, finalizzato a condurre una ricerca sui neutrini, utilizzerà il Cerio 144 lavorato nel sito nucleare di Mayak e proveniente dalla centrale nucleare di Kola, in Russia, per arrivare ad ottenere una sorgente radioattiva della potenza di 100/150 mila curie, pari a circa un quarto del cesio 137 radioattivo emesso nell'oceano da Fukushima. "Il generatore di neutrini Sox", scrivono i Laboratori "sarà schermato da uno scudo di oltre due tonnellate di tungsteno, spesso 19 centimetri. Questo scudo, fabbricato appositamente per Sox, garantisce la totale protezione per le persone e per l'ambiente". Si legge ancora: "E' totalmente sicuro anche in caso di incidenti di trasporto o incendi, come previsto dalle norme internazionali in materia" e "nessuna esposizione durante il periodo di attività dell' esperimento è dunque possibile, né per il personale dei Laboratori, né tantomeno per la popolazione e l'ambiente". Non la pensano così gli ambientalisti, per i quali l'esperimento rappresenta "un' inaccettabile rischio, in territorio sismico con il maggiore acquifero del centro Italia, in un Laboratorio già classificato a Rischio Incidente Rilevante". Per questo, dicono gli attivisti dei comitati, l'unica cosa da fare è fermare tutto.
Poca trasparenza e nessun coinvolgimento della popolazione

L'esperimento, messo in cantiere dai laboratori del Gran Sasso fin dal 2014 ed autorizzato da un decreto del Mise nel febbraio 2016, è rimasto però segreto fino a una settimana fa, quando un lancio di agenzia ha svelato i particolari del progetto, condotto da enti e università, presenti sul sito del programma Cordis dell'Unione Europea e in alcune pubblicazioni scentifiche dei ricercatori in esso coinvolti. Si è così scoperchiato un vaso di Pandora fatto di opacità, dinieghi e rimpalli di competenze, da cui non è esente nemmeno la Regione Abruzzo, che risulta coinvolta per legge nell'iter autorizzativo, ma che soltanto dopo essere stata chiamata in causa, negli ultimi giorni, ha chiesto lo stop all'iter progettuale che evidentemente aveva già ottenuto tutti i via libera istituzionali. Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta abruzzese, ha chiesto in particolare che ricominci l'iter di controlli, con l'aggiunta di nuove certificazioni a quelle già ottenute dall'istituto Ispra del ministero dell'Ambiente.


"Si tratta del fatto più grave mai accaduto in Abruzzo negli ultimi 20 anni", afferma Augusto de Sanctis, storico coordinatore dei comitati per l'acqua abruzzesi e portavoce della protesta. "Siamo pronti ad andare in Procura, lo abbiamo già fatto in altre situazioni in cui ambiente e popolazione sono minacciati" "In questa vicenda-prosegue de Sanctis- sono totalmente mancate trasparenza e partecipazione. Lolli o chi per lui ci spieghi che parere ha espresso la Regione a suo tempo? Il governatore D'Alfonso ha ricevuto copia del decreto autorizzativo?"

"La sorgente radioattiva in questione, secondo i documenti redatti dagli stessi scienziati (ma non abbiamo per ora accesso a documenti di enti pubblici) è tra 100.000 e 150.000 curie, cioè tra 3,7 e 5,55 Petabecquerel", spiega De Sanctis. "A Fukushima secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per il Cesio137 finito in mare vi sono diverse stime che oscillano tra 2,7 e 5,7 Petabecquerel. Il valore di 1/4 uscito in questi giorni era riferito alla stima peggiore contenuta in una delle numerose ricerche che si sono occupate dell'incidente giapponese citate dall'IAEA, giusto per usare il valore più conservativo".
Il sistema idrografico a rischio nel cuore della montagna

