29 maggio 2016

LA RIVOLUZIONE AGRICOLA DELLA RUSSIA CHE PUÒ CAMBIARE IL MONDO


Russia sta dando un’enorme colpo di mano all’industria agricola statunitense che cerca il predominio del commercio mondiale degli alimenti.

In un recente discorso, il presidente Vladimir Putin ha annunciato che l’obiettivo nazionale della Russia è quello di diventare autosufficiente in materia di alimento per l’anno 2020.

E ciò che risalta di più:

Putin pretende di convertire la Russia nel maggior esportatore mondiale di alimenti organici non transgenici dell’industria dell’alimentazione.

In occidente si ha l’immagine superficiale di una Russia che è dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas come l’Arabia Saudita o il Qatar.

Eppure passa inosservata la significativa trasformazione che oggi è in atto nell’agricoltura russa e l’enorme impatto che questo può avere in tutto il mondo.




Oggi, dopo meno di un anno e mezzo dopo la decisione di proibire le principali importazioni agricole dalla Unione Europea verso la Russia, come rappresaglia per le sanzioni imposte dalla UE contro la Russia, la produzione agricola interna della stessa sta sperimentando una rinascita notevole e in alcuni casi anche una nascita.

In termini di dollari, le esportazioni russe dei prodotti agricoli, sono superiori a quelle delle armi ed equivalgono a un terzo dei benefici derivanti dall’esportazione di gas. E’ da prendere molto in considerazione.

Il presidente Putin ha detto ai membri riuniti in Parlamento nel suo discorso sullo stato della nazione russa tenuto nel mese di dicembre, che:

“Il nostro settore dell’agricoltura è un esempio positivo.

Da un decennio importiamo quasi la metà dei nostri prodotti alimentari e dipendiamo in maniera critica dalle importazioni. Adesso però la Russia è entrato nel gruppo degli esportatori.

L’anno scorso le esportazioni della Russia sono salite a quasi 20.000 milioni di dollari.

Questo corrisponde a un quarto in più delle nostre entrate derivanti dalla vendita di armi e a circa un terzo delle entrate derivanti dalle esportazioni di gas. La nostra agricoltura ha fatto un balzo in un periodo breve ma produttivo.

Molti ringraziamenti ai nostri residenti delle zone rurali.



Credo si debba stabilire un obiettivo nazionale, fornire appieno il nostro mercato interno con alimenti prodotti nel paese per l’anno 2020.

Siamo capaci di alimentarci da soli e questo è importante, inoltre abbiamo tutte le risorse idriche.

La Russia può trasformarsi in uno dei maggiori produttori mondiali di alimenti di qualità, sani e puliti, ecologicamente parlando, alimenti che alcune industrie occidentali hanno smesso di produrre da molto tempo nonostante la domanda mondiale di questi prodotti continui a crescere“.

Come misura addizionale, il presidente Putin ha chiesto alla Duma di promulgare misure per iniziare a usare milioni di ettari di terra coltivabile che fino ad ora sono rimaste inattive:

“E’ necessario utilizzare milioni di ettari di terra coltivabile che aspettano.”

Appartengono ai grandi proprietari terrieri, molti dei quali non sono interessati all’agricoltura. Per quanti anni ne abbiamo parlato? Eppure le cose non sono cambiate.

Suggerisco di requisire le terre agricole di quei proprietari che le utilizzano male e di venderle all’asta a coloro che possono e vogliono coltivare la terra“.



LA GRANDE SVOLTA DELL’AGRICOLTURA RUSSA

Nella prima presidenza di Vladimir Putin, la Russia dell’anno 2000 iniziò a trasformare la sua produzione agricola.

Durante i disastrosi anni di Yeltsin nella decade 1990, la Russia importò gran parte degli alimenti di cui aveva bisogno, in parte dovuto al credere erroneamente che tutto era “Made in America” o che proveniva dall’Occidente era migliore.

La Russia importò prodotti insipidi che provenivano dagli allevamenti di pollame seriali degli Stati Uniti invece di promuovere i propri polli allevati a terra e con alimentazione naturale di qualità migliore.

