11 dicembre 2015

Il mistero degli oggetti che non dovrebbero esitere


Il cuneo di alluminio di Aiud

Gli appassionati di misteri li chiamano “oggetti fuori posto”, sono oggetti come ilcuneo di alluminio di Aiud che non dovrebbero esistere. Il cuneo, ad esempio, ritrovato nel 1974 in Romania a due chilometri a est della cittadina di Aiud, sulle sponde del fiume Mures, sotto uno strato di sabbia a soli 35 piedi da alcune ossa dimastodonte (del genere del mammuth), è in lega di alluminio incassata un uno strato di ossido. L’allumino però è stato scoperto agli inizi del 1800 (e prodotto in grande quantità solo dal 1885), mentre i mastodonti si sono estinti circa 10 mila anni fa, il che fa sorgere l’interrogativo su come i due reperti possano essersi trovati uno accanto all’altro. Alcuni sostengono che la sola ipotesi realistica sia che il cuneo possa essere un residuo di un’astronave aliena atterrata sulla Terra circa 10-11 mila anni or sono.


Non è naturalmente possibile avvalorare allo stato una simile ipotesi per totale mancanza di prove, ma l’ipotesi continua ad affascinare e a far discutere dal 1995 (quando l’idea iniziò a circolare sulla stampa rumena [link]) a oggi, nonostante nel frattempo le ossa del mastodonte risultino sparite, se mai ci sono realmente state, le analisi che alcuni siti riferiscono essere state compiute in Svizzera sull’artefatto (da anni il pezzo forte del Museo di Storia di Cluj-Napoca) risultano in realtà essere state fatte in Romania per conto dello scopritore del manufatto stesso e mai più ripetute e non si è mai saputo con precisione dove lo scavo che ha consentito di rinvenirlo sia stato realizzato.


Altro celebre “oggetto fuori posto” è la cosiddetta “macchina di Anticitera”, rinvenuta nel 1900 da alcuni raccoglitori di spugne immersisi al largo di Anticitera, una piccola isola dell’Egeo. Trovato un relitto in fondo al mare, i raccoglitori di spugna notarono al suo interno una scatola composta di lega metallica incrostata di coralli risalente a oltre 2 mila anni fa e la consegnarono alle autorità che la fecero trasferire al museo archeologico nazionale di Atene. Qui solo dopo una cinquantina d’anni venne eseguita una scansione ai raggi X che consentì di distinguere al suo interno delle rotelle dentellate a incastro collegate fra di loro, ingranaggi che rendono il dispositivo simile ad una calcolatrice.La macchina di Anticitera

Di fatto dovrebbe trattarsi di un’antica macchina astronomica delle dimensioni di circa 30 per 15 centimetri e spessa quanto un libro, costruita in bronzo e originariamente montata in una cornice in legno, che serviva a misurare movimenti di sole e luna, eclissi, i rapporti di moto, le lunazioni e probabilmente anche a definire il calendario delle Olimpiadi. Ma proprio la sorprendente precisione di calcolo di tali movimenti, visto che la macchina in sé (ricoperta inoltre di oltre 2 mila iscrizioni è stata costruita facendo ricorso a materiali comuni.

Tecnicamente la macchina è dunque molto più avanzata di ogni altro dispositivo ipotizzabile all’epoca (attorno al 200 avanti Cristo) e di qualsiasi altro manufatto realizzato nei successivi mille anni, dato che calendari meccanici non vennero più realizzati sino al 1050. Chi ha saputo costruirla, dunque, un abile artigiano greco o un antico visitatore alieno?

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