15 settembre 2015

In Francia riconosciuti ufficialmente i danni procurati dalle onde elettromagnetiche


di Graziano Fornaciari
In Francia sono stati riconosciuti i danni procurati dalle onde elettromagnetiche che assorbiamo quotidianamente attraverso tutti quei dispositivi elettronici che ormai fanno parte della nostre vite. E’ accaduto a Tolosa,
dove una sentenza pronunciata qualche giorno fa, ha fatto esultare tutti coloro che si battono per far riconoscere questo tipo di ipersensibilità malgrado la comunità scientifica neghi l’esistenza di questo rischio in mancanza di prove, dicono loro, che confermino la correlazione tra i sintomi accusati e le onde che ci attraversano continuamente.
Stiamo parlando di una donna di 39 anni, Martine Richard, che si è vista riconoscere 800 euro di indennità al mese per tre anni perché la sua ipersensibilità alle onde elettromagnetiche rappresenta un handicap. Questo è un caso isolato per il momento, sperando che la consapevolezza al riguardo si ampli, perché vi sono tante altre persone che accusano continuamente mal di testa, stanchezza, reazioni cutanee, asma e nausea, ma che per il momento debbono attendere, sperando che la sentenza di Tolosa abbia aperto un varco nel quale possa infilarsi un po’ di buon senso che consenta di riconoscere la nocività delle onde elettromagnetiche.
Siamo in presenza di un vero e proprio inquinamento, impossibile da vedere e da toccare, ma per questo ancora più pericoloso. L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che non vi siano prove, ma questo non significa certamente che i danni non esistano. Basta un minimo di sensibilità per rendersi conto quanto l’essere continuamente immersi nelleonde elettromagnetiche produca sensazioni non certo gradevoli. Sarebbe sufficiente portare l’attenzione, per esempio, alle frequenze emesse dai cellulari e dalle reti wi-fi, ma per farlo occorrerebbe una sensibilità sempre meno presente negli esseri umani, ormai anestetizzati e cotti a puntino da onde elettromagnetiche che friggono i cervelli.


Ci stanno lessando il cervello e malgrado questo svendiamo la nostra umanità senza colpo ferire, continuamente alle prese con aggeggi elettronici che, molto spesso, vengono usati in maniera compulsiva con l’intento di sedare ogni ansia emotiva sino a renderci sempre più simili agli automi. Lo chiamano progresso… ma di quale progresso stiamo parlando se le emozioni vengono sempre più inibite e percepite come pericolose? Le frequenze che dobbiamo incentivare sono quelle del cuore, capaci di alimentare relazioni che non siano virtuali, ma che possano essere portatrici sane di umanità, condizione senza la quale saremo sempre più assimilati da una vita aliena.
Il fatto che non venga pienamente riconosciuto tutto questo deve avere uno scopo e, per quanto mi riguarda, credo che dipenda dalla necessità di asservire l’umanità spegnendola. Troppi sono gli interessi in gioco, interessi che appaiono fantascientifici, ma proprio questo viene da porsi delle domande, anche se tutto viene rimandato genericamente al complottismo. Tutto quello che va nella direzione opposta delle multinazionali viene definito complottismo, troppo facile liquidare il tutto con poche ma lapidarie parole… possibile che non vi siano le strumentazioni adeguate che consentano l’emergere di un pizzico di verità?
Spero che la sentenza di Tolosa possa ampliare un dibattito così da consentire di acquisire maggiore chiarezza in merito… per il momento cercate di fare più attenzione a come vi sentite in presenza di luoghi dove vi sono dispositivi che emettono onde elettromagnetiche, magari riconoscendo che l’abitudine e la passività rallenta le capacità dei 5 sensi quindi, meglio tenerli allenati visto che diverranno sempre più utili in futuro per non farsi assimilare da condizioni che tendono a spegnere la nostra umanità.
Fonte: articolo di Michele Bocci uscito su la Repubblica del 11 settembre 2015

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'appello di Friburgo sottoscritto da migliaia di medici e persone
denuciava questi pericoli e le patologie derivanti nel lontano 2002
e nulla è stato fatto.Consiglio vivamente di registrare qualunque anomalia o stato di salute alterato vostro e di vostri familiari ed amici.Quando,presto sara' tutto finito chiederemo i danni.Un mio amico
ha visto riconosciuti i danni da talidomide ed oggi lui come altri percepisce un assegno di idennita' superiore a 4000 euro mensili.Garantisco che non c'è proporzione e per le compagnie telefoniche in primis prevedo tempi difficilissimi.

NUOVA ZELANDA: LAMPI DI LUCE SQUARCIANO IL CIELO DURANTE IL TERREMOTO!!!