Ambasciatore giapponese: il reattore 4 di Fukushima sta affondando!


Tokyo,19 ottobre 2012 . Durante una recente intervista, Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera e Senegal, ha spiegato che il suolo su cui si erge l’Unità 4 della centrale nucleare di Fukushima sta affondando e che tutta la struttura potrebbe essere vicina al collasso. Il reattore numero 4 attualmente contiene circa 1500 barre di combustibile nucleare esaurito che rappresentano una minaccia per il mondo. 

Questa unità contiene anche una piscina di raffreddamento che ha subito gravi danni, dopo il catastrofico terremoto e lo tsunami dell’11 marzo 2011.

Secondo il diplomatico, il suolo sotto l’Unità 4 è già affondato di 80 centimetri dal momento del disastro e questo sprofondamento è avvenuto in maniera irregolare.

Se il processo continua o se avviene un altro terremoto, anche se molto più debole, nella regione, la struttura intera potrebbe collassare.

Molti scienziati affermano che se il blocco 4 affonda, non solo il Giappone cadrà in rovina, ma il mondo intero affronterà gravi danni, 

“Negli Stati Uniti ci sono 31 Unità nucleari di questo tipo, ma il governo non ha parlato della scala reale della catastrofe per proteggere la propria reputazione”, ha aggiunto Murata. “Questa è la ragione principale per cui ci sono così poche informazioni sulla gravità della situazione dopo il terremoto.

Il diplomatico crede che gli USA non vogliono che il mondo sappia e che esiste la possibilità che decine di situazioni simili a quella di Fukushima possano verificarsi sul territorio statunitense.

(RussiaToday/ Traduzione Granma Int.)

L'Unione Europea oscura tv e radio iraniane


Davood Abbasi. L'Occidente è il fondatore delle telecomunicazioni e dell'informazione, nel senso moderno della parola. Oltre alle questioni tecnologiche, pensatori e sociologi come Durkheim hanno teorizzato il modello di società-condivisa che poi McLuhan nel 1968 chiamò "Villaggio Globale"; in questo nuovo mondo "il medium è il messaggio".

In questo piccolo villaggio, oggi ancora più piccolo dei tempi di McLuhan, l'uomo bianco che crede di essere il portatore della civiltà e della democrazia e dei diritti umani, è in realtà qualcosa di diverso da ciò che vorrebbe rappresentare.
Questo mondo nuovo, laico, tecnologicamente progredito (per carità) e "democratico" ha le sue "idee"; i valori umani, divini e millenari come il lavoro, la famiglia, la sincerità, l'etica, sono considerati solo roba arcaica; l'uomo non esiste perchè pensa, esiste perchè ha un codice fiscale, si vive più di armi che di pane, padre, figlio, mamma, iniziano anche a perdere il loro senso.
Insomma tutto quello che di bello l'uomo aveva ottenuto in millenni di vita, compresa la natura, viene ghettizzato e relegato in degli angolini sicuri, compresa la natura. Dobbiamo distruggere la natura, ebbene mandiamola nelle riserve e nelle zone protette; gli indiani d'america, i palestinesi di Gaza, mandiamoli in delle riserve; i cubani, i siriani, gli iraniani, tra poco anche i cinesi, i popoli che non possiamo annicchilire? A loro creeremo delle prigioni senza tetto, con le sanzioni, con le guerre, con i droni bombardieri.
E se per caso ci sarà qualcuno che riuscirà a resistere, che ha un pò di nostro ma che la pensa diversamente, che vuole il progresso ma non si sottomette a noi e vuole anche "i vecchi valori umani" e quindi nel sistema metaforico "uomo bianco"-"pellerossa" sta ancora un pò con gli indiani, insomma se c'è un "Balla coi Lupi", allora quello lì è da uccidere subito, perchè è pure più pericoloso degli altri. Perchè potrebbe far capire ai popoli di tutto il mondo che si può vivere comodamente, con tutto il benessere del progresso, senza però calpestare i valori umani di sempre, come la famiglia, la religione, e la dignità umana.
Da 70 anni fà, con l'inaugurazione della radio francese, Teheran iniziò a parlare al mondo e a raccontarsi al resto del pianeta. 10 anni dopo nacque la radio inglese, poi altre lingue, nel 1995 la radio italiana, che scrive per voi queste righe.
Dal 2000 in poi "Balla coi Lupi", inaugurò le sue reti satellitari.
Press TV, all news e 24 ore su 24, in inglese e per tutto il globo. L'Al-Alam, stesso sistema ma tutto in lingua araba. Hispan TV, lo stesso ma in lingua spagnola. E poi le varie Sahar, Al Kowthar, Jam-e-Jam, in arabo, francese, inglese, bosniaco, azero ed ecc...
Insomma, "Balla coi lupi" teneva molto al fatto che il mondo sapesse, sapesse che si può vivere, si può ancora vivere, come un tempo...
Ma come succede a "Balla coi Lupi" nel film hollywoodiano, ora l'uomo bianco, che se ben riflette è della sua stessa specie, ha deciso di ucciderlo, di annichilirlo.
Ha iniziato occupando il suo avamposto e togliendogli viveri e utensili (le sanzioni economiche), ora brucia anche il suo diario (ieri, 15 Ottobre, 19 canali iraniani sono stati oscurati dall'Ue) per impedire che gli altri sappiano.
Da oggi milioni di persone in Europa non potranno più sentire l'interpretazione "indipendente" dei fatti del mondo, visti dall'Iran, milioni di iraniani non potranno parlare più al mondo perchè non hanno più i loro media.
Ed infatti dopo gli scienziati nucleari iraniani, anche i giornalisti iraniani iniziano ad essere assassinati in operazioni "covert". Qualche settimana fa' il corrispondente di Press TV in Siria, Maya Naser, e' stato assassinato in un attentato terroristico.
L'Iran, questo "Balla coi Lupi" del nostro tempo, deve essere indebolito sempre più, per il fatale attacco finale.
Tutto anche per merito della Commissione Europea, che ha disposto il bando dei canali iraniani in Europa, e che ha sulla scrivania un riconoscimento di Nobel "per la Pace", di cui non si è ancora asciugato l'inchiostro.
 Italian Irib

