Api francesi producono miele colorato



Fin dall'inizio di agosto 2012, gli apicoltori che vivono nei pressi della città francese di Ribeauville hanno notato che le api non tornavano nelle loro arnie cariche di normalissimo polline, ma con alcune sostanze colorate non meglio identificate.

Ribeauville si trova a sud-ovest di Strasburgo, ed è più nota per il suo vino che per la produzione di miele. Vi risiedono tuttavia parte dei 2.400 apicoltori dell'Alsazia, con una fetta di 35.000 colonie di api sul totale a livello nazionale, e una produzione di 1.000 tonnellate all'anno.
La Francia, infatti, è una delle più grandi produttrici di miele dell'Unione Europea, con un totale di oltre 18.330 tonnellate di miele all'anno.

Potete quindi immaginare l'impatto economico di una partita di miele contaminato, quindi invendibile, sull'economia dell'apicoltura in Alsazia.

L'effetto di queste sostanze è ben evidente dalle fotografie: si possono osservare chiaramente moltissime celle colorate all'interno del telaio, con tonalità che vanno dal blu brillante fino ad uno strano verde scuro.




La spiacevole conseguenza dell'accumulo di questo sostanze nelle colonie di api è che il miele prodotto da questi operosi insetti è colorato, stranamente con i tipici colori delle caramelle al cioccolato M&M.


Altra curiosa coincidenza è che ci sia proprio un impianto della Mars, Agrivalor, a circa 4 km di distanza dagli allevamenti, impianto in cui l'azienda smaltisce il materiale di scarto della produzione di M&M per produrre biogas.


La Mars non ha commentato la notizia, ma gli apicoltori della regione alsaziana sono mezzi disperati per l'impossibilità di vendere intere partite di miele colorato. La situazione aggrava ulteriormente le pessime condizioni degli alveari: intere popolazioni di api sono state decimate lo scorso inverno per via delle temperature insolitamente rigide.



Fatto presente il problema ai rappresentanti della Agrivalor, l'azienda ha dichiarato: "Abbiamo scoperto il problema nello stesso momento in cui l'hanno scoperto gli apicoltori. Abbiamo immediatamente interrotto la procedura di smaltimento" spiega Philippe Meinrad, co-manager della Agrivalor.

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Ci costringeranno ad impiantarci un microchip, ma il controllo totale è già realtà



Il MICROCHIP RFID: In USA molti se lo sono fatto impiantare volontariamente per monitorare la salute o per essere localizzabili, ed in alcuni negozi USA è già possibile utilizzarlo per pagare e come fidelity card. Ora PROPONGONO SCONTI per indurre la popolazione a chipparsi. Se il disegno va avanti (e visto che Monti e soci vogliono eliminare i pagamenti contanti il momento non è lontano) tra qualche anno saremo tutti microchippati, ovviamente buona parte del gregge sarà felice di esserlo e rifiutarlo probabilmente sarà difficile. Faranno in modo che senza chip sia impossibile vivere, ma sarà anche la fine totale di ogni privacy, potranno verificare cosa compriamo (sarà utilizzato per tutti i pagamenti) dove ci rechiamo, dove siamo...


A dirla tutta non cambierà poi molto visto che già oggi con lo smartphone in tasca: che può essere utilizzato come microspia per intercettazioni ambientali con tanto di telecamera, oltre a monitorare le conversazioni e vedere dove siamo e dove ci spostiamo, tramite la tecnologia gps, il navigatore che ci hanno opportunamente integrato...

Centinaia di telecamere, private e pubbliche, ci riprendono continuamente...

Utilizziamo i social network, dove carichiamo foto, esprimiamo opinioni, i nostri gusti e la personalità (in base alle pagine ed i gruppi a cui una persona si iscrive) e buona parte delle nostre amicizie, con la quale parliamo tramite i social network...

Paghiamo sempre di più con le carte di credito e aderiamo alle "fidelity card" che permettono di "schedare" i nostri acquisti, che saranno utilizzati per ricerche di mercato incrociando i dati relativi alle nostre abitudini al nostro profilo anagrafico (sesso, età, etc..) ...

Con il microchip il controllo sarà totale, il grande fratello è realtà!

Se ciò fosse stato fatto per il rispetto di leggi e regole giuste, sarebbe stato bellissimo, ma invece sembra sempre più che a questo rigoroso controllo della cittadinanza sia stato "affiancato" ad un percorso di restringimento dei diritti e delle regole democratiche, i cittadini vengono impoveriti sempre di più, mentre le condizioni lavorative sono peggiorate ed i salari nel migliore dei casi sono rimasti tali e quali. I cittadini che scendono in piazza a manifestare, pochi e frammentati in "categorie" e non uniti in quanto cittadini, grazie al fatto che ciascuno si muove solo per le ingiustizie lo riguardano in prima persona, e nessuno si interessa se la persona che abbiamo vicino viene CALPESTATA nei suoi diritti, non ottengono mai niente e comunque vengono represse a manganellate.

