L'anomalia magnetica in Antartico crea un vortice spazio-temporale nel passato?


Un team di scienziati britannici ed americani si sono imbattuti accidentalmente in un evento alquanto misterioso e bizzarro mentre lavoravano su un progetto comune riguardante lo studio dei fenomeni metereologici. Il fisico americano Mariann McLein ed i suoi colleghi scienziati hanno confermato la comparsa di uno strano “vortice nebbioso” formatosi al di sopra della zona in cui stavano operando. Inizialmente il team ha pensato si trattasse di una casuale tempesta polare ma il vortice a spirale formatosi non si disperdeva anzi; nonostante le raffiche di vento che spostano le nuvole tutt’intorno, il vortice nebbioso rimaneva stazionario. Così gli scienziati hanno deciso di indagare sullo strano fenomeno; il gruppo dopo aver preso uno dei suoi palloni metereologici attaccandovi uno o più strumenti metereologici in modo da rilevare pressioni barometriche, velocità del vento, umidità e un cronometro scientifico per registrare i tempi delle letture ed aver assicurato l’altra estremità del pallone ad un argano l’ha rilasciato del vortice che lo ha letteralmente risucchiato al suo interno facendolo scomparire. Dopo qualche minuto hanno deciso di recuperare il pallone e nonostante qualche difficoltà con l’argano sono riusciti a portarlo a terra e controllare gli strumenti. McLein e compagni rimasero sbalorditi da quello che avevano osservato; il cronometro segnava la data riferita esattamente a dieci anni prima, cioè 27 gennaio 1965 anzichè 27 gennaio 1975.L’esperimento fu ripetuto più volte ma il risultato fu identico. L’episodio fu riferito in un secondo tempo ai servizi segreti militari e l’informazione fu trasferita alla casa bianca. Presumibilmente lo strano vortice, è in realtà un tunnel magnetico spazio-temporale, del quale i militari dell’intelligence sono a conoscenza. Esso infatti è soprannominato in codice “The time gate”, ovvero la porta del tempo.


E' curioso come lo strano fenomeno sia avvenuto proprio in prossimità della zona in cui fu scoperta una costruzione artificiale nell’aprile del 2001, attraverso alcuni scavi effettuati sotto il ghiaccio ad una profondità di 2 miglia da parte dei militari americani. In seguito a questa scoperta gli stessi militari cercarono di impedire che questa notizia trapelasse ma in realtà non fu così; infatti nonostante fu intimato ai media il silenzio stampa, la notizia secondo cui erano iniziati degli scavi in gran segreto in Antartide arrivò all’Europa, che protestò in maniera formale contro l’azione intrapresa dai militari americani e dal loro governo. “Se è qualcosa che l’esercito americano ha costruito lì, allora stanno violando il Trattato Antartico internazionale”, ha detto un assistente di Nicole Fontaine, al tempo in cui era presidente del Parlamento europeo. “Se non è così, allora è qualcosa che si trova in quel luogo da almeno 12.000 anni. Il che renderebbe la struttura la più antica della storia dell’uomo sulla terra. Al Pentagono dovrebbero ascoltare le richieste del Congresso e informarlo su qualsiasi cosa si nasconda in quel luogo “.

Tutto cio' fa credere veramente che i due elementi siano correlati.Infatti se il vortice osservato appare e scompare sopra l’antartide e se il fenomeno non è naturale, è lecito credere che esso sia generato da una tecnologia sconosciuta in profondità sotto la calotta glaciale,che sia in grado di controllare il passato, con implicazioni anche per il futuro.Se tutto ciò fosse vero,non c’è da meravigliarsi che i militari si interessino affinchè non si parli della questione.