Canali Iran oscurati da Ue: Direttore IRIB World Service, hanno paura della verita'

TEHERAN - Gli europei hanno oscurato i nostri canali satellitari ma non possono far tacere la nostra voce.
L'ha detto l'amministratore delegato di Press TV, Mohammad Sarafraz. Lunedì 15 Ottobre la compagnia Eutelsat sotto pressione della lobby israelo-americana ed a seguito della richiesta del consiglio Audio-Visivo della Francia (CSA) e con scuse vaghe, della ricezione dei loro canali preferiti ha proibito alla compagnìa Hotbird di proseguire il fornimento di servizi alle reti in lingue straniere della Repubblica Islamica dell'Iran e questa compagnìa, in una azione totalmente illegale e contro gli accordi vigenti, ha interrotto la diffusione delle reti Al-Alam, Press TV, Al-Kowthar, IRINN, Sahar 1 e 2, Jam-e-Jam 1 e 2, e la rete del Corano. "Essendo diversi - di base - da quelli occidentali, i network della Repubblica islamica dell'Iran, trasmettono quello che accade realmente in Medioriente, Europa e America", ha aggiunto. "Ecco perche' hanno deciso di fermarci: hanno paura della verita' ".
 Irib

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L’esercito israeliano sta pianificando l’Operazione Piombo Fuso 2 contro Gaza





Born to kill. L’esercito israeliano sta pianificando l’Operazione Piombo Fuso 2 contro Gaza

