31 luglio 2016

I VACCINI in mano A DEI PAZZI!


Un mio vecchio insegnante di storia ci raccontava dell’indispensabilità delle guerre. A suo parere o, almeno, a quanto ci diceva, il mondo ha bisogno di essere ripulito periodicamente e di ripartire daccapo, e le guerre sarebbero meglio delle epidemie. Meglio perché, a parità di morti, non è raro che la guerra porti ad un cambiamento di regime politico, il che equivale ad uno svecchiamento e all’annientamento di cancrene inveterate di corruzione.

L’opinabilità della tesi è indiscutibile, ma forse qualche traccia di cruda verità esiste.

In questo momento il Pianeta è teatro di diverse decine di guerre, molte delle quali ignote ai più perché non interessanti dal punto di vista dei quattrini e del potere di chi munge, ma nessuna di quelle guerre è abbastanza efficiente per mettere in atto il repulisti non ricordo se auspicato o solo teorizzato a mo’ d’informazione dal mio antico professore. Che la nostra società globalizzata sia pesantemente affetta da patologie psichiatriche, però, è fuori discussione, e ciò che continua a riempire i notiziari ne è una testimonianza.

Una frazione degli psicopatici appartenenti alla specie dell’Homo sapiens, cioè ai primati della famiglia degli ominidi di cui facciamo zoologicamente parte, pare proporsi di cambiare il mondo in un senso che, personalmente, fatico a comprendere.

Ma ancora più difficoltà di comprensione ho quando m’imbatto nella strage di massa perpetrata per motivi sostenuti non da una più o meno discutibile visione della religione e, dunque, al di fuori delle capacità umane di raziocinio, ma da un concetto di scienza che non può altro se non destare perplessità.

Per quanto ne sappiamo, l’Uomo è il solo animale capace di evoluzione scientifica e la scienza si basa su dimostrazioni sorrette dalla logica e confermate dall’esperienza. Dunque, gradino dopo gradino, l’Homo sapiens accresce la sua sapienza.

Ma l’Homo sapiens è animale di estrema complessità, oltre che biologica, psicologica, e, disponendo di conoscenze ormai vastissime, tanto che nessun cervello è capace di contenerne altro che una frazione infinitesima, sceglie di volta in volta dove porre la sua attenzione e come fare una classifica delle priorità. È così che quel surrogato della ricchezza che è il denaro, un’invenzione tutto sommato recentissima che ci differenzia ancora di più dalle altre innumerevoli creature nostre coinquiline, è capace di soffocare o di stravolgere la scienza. A questo si aggiunge l’ansia di accedere all’orgasmo cronico del potere.

Da scienziato di professione, piccolo o meno piccolo non fa differenza, sono cresciuto nella religione della scienza: due dimensioni e due parti della mente umana che da qualche anno mi accorgo essere scientificamente incompatibili.

Le prime volte in cui mi capitò d’incrociarmi con degli accademici che arrivavano a sostenere la bizzarria di un inceneritore di rifiuti da cui esce aria di montagna non riuscivo a capacitarmi di come, usciti dall’aula di lezione, questi avessero la faccia di bronzo di smentire ciò che avevano appena insegnato. Poi, con grande tristezza, mi resi conto che si trattava solo di personaggi talmente disonesti da vendere ai loro corruttori ciò che non avevano: la dignità. Insomma truffatori due volte.

Ora, però, da qualche anno vedo di molto peggio, tanto che quei professori diventano classificabili come poco più che vivaci monelli.

Premessa indispensabile a ciò che scriverò: io sono cresciuto nell’assoluta convinzione che i vaccini fossero i potenziali salvatori del mondo, che fossero l’invenzione che aveva debellato epidemie devastanti, che fossero quanto di più sano e salvifico si possa pensare.

Così, una dozzina di anni fa faticai molto a credere alle analisi che facevamo noi stessi in laboratorio: tutti i campioni di vaccini che analizzavamo erano inquinati da pezzi di materia solida, inorganica, totalmente incompatibile con l’organismo umano. Quelle analisi le ripetemmo infinite volte, confrontandole con quello che si chiama “bianco”, vale a dire qualcosa che è simile al campione senza essere il campione stesso, e, ad ogni osservazione, arrivava la conferma.