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El Nino sarebbe originato dal magma incandescente sotto la crosta terrestre


El Niño-Oscillazione Meridionale, conosciuto anche con la sigla ENSO (El Niño-Southern Oscillation), è un fenomeno climatico ricorrente che si verifica nell'Oceano Pacifico centrale in media ogni cinque anni, ma con un periodo variabile di tre anni,
Ogni 2-7 anni, questo disturbo climatico porta inondazioni in California, la siccità in Australia, e la carestia in Africa.
Conosciuto come El Nino, è essenzialmente un riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico orientale vicino all'equatore,che avviene proprio in corrispondenza di un'area in cui convergono tre placche tettoniche e quindi di intenso vulcanismo sottomarino.
Anche se gli scienziati comprendono i meccanismi di El Nino, le sue origini sono ancora da determinare.
La maggior parte crede che l'interazione tra l'atmosfera e il mare genera "in qualche modo" questo disturbo climatico che semina il terrore su quelle regioni del mondo che si trovano sul suo cammino.
Ma ora una nuova teoria sulle origini di El Nino è stato proposto e, sorprendentemente, ha poco a che fare con l'atmosfera o nel mare della quale le evidenze sembrano dimostrare alcuna correlazione concreta.
La nuova teoria suggerisce che il motore principale dietro El Nino è il magma incandescente che zampilla tra le placche tettoniche del Pacifico mare-terra.
Il magma in risalita riscalda le acque sovrastanti sufficientemente per influenzare la superficie dell'oceano, e avviare la cascata di eventi che porta a l'ira di El Nino.


I punti rosso-caldi sopra l'equatore potrebbero essere tranquillamente il calore emesso dalle attività vulcaniche sottomarine.

Un motivo per cui El Nino avviene con una maggior ciclicità rispetto a decenni prima,potrebbe stare nel fatto che con l'indebolimento del campo magnetico terrestre all'interno del nostro pianeta le correnti magmatiche tendono a risalire con maggior velocità lungo l'equatore,non solo influenzando il vulcanismo e l'attività sismica lungo l'equatore ma anche alle medie latitudini fino all'Islanda,come ho evidenziato più volte trovando una notevole corrispondenza tra le attività di El Nino in crescita e decrescita e le eruzioni dei vulcani islandesi.
Il motivo per cui il magma risalirebbe verso l'equatore e le medie latitudini stà nel fatto che la Terra ruotando è più schiacciata ai poli e maggiormente espansa all'equatore,le correnti convettive del mantello potrebbero funzionare allo stesso modo.
Per dimostrare questa teoria uso come esempio il vulcano Tambora che nel 1815 esplose in una colossale eruzione,responsabile nel 1816 dell'Anno Senza Estate,ebbene nel 1814,l'anno prima ci fu un fenomeno di El Nino,quindi se la teoria fosse errata non troverei corrispondenze al massimo di un'anno di fenomeni di El Nino,durante le successive eruzioni di questo vulcano.
Nel 1819 il vulcano ebbe un'altra piccola eruzione(VEI = 2),e in quello stesso anno vi fu un fenomeno di El Nino.
Un'altra eruzione si ebbe nel 1967,e fu preceduta l'anno prima,nel'66 da un fenomeno di El Nino.
Il vero fattore di El Nino si trova sotto le placche tettoniche ed è anche in grado di dar origine a nuovi vulcani.
Un'esempio lo troviamo in Messico nella nascita del vulcano Paricutin.
Questo vulcano nacque nel 1943,durante un periodo di El Nino e l'eruzione lavica durò per ben 9 anni.


L'eruzione durò 9 anni e la lava avanzò per una decina di chilometri, non ci furono vittime perché la popolazione ebbe sufficiente tempo per mettersi in salvo, ma seppellì due centri abitati: Paricutín e San Juan Viejo Parangaricutiro (Parhikutini e Parangarikutirhu in purépecha). Il primo fu totalmente cancellato: vicinissimo al punto in cui si trovava c'è ora il cratere del vulcano; del secondo resta visibile solo la torre sinistra della facciata della chiesa e la parete posteriore con l'altare.
Un'altro esempio lo troviamo con la nascita di Surtsey,dalle profondità dell'oceano Atlantico.
L'eruzione vulcanica che la formò, iniziò a 130 metri sotto il livello del mare e raggiunse la superficie il 14 novembre 1963. L'eruzione probabilmente iniziò alcuni giorni prima e durò fino al 5 giugno 1967, quando l'isola raggiunse la sua massima estensione pari a 2,7 km².
Nel 1963 vi fu anche un evento di El Nino,che seppur di bassa intensità,la sua presenza prova ancora una volta questa correlazione tra El Nino e il vulcanismo sottomarino.