 17/10/2012
An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Fonti giornalistiche ebraiche hanno rivelato l’esistenza di un piano israeliano per lanciare un’ampia invasione della Striscia di Gaza, sotto il nome di “Piombo fuso 2″. 
L’emittente televisiva israeliana, Canale 7, in un rapporto trasmesso martedì 16 ottobre, ha affermato che “l’esercito israeliano si sta preparando per un’ampia invasione della Striscia di Gaza. Piombo Fuso 2, il presunto nome dell’operazione avrebbe l’obiettivo di demolire la rete di gallerie sotterranee diffuse nella Striscia, applicando lo stesso metodo della guerra del Vietnam”. 
Basandosi su alcune informazioni fornite da un ufficiale militare israeliano, l’emittente riferisce che l’esercito è in attesa della prima occasione utile per lanciare la sua ampia offensiva contro Gaza. “L’occasione potrebbe presentarsi se un razzo dovesse colpire un asilo nido, o provocare la morte di un cittadino israeliano, o nel caso di un’infiltrazione palestinese di un certo livello all’interno di Israele, anche il rapimento di un altro soldato israeliano farebbe scattare l’offensiva israeliana”, ha reso noto l’emittente. 
L’ufficiale dell’esercito di occupazione ha minacciato che la prossima guerra contro Gaza sarà ancor più sanguinosa delle precedenti. Egli ha affermato che “il prezzo che Gaza pagherà questa volta sarà molto più alto di Piombo Fuso 1, lanciata da Israele alla fine del 2008 e proseguita per 22 giorni consecutivi con un bilancio di più di 7000 vittime palestinesi, tra morti e feriti”. 
Egli ha sottolineato che l’esercito israeliano sta preparando la sua prossima offensiva da quattro anni. Esso ha messo appunto dei piani operativi per vari scenari di guerra, e ha aggiornato le sue armi e i suoi mezzi di combattimento.

Il riscaldamento globale si è arrestato da oltre 16 anni!


Il riscaldamento globale si è arrestato da oltre 16 anni. Questa è la conclusione a cui si giunge osservando la mole di dati raccolti dalle oltre 3.000 stazioni di rilevamento del sistema Hadcrut 4, dall’ufficio meteorologico dell’Hadley Centre e dal Prof. Jones della Climatic Research Unit dell’Università dell’East Anglia. Il ‘global warming’ è quindi ufficialmente cessato oltre 16 anni fa.

Questa curiosa vicenda conferma le voci dei pochi scienziati dissidenti, che criticarono le conclusioni del sistema di propaganda ufficiale che prospettava alla popolazione planetaria un futuro di sciagure causate dal riscaldamento del pianeta di origine strettamente antropica. La produzione di CO2 era il capro espiatorio di tanta azione di propaganda, ovviamente prodotta dalla vorace e dissennata azione dell’uomo sull'ambiente. Nulla di più inesatto: la CO2 è un effetto di un lieve riscaldamento planetario di origine astronomica e non certo un fattore negativo in assoluto. La produzione antropica influisce nei moti delle temperature per una massima percentuale del 2%, il resto è dovuto ai cicli solari ed alle naturali fluttuazioni delle temperature sempre esistite nella storia del pianeta Terra.


La teoria del riscaldamento globale è stato un cavallo di battaglia degli ecologisti miopi  e misantropi, talmente miopi da non accorgersi nemmeno delle tonnellate di veleni che le scie chimiche riversano quotidianamente nell’atmosfera. La colpa degli eventi climatici estremi, freddo polare invernale e siccità sahariana estiva, è stato così scaricato sulle spalle delle attività antropiche e quindi sulla dissennata umanità, andando ad alimentare un senso di colpa esistenziale per il quale questi personaggi (Al Gore in primis) andrebbero costretti a risarcire i danni morali alla popolazione mondiale, compresi gli inventori di oscure ideologie di facile propaganda del tipo ‘decrescita felice’.


La macchina della propaganda, alimentata dagli altoparlanti dell’ecologismo d’accatto, ha suonato forte le note malevole di una ideologia che è palesemente nemica dell’umanità che vorrebbe vedere contingentata e ridotta nel suo numero complessivo, dimenticando il dovere morale dei suoi autori di suicidarsi e dare quindi il buon esempio a tutti. Un altro di questi loschi personaggi è l'eterno ‘genietto’ Harry Bill Gates Potter che non perde occasione per auspicare una riduzione della popolazione mondiale, per diffondere l’uso dei vaccini (ma guarda…) e per accrescere l’uso delle sementi ogm (che infatti, coerentemente, inducono infertilità nei mammiferi). L’aura disumana che trasuda da questi personaggi è pari alla massa di denaro che profondono nella diffusione di tali scempiaggini, puntualmente e fortunosamente contraddetti dalla scienza etica, quella buona, che ancora alberga in qualche mente non del tutto compromessa dai soldi e dalle polveri d'alluminio.

