11 marzo 2017

LA MENTE E' IN GRADO DI MODIFICARE LA MATERIA!

di Silvia Salese
Qualche anno fa ci siamo imbattuti in uno studio rivoluzionario nato all’Università di Princeton
, che ormai in molti conoscono. Lo studio in sé si presentava come qualcosa di straordinario: l’indagine dell’interazione tra mente e materia e la scoperta dell’anomalia del pensiero, ovvero della sua capacità di modificare il campo di informazioni “materiali”, per così dire, grazie alla sola modulazione dell’intenzione. Vediamo di cosa si tratta.



Ciò che non riusciamo a far rientrare nei canoni che utilizziamo per dare una spiegazione agli eventi, lo definiamo anomalo. Ciò che sfora dalle regole pre-imposte o dalle leggi fisiche conosciute è anomalo, la meccanica quantistica e le sue conseguenze sono fatti anomali, proprio perchè ancora non hanno trovato spiegazioni secondo il metro interpretativo classico a cui siamo tanto affezionati.

Quando la nostra mente non riesce a classificare e poi assimilare, ci troviamo di fronte all’anomalia, alla stranezza. Il peso che questi fatti portano con sé è spesso imbarazzante, perché portano a dover tollerare la presenza di qualcosa di estraneo ai nostri schemi, di qualcosa di sconosciuto e che non si piega alla tendenza di voler capire a tutti i costi (anche a rischio di banalizzare il fatto in questione).

Per questo molte volte questi fatti vengono volutamente ignorati, scartati dalla sfera scientifica e personale: il bagaglio di presupposti ignoti con cui si accompagnano, rischiano di mettere seriamente in discussione le nostre certezze ed abitudini di pensiero, e magari a ventilare l’idea che qualcosa vada cambiato…

Eppure, presto o tardi, ciò che non vuole essere affrontato emerge, con forza sempre più dirompente e in forme che non avremmo mai potuto prevedere. Come nel proprio intimo l’inconscio non ha alcuna intenzione di essere soffocato a vita, la stessa cosa pare che accada nella scienza. Uno dei più grossi sintomi emersi dalla rimozione di alcuni fatti, è il progetto PEAR (Princeton Engineering Anomalies Research – Ricerca Ingegneristica di Princeton sulle Anomalie).

Il programma del Pear, che verrà qui introdotto, è nato nel 1979 ad opera di Robert Jahn, Professore di Fisica Applicata alla Facoltà di Ingegneria e poi Preside all’Università di Princeton. Il suo intento era quello di offrire uno studio scientifico sul ruolo della coscienza umana nell’andamento di alcuni dispositivi ingegneristici.

Per intenderci, lo scopo è stato quello di approfondire più da vicino la questione dell’influenza dell’osservatore nei fatti osservati, vale a dire quanto la coscienza umana intervenga nella realtà circostante. In questo caso, su macchine appositamente costruite per l’esperimento.

Con un metodo scientifico rigoroso, venne analizzato l’effetto della volontà sul comportamento di vari apparecchi ottici, acustici, meccanici ed elettrici, denominati REG, Random Event Generators (generatori di eventi casuali).

Questi REG altro non erano che dispositivi ingegneristici che producono eventi di tipo binario in maniera casuale (0,1,1,0,1,0,0,1.. ) sfruttando una piccolissima onda di elettroni liberi in una giunzione tra semiconduttori. Si tratta del corrispettivo logico di una serie di lanci di moneta, di cui non si può prevedere quando uscirà testa o croce, ma in linea di principio l’andamento: il 50% delle volte uscirà testa e l’altro 50% croce.

Questa interazione fisica tra le particelle microscopiche provvedeva al fatto che la macchina emettesse dunque una serie alternata di impulsi negativi e positivi, particolarmente appropriati per il calcolo statistico. Qualora il numero di elettroni che passavano attraverso la giunzione in una certa frazione di secondo fosse stato superiore alla media, il risultato sarebbe stato 1, in caso contrario, 0. Tale distribuzione tendeva nel complesso ad uniformarsi, e ad ottenere una media tra i due eventi.