Le eruzioni sottomarine che hanno creato Surtsey sono parte del sistema vulcanico sottomarino Vestmannaeyjar (in islandese: isole dell'uomo dell'ovest) facente parte della Dorsale Medio Atlantica, una immensa fenditura del fondale marino lungo la quale si verificano numerosi fenomeni sismici e vulcanici.
Le eruzioni di Surtsey proseguirono fino al 1965,anch'esso un anno di intenso El Nino,e terminò nel 1967,quando ormai El Nino si era esaurito.
Probabilmente il momento in cui avviene El Nino,corrisponde alla maggior probabilità di intense attività vulcaniche,che sia debole,modesto o forte,anche se talvolta la pressione magmatica all'interno di un vulcano può rimanere tale fino a quando non sopraggiunge anche una Nina.
Un'altra corrispondenza di un'anno la possiamo trovare con la nascita dell'isola di Ferdinandea nel 1931,tale eruzione fu preceduta nel 1930 da un El Nino,e lo stesso fenomeno si verificò alla fine dell'anno quando nel 33-34 vi fu un'altra intensa attività di El Nino.
El Nino sembra essere un vero e proprio motore di origine magmatica che periodicamente,da il via a forti attività vulcaniche riscaldando i mari e generando potenti eruzioni sulla terraferma,dando origine dal fondale anche a nuove isole di origine vulcanica come Surtsey.
Una volta che il mare si riscalda avvengono tutti i cambiamenti climatici conosciuti come siccità in alcune aree,e alluvioni in altre causate da un'intensa evaporazione della superficie marina che ricade sottoforma di precipitazioni piovose o nevose,dipende dal posto.
I forti El Ninos della Piccola Era Glaciale sono stati probabilmente i responsabili dell'avanzata dei ghiacciai montani e Groelandesi.
E se andassimo ancora più indietro nella storia sembrerebbe certo che la presenza di 3 chilometri di ghiaccio sul Nord America e sull'Eurasia furono provocati dal caldo quanto che dal freddo.


Il calore causa una massiccia evaporazione,ma per causare una simile evaporazione per formare gli strati di ghiaccio delle glaciazioni l'intero fondale marino sarebbe dovuto essere inondato da enormi colate di roccia fusa che si sarebbero sovvrapposte strato su strato,raffreddandosi a causa della bassa temperatura del fondale,e venendo a loro volta ricoperte da colate di lava rovente,che avrebbe riscaldato gli oceani al punto critico.
Ovviamente non si tratta di El Ninos come quelli di oggi,nemmeno come quello del 1998,ma probabilmente furono tanto forti da sconvolgere anche i vulcani della terraferma che coprendo il cielo con dense nubi di cenere,avrebbero convertito il vapore emesso in piogge torrenziali lungo l'equatore,e nevicate eccezionali alle zone polari e quelle temperate,senza tale meccanismo difficilmente si sarebbero avute le glaciazioni.
La neve si converte in ghiaccio,sotto il suo stesso peso,una volta superati i 30 metri di spessore.
L'Antartide e la Groelandia sono la prova lampante del calore che ha preceduto le glaciazioni,ricoperti come sono da 5 chilometri di ghiaccio,sebbene ancor'oggi siano tra le aree più aride del pianeta.

http://expianetadidio.blogspot.com/


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Clima planetario nel caos: tempeste di vento devastano tutto il pianeta!


27 Novembre 2011 - STOCCOLMA - Una tempesta ha devastato il sud-ovest della Svezia  interrompendo la fornitura di energia elettrica di circa 12.000 abitazioni ed i collegamenti via mare tra la Svezia e la Germania. La compagnia di navigazione Scandlines  ha cancellato le sue operazioni tra città svedese Trelleborg e Sassnitz a causa della tempesta per tutta la giornata di Domenica.L'istituto di Meteorologia svedese ha emesso un avviso di tempesta di classe 3, il suo livello più alto, dicendo che il vento estremo potrebbe rappresentare pericolo per il pubblico e interrompere i servizi. - Las Vegas Sun

Un raro Sistema meteorologico sta per colpire la California : TWS 'Southern California Weather Authority ha emesso una bollettino meteo speciale per un sistema di scorrimento interno che potrebbe interessare il sud-ovest degli Stati Uniti tra Giovedi e Venerdì.La dichiarazione delinea una preoccupazione per i forti venti nel sud della California.Il "Southern TWS 'Autorità Meteo Californiano continuerà a monitorare questa tempesta, che è stata ufficialmente chiamata"Fede "con una categoria da determinare sulla scala SCWXA. - The Weather Space