La Luna sarebbe nata da un gigantesco impatto tra due pianeti



Sembra il copione della storia di Tiamat raccontata nel libro del compianto Zecaria Sitchin, Il Pianeta degli Dei, dove Nibiru impatta con altro pianeta, appunto Tiamat e nello scontro si creano La Terra e la Luna. E’ una domanda a cui da decenni gli astronomi, pur non citando e interessandosi delle teorie di Sitchin e del Pianeta X, stanno cercando una risposta: come si è formata la Luna?
Ora lo scienziato planetario Frédéric Moynier della Washington University di St. Louis afferma che il suo gruppo avrebbe scoperto finalmente la prova che la Luna sarebbe nata in un gigantesco impatto tra un corpo celeste delle dimensioni di Marte e una primordiale Terra, completamente differente da come la conosciamo ora.
La Luna sarebbe nata da un gigantesco impatto tra un pianeta chiamato Theia – andato compeltamente distrutto..

La prova potrebbe non sembrare così impressionante per un non scienziato: un piccolo eccesso di una variante più pesante dello zinco nelle rocce lunari. Ma questa caratteristica potrebbe essere probabilmente dovuta al fatto che gli atomi di zinco più pesanti si sono condensati a formare le rocce lunari a partire da una turbolenta nube di rocce vaporizzata, creata da una collisione catastrofica in cui gli atomi di zinco più leggeri sono fuggiti prima di riuscire a ricadere sulla nascente Luna.

