24 maggio 2016

Questa non è una crisi economica, ma un piano di sterminio!!!


La crisi che uccide più di una guerra mondiale, la strategia delle banche per suicidarci tutti.

Questa non è una crisi economica, ma è uno strumento, un processo voluto e pianificato per arrivare a sostituire la zootecnia alla politica, ossia per poter governare la popolazione terrestre con la padronanza e prevedibilità con cui si governa il bestiame nella stalla o i polli in batteria. E per arrivarci con la collaborazione della gente, facendole credere che le riforme siano tutte scelte scientifiche razionali e magari anche democratiche (l’aspetto didattico-ideologico, la dottrina dei mercati sani e disciplinanti). Questo processo è stato avviato dalla metà degli anni ’70, mediante una serie di precise scelte: un preciso modello economico, una serie di riforme legislative, di lungo respiro (soprattutto la deregolamentazione del settore bancario, l’indipendenza delle banche centrali, la privatizzazione del rifinanziamento del debito pubblico), che si sapeva benissimo che cosa avrebbero prodotto, ossia una società e un’economia reale permanentemente in balia dei mercati e ricattabili dagli speculatori finanziari. Una crescente concentrazione di quote di reddito, quote di ricchezza, quote di potere, nelle mani dei pochi che decidono.

Tutti gli altri soggetti (cioè Stati, imprese, famiglie, pensionati, disoccupati…) permanentemente con l’acqua alla gola, impoveriti, costretti ad obbedire, ad accettare, come condizione per una boccata d’aria o di quantitative easing, dosi ulteriori di quelle medesime riforme. Dosi ulteriori di concentrazione di ricchezza e potenza, di oligarchia tecnocratica irresponsabile e senza partecipazione dal basso, senza controllo democratico. Senza garanzie costituzionali. Era tutto intenzionale. Infatti, nessuno dei meccanismi finanziari che hanno prodotto e mantengono l’apparente crisi è stato rimosso, dopo, visti i danni che faceva, nemmeno la possibilità per le banche di giocare in Borsa coi soldi dei risparmiatori. Anche l’euro si sapeva benissimo che cosa avrebbe prodotto, in base a ripetute esperienze precedenti con il blocco dei cambi tra paesi economicamente dissimili.

Tutto questo non è un incidente, una crisi, un cigno nero, bensì un’operazione di potenziamento e razionalizzazione tecnologica del controllo sociale; non mira banalmente al profitto economico, il quale ormai è un concetto superato da quando la ricchezza si produce con metodi contabili ed elettronici nel gioco di sponda tra banche e governi, che possono creare tanto denaro quanto vogliono. Mira all’ottimizzazione tecnologica e giuridica del dominio sociale. Non è una crisi, e soprattutto non è una crisi economica, signori economisti; sicché affannarsi a proporre ingegnose soluzioni sul piano economico e monetario è incongruo, improduttivo. Non è qualcosa di accidentale, non si sta cercando di uscirne, è un processo guidato verso un obiettivo preciso e già ampiamente conseguito, un processo a cui nessuna forza politica o morale può opporsi efficacemente, dati i rapporti di forza, e l’unica speranza sta nella possibilità che esso sfugga di mano ai suoi strateghi e ingegneri, per la sua stessa complessità e dinamicità.

La fascistoide riforma costituzionale ed elettorale di Renzi – diciamo di Renzi, ma sappiamo che le riforme strutturali in Italia le detta Francoforte, nell’interesse di padroni stranieri, e che da qualche tempo i primi ministri italiani agiscono su suo mandato – è un tassello italiano di questa strategia zootecnica, disegnato per consentire la gestione dell’intero paese attraverso un’unica persona, un unico organo istituzionale, il primo ministro, che assommerà in sé i poteri politici senza contrappesi e controlli indipendenti. I tempi forzati in cui detta riforma deve venire attuata sono verosimilmente in relazione al tempo per cui la situazione italiana può reggere, prima che vengano meno le condizioni esterne molto favorevoli oggi presenti, prima che arrivino pesanti scadenze finanziarie, prima che si dissolva l’impressione popolare di incipiente ripresa e che si renda necessario imporre nuovi e impopolari sacrifici.

