19 marzo 2018

Inchiesta shock: propagare virus per alimentare il business dei vaccini

L’Italia sembra uno snodo fondamentale del traffico di virus. L’indagine è stata aperta dalle autorità americane e portata avanti dai carabinieri del Nas.
Al centro c’è un groviglio di interessi dai confini molto confusi tra le aziende che producono medicinali e le istituzioni pubbliche che dovrebbero sperimentarle e certificarle. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: emerge un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale.

Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie, sia per proteggere la popolazione che per difendere gli allevamenti di bestiame. In un caso, ipotizzano perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.



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In uno degli episodi descritti nell’inchiesta, si scopre che i ceppi delle malattie più contagiose viaggiano da un Paese all’altro senza precauzioni e autorizzazioni.

Esistono trafficanti disposti a pagare decine e decine di migliaia di euro pur di impadronirsi degli agenti patogeni:averli prima permette di sviluppare i vaccini battendo la concorrenza. In un caso, si ipotizza perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.

Il traffico di virus è stato scoperto dalla Homeland Security, il ministero creato dopo le Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi agli Stati Uniti. Nel loro mirino è finita un’attività ad alto rischio: l’importazione negli States di virus dall’Arabia Saudita per elaborare farmaci, poi riesportati nel Paese arabo. Il presidente e tre vice presidenti della compagnia farmaceutica incriminata per l’operazione sono stati condannati a pene pesanti. Fondamentale per l’indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager italiano della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l’uomo ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Ai detective ha descritto come nell’aprile 1999 si fece spedire illegalmente a casa in Italia un ceppo dell’aviaria tramite un corriere Dhl.

A procurarlo era stato il veterinario statunitense di un allevamento di polli saudita, condannato negli Usa a 9 mesi di prigione e 3 anni di libertà vigilata per “cospirazione in contrabbando di virus”. Chiusi i processi, nel 2005 l’Homeland Security ha trasmesso i verbali di Candoli ai carabinieri del Nas. Gli investigatori sin dai primi accertamenti si rendono conto di avere davanti uno scenario da incubo. Infatti, sottolineano i carabinieri, l’arrivo del virus in casa Candoli coincide con l’insorgenza nel Nord Italia, a partire proprio dal 1999, della più grossa epidemia da virus H7N3 di influenza aviaria sviluppatasi negli allevamenti in Italia e in Europa. Già all’epoca le indagini condotte dal Nas di Bologna avevano evidenziato l’esistenza di una organizzazione criminale dedita al traffico di virus ed alla produzione clandestina di vaccini proprio del tipo H7: antidoti che in quel momento venivano somministrati clandestinamente ai polli degli stabilimenti italiani.

Il capitolo più inquietante è quello del traffico di virus, fatti entrare in Italia nei modi più diversi e illegali. Le intercettazioni telefoniche dei Nas di Bologna e Roma sono definite allarmanti. Fra i metodi per importare in Italia agenti patogeni, c’era anche quello di nascondere le provette fra i capi di abbigliamento sistemati in valigia: in questo modo, spiegano, «sembrano i kit del piccolo chimico» e non destano sospetti in caso di controlli. Il manager rivela inoltre che i virus non sono stati fatti entrare illegalmente solo in Italia, ma anche in Francia per la realizzazione di vaccini nei laboratori della Merial a Lione. «In Francia comunque non ci sono mai stati problemi per importare i ceppi», dice Candoli, e aggiunge che lì hanno fatto arrivare anche virus esotici. Un altro dirigente dell’azienda spiega al telefono:

«Ascolta Paolo, noi facciamo delle cose, molto più turche nel senso di difficoltà logistica, tu sai che facciamo il Bio Pox con il Brasile per cui figurati se ci fermiamo davanti a un problema che è praticamente un terzo di quello che facciamo con i brasiliani».
Uno dei capitoli più inquietanti dell’inchiesta condotta dai Nas ricostruisce la diffusione dell’allarme sul pericolo di contagio umano per l’aviaria nella primavera 2005. Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l’emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 – scrivono i carabinieri – si potrebbe celare una “strategia globale” ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. Nel dossier investigativo vagliano il ruolo dell’Organizzazione mondiale della sanità, la massima autorità del settore, che in un documento del 2004 raccomandava di fare scorte di Oseltamvir (Tamiflu) prodotto dalla Roche. Dopo un anno anche in Italia cominciano a venire pubblicati articoli sull’epidemia in arrivo, “inevitabile ed imminente”. Si consiglia il vaccino per proteggersi comunque dall’influenza stagionale e l’uso di farmaci antivirali, incluso il Tamiflu, contro l’aviaria: in poco tempo le vendite del prodotto Roche aumentano del 263 per cento.