Sri Lanka, colto di sorpresa : L'agenzia meteo non è riuscita a dare segnalazione tempestiva dei forti venti di burrasca che hanno causato il caos nel sud del paese Venerdì. Una tempesta di vento ha provocato 19 morti e 35 dispersi. Le zone più colpite sono state quelle costiere di Galle e Matara, dove sono stati confermati 17 persone e 35 morti, i venti hanno raggiunto 70 chilometri devastando circa 1010 case lungo la costa meridionale - Sunday Time


Scozia venti di burrasca: Gravi venti di burrasca nelle zone settentrionali del paese.Le aree più colpite sono state Orkney, Caithness, Sutherland e Western Isles. I venti hanno raggiunto raffiche fino a 70 miglia all'ora. Il Met Office ha emesso avvisi di allerta per le Highlands, le Orcadi e le Shetland e parti di Grampian, dove i venti potrebbero diventare di tempesta. - AFP


Finlandia colpita da forti venti e neve: La tempesta che ha colpito la Finlandia da ovest sta portando condizioni stradali pericolose in molte zone del paese. Secondo le previsioni del Finnish Meteorological Institute (FMI) potrebbero cadere tra 10 e 20 centimetri di neve che potrebbero interessare anche la costa sud, venti burrasca stanno interessando la zona. - YLE.fi

Canada: la Polizia consiglia ai residenti di Calgary di rimanere in casa : venti forti hanno scatenato il caos in tutta la citta'. La polizia ha invitando i residenti a rimanere in casa,detriti volanti sono diventati un pericolo per strade della citta'. Venti distruttivi hanno abbattuto alberi e persino strappato tre bracci LRT attraversamento, causando ritardi. La polizia ha chiuso la strada a pedoni e il traffico lungo la 7th Avenue e la 3rd Street SW dopo le notizie di molteplici finestre rotte a TD Square. Il vento ha strappato via il tetti e distrutto finestre. 
- Edmonton Journa


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A Mason County a Washington i salmoni attraversano una strada!

I salmoni sono dei pesci strani, che rispetto a molti altri animali acquatici, fanno lunghi percorsi nuotando nei torrenti e nei fiumi contro corrente. Ma non è sempre così. Può capitare, infatti, che in circostanze piuttosto strane i salmoni si trovino a dover nuotare non solo nei torrenti ma anche sulle strade e quindi oltre a nuotare contro corrente, devono fare molta attenzione nell’attraversamento, per non rischiare di essere investiti.


È questo quello che è capitato a dei salmoni a Mason County, a Washington, dove le forti piogge degli ultimi periodi, hanno aumentato il livello di molti corsi d’acqua e cosi, anche i pesci, in questo caso i salmoni, sono finiti fuori dal letto del fiume.
Sembra proprio che i salmoni non si curino del fatto che stanno nuotando su una strada invece che del fiume. Si tratterebbe di un comportamento normale, stando a quanto dichiarato da uno specialista nel comportamento di questi pesci.


Pare, infatti, che nonostante le avversità, nel periodo della deposizione delle uova, i salmoni sono talmente ossessionati dal raggiungere la metà per la deposizione, da non fare minimamente caso a tutto il resto. Almeno, per fortuna, nessuno li cattura e li lasciano portare a termine, con fatica, la loro missione.

Esplosione solare scaraventa particelle ad alta energia in direzione della terra!

‎26 Novembre 2011 -  una tempesta di radiazioni è in corso. I protoni che compongono questa tempesta sono stati accelerati verso la Terra dalle onde d'urto di una CME (Espulsione di Massa Coronale) che e' partita dal sole intorno a 0700 UT del 26 nov. Questo evento potrebbe avere un effetto ad alta latitudine su comunicazioni radio nella banda delle HF. Un flusso di vento solare che scorre dal foro sud coronale (vedi sopra) potrebbe raggiungere la Terra fin dal 29 novembre. La Velocità del vento solare è attualmente 364 km / sec con una densità di 4,3 protoni / cm 3.