I partecipanti all’esperimento venivano fatti sedere a qualche metro di distanza da questi dispositivi, senza avere quindi alcun contatto fisico con essi. Essi dovevano semplicemente “desiderare” di produrre una variazione dalla media probabilistica dei risultati emessi dalle macchine, vale a dire che invece del normale 50% i dispositivi generassero più risultati in favore di 1, o di 0.

Grazie all’introduzione di Brenda Dunne (psicologa) all’esperimento, vennero introdotte delle varianti nell’ambiente e nella modalità standard di condurre le prove. In pratica, all’inizio di ogni fase, l’operatore spingeva un bottone che avviava il REG alla produzione di una tornata di impulsi binari, per l’esattezza 200. Essi viaggiavano alla velocità di 1000 impulsi al secondo, ogni tornata durava quindi un quinto di secondo; in genere venivano richieste 50 prove successive in 5 tempi diversi, per tre fasi; il tempo per ogni esperimento si aggirava intorno alla mezz’ora.

Durante l’emissione degli impulsi, l’operatore avrebbe dovuto mantenere l’intenzione mentale stabilita, e i dati ottenuti venivano poi analizzati grazie al metodo statistico della deviazione cumulativa, che richiede di sommare le deviazione tra il risultato atteso (su 200 prove, all’incirca la metà di uno dei due eventi) e quello effettivamente ottenuto. La media veniva poi visualizzata e tracciata su un grafico, descritto mediante una curva di Gauss.

Da allora la mole di dati esaminati si aggira intorno ai 3 miliardi di bit di informazioni generati da milioni di prove! Gli studi di una raccolta di dati di oltre 12 anni e mezzo, sono stati sommati ed esposti da vari articoli scientifici dei due autori principali, Jahn e Dunne.

I primi risultati vennero esaminati già dopo le prime 250000 prove. Si trattava, in pratica, di confrontare la curva di Gauss standard ottenuta facendo la media degli eventi casuali, con la curva ottenuta negli esperimenti sulla volizione.

Il confronto avveniva dunque tra tre grafici: 1- quello che raffigurava la curva della probabilità, con la media quindi raffigurata dal picco della campana nel centro; 2- quello che raffigurava la somma di tutte le prove in cui gli operatori avevano cercato di influenzare la macchina a generare più eventi 1; 3- quello in cui gli operatori avevano cercato di influenzare la macchina verso gli eventi 0.

In linea di principio quindi, se non ci fosse stata alcuna influenza esterna sull’andamento del REG, i tre grafici avrebbero dovuto equivalersi, e nella loro sovrapposizione, descrivere la stessa curva di Gauss.

Non fu questo che però avvenne, perché già queste prime prove mostrarono che la curva a campana relativa al secondo grafico si era spostata verso la destra della media della probabilità (rispetto quindi al primo grafico), e quella relativa al terzo verso sinistra.

Complessivamente, il 52% di tutte le prove erano state spostate verso la direzione voluta (dato estremamente anomalo in statistica!), e quasi due terzi dei partecipanti riuscirono ad influenzare l’andamento del REG.

Un ulteriore fatto significativo era che, senza un soggetto davanti al macchinario, i risultati rientravano sempre nella norma prevista.

Evidentemente, ci troviamo di fronte ad un fatto che non ha nulla a che fare con la scissione classica tra “oggettivo” e “soggettivo”, in quanto l’evidenza mostra che un fatto mentale ha avuto un’influenza su qualcosa di fisico e tangibile. Ecco perché questi studi sono unici nel loro genere: essi dimostrano con dati statistici e replicabili che i confini tra le due dimensioni non siano così netti.

Non solo. Delle varianti dell’esperimento hanno mostrato che i risultati non erano dipendenti dalla variabile “spazio”, in quanto gli operatori riuscivano a deviare l’andamento dei REG sia che si trovassero di fronte alla macchina che a diversi chilometri di distanza da essa (il che esclude dunque l’esistenza di un mediatore “locale” nelle interazioni).