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Molte delle informazioni allarmistiche – sostengono i carabinieri – sono emerse da un convegno tenuto a Malta nel settembre 2005, sponsorizzato dalle aziende che confezionano vaccini contro l’influenza e farmaci antivirali. Due settimane dopo, c’è una correzione di tiro. L’Istituto Superiore di Sanità afferma che un ceppo virale di H5N1 “che potrebbe scatenare la prossima pandemia influenzale globale mostra di resistere al Tamiflu”, che tanti paesi cominciavano ad accumulare. Ed ecco la svolta, sottolineata da diversi articoli: «Fortunatamente, il ceppo virale non è però risultato resistente all’altro antivirale in commercio, Relenza della Glaxo».

I carabinieri sostengono che l’allarme è stato alimentato nonostante di fatto non stesse accadendo nulla. Anche Candoli al telefono definisce la diffusione delle notizie «una forma di vero e proprio terrorismo informativo» ma poi commenta positivamente la vendita in un solo mese di un milione e mezzo di dosi di vaccino anti-influenza prodotto dalla sua azienda:

«Anche certe industrie farmaceutiche che producono vaccini umani hanno un business mica da noccioline sebbene non ci sia nulla di diverso rispetto a sei mesi, un anno o addirittura cinque mesi anni fa. L’unica cosa di diverso è che adesso stanno ragionando sulla possibilità che vi sia una pandemia, che non è scritta da nessuna parte».
Foto di pixabay.com / Fonte: italiapatriamia.eu


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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutti i responsabili dovrebbero ricevere la pena di morte. In egual misura i politici e i media che difendono questi crimini per i propri interessi in egual misura. Comunque la Lorenzin dovrebbe essere arrestata da subito. Coloro che credono i vaccini sono la popolazione più stupida del pianeta che ci sta trascinando, in modo completo, ad una dittatura senza precedenti.

luigiza ha detto...

Pare ci sia di peggio sui vaccini e sul metodo della loro produzione.
Hanno scoperto tardivamente che nelle cellule animali utilizzate per produrli c'era un retrovirus in grado di inserire nel DNA del vaccinato , una nuova sequenza che é responsabile di malattie degenerative e di tumori.
Non potendo più rimediare hanno preferire tacere.
Guardate questo video con la spiegazione data dalla ricercatrice che scoprì la cosa e si rifiuta di stare agli ordini.

VACCINI, dr.ssa Judy Mikovits: “stanno modificando il Genoma Umano attraverso i Vaccini”

Il titolo sparato é allarmistico, ma non c'è da stare tranquilli fatta pure salva la buona fede degli scienziati che hanno fatto il patatrak.
E comprendo pure il silenzio imposto dai Governi, ma gradirei avere meno Soffiatori di carbone al lavoro col loro metodo di procedere per tentativi ed errori.

Aser ha detto...

IL vostro impegno di scrivere per tenerci informati è lodevole, soprattutto per via di queste notizie scomode.
A me personalmente, dopo aver letto quest'articolo, mi vien da pensare che è un continuo di torte in faccia. Sì perché, se un tempo ridevamo per le comiche mute e gli attori ricoperti di panna adesso invece, quelle medesime torte (news e azioni abberranti) sono avvelenate, gli spettatori hanno nascosto i propri sorrisi dal volto e a ridere sono rimasti i criminali.

Ugo Argenton ha detto...

Come ho appena scritto in una -lettera al giornale- (alto adige)per me stiamo vivendo in un nuovo medio-evo, in cui, al posto della chiesa e i suoi dogmi, c'è big pharma ed lo scienentismo o pseudoscienza coi suoi dogmi d'infallibilità probabilistica. Il tutto condito con linguaggio quasi impenetrabile ai profani, del resto come accade per la finanza.

Anonimo ha detto...

Domani il 20 marzo prossimo la Commissione ENVI (salute pubblica, ambiente e sicurezza alimentare) del Parlamento europeo voterà il PROGETTO DI PROPOSTA DI RISOLUZIONE presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B8- 00000/2017 e B8-0000/2017 a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento sulla riluttanza nei confronti dei vaccini e il calo del tasso di vaccinazione in Europa (2017/2951(RSP).
Altro che abbattere la vergognosa legge Lorenzin…. L’obbligatorietà vaccinale pare un obiettivo comune per tutti i paesi europei

Anonimo ha detto...

firmate per la libertà vaccinale in Europa a q in questo sito


Vaccini Rispettare, promuovere e proteggere la libertà di ... - Change.org
https://www.change.org/.../vaccini-rispettate-promuovete-e-proteggete-la-libertà-al-co...


Anonimo ha detto...

ma sparatevi in testa un bel vaccino cancerogeno, cervelli ipocriti e manipolati. I nostri nonni vivono fino a cento anni, voi vivrete fino a sessanta

Anonimo ha detto...

Sono stati esperimenti, ora hanno tecnologie all'avanguardia come le nanotecnologie per modificarci dna e inoculare malattie

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