Il paese importò anche insipidi pomodori colorati artificialmente che provenivano dalla Spagna e dall’Olanda, invece dei deliziosi e succulenti pomodori organici del proprio raccolto.

Chi ha provato tutti e due saprà che non c’è paragone.

Il cibo organico russo supera i prodotti agricoli industriali occidentali, adulterati in maniera disonesta e etichettati erroneamente come “alimento”.



Quello che i Russi non hanno compreso dell’era di Yeltsin è stato che la qualità degli alimenti occidentali è diminuita drasticamente con l’introduzione “dell’agricoltura di affari” nordamericani e delle sue fabbriche di alimenti condotta nella decade degli anni ’70.

La UE ha fatto lo stesso con la sua imitazione dei metodi industriali degli Stati Uniti anche se non arrivò agli estremi raggiunti dai Nordamericani.

Inoltre, l’uso intensivo dei fertilizzanti chimici, erbicidi, pesticidi, antibiotici che passano dagli animali al terreno coltivato hanno portato ad un esaurimento drammatico dei microorganismi essenziali in sempre più suoli agricoli dell’America e dell’Unione Europea.

E sfortunatamente lo stesso sta accadendo in Cina secondo quanto riportano gli agronomi ben informati.


Negli Stati Uniti, alla fine del 2015, il Congresso abrogò una legge per l’etichettatura della carne utilizzata da molti anni, la legge Country-of-Origin Labeling (COOL), che obbligava i rivenditori a indicare esplicitamente il paese di origine di tutte le carni rosse.

Ormai non è più richiesto che i pacchi di carne di vitello e di maiale abbiano l’etichetta su cui si indicano la provenienza dell’animale.

L’industria agraria americana ha fatto pressione affinché il cambiamento permettesse l’importazione di carne dalla dubbia qualità proveniente da paesi in via di sviluppo dove i controlli sulla salute e sicurezza e i costi sono minimi.

In molti stati degli Stati Uniti, dove l’industria agricola dispone di grandi allevamenti, le cosiddette “Leggi Bavaglio” proibiscono ai giornalisti anche di fotografare queste istallazioni agricole industriali, spesso grandi produttrici de latticini , di uccelli e maiali.

Se tutto ciò che succede in queste grandi istallazioni agricole fosse reso pubblico, il pubblico in generale si renderebbe conto di quello che fa nel mettere quella carne sulla sua tavola e grandi masse di gente diventerebbero vegetariani.



DA INDUBBIO IMPORTATORE A ESPORTATORE

Durante l’era sovietica, specialmente dopo il 1972, quando cattivi raccolti sovietici provocavano la scarsità di alimenti, l’URSS utilizzò i suoi petroldollari per divenire un grande importatore dagli Stati Uniti di frumento e grano.

Compagnie del cartello del grano degli Stati Uniti come Cargill e Continental Grain, lavorarono con il Segretario di Stato Henry Kissinger per negoziare con la Russia prezzi di vendita astronomici di questi prodotti agricoli e il fatto fu denominato “il gran furto del grano“.

I contribuenti statunitensi furono derubati anche dei sussidi per i produttori americani di grano.

Cargill ha ricevuto succulenti benefici da queste operazioni.

Dal 2000, la Russia insieme all’Ucraina, e in misura ridotta al Kazakistan, non dipendono dalle importazioni di cereali e sono divenuti nuovamente giganti mondiali per l’esportazione di grano e in particolar modo di frumento come lo erano stati prima della Rivoluzione Russa del 1917.

Anche prima della crisi delle sanzioni degli USA del 2011-2013, la Russia esportava una media di 23 milioni di tonnellate metriche (mmt) di grano all’anno.

Insieme, Russia, Ucraina e Kazakistan vendevano 57 milioni di tonnellate metriche all’estero.

In quel periodo, i tre paesi, come un’unica regione, fornivano il 19% del totale delle esportazioni mondiali di cereali e il 21% delle esportazioni di frumento spiazzando gli Stati Uniti dal posto di più grande esportatore di frumento del mondo.