Gli scienziati sono stati alla ricerca di questo tipo di selezione di massa, chiamata frazionamento isotopico, dal momento che le missioni Apollo iniziarono a riportare le rocce lunari sulla Terra nel 1970, e Moynier, professore assistente di scienze della Terra e planetarie – insieme al dottorando Randal Paniello e al collega James Day della Scripps Institution of Oceanography – sono stati i primi a trovarla.  I geochimici hanno scoperto che le rocce lunari, in tutto e per tutto simili a quelle della Terra, mancano di sostanze volatili. Solo un impatto gigantesco tra due corpi celesti potrebbe spiegare questo fenomeno, mentre le teorie alternative per l’origine della Luna non riescono a giustificarlo.
Ma lo stesso evento che ha fatto evaporare le sostanze volatili dalle rocce lunari avrebbe dovuto creare anche un frazionamento isotopico. Finora gli scienziati hanno cercato le prove di tale frazionamento, ma non erano stati ancora in grado di trovarle, lasciando la teoria dell’impatto in un limbo – né dimostrata né smentita – per più di 30 anni.
“L’entità del frazionamento che abbiamo misurato nelle rocce lunari è 10 volte più grande di quello che vediamo ad esempio nelle rocce terrestri e marziane”, spiega Moynier, “quindi c’è una differenza importante.”
I dati, pubblicati nel numero del 18 ottobre 2012 di Nature, forniscono la prima prova fisica per l’evento di vaporizzazione all’ingrosso dopo la scoperta di esaurimento volatili nelle rocce lunari, come dice Moynier.
La teoria dell’impatto gigante
Secondo la teoria dell’impatto gigante, proposta nella sua forma moderna in una conferenza nel 1975 da William K. Hartmann e Donald R. Davis, la Luna si sarebbe formata in uno scontro apocalittico tra una Terra primordiale ed un corpo planetario chiamato Theia (nella mitologia greca Theia – o Teia – è la madre di Selene, dea della Luna).
Questo scontro è stato così potente che è difficile anche solo da immaginare, se si pensa che l’asteroide che ha fatto estinguere i dinosauri era delle dimensioni di qualche chilometro, mentre Theia si pensa fosse delle dimensioni del pianeta Marte.
Il rimpasto dei due pianeti ha rilasciato così tanta energia che gran parte del mantello della Terra e l’intera Theia si sono fuse e vaporizzate. La Luna è poi condensata dalla nube di vapore di roccia, parte del quale è poi ricaduto anche sulla Terra.
Questa idea, apparentemente bizzarra, ha guadagnato proseliti perché le simulazioni al computer hanno mostrato che in effetti una collisione gigante avrebbe potuto creare un sistema Terra-Luna con le giuste dinamiche orbitali e perché spiegherebbe una caratteristica fondamentale delle rocce lunari.
Una volta ottenute le rocce lunari, analisi geochimiche di laboratorio hanno ben presto permesso di accorgersi che esse sono quasi prive di quelle che vengono chiamate “sostanze moderatamente volatili”. La Luna è molto povera di sodio, potassio, zinco e piombo, dice Moynier.
“Ma se le rocce sono povere di volatili perché questi sono sfuggiti dopo il gigantesco impatto, dovremmo anche vedere il frazionamento isotopico”, ha proseguito. Gli isotopi sono varianti di un elemento della tavola periodica che hanno masse leggermente diverse ma stesso numero atomico, a causa della presenza o meno di neutroni nel nucleo.
“Quando una roccia viene fusa e poi evapora, gli isotopi leggeri entrano nella fase di vapore più velocemente che gli isotopi pesanti. Se il vapore si disperde, il residuo materiale roccioso sarà arricchito in isotopi pesanti rispetto al materiale di partenza,” spiega Moynier.
Il problema era che gli scienziati non riuscivano a trovare questo frazionamento isotopico.
Per far questo, il team ha analizzato 20 campioni di rocce lunari, tra cui quelle delle missioni Apollo 11, Apollo 12, Apollo 15 e Apollo 17 – ognuna con destinazioni diverse sulla Luna – e infine di un meteorite lunare.
Per ottenere i campioni, conservati a Houston presso il Johnson Space Center, Moynier ha dovuto convincere la commissione che controlla l’accesso alle rocce del valore scientifico del suo progetto.
“‘Quello che volevamo erano i basalti,” spiega Moynier, “perché sono quelle le rocce che che provengono dall’interno della Luna e sono quindi più rappresentativi della composizione interna della Luna.”
Rispetto alle rocce terrestri e marziane, le rocce lunari sono risultate avere concentrazioni molto più basse di zinco, ma con una concentrazione alta di isotopi pesanti di tale elemento.
Terra e Marte hanno composizioni isotopiche come quelle dei meteoriti condritiche, che si ritiene rappresentino la composizione originale della nube di gas e polveri da cui si è formato il sistema solare.
La spiegazione più semplice di queste differenze è che le condizioni durante o dopo la formazione della Luna hanno portato ad una perdita di volatili e un frazionamento isotopico, cosa che non è avvenuta sulla Terra o su Marte.
L’omogeneità isotopica dei materiali lunari, a sua volta, suggerisce che il frazionamento isotopico è il risultato di un vasto processo, piuttosto che un qualche fenomeno locale.  “Il lavoro ha anche implicazioni sull’origine della Terra”, Moynier sottolinea, “perché l’origine della Luna è stata una grande parte dell’origine della Terra.”
Senza l’influenza stabilizzante della Luna, la Terra sarebbe un pianeta molto diverso. Girerebbe molto più rapidamente, i giorni sarebbero più brevi, il clima più violento ed estremo. In effetti, sarebbe un pianeta molto più difficile da vivere, e forse non sarebbe stato nemmeno adatto per l’evoluzione di una specie come la nostra.
Ritorna in auge la teoria di Sitchin!!
Zecharia Sitchin, nel suo libro “Il Pianeta degli Dei” (The Twelfth Planet), sempre basandosi sui antichi testi Sumeri, fornisce dati piuttosto precisi sulle caratteristiche di Nibiru e ritiene probante, al fine di definire “strabilianti” le conoscenze astronomiche sumere, l’analisi di un reperto conservato nel Museo di Stato di Berlino, un’incisione su un sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C.
Il sigillo, a detta di Sitchin, altro non è che una raffigurazione del Sistema Solare che vede la nostra stella circondata dai pianeti da noi oggi conosciuti, nella giusta successione e dimensione, più Tiamat e il misterioso Nibiru. Tiamat, per i Sumeri, è un pianeta anticamente posto tra Marte e Giove.
Già molto prima dell’arrivo degli Anunnaki, Nibiru si è trovato periodicamente in posizione a noi prossima. In uno di questi passaggi viene ad impattare con Tiamat; quest’ultimo si frantuma in più parti, una parte diviene la cintura degli asteroidi mentre, la restante parte di Tiamat con il suo satellite Kingu (la Luna), viene scagliata verso un’orbita più vicina al Sole e genera all’attuale sistema Terra-Luna…
Redazione Segnidalcielo
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Vulcani - L'allarme degli scienziati


