Anonymous si schiera con Gaza e attacca Israele


L'organizzazione hacker Anonymous si schiera con la Palestina in quello che ormai sta diventando un vero e proprio conflitto con lo stato di Israele.



Anonymous, infatti, ha lanciato una campagna, denominata #OpIsrael, che ha attaccato circa 700 siti istituzionali israeliani in segno di protesta contro la nuova offensiva dell'esercito di Tel Aviv.
L'attacco più eclatante è stato al sito del Ministero degli Esteri il cui database è stato cancellato dall'organizzazione pirata. Oltre a questo sono stati attaccati anche il sito di Kadima, il partito centrista che fa parte della coalizione di governo guidata da Netanyahu, quello della Banca di Gerusalemme e della città di Tel Aviv.
Molti di questi siti sono semplicemente inaccessibili mentre alcuni riportano delle immagini e dei messaggi a favore dei palestinesi. Uno di questi, ad esempio, riportava il messaggio: "Questo attacco è in risposta all'Ingiustizia perpetrata contro il popolo palestinese".
Anonymous, inoltre, sta cercando di dare supporto, come può, alla popolazione palestinese. Sul proprio account Twitter, infatti, l'organizzazione ha messo a disposizione il "Gaza Care Package", una sorta di pacchetto di salvataggio, che contiene informazioni in arabo e inglese in caso di caduta della connessione internet. Il pacchetto contiente anche informazioni su come evadere la sorveglianza dell'esercito israeliano ed istruzioni di primo soccorso.
Fonti: RT




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L'Equador ripudia il debito perche' "immorale"


DI CLAUDIO PERLINI
ilsussidiario.it

Intervista a Giulio Sapelli

L’Ecuador, il più piccolo tra i paesi del Sudamerica, propone un nuovo modo di gestione del debito pubblico. Lo fa attraverso le parole del suo Presidente, l’economista Rafael Correa, intervenuto all'Università Bicocca di Milano nel corso degli incontri previsti con i rettori degli atenei lombardi. A lui è infatti stata assegnata una lectio magistralis dal titolo "L'esempio dell'Ecuador di fronte alla crisi del debito in Europa". La ricetta del Paese Sudamericano è tanto semplice quanto complessa: “Rifiutando di pagare quanto richiesto dai nostri debitori - ha detto Correa - abbiamo risparmiato e investito l’equivalente di due anni di nuove infrastrutture nel Paese”. Secondo il presidente ecuadoriano, questo metodo è applicabile in qualunque Paese, anche in quelli europei: “Bisogna avere coraggio per prendere decisioni politiche anche se questo può influire sul rating, sul rischio-Paese. Un’economia sociale e solidale con il mercato porta benessere al Paese”. Insieme al professor Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università di Milano, commentiamo questa proposta.

Professore, cosa ne pensa? 

Quello fatto da Correa è in sostanza lo stesso annuncio che aveva fatto anche l’Argentina alcuni anni fa attraverso la politica economica, certamente avventurosa, di Nestor Kirchner. Numerosi esperti della scienza economica ufficiale avevano preconizzato che, a seguito di questo, l’Argentina si sarebbe ritrovata isolata dal resto del mondo; eppure, come sappiamo, questo non si è mai verificato. 

Quindi la posizione di Correa non la stupisce? 

Non molto. Semplicemente Correa, ritrovatosi schiacciato dal debito estero, adesso si rifiuta di pagarlo, a fronte di una politica del Fondo monetario internazionale che in certi casi si è rivelata catastrofica. Abbiamo cominciato a capire quanto hanno sofferto i Paesi dell’America del Sud a causa del Washington Consensus (insieme di specifiche direttive di politica economica elaborate nel 1989 dall'economista John Williamson da destinare ai paesi in via di sviluppo che si trovassero in crisi economica, ndr) e per la politica del Fmi solamente quando le stesse regole sono state applicate in Grecia e in Portogallo.

Quanto si rischia però con una politica del genere?

Ovviamente molto, ma evidentemente tra la politica del Fmi e quella del rischio anche il popolo ecuadoriano preferisce di gran lunga la seconda ipotesi, ed è assolutamente comprensibile. Alcune conseguenze negative probabilmente ci saranno, l’Ecuador potrebbe essere espulso dal Wto oppure subire alcune forme di embargo, ma se Correa ha assunto tale posizione significa che può permetterselo, magari contando sul solido rapporto con il Brasile che vanta una politica economica molto autonoma. 

È davvero applicabile una politica del genere anche in Europa, per esempio in Italia? 

Credo proprio di no. L’Italia, come ben sappiamo, si ritrova con una “camicia di forza” chiamata euro, quindi una soluzione come quella dell’Ecuador non è assolutamente applicabile. Forse lo è in via assolutamente teorica, ma non possiamo non guardare alla realtà: nel contesto dell’Eurozona un’ipotesi del genere non è pensabile. 

Come giudica comunque un atteggiamento di questo tipo nei confronti del debito estero? 

Conosco molto bene il Sudamerica e devo dire che il neoliberismo del Washington Consensus ha distrutto gran parte dell’economia latinoamericana, così come l’avevano già indebolita anche le politiche protezioniste. Adesso, invece, fortunatamente si è capito che ad andare molto bene è un’economia mista come quella brasiliana. Anche se difficilmente applicabili altrove, esempi come questi risultano in tutti i casi molto interessanti. 