"Oltretutto lì parliamo di emissioni in un oceano, qui di un rilascio che potrebbe avvenire dentro una montagna piena d'acqua e da qui interessare diversi corsi d'acqua dal Pescara al Tronto fino ad arrivare all'Adriatico che in confronto al Pacifico è una vaschetta. Un rilascio massivo di quella sostanza dal contenitore renderebbe immediatamente radioattiva l'acqua usata negli acquedotti di L'Aquila e Teramo. Idem quella dei fiumi sui due lati della montagna, dal Pescara al Vomano fino al Tronto". Uno scenario terrificante: "Si perderebbe l'acqua per l'irrigazione. Difficilmente un territorio simile avrebbe un futuro, tenendo anche conto della necessità di evitare la contaminazione per esposizione diretta della popolazione. Per non parlare dell'Adriatico, che sarebbe raggiunto e contaminato in poco tempo".

Quello che aggrava, se possibile, la situazione è che già ora i Laboratori sono classificati come Impianto a Rischio di Incidente Rilevante sulla base della Direttiva Seveso Ter a causa dello stoccaggio in due esperimenti di 2.300 tonnellate di sostanze pericolose e infiammabili, 1.000 tonnellate di acqua ragia in LVD e 1.292 tonnellate di trimetilbenzene (utilizzate in Borexino, un altro esperimento nel cuore della montagna destinato a interagire con Sox). "Già questo dovrebbe far tremare le vene ai polsi in considerazione dei diversi incidenti che si sono verificati anche in passato all'interno dei Laboratori".

"La cosa più assurda è che la potente sorgente radioattiva di Cerio sarebbe piazzata proprio al di sotto del contenitore di Borexino contenente centinaia di tonnellate di idrocarburo. Il tutto in sotterraneo. Un incubo dal punto di vista dei rischi, in considerazione del possibile effetto domino (un'avaria in un impianto che causa incidenti in altri impianti vicini) e anche dal punto di vista degli interventi in caso di incendio grave o terremoto".
"I laboratori dicono che la fonte radioattiva sarà incapsulata in un contenitore che garantisce la massima tenuta contro le radiazioni gamma. Qualcuno ci dovrebbe spiegare quale schermatura potrebbe garantire la totale tenuta della sicurezza in caso, ad esempio, di catastrofi naturali possibili in una zona af alta incidenza sismica come questa. Pare passare in cavalleria che con il terremoto sul vicino monte Vettore vi è stata una dislocazione in superficie di oltre un metro tra i due lati della frattura. Un evento a cui nessun ingegnere può far fronte nella pianificazione di esperimenti come Borexino e Sox".

"È insopportabile che tutto ciò sia stato progettato e forse autorizzato dagli enti senza avvertire in alcun modo la popolazione, calpestando diritti fissati nella Convenzione di Aarhus. È inaccettabile far correre rischi a questi livelli per anni a milioni di persone, visto che la sorgente di Cerio144 rimarrebbe nei laboratori per un anno e mezzo, seguita con ogni probabilità da altri esperimenti simili che sono già in fase di programmazione.

"C'è anche un altro fatto grave, che configura una vera e propria violazione di legge: l'art.94 del D.lgs.152/2006, in attesa di più puntuali provvedimenti delle regioni, vieta lo stoccaggio di sostanze radioattive entro 200 metri dai punti di captazione idropotabile. Da 11 anni, la Regione Abruzzo non perimetra e norma con vincoli adeguati le zone di protezione circostanti i punti di captazione idropotabile e la zone di salvaguadia per la ricarica degli acquiferi. In assenza di tale provvedimento valgono quindi i limiti generali fissati dal legislatore nazionale in attesa dell'azione più puntuale e caso-specifica delle regioni"

TISCALINOTIZIE

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra il posto giusto con tutti i terremoti che avvengono...
i nostri governanti sono dei geni... del male!

Anonimo ha detto...

Coi quattrini si comperano anche il paradiso eterno,
ecco loro la pensano cosi'

Anonimo ha detto...

Che importa ormai?abbiamo già a che fare con parecchie navi sommerse nei nostri mari,piene di materiali tossici e radioattivi che aspettano di avvelenare tutto!povera Italia!

SEGUICI SU FACEBOOK!!!