Grazie al controllo sociale - che non si limita al controllo tecnologico, ma anzi sopratutto al CONTROLLO MENTALE, come le divisioni di cui sopra - una casta di pochi individui si è permessa di piegare ai propri interessi MILIARDI di persone costrette a vivere nelle difficoltà, talvolta persino nella povertà. Persone ricattate lavorativamente, costrette a rinunciare a diritti fondamentali come la salute, ad una vita dignitosa.

COME è POSSIBILE CHE IL 99% DELLE PERSONE PERMETTA AD UNO SCARSO 1% DI AVERGLI MESSO LE CATENE E AVERLI RIDOTTI A MODERNI SCHIAVI SENZA NEMMENO LAMENTARSI ?



Ci hanno addomesticato come scimmiette, ma sempre più persone si stanno "svegliando" stanno rendendosi finalmente conto del sistema-truffa in cui viviamo, che per molti anni abbiamo vissuto con passività, senza nemmeno rendercene conto, è questa la vera libertà!

Antonio B. per nocensura.com


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La Grecia nell'abisso, rischia il Nazismo!


 di Paolo Cardenà -


La Grecia esca dall'euro. E' l'unica possibilità che ha di restituire al suo popolo un futuro più dignitoso  di  quello che, altrimenti, lo attenderebbe rimanendo nell'euro. Mandasse a quel paese tutti gli eurocrati del piffero, preoccupati, più che altro, di salvare gli interessi delle banche (soprattutto tedesche) esposte sul debito greco e dell'industria bellica, sempre pronta a vendere ad un Paese fallito, sottomarini a suon di miliardi di euro, nonostante la popolazione ridotta alla fame e addirittura priva di medicinali.

Oggi, il Primo Ministro ellenico  Samaras ha rilasciato un intervista al giornale tedesco Handelsblatt,  rilanciata dal Il Sole 24 Ore, e ha tratteggiato un futuro inquietante per lo stato ellenico (e per il resto dell'Europa N.d.r.). 

Da Il Sole 24 Ore:
Siamo come la Repubblica di Weimar 

La situazione della Grecia è paragonabile a quella della Repubblica di Weimar: «La democrazia greca si trova probabilmente di fronte alla sua sfida più grande». Lo ha detto il primo ministro greco Antonis Samaras in un'intervista concessa al quotidiano tedesco Handelsblatt. La tenuta della società «è messa in pericolo dalla disoccupazione crescente, come è stato in Germania alla fine della Repubblica di Weimar», ha spiegato Samaras.


L'ascesa dell'estrema destra: o ci aiutate o rischiamo il nazismo

Per Samaras la società «nel suo insieme» è minacciata dai populisti dell'estrema sinistra e «da qualcosa che non si era mai visto prima nel nostro Paese: la crescita di un partito dell'estrema destra, si potrebbe dire fascista, neonazista». Alba dorata, questo il nome della formazione citata da Samaras, nei sondaggi «è già la terza forza politica in Grecia, tendenzialmente in crescita», ha ricordato il premier ellenico. 


 I tagli ci hanno ridotto all'osso

 «I tagli che abbiamo già implementato ci hanno ridotto all'osso. Siamo al limite di ciò che si può chiedere al nostro popolo», ha dichiarato il premier greco, precisando che i greci «sono pronti a fare sacrifici, ma vogliono anche vedere la luce alla fine del tunnel». Un paese allo stremo Samaras descrive un paese allo stremo. I tagli sono già andati a colpire in profondità e «siamo al limite di ciò che possiamo aspettarci della nostra popolazione». Più della metà dei giovani ha perso il lavoro, la povertà aumenta e «sempre più greci devono andare a mense per i poveri della Chiesa e del volontariato per avere un pasto caldo»

Sappiamo già da tempo che la situazione in Grecia è insostenibile. E questo è il risultato di quello che gli eurocrati hanno definito il salvataggio della Grecia.
Ma noi di questo abbiamo già scritto abbastanza e sappiamo benissimo che la Grecia è fallita e (ri)fallita più volte. 
L'unica alternativa ad una lunga, lenta e straziante  agonia che conduce a  morte certa, è quella che la Grecia esca dalla moneta unica, ripudiando il debito e tornando alla sovranità monetaria. Sicuramente non sarà una cosa indolore. Anzi tutt'altro. Ma dopo un primo periodo di shock causato da  una nuova Dracma fortemente svalutate e da grande inflazione,  potrebbe tornare a sperare e mettere a frutto le grandi risorse storiche, culturali e turistiche di cui dispone. Ma ai pifferai finti europeisti, questa, è una soluzione che fa paura, e per diverse ragioni.