Inoltre nemmeno il tempo costituiva un problema. In un sottoinsieme di un prove chiamate remote, gli operatori rivolgevano la loro volizione alla macchina in un periodo di tempo che non corrispondeva a quello in cui sarebbero stati generati i dati.

Questi esperimenti, chiamati “off-time”, erano organizzati in un range di tempo che spaziava dalle 73 ore prima alle 336 ore dopo le operazioni della macchina: in pratica, il desiderio di deviare i risultati dalla media, veniva espresso prima o dopo che venisse azionata la macchina. Anche in questo caso i risultati furono molto simili a quelli condotti “on-time”, e quindi ai dati generati in contemporanea alla volizione.

Il progetto PEAR, con un metodo rigoroso e con dati empirici replicabili, ha dato dunque alla luce risultati completamente assurdi qualora si permanga in una visione dualistica di pensiero e materia, e nell’idea di una descrizione obiettiva della natura.

Gli autori stessi riferiscono che i loro studi si rivelano appropriati solo in un corpus teorico che prenda in considerazione l’osservatore nel processo di conoscenza (e in questo caso, anche di azione), in accordo con l’interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica, che include esplicitamente la coscienza nel suo formalismo teorico.

Il sistema percettore/percepito appare anche qui legato da un complesso rapporto che vede entrambi gli elementi compenetrati: i risultati della PEAR rivelano proprio tale legame, pur in modo minimo (le deviazioni dalla media osservate sono nel complesso piccole); questo può portare a pensare che qualsiasi cosa che chiamiamo “casuale”, in ogni contesto, derivi da complessi intrecci di informazione tra i quali si iscrive la risonanza e l’intenzione della coscienza rispetto al sistema o al processo in questione.

A ben vedere, la prospettiva che ne emerge non è per nulla dissimile a quella promossa dalla teoria dei sistemi e dalla teoria della complessità, per la quale il disordine non è nient’altro che un ordine che noi non arriviamo a comprendere.

Il modello dell’universo che può venire in mente, in via del tutto intuitiva, rende pensabili altrettanti concetti come libero arbitrio, ordine implicito, o sincronicità.

La non distinzione tra mondo mentale e materiale, mette in primo piano, ancora una volta, il concetto di informazione, unico principio comune a tutte queste “stranezze”. Probabilmente, non siamo che all’inizio.


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6 commenti:

panzericlaude ha detto...

l'intera Creazione è opera della coscienza. E non l'incontrario. Prima c'è stato la Coscienza, di Dio se si vuole nominare cosi, che ha creato la materia.
La storiella del big bang è fondata solamente sul capovolgimento del movimento di allontanamento delle galassie le une dalle altre osservato da Edwin Hubble, un pugile e atleta amatore di astronomia nel 1929. E solamente una estrapolazione di una osservazione, una ipotesi, niente altro!
A seconda questo "modello ipotetico", tutta la materia dell'universo sarebbe stata confinata in un punto più piccolo della punta di un ago e poi ci sarebbe stato una immensa esplosione dovuta al calore e la pressione, un big bang a punto. Le leggi della fisica perdono totalmente piede, non hanno nessun valore per spiegare ciò che è avvenuto. Questo, la fisica lo ammette.
Pure risalendo a pochi miliardesimi di secondo dopo questo ipotetico evento non si può in nessun caso affermare cosa o chi avrebbe scatenato questa esplosione, ne perche dovrebbe esserci stato calore e pressione e da dove veniva la materia dell'universo. Si ipotizza, ancora.., che cosi tanta materia confinata in un posto cosi piccolo avrebbe creato cosi tanto calore da far esplodere il tutto. Ma non c'è nessuna prova che le cose siano andato cosi e non c'è ne saranno mai perche tentare di spiegare la Creazione con la fisica è un metodo errato.
Vano tentativo dell'uomo a voler spiegare il Creato negando il Creatore.
Chi è che controlla la scienza e non vuole accettare l'inconfutabile Opera di Dio? Chi ci vuole far credere che la Creazione è avvenuta per caso e perche?
Quando ci sono delle creature in una creazione c'è un Creatore. Questa evidenza non è una ipotesi e non essere può rimessa in causa.