In questo momento di vaccini ne abbiamo analizzati tanti e le conferme sono arrivate puntuali: i nostri erano tutti inquinati. Tutti con un’eccezione: l’unico vaccino per veterinaria analizzato. Quello era pulito.

Insomma, l’idea del vaccino sta uscendo dal dogma e da qualche tempo le persone di cultura assumono atteggiamenti sempre più critici nei suoi riguardi: quei prodotti possono essere “sporchi”; sono somministrati senza controllare se il soggetto sia già naturalmente immune dalla malattia (noi siamo naturalmente immuni da milioni di patologie potenziali) né se sia allergico ad uno o più dei componenti; e nemmeno ci si ferma se la malattia è di fatto scomparsa, un po’ come si fa per i pesticidi con cui s’irrorano in abbondanza colture agricole dove il parassita non esiste. Tutto questo stride con la scienza e con la Medicina, che scienza non è ma che della scienza usa (dovrebbe usare) i risultati.

Il business cala con tutto ciò che al business ruota intorno e, allora, subentra la violenza. Si è cominciato con l’invenzione del “gregge”: ci vacciniamo tutti cosicché i pochissimi che non possono essere vaccinati perché non ne uscirebbero vivi non siano infettati dagli altri. Bello: peccato che sia una bufala ingenua anche se quanto mai funzionale allo scopo. Prescindendo dai risultati di nazioni dove la pratica vaccinale è meno diffusa di quel 95% di copertura che non ha il minimo riscontro al di fuori di affermazioni gratuite ripetute come un mantra e dove non succede assolutamente niente (vedi, tra i tanti, l’Austria), invito a considerare alcuni punti essenziali. Nessun vaccino, così come nessun farmaco, è efficace nella totalità dei soggetti. Quindi, una parte dei vaccinati non ottiene protezione, e, se qualcuno ne vuole una dimostrazione tangibile, dia un’occhiata a chi si ammala della malattia (esempio tra gli altri la meningite C) contro cui è vaccinato. Nessun vaccino, anche nel caso in cui abbia efficacia, offre una protezione assoluta. Nessun vaccino, anche quando funziona, offre una protezione che supera qualche anno. Dunque, sarebbe indispensabile rivaccinare periodicamente tutti i soggetti, accertandosi poi che ne abbiano ricavato l’effetto promesso, cosa che non ci si sogna nemmeno di fare. E allora, anche solo tenendo conto di questi pochi dati di cui non si vuole discutere reagendo con l’ormai solida arroganza se si solleva l’argomento, è evidente che l’effetto gregge è una chimera esattamente come sono le promesse della pubblicità ingannevole.

A dispetto della pubblicità ingannevole, però, seppur di poco, le vaccinazioni calano ancora. Così, che fare? Le imponiamo con la violenza. Per esempio, diamo ad intendere che la vaccinazione esavalente è obbligatoria (e nessun giudice interviene su questo squallido abuso). Se ci troviamo di fronte qualcuno sufficientemente timido, gli raccontiamo che, se non vaccina il figlio, perderà la patria potestà. E, ancora di poco, le vaccinazioni calano. Restano i medici, quei pochi che ancora ragionano “in scienza e coscienza”: se quelli esprimeranno dubbi sui vaccini, cacciamoli fuori dalla professione! E i medici in massa, quelli che non si nascondono come carbonari, che cosa fanno? Si prostrano a pantaloni calati e applaudono alla perdita della loro indipendenza intellettuale.

Io non posso essere cacciato da niente e da tempo continuo a vedere soggetti devastati dai vaccini, ma questi sono dei desaparecidos di cui non si deve parlare, quando non sono “dei caduti di una guerra giusta” come ebbe a dire un mascalzone in camice bianco.

Domanda ovvia: le cosiddette “autorità” e i produttori sanno dei guai potenzialmente provocabili dai vaccini? Risposta: ovviamente sì, tanto che le case farmaceutiche sono di fatto riuscite ad essere esentate dai legislatori da responsabilità. In cambio di che non saprei dire, ma nessuno regala niente.