I ricercatori e gli scienziati di mezzo mondo stanno monitorando costantemente la situazione dei vulcani in tutto il pianeta, con particolare attenzione al cosiddetto "Ring of Fire", ovvero la linea di giunzione delle placche tettoniche che, dalle isole Filippine, percorre tutto l'arco dell'Oceano Pacifico per terminare al punto più meridionale delle coste occidentali del continente sudamericano.
A tale proposito, vulcanologi e geofisici avvertono una intensa attività che potrebbe essere il prologo ad una serie di eruzioni esplosive che potenzialmente cambierebbero la faccia del pianeta.
In primo luogo, l'Osservatorio Vulcanologico e Sismologico di Manizales, in Colombia, porta all'attenzione la inusuale serie di eventi sismici dell'ultima settimana, associati a fenomeni di frantumazione delle rocce in particolare riguardanti il massiccio del vulcano Cerro Machin e degli altri crateri presenti nella provincia di Tapias.
Anche all'isola vulcanica di El Hierro, nell'arcipelago delle Canarie, gli scienziati sono in allerta per una serie di eventi sismici il cui ipocentro è stato localizzato a circa 10 km diprofondità.
Preoccupazione desta il vulcano Yellowstone, nel nord-ovest degli Stati Uniti, dove si sono manifestati altrettanti eventi sismici seppur di intensità non forte, ma che sono evidenti segni dell'attività di una caldera molto attiva.
Cambiando zona, anche in Islanda si segnala un nuovo sciame sismico avvenuto durante lo scorso fine settimana, in particolare nella penisola di Reykjanes, a circa 12 km a sud-ovest del vulcano Brenisteinsjoll, con un picco di magnitudo 3.8 della scala Richter che ha avuto il suo ipocentro a 5 km di profondità alle ore 19.42 di venerdi scorso, ora di Greenwich.
Da rilevare anche l'esplosione avvenuta sul monte Klyuchevskoy, il più alto vulcano del continente euroasiatico che sorge nella parte orientale della Russia (4.750 metri) e che nella tarda mattinata di ieri ha manifestato i primi segni di una nuova fase eruttiva. Le ultime eruzioni del Klyuchevskoy risalgono a settembre 2009 e dicembre 2010.