In Islanda invece i cittadini hanno chiesto in un referendum che la Costituzione venga riscritta per impedire il ripetersi della crisi finanziaria del 2008. Vogliono una quota maggiore dei proventi da energia geotermica e pesca. Cosa ne pensa?

Personalmente sono favorevole a iniziative di questo tipo e credo che gli islandesi abbiano fatto bene a richiedere il referendum, ma anche in questo caso parliamo di un Paese molto piccolo, con pochi abitanti, un'immensa fonte di energia e una grande educazione civica. Hanno poi avuto la fortuna di non essere stati integrati nell’euro, quindi non hanno il nostro stesso vincolo.

Entrambi i casi sono quindi interessanti, ma solo sulla carta.

Esatto. Stiamo parlando di Paesi capaci di rialzarsi dopo essersi avvicinati pericolosamente al baratro, di cui possiamo certamente imitare una spiccata creatività con la quale far nascere idee di questo tipo che a noi evidentemente manca. La lezione da imparare è questa, certamente non di politica economica.

Claudio Perlini
Tratto da: http://www.comedonchisciotte.org


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Portogallo: un incredibile tornado devasta un quartiere residenziale!



Un’enorme tromba d’aria si è formata sopra le acque dell’oceano, appena al largo della costa di Carvoeiro, nella regione dell’Algarve, la più a sud del paese. 
Il tornado però non è rimasto al largo ed è arrivato sulla terraferma provocando danni enormi soprattutto nelle località più interne di Silves e Lagoa oltre una decina di feriti. 
“Ha cominciato a piovere”, dice un testimone, “poi il vento, e tutto ha iniziato a tremare. Ho provato a tenere chiusa la finestra ma tutto tremava. Il vento è entrato in casa ed ha distrutto tutto. 
Le auto rovesciate dalla furia degli elementi mostrano la violenza de perturbazione.
La nuova ondata di maltempo è legata ad una profonda area di bassa pressione poco al largo delle coste portoghesi che potrebbe arrivare a sulle coste del mediterraneo.





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Colombia: segnalata eruzione del Nevado del Ruiz


Nella giornata di ieri è stata segnalata lun improvvisa eruzione del temibile vulcano amdino

Il Nevado del Ruiz, noto anche come Monte Ruiz, è uno stratovulcano andino localizzato nel Dipartimento di Caldas in Colombia. Lo stratovulcano rientra nella cintura di fuoco del Pacifico, una zona della crosta terrestre caratterizzata da instabilità dovuta alla grande quantità di attività tettonica. È il vulcano più settentrionale della cintura vulcanica andina e si trova circa 129 km a ovest di Bogotà, con la città di Armero nella valle sottostante. È anche il secondo vulcano attivo più elevato della Colombia con i suoi 5.389 metri sul livello del mare.
Il vulcano è composto da andesite e dacite. La sua eruzione nel 1985 ha prodotto un enorme lahar (flusso di fango vulcanico), che ha sepolto la città di Armero, causando secondo stime 23.000 morti in quella che divenne nota come la tragedia di Armero. Gli abitanti della città attorno al vulcano si riferivano alla montagna con l'appellativo di "leone addormentato", in riferimento ai quasi 150 anni di inattività prima del lahar che seppellì Armero.
Il Nevado del Ruiz è stato creato dalla subduzione della placca oceanica di Nazca sotto la placca continentale sudamericana. Gli stratovulcani nelle Ande, come il Nevado del Ruiz, di solito presentano eruzioni pliniane che producono flussi piroclastici.

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Forte sisma M 6.1 nel Pacifico sud orientale

17 novembre 2012 - Alle ore 05:12 UTC un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito Tonga,l'evento localizzato a 174km ENE da Neiafu,e' avvenuto ad una profondita' di 9.6 km lungo il margine orientale della placca australiana,una delle zone piu' sismiche del pianeta.


Tonga è uno stato insulare dell'Oceania. Ha una superficie di 748 km² e conta circa 102.000 abitanti. La capitale è Nuku'alofa. E' composto da un arcipelago situato nell'Oceano Pacifico meridionale, a circa un terzo della distanza tra Nuova Zelanda e Hawaii. Si trova a sud delle Samoa e a est delle Figi.

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Torna a tremare la Terra a l'Aquila M 3.2 dopo la mezzanotte


17 novembre 2012 - Torna a tremare la Terra in Abruzzo,dopo poco la mezzanotte 00:11 italiane un terremoto di magnitudo 3.2 e' stato registrato dalla rete sismica nazionale dell'INGV.L'evento sismico nettamente avvertito dalla popolazione,e' avvenuto ad una profondita' di 9,6 km localizzato tra i comuni di l'Aquila,Pizzoli,Barete.Non sono stati segnalati danni a cose o persone.

INGV


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Forte terremoto di M 6.8 nel Pacifico vicino le isole Curili


16 novembre 2012 - Un terremoto di magnitudo 6.8 su scala richter e' stato registrato dall'Usgs alle isole Curili nel Pacifico nord orientale.L'evento sismico e' avvenuto alle 18:12 UTC (19:12 italia)ad una profondita' di 4.9 km,localizzato a 161 km a sud sud ovest da Severo-Kuril'sk, Russia.


Le isole Curili costituiscono un arcipelago di 60 isole che si trova tra l'estremità nordorientale dell'isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka. Le isole Curili separano il mare di Ochotsk dal Pacifico settentrionale. Fanno parte dell'oblast di Sakhalin. Queste isole sono soggette a frequenti e forti terremoti.


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