Ora, fronteggiare il fatto che l'intera concezione scientifica della cosmogonia del creato sia manipolata per negare Dio e per impedirci di capire la Creazione è angosciante, certamente, ma non per tutti. Sicuramente scattenerà l'ira vendicativa di tanti. Ma in tanto, la metafisica dimostra con un ragionamento iper razionale senza ipotesi ma invece inconfutabile costatazioni logiche che il big bang è una teoria sbagliata.

Altra ipotesi non comprovata dalla scienza ufficiale che tende troppo spesso a ritenere solo altre ipotesi che confermano un modello iniziale e scansare quelle che lo contraddicono.

Un troll ignorante quanto aggressivo ha tassato Leon Raoul Hatem ed il suo figlio Frank Hatem di orologiai, ma hanno invece dimostrato nelle loro opere ciò che sto solamente e molto parzialmente riassumendo. Piuttosto che insultarmi, informatevi.

Dunque si, la coscienza può trasformare la materia! Ciao!

Anonimo ha detto...

ma Panzeri, non eri tu quello sempre calmo e tranquillo, che non offende mai nessuno e a cui non interessa ciò che pensano gli altri?
Invece dai dell'ignorante troll a chi capita, così, perchè ti urta e quindi devi scriverlo.
Davvero equilibrato, solo che il problema è che l'ignorante sei tu.
Approposito Hubble chi era??? UN PUGILE AMATORE DI ASTRONOMIA??????
TU SEI PROPRIO STUPIDO!
Studio all'università di chicago matematica e fisica, si diplomo e poi prese la laurea ad oxford in legge.
Continuò a dedicarsi all'astronomia all'università di chicago dove conseguì il DOTTORATO nel 1917.
HUBBLE lavorò come astronomo per tutta la sua vita all'osservatorio do Monte Wilson.
E' noto principalmente assieme a humason per la legge di hubble, la cui interpretazione è coerente con le soluzioni di friedman(fisico e matematico al pari di Einstein) e Lamaitre sulla equazione di Einstein per lo spaziotempo omogeneo isotropo e in espansione.
Nel 1940 ricevette un premio dalla Royal astronomical society per le sue scoperte cosmologiche, il telescopio Hubble è stato chiamato così in suo onere e gli è stato dedicato anche un cratere lunare....E TU LO CHIAMI PUGILE E AMATORE???CONSEGUI' IL DOTTORATO IN ASTRONOMIA E TU LO CHIAMI AMATORE???? Chi è il trollone bastardo ignorante? MI SA CHE LO SEI TU.

Praticamente Panzeri sminuisce hubble dandogli del pugile e dice che le teorie delle leggi fisiche di einstein e della relatività(compreso l'allontanamento delle galassie) è una cazzata, la verità è che è stato DIO!
Ottimo panzeri, neanche il mio prete di paese arriva a tanto!
Per te è più reale che un "dio"(com'è fatto? ha la barba? la tunica? è un puntino? un fasco di luce? si rade la barba la mattina? dorme la notte? ahahahah) abbia creato il tutto? magari prendendo un pezzeto la e qua e disegnando l'uomo su un fazzoletto divino hihihi, che una LEGGE EMPIRICA(cioè risultata da una OSSERVAZIONE DIRETTA, cioè che osservava le galassie allontanarsi, DIMOSTRATO CON I FATTI) dove dimostra che l'universo è in espansione, tutt'ora le osservazioni portano alla conclusione di un universo in espansione!
Magari in futuro qualcuno scoprirà altro, ma dire che è più vero e tangibile che un "dio" ha creato tutto nel tempo zero, rispetto ad qualsiasi altra ipotesi è da stupidi quale tu sei!
Tu appoggi qualcosa di completamente inventato, parlando male di scienziati che con dati in mano dicono cose ben più dimostrabili!
SEI UN SACERDOTE DI QUALCHE STUPIDA SETTA Panzeri?