I Rothschild mettono le mani sul petrolio del Sud Sudan


Il 9 luglio 2011 il Sud Sudan è diventato la 193.ma nazione del mondo. Meno di una settimana dopo violenze sono scoppiate nel Sud Kordofan, una zona alla nuova frontiera tra Sudan e Sud Sudan, controllata dal Sudan e ricca di petrolio.
Non contenti del sequestro di giacimenti di petrolio del Sud Sudan, il cartello delle otto famiglie di banchieri guidato dai Rothschild, sembra voler spostare la nuova frontiera più a nord, strappando ancora più petrolio greggio al popolo del Sudan. Per decenni i servizi segreti occidentali hanno sostenuto l’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA), nel tentativo di consegnare la parte meridionale del Sudan ai quattro cavalieri del petrolio. La regione possiede il 75% delle riserve petrolifere del Sudan.
Ciò che è stata la più lunga guerra civile dell’Africa, alla fine terminò quando il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, sotto pressione, cedette la parte meridionale del suo paese ai vampiri bancari del FMI/Banca Mondiale, dopo un conflitto che ha lasciato più di 2 milioni di morti. Pochi giorni dopo essersi dichiarata nazione sovrana, la società petrolifera statale del Sud Sudan, la Nilepet, costituiva una joint venture con la Glencore International Plc., per commercializzare il suo petrolio. Glencore è controllata dai Rothschild. La joint venture sarà la PetroNile, con il 51 per cento controllato da Nilepet e il 49 per cento dalla Glencore.
Il nuovo presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, ha firmato una legge che istituisce formalmente la Banca Centrale del Sud Sudan. Il Sudan è uno dei cinque paesi – insieme a Cuba, Corea del Nord, Siria e Iran – la cui banca centrale non è sotto il controllo del cartello delle otto famiglie di banchieri guidate dai Rothschild. Non è dunque un caso che la moneta di questo nuovo feudo petrolifero dei Rothschild, si chiami sterlina del Sud Sudan. Già nel 1993 il presidente sudanese al-Bashir aveva accusato l’Arabia Saudita di fornire armi all’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA) di Johnny Garang. Il Mossad israeliano ha anch’esso rifornito lo SPLA per anni attraverso il Kenya, con l’approvazione della CIA.
Nel 1996 l’amministrazione Clinton annunciava che l’aiuto militare a Etiopia, Eritrea e Uganda doveva essere utilizzato per aiutare l’SPLA per un’offensiva contro Khartoum. Quando questo sforzo sanguinoso fallì, gli scagnozzi delle otto famiglie iniziarono ad armare i ribelli in Ciad. Il Ciad è stato a lungo un paese importante per gli schemi produttivi in Nord Africa dell’Exxon-Mobil e della Chevron-Texaco. Il presidente del Ciad, Idriss Deby, che salì al potere nel 1991, era condiscendente con Big Oil. Fu anche classificato 16.mo nella lista dei peggiori dittatori del mondo, nel 2009, sulla rivista Parade.
I ribelli in Ciad avevano due obiettivi. Gli ufficiali pagatori della casa dei Saud della CIA, fornirono il supporto al Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), che aveva tentato di rovesciare il Presidente libico Muammar Gheddafi. Nel 1990, a seguito del successo del contro-colpo di stato supportato dai libici contro il governo del Ciad che sponsorizzava la NFS, gli Stati Uniti evacuarono 350 capi del NFS con il finanziamento saudita. Gli Stati Uniti consegnarono 5 milioni di dollari in aiuti al governo dittatoriale del Kenya di Daniel Arap Moi, in modo che il Kenya ospitasse i leader del NFS, che gli altri governi africani si rifiutarono di accogliere. Arap Moi poi figurò nelle operazioni segrete della CIA in Somalia, dove i sauditi avevano finanziato anche la controinsurrezione. Le agenzie di intelligence occidentali poi utilizzarono il governo del Ciad per finanziare il Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM). Dalle basi in Ciad, questi terroristi lanciavano incursioni nella regione sudanese del Darfur, creando la grave crisi dei rifugiati, durante l’apertura del secondo fronte settentrionale della guerra condotta contro il Sudan sul fianco meridionale, dall’SPLA di Big Oil.
I media occidentali, ovviamente, accusarono del conflitto in Darfur soltanto il governo sudanese e l’idiocrazia liberale seguì presa per il suo stupido naso, come in Jugoslavia. Nel marzo 2009 il tribunale farsa preferito dalle otto famiglie, la Corte penale internazionale (CPI), accusò il presidente sudanese al-Bashir di crimini di guerra. Non vi fu alcuna menzione del JEM nelle accuse del CPI. Nell’agosto 2006, il presidente del Ciad Deby aveva fatto una svolta a sinistra, chiedendo che il Ciad ottenesse la quota del 60% della sua produzione petrolifera nazionale, dopo aver ricevuto per decenni solo le “briciole” dalle società straniere che gestivano il settore. Aveva accusato Chevron e Petronas di rifiuarsi di pagare le tasse, per un totale di 486,2 milioni dollari.
Nel 2008, il presidente sudanese al-Bashir partecipò all’inaugurazione della rielezione di Déby, segnalando la ripresa delle relazioni che posero fine al conflitto nel Darfur. Con al-Bashir ancora seduto in cima a enormi giacimenti di petrolio, le otto famiglie idearono il piano per la secessione del Sud Sudan dal Sudan. Estenuato dai continui attacchi al suo popolo, che avevano lasciato due milioni di morti, al-Bashir è stato costretto all’accordo sulla divisione. Con le violenze che già esplodono nel Sud Kordofan, controllato dal Sudan e ricco di petrolio, sembra che l’SPLA e il suo sponsor Glencore/Rothschild non si accontentino di aver rubato la maggior parte dei giacimenti petroliferi del Sudan. I vampiri li vogliono tutti.
di Dean Henderson
Fonte: aurorasito

 


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