Il vento solare rilascia intense particelle ad alta energia che possono generare delle radiazioni dannose per gli esseri umani, allo stesso modo delle radiazioni nucleari a bassa energia. L'atmosfera e la magnetosfera terrestri agiscono fornendo una adeguata protezione a livello del suolo, ma gli astronauti nello spazio sono soggetti a dosi potenzialmente letali di radiazioni ionizzanti. La penetrazione di particelle ad alta energia nelle cellule può causare il danneggiamento cromosomico, il cancro ed altri problemi di salute. Alte dosi potrebbero essere fatali.

I protoni solari con energia superiore ai 30 MeV sono particolarmente pericolosi. Nel mese di ottobre del 1989, il Sole produsse particelle tanto energetiche da poter causare la morte di un astronauta che si fosse trovato sulla Luna con la sola protezione della tuta spaziale.
I protoni solari possono produrre problemi di radiazioni anche a bordo di voli di linea alle elevati altitudini. Sebbene questi rischi siano bassi, il monitoraggio delle emissioni solari consente di valutare un eventuale cambio del piano di volo.-Space Weather


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Uno sciame sismico di 700 scosse scuote El Salvador!

26 Novembre 2011 - SAN SALVADOR ( Reuters ): più di 700 terremoti di lieve entita' hanno colpito la parte orientale di El Salvador in poco piu' di 24 ore, danneggiando decine di abitazioni, ma fortunatamente non provocando alcun ferito. Lo sciame di scosse,e'iniziato Giovedi' con intensita' variabile da 1,8-4,6 della scala Richter,la maggior parte degli eventi si sono verificati nel comune di El Carmen, situato a 163 km ad est della capitale San Salvador. Jorge Melendez, responsabile della protezione civile, ha dichiarato che Venerdì 80 case sono state danneggiate dai tremori.In un ospedale della zona si sono aperte delle crepe sui muri, ma nessun danno strutturale e' stato arrecato alla struttura.


Truppe dell'esercito sono state inviate per monitorare le aree danneggiate. Mentre le autorità non hanno ancora ordinato evacuazioni, molti abitanti di El Carmen hanno scelto di dormire all'aperto e l'esercito sta allestendo delle tendopoli. El Salvador ha subito due forti terremoti 10 anni fa: uno di magnitudo 7.6 nel gennaio 2001 e un'altro di magnitudo 6,6 un mese dopo. I terremoti uccisero oltre 1.150 persone e lasciarono circa un milione senzatetto. El Savador è una regione situata al confine di subduzione turbolento tra la placca Cocos e quella dei Caraibi lungo il quale si sono originati numerosi vulcani. Come si può vedere dalla mappa.
http://thestar.com.my/news/story.asp?file=/2011/11/26/reutersworld/20111126121101&sec=reutersworld

I più pericolosi vulcani del mondo si stanno risvegliando!