Adesso, con l’Ucraina diventata di fatto uno Stato fallito dovuto all’intervento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dell’Amministrazione Obama nel febbraio 2014, che promossero il colpo di stato a Kiev, l’agricoltura russa ha un’importanza strategica mondiale in termini di alimenti e gran organico di alta qualità.

La proibizione russa del 2014 di importare prodotti alimentari della UE è stato un importante punto di svolta se si osserva a ritroso trasformando quella che era stata “una crisi in un’opportunità” come dice un antico proverbio cinese.

Dal totale di importazioni agricole e alimentari russe pari a 39 milioni di dollari che si producevano nel 2013, 23,5 milioni corrispondevano alla categoria di prodotti inerenti la proibizione, il 61% di tutte le importazioni di alimenti in Russia.

La decisione recente di proibire anche l’importazione di prodotti turchi, come sanzione per l’abbattimento da parte della Turchia di un aereo russo nello spazio aereo siriano, si somma anche al totale di importazioni agricole e alimentari proibite.

La proibizione dell’importazione di alimenti dalla Turchia è entrata in vigore il 1 gennaio 2016.



Mentre molti economisti occidentali avevano segnalato il grande impatto sull’inflazione iniziale che sarebbe scaturito con la proibizione dell’anno passato, un fattore che portò la Banca Centrale Russa a mantenere i tassi si interessi elevati in maniera estremamente pericolosa per un periodo di tempo troppo lungo, la realtà è che la proibizione ha obbligato la Russia a realizzare una svolta drammatica verso l’autosufficienza agricola.

Mano a mano che gli alimenti d’importazione scomparivano dagli scaffali dei supermercati in tutta la Russia, anche l’inflazione iniziale dei prezzi degli alimenti del 2015 scompariva.

La recente caduta del rublo, nel bel mezzo della caduta globale dei prezzi del petrolio ridurrà ancora di più il consumo russo di alimenti d’importazione provenienti dalla UE, questo favorirà il consumo degli alimenti “prodotti” in Russia.



Quindi, invece di essere un disastro come il New York Times e altri media occidentali proclamano allegramente, la caduta più recente del rublo si trasformerà in un beneficio per l’economia agricola russa e anche per l’economia globale.

Questo aumenterà in buona parte gli obiettivi dell’autosufficienza dell’industria agricola e dell’alimentazione russa. Le restrizioni per l’importazione di alimenti in Russia sono poco probabili in un prossimo futuro, anche se la UE abbandonerà le sanzioni contro la Russia.

C’è troppo in gioco adesso per l’economia nazionale russa, immersa nello sviluppo di un’agricoltura organica di alta qualità senza prodotti Geneticamente Modificati.

La decisione poi della Russia di un’autosufficienza alimentare per il 2020, la proibizione del settembre 2015 nei confronti di tutte le coltivazioni transgeniche è stata un’altra delle decisioni prese dal Presidente Putin che ha permesso di trasformare l’avversità in una virtù.




LA BELLA TERRA NERA RUSSA

La Russia ha anche un vantaggio naturale straordinario per trasformarsi oggi nel produttore più importante del mondo e anche nel maggior esportatore di alimenti organici e non OGM di alta qualità.

Viste le restrizioni economiche della Guerra Fredda, a quel tempo si stabilì che i prodotti dell’industria chimica si dedicassero principalmente alle necessità della difesa nazionale, il che fece sì che gran parte del suolo fertile della Russia fosse sottoposto a decadi di distruzione provocata dai fertilizzanti chimici o dalle fumigazioni di erbicidi come è successo in gran parte dell’occidente.




Allora questo si trasforma in una benedizione mascherata giacché gli agricoltori della UE e dell’America del Nord lottano contro gli effetti distruttori che i prodotti chimici hanno causato ai terreni e che hanno distrutto in gran parte i microorganismi essenziali all’agricoltura.

Creare terreni agricoli ricchi richiede anni e quegli stessi terreni possono essere distrutti in un momento.

Laddove il clima è umido e caldo, ci vogliono migliaia di anni per formare pochi centimetri di terreno fertile. Nei climi freddi e secchi si ha bisogno di più tempo.