Ti ripeto che la metafisica parte da ipotesi assurde per avere conclusione altrettanto assurde con pensieri astrusi, questa è la metafisica e lo dicono i metafisici e se vai a leggere wikipedia dice la stessa cosa, non i troll!

quindi per te un ragionamento astruso, che non appoggia all'esperienza e parte da ipotesi assurde è più VERA di un esperimento con risultati tangibili derivati da osservazione e esperienza?
SEI UNO SCIOCCO.

La tua conclusione è altrettanto stupida...la coscienza modifica la materia!

Purtroppo la verità è completamente il contrario di ciò che tu e quell'altro matto di RNH professate, alla luce del fatto che tu appoggi cose inventate e io invece cose DIMOSTRATE...ben diverso caro fesso.

Buona domenica e mi raccomando, mangia "luce" che fa bene e salutami dio il creatore(dato che è più vero probabilmente ci giochi a tressette il sabato sera...salutamelo ahahahah).

Anonimo ha detto...

https://it.wikipedia.org/wiki/Edwin_Hubble
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Hubble
Sono due voci di wikipedia che non puoi capire affondo(le capirebbe anche un bambino, ma il tuo QI non può permettertelo), ma se ti impegni un pochino forse ci arrivi :).
Ovviamente, come ogni legge fisica, ha le sue discrepanze, pronte ad essere riformulate dal prossimo scienziato che riallaccerà le teorie...come è stato sempre fatto dall'uomo!

Se vivi in una società così moderna e piena di scoperte REALI E TANGIBILI(non metafisiche, la metafisica non scopre nulla), lo devi alle scoperte scientifiche e non a DIO!(Questo non vuol dire accettare questo mondo composto da scellerati,approfittatori e distruttori).

La mattina quando accendi la luce della camera ringrazia le teorie elettromagnetiche di scienziati illustri del passato e non DIO!

Sei tu il TROLL PANZERI!

Farouq ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Farouq ha detto...

Ogni abitante del pineta ha avuto origine da un seme invisibile ad occhio nudo, questi semi dell'intera popolazione mondiale possono essere contenuti in una piccola provetta e guarda quanti danni fanno

Anonimo ha detto...

panzeri tu ti droghi secondo il mio modesto parere.Ma che diavolo hai scritto?Sono frasi senza un senso, inventate di sana pianta.
Tu non stai bene, ti sei inventato Hubble pugile, dici che la metafisica dimostra con ragionamento e con constatazioni logiche, quando invece la metafisica da spiegazioni, prescindendo dall'esperienza e da qualsiasi dato, con procedimenti astrusi e questo lo dicono le enciclopedia e gli stessi filosofi metafisici mica io.
Dici che la teoria del big bang e le scoperte scientifiche sono frottole(eppure tu oggi fai la tua vita grazie alle scoperte scientifiche) e ipotesi, invece l'esistenza di dio e del creatore non sono ipotesi(la più grande stupidaggine del secolo).
Se sono ipotesi quelle scientifiche espresse e dimostrate con numeri, allora cosa sono le tue storie sul dio creatore? Dove stanno le prove? portami dei dati!
Purtroppo non ne hai, tranne le idee che la tua mente genera senza una logica...proprio come la metafisica che tu adori.
Ti consiglio di studiare davvero cos'è la metafisica e di non inventarti tutto solo perchè te lo dice il tuo cervello :D.

PS: chiunque legga le tue spiegazioni non può che pensare che qualche problemino lo hai, ma tu credi di essere venerato e appoggiato da chiunque, non credi di essere un pò troppo egocentrico? ahahaha

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