11 settembre 2015

5 invenzioni “perdute” che avrebbero cambiato il mondo







Di Matteo Rubioli

La storia dell’uomo è scandita dalle sue invenzioni. Questa potrebbe essere una massima per descrivere in modo efficace come la creatività e la conoscenza del genere umano influiscano sul passato, sul presente e sul futuro non solo di noi stessi ma di tutte le creature che abitano il nostro pianeta. Alcune invenzioni, come ad esempio la ruota, la stampa, la radio, internet e molte altre, sono state fondamentali per capire come si sia arrivati allo stato attuale dell’evoluzione del genere umano, avendo migliorato sensibilmente le condizioni di vita e il numero di esperienze che ogni uomo è in grado di compiere durante il tempo trascorso su questa terra.

Esistono però invenzioni che non sono diventate per tutti, che sono rimaste nascoste al mondo per una serie di motivi, alcuni misteriosi altri meno, e che non hanno fatto che alimentare teorie del complotto o sospetti su di un volontario occultamento da parte dei potenti del globo. Che si sia cospirazionisti o meno si può essere certi che alcune di queste invenzioni (come ad esempio la codificazione Sloot o il sistema Ogle) avrebbero potuto cambiare per sempre la storia dell’umanità.
5. Starlite




Lo starlite è un materiale inventato da Maurice Ward, un chimico dilettante che di professione faceva il parrucchiere, che scoprì (non si sa bene come) un materiale letteralmente rivoluzionario, che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia delle scienza. Starlite è infatti una particolare fibra in grado di resistere a qualsiasi forma di sollecitazione termica, come ad esempio un raggio laser da 10.000°C, senza subire alcun danno.

Il materiale non solo è in grado di resistere, ma protegge anche la materia da lui coperta. Alcuni esperimenti interessarono ad esempio un uovo che, coperto con lo starlite ed esposto al calore di una fiamma ossidrica, rimase freddo come se non fosse stato sollecitato.

Sotto, l’uovo dell’immagine soprastante ancora perfettamente freddo dopo esser stato sollecitato per 6 minuti con una fiamma ossidrica.


Ward morì nel 2011 e non svelò mai la formula per ottenere il materiale, che è rimasta in eredità ai suoi eredi. Per approfondire leggete l’articolo integrale di Wikipedia.
4. Il sistema di alimentazione Ogle


Tom Ogle era un meccanico che riuscì a realizzare un sistema di alimentazione delle automobili grazie ai fumi del serbatoio riscaldato. Senza entrare nei particolari, grazie a questo sistema le auto sarebbero state in grado di percorrere oltre 42 chilometri con un litro di benzina, senza rinunciare a buona parte delle prestazioni. Per dimostrare la validità della sua invenzione, Ogle percorse 322 chilometri, da Deming a El Paso in Texas, utilizzando soltanto 7,5 litri di benzina.


Ogle voleva vendere la propria invenzione e diventare ricco, ma quando un rappresentante della Shell Oil Co. lo contattò per acquistare l’invenzione per 25 milioni di dollari e occultarla al mondo egli rifiutò, affermando che voleva sì guadagnare, ma anche vedere la propria invenzione commercializzata. Morì in circostanze molto più che sospette nel 1981, senza vedere la propria invenzione mai commercializzata.

3. Il cronovisore


Pellegrino Ernetti fu un monaco benedettino, esorcista e dottore in fisica che dichiarò di aver completato, grazie all’aiuto di eminenti personalità scientifiche internazionali come Enrico Fermi e Wernher von Braun, un dispositivo denominato Cronovisore, mediante il quale è possibile vedere il passato attraverso le tracce di energia lasciate da ogni essere vivente nell’ambiente che lo ospita.


Egli affermò di aver visto una rappresentazione teatrale del 170 a.C., la crocifissione di Cristo e di aver udito sia Napoleone Bonaparte sia Benito Mussolini. Dopo aver concesso l’intervista il monaco si chiuse nel più stretto silenzio, non parlando mai più di questa invenzione. Dopo la sua morte avvenuta nel 1994 furono molti ad indagare su questa invenzione, e il più famoso fu padre François Brune, che gli dedicò un libro nel quale si afferma che il cronovisore fu occultato all’interno del Vaticano. Se si tratti di realtà o leggenda è difficile a dirsi.
2. Il Teleforce di Nikola Tesla


Il Teleforce o Raggio della Morte è una presunta invenzione di Nikola Tesla che sarebbe in grado di annientare interi eserciti ad una distanza di centinaia di chilometri di distanza. Egli descrisse la sua arma nel dettaglio:

“L’ugello avrebbe inviato fasci molto concentrati di particelle nell’aria libera, di un’energia così tremenda da abbattere una flotta di 10.000 aeroplani nemici a una distanza di 200 miglia dal confine della nazione attaccata e avrebbe fatto cadere gli eserciti sui loro passi. Tale arma può essere utilizzata contro la fanteria di terra o come contraerea“.

Fonte: Wikipedia


Nonostante il “Raggio della morte” sia oggetto di critiche e dubbi da parte di tutto il mondo scientifico, il suo funzionamento fu descritto dal celebre inventore. Il raggio comprendeva un generatore capace di creare una enorme differenza di potenziale, un dispositivo che ne amplificasse ulteriormente la forza e infine un proiettore di particelle che sfruttasse la differenza di potenziale creata dai dispositivi precedenti.

Tesla chiese a tutte le nazioni europee i finanziamenti per realizzare un’arma simile sostenendo che la sua forza avrebbe evitato altre guerre (come successe durante la guerra fredda con la bomba nucleare), ma non fu ascoltato, e nemmeno gli Stati Uniti accordarono i due milioni di dollari richiesti dall’inventore.
1. Il sistema di codificazione digitale Sloot


Romke Jan Bernhard Sloot fu un inventore tedesco che affermò di aver realizzato un algoritmo di compressione dei dati in grado di ridurre un intero film in poco meno di 8 kilobyte. Il sistema, denominato Sloot Digital Coding System, sarebbe stato in grado di realizzare una miniaturizzazione dei dati semplicemente eccezionale, irrealizzabile ancora oggi, a quasi 20 anni dalla sua scoperta.

Sloot affermò che non si trattava di un semplice sistema di compressione, ma di qualcosa di molto più evoluto. L’uomo morì (guardacaso) il giorno prima di firmare un contratto con la Philips per lo sviluppo e la commercializzazione della tecnologia. I dati necessari a realizzare l’invenzione erano contenuti su di un floppy disk che non venne mai ritrovato, nonostante fino al giorno prima tutti i collaboratori coinvolti ne conoscessero l’ubicazione esatta.

Di matteo Rubioli




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