Quando ciò avverrà, si scateneranno forti tensioni sociali e si calcola di poterle reprimere e contenere grazie a una riforma costituzionale di tipo autoritario. Renzi non è un dittatore, è solo un esecutore teleguidato, costruito col marketing. Ma sta preparando il posto di comando per il dittatore che verrà dopo di lui. Ecco il perché della fiducia posta dal governo sull’Italicum, una riforma elettorale che andrà in vigore nel 2016, sicché non ci dovrebbe essere fretta ad approvarla; ma in realtà c’è molta fretta, perché proprio nel 2016 finirà il quantitative easing assieme agli effetti benefici della svalutazione dell’euro, e allora il quadro potrebbe saltare, bisogna avere tutto pronto.

Per rispettare questi tempi, e a conferma del fatto che il suo governo come i precedenti rappresenta l’alleanza (asimmetrica) tra gli interessi della casta italiana e quelli del padrone straniero, il governo Renzi deve mantenere l’appoggio degli interessi parassitari legati alla politica e necessari per avere i voti in parlamento, il che spiega perché non ha toccato i centri di spreco e ruberie come le famose società partecipate e non ha proceduto alla spending review, quantunque queste siano vere urgenze. Se l’avesse fatto, la sua maggioranza si sarebbe squagliata subito. Invece il 29 e 30 aprile ben due terzi dai suoi apparenti oppositori interni gli hanno votato la fiducia sulla legge elettorale. Funziona sempre, questa irresistibile attrazione delle poltrone che resteranno a galla quando il paese affonderà. (fonte)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Fino a quando ragazzi di 20-25 anni, se non più vecchi, saranno mantenuti dai genitori, non ci sarà nessuna crisi! Ma quale crisi? Quando non c'erano i soldi per comperare da mangiare c'era la crisi. Questa non è una crisi, è una buffonata colossale!!!

Roberto Corradini ha detto...

ma ti droghi pesantemente se non vedi la realtà dei fatti caro buffone !.. e tu vorresti farmi credere che grazie all euro stai meglio? Grazie alla merda che c'é in parlamento lo consideri giusto e legittimo per far gli interessi delle banche? Ti sembra giusto se tuo nonno che ha lavorato 50 anni prende 634 euro di pensione? Ti sembra coerente eliminare la costituzione italiana perché i banchieri la considerano troppo socialista perché difende i lavoratori dal tempo della guerra?.. ti sembra normale la gente che ruba e ammazza in sto cazzo di mondo solo per fare soldi.. o affari come dicono i burattini in cravatta?.... Forse sei anche tu uno di quelli illusi che pur di non guardare la realtà sa solo commentare un cazzo di articolo... prima o poi aprirai anche tu gli occhi! Se no piegati a 90 prima o poi lo sentirai nel culo!.

Anonimo ha detto...

Cambiano pelle e nome si camuffano anche da gente progressista o di sinistra ma sono i soliti nazisti di sempre.

Anonimo ha detto...

La crisi consiste anche nel fatto che c'è gente che al giorno d'oggi, dice stronzate come le tue!secondo te i ragazzi sono contenti di stare a casa con i genitori???conosco un bravissimo ragazzo che ha sempre lavorato ma nessuno gli ha fatto ancora uno straccio di contratto che gli consentisse di andarsene in affitto e lo stipendio che gli danno(i cazzo di stipendi che danno oggi)non gli consentono di fare quasi nulla....oggi è sull'orlo del suicidio e tu sicuramente o sei impaccato di soldi o ciai avuto un tale culo nella vita che ora ti permetti di smerdare i giovani d'oggi che sono solo da compatire.Spero che abbiano tutti il coraggio di cercare lavoro all'estero,con stipendi adeguati e contratti a tempo indeterminato!ah!forse ho capito che intendevi dire!tu pensi che "crisi" significhi morire di fame....ho capito. SEI IGNORANTE.

Anonimo ha detto...

Io però conosco anche ragazzi giovani senza titoli di studio che piuttosto di andare in fabbrica a fare i turni si fanno mantenere dai genitori... altri che piuttosto di andare nei campi si fanno mantenere... e non gli manca nulla, sia ben chiaro! Auto e spese auto (pagate dai genitori), cellulare super tecnologico (pagato dai genitori), discoteca al sabato (pagata dai genitori), "vacanze" al mare (pagate dai genitori). Il problema è che LA MAGGIOR PARTE NON ha voglia di studiare e NON ha voglia di lavorare! Buona pensione a tutti!

Anonimo ha detto...

i due anonimi '24 maggio 2016 12:45' e '25 maggio 2016 13:15' dico in parte il vero, molti giovani sono stati rovinati dai loro stessi genitori, ma che le cose in genre non vanno bene è vero. Diciamo che la situazione è più complessa di quello che sembra.

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