5 maggio 2016

ESISTONO REALTA' PARALLELE E VERSIONI MULTIPLE DI NOI STESSI


Non siamo ancora in grado di dare una definizione significativa della realtà – sia la nostra o meno – ma possiamo essere certi di alcuni modi in cui sperimentiamo la realtà o le realtà. Uno degli aspetti più elementari, che in qualche modo può essere visto come un problema, è che ci prendiamo la nostra esperienza della realtà come fondamentalmente vera e assoluta. Tranne nei casi in cui pensiamo che stiamo perdendo la testa, non ci interroghiamo sulla nostra realtà e noi di certo non la percepiamo come relativa – cioè, una sola realtà da un numero più o meno infinito di alternative.
Questo è il modo in cui stiamo cognitivamente cablati e in un certo modo rende un senso funzionale ed evolutivo.
Abbiamo bisogno di dare un senso al nostro ambiente esterno avendo più o meno stabili schemi di come percepiamo la realtà. Anche se è giusto apprezzare questo fatto oggettivamente da un punto di vista distaccato, il problema è che la maggior parte di noi sono soggettivamente portati a credere che ciò che vedono è quello che ottengono senza fare mai domande.
LA TRAGEDIA DI ESSERE BLOCCATI IN UNA REALTÀ ASSOLUTA 

Il modo in cui percepiamo la nostra realtà è cruciale e fondamentale per la nostra vita e la sopravvivenza stessa sia individuale che collettiva. I conflitti, la guerra e i genocidi sono nati al di fuori dell’ interpretare la realtà attuale secondo le proprie ideologie, credenze e fatti storici intrecciati, non importa quanto irrazionali o folli siano. Le culture sono separate da diverse interpretazioni collettive della realtà e ognuno ritiene senza dubbio che la propria ‘realtà’ sia vera e assoluta. Nel nostro mondo moderno, per esempio, non ci rendiamo conto di quanto spesso viviamo una realtà consensuale di follia consumistica inconsapevole. Abbiamo appena sentito che è abbastanza normale e il modo in cui è … ma chiaramente non è … è solo una realtà costruita e distorta in cui noi siamo stati plasmati.


ANDANDO AVANTI: DA UN MONDO PIATTO AL MULTIVERSO

Da un punto di vista più positivo, vi è stata una sorta di lenta deriva storica o movimento nella scienza, filosofia e cultura verso l’apprezzamento che la realtà sia pluralistica. Questo significa che il nostro modo di percepire la realtà e l’esperienza può essere diverso per i diversi popoli, culture e linee temporali. Al di là di questo, la scienza ha, fin dagli albori della fisica quantistica, aperto le sue porte alla possibilità teorica di universi paralleli o quello che viene spesso definito come il Multiverso. Tutti questi progressi concettuali stanno iniziando a rimodellare il nostro modo di guardare la natura della realtà. Ciò che era non discutibile diventa ora oggetto di esame e ciò che è stato preso come assoluto è ora considerato come una questione di gradi. Questo per me è il progresso della conoscenza umana.

Ora si può parlare apertamente della possibilità di realtà parallele e linee temporali parallele senza sentirsi in imbarazzo o minacciati da cinici e bigotti … beh, almeno in una certa misura. Quindi parliamone chiaramente e apertamente – nuove discussioni hanno bisogno di aprirsi ed evolversi. Vi è ora un po’ di consenso generale, anche nei circoli scientifici come ad esempio in Cosmologia, Fisica Teorica e Quantistisca, e Astronomia, sulla possibilità che siano molteplici realtà – non solo interpretazioni diverse – ma realtà oggettive reali che si differenziano le une dalle altre, sia parzialmente che completamente.