La prima. A circa un anno dalle elezioni in Germania, la Merkel dovrebbe spiegare agli elettori tedeschi (che sono anche contribuenti) che fine ha fatto il fiume di aiuti di denaro pubblico destinato al salvataggio della Grecia e come mai sono finiti nel cesso. Imbarazzante, non credete?

La seconda. E qui si porrebbe subito un problema a proposito della tanto decantata  irreversibilità dell'euro. Nel senso che, in caso di uscita dalla Grecia, i mercati, contrariamente a quanto Draghi si sforza di dire, percepirebbero immediatamente che l'euro è reversibile, e poi come. A quel punto, si attesterebbe, de facto, che qualsiasi paese può uscire dalla moneta unica reintroducendo valute nazionali, con ovvie ripercussioni (perdite) sui portafogli degli investitori. La Spagna, che somiglia sempre più alla Grecia, verrebbe bersagliata dalla vendite. Poi sarebbe la volta dell'Italia e magari della Francia,  fino a colpire l'intera Europa, nessuno escluso. 

La terza. E questa costituisce una vera e propria risorsa per il paese ellenico. Con la grande tradizione storica e le altrettante risorse turistiche di cui la Grecia dispone, con una nuova dracma fortemente svalutata, si creerebbe una sorta di zona franca nel mediterraneo dove investire fiumi di denaro. Più o meno tutti vorrebbero avere una casa su un isoletta greca comprata a quattro soldi  e i grandi gruppi finanziari  sarebbero pronti ad investire in hotels, strutture ricettive, ristoranti, servizi turistici ecc ecc.  In pratica si creerebbe una piccola enclave economica,  dove è facile attrarre capitali esteri. E questo a due passi dall'area dell'euro. (suggerisco di approfondire il tema sul blog Il Grande Bluff, che è uno che non sbaglia un colpo.)

La quarta. L'effetto emulazione. Altri Paesi malconci tipo Portogallo, Spagna e Italia,  vedendo che la Grecia c'è riuscita, potrebbero essere tentati di fare la stessa cosa e avventurarsi, sebbene in condizioni differenti, nello stesso percorso della Grecia. E in questo caso, l'euro non avrebbe più ragione di esistere.

In realtà di motivazioni ce ne sarebbero anche altre, ma lasciamo stare. Ciò che non dovrebbe mai fare la Grecia, è svendere il proprio patrimonio permanendo nell'euro, ma sembra che questo processo sia già avviato. 

Ah, dimenticavo! Benché sia noto alle cronache, giova sempre ricordare che la Grecia è entrata nella moneta unica truccando i conti,  grazie alle consulenza di Goldman Sachs  di cui Mario Draghi, a quell'epoca, era il numero uno in Europa. Ma questo è solo un piccolo dettaglio. Quello che fa la differenza.

Mammut ben conservato ritrovato in Siberia

MOSCA, 5 OTT – Il corpo ben conservato di un mammut è stato ritrovato da Evgeny Salinder, un undicenne che si trovava per caso nei pressi della stazione meteorologica di Sopkarga, nel nord della Russia. Secondo quanto riportato dalla stampa russa si tratterebbe di uno degli esemplari meglio conservati nella storia della paleontologia. Zhenya, come è stato ribattezzato l’animale, sarebbe morto all’età di 15/16 anni e del suo corpo non è rimasto solo lo scheletro, ma anche la pelle, la carne e diversi organi. La carcassa del mammifero maschio vissuto circa 30 mila anni fa, ha permesso inoltre agli scienziati di capire qualcosa di più sui mammut: “Dai dipinti del Paleolitico ci si chiedeva come mai questi animali avessero una gobba e la comunità scientifica ha ritenuto fosse a causa di grandi ossa della colonna vertebrale. Abbiamo scoperto che non è così: erano due sacche di grasso per l’inverno” ha spiegato Alexei Tikhonov, il segretario della Russian Academy of Sciences.
http://www.developingreport.it/2012/10/05/mammut-ben-conservato-ritrovato-in-siberia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mammut-ben-conservato-ritrovato-in-siberia
http://poleshift.ning.com/


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Etna: attività stromboliana dentro la "Bocca nuova"