Se ci può consolare, però, mal comune, mezzo gaudio. È vero che nessuno dei paesi in cui, in qualche modo, vige un obbligo vaccinale, anche quando si tratta di territori di fatto sovrapponibili, i vaccini sono gli stessi, e questo ad ennesima dimostrazione che quegli obblighi sono dettati esclusivamente da “convinzioni” locali che, dunque, non hanno nulla a che vedere con un’obiettività medica, però l’idea del vaccino da somministrare comunque, indipendentemente dalla patologia che si vuole combattere, non conosce confini. Chi legge l’inglese si diverta con http://yournewswire.com/australia-to-forcibly-vaccinate-citizens-via-chemtrails/. In breve, da anni ci sono tutti i permessi burocratici per far piovere vaccini dal cielo e, dunque, non si scappa. Va da sé, come sempre, che, se ci saranno dei morti, li seppelliremo. In fondo, business is business e, come ebbe saggiamente a dire un burocrate qualche anno fa, di qualcosa si deve pur morire.

La mia opinione, un’opinione abbondantemente confortata da fatti che nessuno ha mai contestato con dati propri come devono fare gli scienziati, limitandosi alle esternazioni becere classiche dei ciarlatani, è che con i farmaci non si gioca. I vaccini vanno usati con coscienza e con criterio, il che significa farlo solo in caso di reale necessità, consci di tutti i loro tanti limiti e previa osservanza meticolosa di tutte le precauzioni che i bugiardini stessi riportano e che nessuno, medici in testa, rispetta. E, soprattutto, i vaccini devono essere sperimentati (cosa che ora è lontanissima da essere), puliti e controllati sul serio. Fuori di questo, non è più Medicina ma è qualcosa che ognuno dei miei pur pochi lettori qualifichi.

Un paio di giorni fa un quotidiano nazionale ebbe a definirmi “vicino agli anti-vax”. Curioso che chi, fornendo i risultati che è capace di fornire, vuole la chiarezza necessaria per salvare un’invenzione farmacologica brillante sia un “anti”. Ma, forse, questo dice molte cose.

“L’Uomo è l’unico animale che si estingue volontariamente” (Danilo Mainardi).

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Sul blog di questo signore che ha scritto l'articolo si dice(nei commenti) che,praticamente l'autore tira fuori bufale e minchiate varie,quindi prendetelo con le pinze e poi,uno che afferma che c'è una piccola cruda verità nel dire che ogni tanto ci vuole una guerra per fare un ripulisti,beh,non mi da nessunissima fiducia e che si vergogni!dice pure che l'uomo è un animale evoluto!(teoria Darwiniana)l'uomo non è un animale ma lo insegnano per degradarlo e abrutirlo e poveraccio chi ci crede!L'ANIMALE NON PUO' AMARE NON PUO' PREGARE E NON PUò CREARE OPERE D'ARTE e un "animale evoluto"non esiste!!!!!

Piero Falsarella ha detto...

Ma che poi..come petete pensare che usa si fanno portare via le basi in questo modo? Sono molto alleati e visti i casini in questo modo gli usa provano a togliersi come al solito certe responsabilita'. Come si puo' credere a certe notizie?

Anonimo ha detto...

Eh invece si, l'uomo è un animale evoluto, senza virgolette!

Anonimo ha detto...

Troll ...sento puzza....Noi siamo peggio degli animali....cari signori...ed è tutto vero ...ci ammazzano a vicenda per nulla...quando potremmo prosperare....metterò il commento come anonimo per non farmi rompere i coglioni dai soliti troll...ciao ciao.

Anonimo ha detto...

17:59 prima però impara l'ortografia italiana, i puntini di sospensione non si usano a mò di virgole, punti e altri!Non ci si capisce una mazza, e come leggere un commento senza punteggiatura!Che asino che sei.

Anonimo ha detto...

Sarò un asino ma la verità l'ho detta caro sapientone.
Lo so brucia ....ma è così non siamo tutti stupidi.

Anonimo ha detto...

...è come leggere un commento senza punteggiatura (con l'accento sulla e).Poi da dell' asino agli altri l'ingegnere SUPER ASINO! Palloni gonfiati che stanno continuamente a fare le pulci agli altri quando anche loro stessi fanno clamorosi errori di scrittura che neanche un bambino dell' asilo farebbe!

L'ORIGINE OCCULTA DELLA CRISI ECONOMICA CHE NESSUNO VEDE...(VIDEO)