La Russia comprende una delle due zone di terreno al mondo conosciuta come “zone Chernozem”. Si estende dal sud della Russia alla Siberia attraverso gli Oblasts di Kursk, Lipetsk, Tambov e Voronezh.

Chernozem, che è la parola russa per dire terra nera, è composta da terreni neri con un’alta percentuale di humus, acido fosforico, fosforo e ammonio.

Chernozem è un suolo molto fertile con un alto rendimento agricolo.

La zona Chernozem di Russia si estende dal sud della siberia e della Russia fino al nord est dell’Ucraina fino ai Balcani lungo il Danubio.


RISULTATI INIZIALI MOLTO POSITIVI

I risultati iniziali di questa nuova politica di autosufficienza dell’agricoltura russa sono in generale abbastanza positivi.

Da quando entrò in vigore nell’agosto del 2014 la proibizione di importare alimenti dalla UE, la produzione di carne di manzo e di patate è aumentata
di un 25% di carne di maiale
di un 18% di formaggio e di ricotta
di un 15% di carne di pollo e di carne di animali da cortile
di un 11% di burro di un 6%

La raccolta di verdure in Russia nel 2015 ha raggiunto anche un record con una crescita della produzione globale del 3%.

Le assurde sanzioni americane e la guerra economica contro la Russia stanno producendo il contrario di quello che i globalisti pretendevano ottenere.




Infatti sta obbligando la Russia a eludere gli accordi dell’agroindustria imposti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Cargill redasse l’accordo con la OMC in materia di Agricoltura.

Le sanzioni stanno obbligando la Russia ad abbandonare il libero flusso di scambio di prodotti alimentari occidentali.

Ha obbligato la Russia a cercare di raggiungere un’autosufficienza nazionale per uno dei beni economici più strategici, se non il più strategico, il campo dell’alimentazione e inoltre di una produzione alimentare sana e di qualità.

La Russia ha deciso saggiamente che ha la priorità sui “diritti del libero commercio” di giganti come Cargill, ADM o Monsanto. La rivoluzione dell’agricoltura russa rappresenta un esempio per il resto del mondo. Si basa sulla ricerca della qualità sulla quantità.

Ed è di fatto che il nutrimento di qualità è molto più di quando rendano per ettaro dalle coltivazioni.




*****Nota del Robot Pescador

Articoli come questo dovrebbero far pensare tutti i cittadini europei sull’indegno ruolo dei loro governanti, che direttamente stanno tradendo il proprio popolo.

Abbiamo un’Unione Europea disposta a gettarsi nelle braccia degli USA mediante mostruosi trattati come il TTIP (e il TPP), che comporteranno una serie di grandi danneggiamenti al continente europeo (e al resto del mondo) poiché saranno sottoposti a un’inondazione di prodotti alimentari tossici nord americani.

Rendiamoci conto che il TTIP eliminerà le restrizioni che ha la UE per gli organismi modificati geneticamente, i pesticidi e la carne di manzo trattata con ormoni.

Per tutti coloro che non hanno chiare le gravi conseguenze che questo può avere, cercate di dare un’occhiata allo stato di salute di un medio Nordamericano.


E’ chiaro che almeno per l’esperto agricolo e alimentare e quindi per il campo della salute, agli Europei converrebbe molto di più essere amici della Russia piuttosto che degli Americani…

di F. William Engdahl
21 aprile 2016
dal Sito Web NEO
traduzione di Nicoletta Marino

Fonte:: http://guardforangels.altervista.org

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La Russia di Putin è veramente un'altra cosa..Il leader politico che servirebbe in Italia.

Anonimo ha detto...

da prendere come esempio, alla faccia della bieca propaganda anti-putin.

Anonimo ha detto...

Infatti! La propaganda anti-putin molte volte va sul ridicolo..la gente si informa ormai, anche su siti stranieri!

NUOVA ZELANDA: LAMPI DI LUCE SQUARCIANO IL CIELO DURANTE IL TERREMOTO!!!