1 novembre 2016

Roma, cʼè un vulcano sotto i Colli Albani che si sta risvegliando!


Le camere magmatiche, fino ad ora dormienti, hanno iniziato a alimentarsi dimostrando che il vulcano potrebbe passare "da uno stato dormiente a quello di risveglio.
Da qui la necessità di monitorare sin da oggi quest'area vulcanica", ha chiarito sul sito dell' Ingv Fabrizio Marra, ricercatore. L'eruzione, però, sembra non essere prossima: infatti, nello studio pubblicato su Geophysical Research Letters, il tempo di risveglio è indicato nell'ordine delle migliaia d'anni.

I Colli Albani hanno da sempre avuto dei cicli di attività molto regolari: "Ci sono stati 11 di questi cicli eruttivi. L'ultimo, avvenuto al Cratere di Albano, è iniziato proprio 41mila anni fa ed è terminato intorno a 36mila anni," spiega Marra, "Questo vuol dire che il tempo trascorso dall'ultima eruzione è dello stesso ordine dei tempi di ritorno: quindi il vulcano deve considerarsi attivo e pronto per un nuovo futuro risveglio”.

Lungo il corridoio di terra dove si sono verificate le attività vulcaniche passateb i ricercatori dell'Ingv hanno osservato negli ultimi 20 anni un sollevamento della superficie terreste di 2-3 mm all'anno proprio a causa di un ammassamento di magma sottostante. La zona di accumulo si troverebbe tra i 5 e 10 km di profondità: "Abbastanza profonda, quindi, da non destare preoccupazioni al momento”, continua Marra.

Un'ulteriore rassicurazione sull'improbabilità di una prossima eruzione arriva dallo studio delle attività crostali della zona: le forze in atto, per lo più compressive, sigillerebbero le vie di risalita del magma che per esplodere in superficie dovrebbe accumularsi per migliaia di anni fino a raggiungere una forza tale da superare la pressione delle croste terresti.

In questo momento nei Colli Albani il magma è nella fase di accumulo: gli indicatori geofisici segnalano una situazione favorevole a una sua fuoriuscita ma rassicura Marra  "se una ricarica dei serbatoi è in atto, questa durerà senz'altro migliaia di anni prima che possa dar luogo a un'eruzione”.

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