I vulcani sottomarini sono in aumento esponenziale. I tremori armonici sono anche su una ripida salita. Secondo alcuni geologi (Geophysical Research Letters) è possibile che i recenti tsunami siano i precursori di un massiccio spostamento di placche tettoniche e di una super eruzione vulcanica che farebbe impallidire quello che è accaduto 74 mila anni addietro. Effettivamente proprio 74 mila anni fa una massiccia eruzione vulcanica del monte Toba, nell’isola di Sumatra, in quella che sembra la più grande eruzione vulcanica che si sia mai verificata, rilasciò una spaventosa quantità di 2.800 chilometri cubici di magma in atmosfera, lasciando uno spesso strato di cenere in tutto il Sud Asiatico. Le nubi scure ridussero la temperatura mondiale in media di 8-10°C rispetto alle condizioni attuali e quasi l’80% degli esseri viventi, compresi gli esseri umani, morirono. Nonostante il 2012 sia ormai l’anno forse più citato in assoluto dall’umanità in merito a presunte profezie e al famoso lungo computo del calendario Maya, secondo alcuni geologi la prossima super eruzione potrebbe avvenire proprio il prossimo anno, e non certamente riferendosi al popolo dell’america centrale. Molti di loro sono interessati e stanno monitorando il Parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, dove la crosta terrestre è molto sottile in termini geologici ed è considerata l’area più pericolosa al mondo. Effettivamente negli ultimi anni molti vulcani di una certa pericolosità sembrano risvegliarsi. Martedì 30 agosto lo stato del vulcano Tambora ha cominciato a preoccupare la popolazione, tanto che i vulcanologi hanno ulteriormente innalzato l’allerta diramata qualche giorno prima al livello III. La più famosa eruzione del Tambora fu quella che ebbe luogo nell’aprile 1815: è stata una delle più potenti del pianeta, almeno dalla fine dell’ultima Era glaciale. L’emissione di ceneri fu, quantitativamente, circa 100 volte superiore a quella dell’eruzione, pur rilevante, del monte Sant’Elena del 1980, e fu maggiore anche di quella della formidabile eruzione del Krakatoa del 1883. Complessivamente, vennero proiettati in aria circa 150 miliardi di metri cubi di roccia, cenere e altri materiali. Quell’esplosione, creò disastri di proporzioni bibliche, con una stima di 60.000 morti dovuti sia direttamente all’esplosione che alle pesanti carestie che seguirono il disastro. La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate, dovuto anche ad un minimo solare. Proprio nel mese scorso abbiamo pubblicato un articolo riguardante il pericolo che i più grossi vulcani della Terra si stessero risvegliando, compresi il Popocatepetl e il Katla. A Settembre è tornato a farsi sentire il più pericoloso vulcano messicano, il Popocatepetl. Una colonna di fumo e cenere alta un chilometro si è innalzata dal cono, tanto che le autorità locali hanno evacuato l’area fino a 12 chilometri dal cratere. Sempre il mese scorso in Islanda, il Katla ha prodotto tanti piccoli terremoti compresa una scossa di magnitudo 3,2 richter proprio sulla caldera del vulcano. “E’ impossibile capire se si tratta di un episodio che rientra nella normalità dell’attività sismica del vulcano o se è qualcosa di diverso. Noi ci limitiamo a monitorare la situazione ogni ora di ogni giorno” ha detto un geologo islandese. Negli ultimi mesi, comunque, il “fermento” tellurico intorno a vari vulcani del mondo sta crescendo, così come aumentano le eruzioni (per fortuna fino al momento senza gravi conseguenze). Basti pensare alla stessa Etna, in casa nostra, la cui attività aumenta di mese in mese ormai proprio dalla scorsa primavera, o al vulcano del Congo o agli altri citati.


I terremoti e i sismi di minor intensità che migliaia di persone stanno osservando in tutto il mondo sembrano essere in aumento. In molte parti del mondo i laghi stanno perdendo la loro acqua a causa di inghiottitoi, mentre i gyser allo Yellowstone Park stanno manifestando un aumento eccessivo di temperatura con un aumento della frequenza delle eruzioni. Quindi questa super eruzione sarebbe imminente? Nonostante questi sintomi che possano far supporre quantomeno un inizio che qualcosa del genere possa accadere, non esiste la possibiltà concreta di prevedere con troppo anticipo la data di un evento così poco comune che ha tempi di ritorno enormi. Potrebbe davvero accadere a breve, come tra migliaia di anni. La più recente super-eruzione è avvenuta in Nuova Zeelanda circa 26.000 anni fa. In tutto gli studiosi hanno individuato 50 super-eruzioni, anche se si stanno ancora valutando altri possibili casi. Dal momento che la storia della Terra comincia 4.5 miliardi di anni fa, è stato calcolato che di queste eruzioni massiccie ne avvengano circa 1,4 ogni milione di anni. Nonostante un’attività in costante aumento, gli scienziati monitorano con attenzione tutti gli eventi mondiali, e al momento nulla fa supporre ad un’imminente eruzione a scala globale. Per cui, dicono, possiamo per il momento stare tranquilli. La Terra tuttavia conserva le cicatrici delle massicce super-eruzioni che sono sempre accadute nella storia del nostro pianeta. Affermare che ciò non accadrà mai più è sicuramente errato, ma lo è anche avere la spavalderia di indovinare l’anno esatto di tale evento. Come dire che accadrà, ma non sappiamo quando.
http://www.nibiru2012.it/nibiru-2012/i-piu-pericolosi-vulcani-del-mondo-si-stanno-risvegliando.html
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