CATANIA  - 6 ottobre 2012 - Ieri Sull'Etna c'e stata una attività stromboliana all'interno della Bocca Nuova, accompagnata da un debole incremento del tremore vulcanico. Lo ha reso noto l'Istituto nazionale di Vulcanologia di Catania, che monitora costantemente il vulcano, ma che finora non ha registrato "nessuna variazione significativa degli altri parametri monitorati che potrebbero far presagire qualcosa di più significativo". L'attività è in corso da mercoledì scorso. Da ieri sera sono visibili bagliori rossastri. "E' qualcosa di analogo - ha spiegato il direttore Domenico Patané - a quello che accadde dal 2 luglio all'11 agosto scorso, quando all'interno del cratere registrammo attività stromboliana a periodi molto intensa a periodi". "In questo momento - ha aggiunto - siamo in una fase di ripresa quindi l'attività e molto debole e la sera sono visibili bagliori rossastri". "Sicuramente - ha concluso Patané - dopo la fine dall'attività parossistica dal cratere di Sud Est si sono messi in funzione in maniera più efficiente i crateri centrali. Adesso vediamo come evolverà la situazione"

Terremoto Etna: una scossa di M 3.0 alle 13:00


Etna, 06/10/2012 - Una scossa di terremoto di magnitudo 3 della scala Richter è stata registrata alle ore 13:03:00 italiane nel distretto sismico Etna, alla profondità di 3.3 km, tra Milo, Sant'Alfio e Zafferana Etnea in provincia di Catania. La scossa è stata avvertita dalla popolazione ma non ha prodotto danni di alcuna natura.
Comuni tra 10 e 20 km interessati dal sisma:
Francavilla Di Sicilia (Me)
Malvagna (Me)
Moio Alcantara (Me)
Motta Camastra (Me)
Roccella Valdemone (Me)
Santa Domenica Vittoria (Me)
Aci Bonaccorsi (Ct)

Troika pronta a commissariare l’Italia grazie ai partiti. Regioni a rischio austerità.



La Troika pronta al commissariamento dell’Italia grazie ai partiti. Regioni a rischio austerità. 
di Lidia Undiemi
Tutti i partiti presenti in Parlamento, considerando irrilevanti i ripensamenti ininfluenti dell’ultimo momento, hanno servito su un piatto d’argento le politiche di austerità al governo Monti ed il salvataggio delle banche con i soldi dei cittadini.
Secondo recentissime notizie di stampa (ANSA, 4 ottobre 2012), nella bozza della legge di attuazione del pareggio di Bilancio in Costituzione si prevede, tra le altre cose, l’istituzione di una “Fiscal Commission” preposta al controllo del Bilancio dello Stato e di tutte le regioni.
Quali margini di autonomia decisionale resteranno alle istituzioni rappresentate mediante elezioni democratiche? Da chi sarà composta questa Commissione e quale sarà il livello di ingerenza nella definizione della politica nazionale e locale?
La Grecia e la Spagna sono dietro l’angolo. Fra tagli alla spesa, agli investimenti, all’istruzione e alla Sanità, nuove imposte, scudo fiscale, stipendi pubblici congelati e limitazione dei pensionamenti anticipati il governo Rajoy ha attuato manovre per 92 miliardi di euro. L’ultima di settembre (40 miliardi) è sfociata in durissime proteste di piazza.

Non lasciatevi ingannare dall’opposizione da “palcoscenico” e dalle tifoserie giornalistiche, questa Europa della finanza e del debito non ha trovato opposizione nei mesi che hanno preceduto le votazioni in Parlamento sui provvedimenti mediante cui si intende oggi far pagare la crisi agli italiani.
Trattato MES/ESM, Fiscal Compact ed equilibrio di bilancio in Costituzione, un probabile “massacro” sociale.
Il MES presentato alle masse come “fondo salvastati”, prevede un impegno finanziario iniziale (potrebbe anche aumentare) di 125 miliardi di euro da parte del popolo italiano in favore di una organizzazione intergovernativa. La Spagna sta già programmando di chiedere finanziamenti al “fondo salvastati” per salvare le proprie banche. Il governo spagnolo si farà carico della restituzione del prestito qualora gli istituti di credito dovessero fallire. “Fondo salva stati” o “fondo salva banche” con i soldi dei cittadini?
Con il Fiscal Compact, in nome di una  riduzione del debito pubblico e del deficit, si dovranno  risparmiare 45 miliardi di euro l’anno.
L’equilibrio (o pareggio) di bilancio in Costituzione limita fortemente i margini di spesa dello Stato e delle Regioni.
Il principio è stato introdotto negli artt. 81, 97, 117 e 119. Particolare attenzione meritano le disposizioni che vincolano anche le regioni e le altre amministrazioni locali.
E’ stato attuato un più accentuato collegamento delle PA con l’ordinamento dell’UE: “le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico” (art. 97).
La funzione di “armonizzazione dei bilanci pubblici” ha subito una totale centralizzazione, nel senso che con la modifica dell’art. 117 della Costituzione è passata dall’ambito delle materie di legislazione concorrente Stato-Regioni a quello di esclusiva competenza statale.
Nell’art. 119 si pongono invece espliciti vincoli all’autonomia finanziaria di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni sottoposte, in virtù della modifica, al “rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci” e alla “osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”.


Lidia Undiemi

 


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