INFINITI MONDI E POSSIBILITÀ

L’idea di base dietro la cosiddetta teoria del multiverso, sostenuta, per dirne alcuni , da fautori eminenti come Stephen Hawking, Brian Greene, Max Tegmark e Michio Kaku, è che ci sono altri Universi al di fuori del nostro, che seguono le stesse leggi della fisica, ma hanno diverse configurazioni.
Questo significa che ci sono forse universi che si sono evoluti esattamente come il nostro sia pure in minimi dettagli.
Questo significa che ci potrebbe essere un Universo in cui esisti o sei esistito attraverso la stessa cronologia storica con alcune variazioni insignificanti minori – come ad esempio dove non hai potuto avere il vaiolo quando eri un bambino o di quello in cui avevi scelto di non sederti per un esame particolare .
Più interessante è l’ “interpretazione dei nuovi mondi” in fisica quantistica, che in breve dice che alcune osservazioni non possono essere previste in termini assoluti, poiché non vi è una serie di possibili osservazioni con una probabilità del diverso e ciascuna di queste osservazioni corrisponde ad un diverso universo.
A livello macro, l’implicazione di questo significa che ogni scelta, azione o interazione che si effettua presenta una gamma di possibili risultati che crollano in uno della tua linea temporale corrente.
Tuttavia tutte le altre possibili gamme di scelte o azioni sarebbero state effettuate in una linea del tempo parallela – in un universo parallelo dove in parallelo sperimenteresti un diverso insieme di circostanze e effettueresti scelte diverse.



COLLEGAMENTO CON LE LINEE PARALLELE ATTRAVERSO LA COSCIENZA DIMENSIONALE SUPERIORE

La grande domanda ora è se queste realtà e le linee temporali, sperimentate da diverse versioni di te stesso, sono le sole possibili realtà là fuori o sono realtà con cui ci si può collegare, con cui si può scambiare informazioni e possibilmente passare da una linea temporale ad un’ altra.
Stranamente come può sembrare, ci sono persone che teorizzano che a volte “le realtà cambiano” senza saperlo perché avviene in un istante e la variazione è così piccola che passa inosservata.

Non si può essere sicuri di questo punto di vista, ma quello di cui si può essere molto fiduciosi è l’idea che la nostra coscienza potrebbe sperimentare più linee temporali in qualche dimensione superiore.
Nonostante ciascuno possa essere distratto dalle proprie idee sulla coscienza, si può essere comunque concordi che la nostra coscienza è stratificata su più dimensioni della realtà, allo stesso tempo, sebbene ciascuno di noi sperimenti maggiormente questa realtà tridimensionale.
Secondo alcune culture sciamaniche alcuni stati non ordinari della coscienza, come quelle sperimentati attraverso alcuni enteogeni, possono offrire la possibilità di sperimentare la propria coscienza multidimensionale. È possibile accedere a stati di dimensione superiore del proprio io che trascendono il tempo, le proprie vedute limitate della realtà e non solo il proprio senso ordinario dell’ego. Sempre secondo queste culture sciamaniche, è possibile accedere alle informazioni sul proprio futuro perché anche ad una dimensione superiore di quella nostra, non c’è una direzione non lineare del tempo. Si può letteralmente ‘camminare’ attraverso il tempo nello stesso modo in cui si cammina attraverso lo spazio. A dimensioni ancora più elevate, è persino molto possibile ‘passeggiare’ attraverso tutte le possibili linee temporali in una volta sola. E ‘come saltare da una versione di te stesso ad un’ altra.
INCONTRARE GLI ALTRI VOSTRI VOI STESSI

Credo che questo è il motivo per cui a volte possiamo avere sogni premonitori o Deja-vu perché le informazioni dalla nostra coscienza ad una dimensione superiore filtra attraverso la nostra normale coscienza di veglia o nei sogni.
Quindi la domanda è se siamo in grado di accedere alle informazioni da un livello dimensionale superiore della nostra coscienza che sta vivendo diverse linee temporali di noi stessi.
In altre parole, possiamo ‘soddisfare’ le altre versioni di noi stessi e di esperienze o imparare possibilità alternative? Si pensi ad esempio alla possibilità di vedere una versione più imprenditoriale o creativa di se stesso. Come fa lei o lui a pensare, a parlare, a camminare, come si comporta in determinate situazioni? Quali abitudini avrebbe lui o lei ? Eccetera
FARE IL SALTO QUANTICO

È interessante notare che ci sono persone come Burt Goldman che hanno trascorso tutta la sua vita esplorando e insegnando agli altri questa possibilità attraverso un programma chiamato ‘Quantum Jumping‘ (‘Salto quantico’).
Egli ritiene che ci sono alcuni metodi che possiamo usare per ‘entrare in contatto‘ con versioni alternative di noi stessi, per lasciarsi ispirare a cambiare e per acquisire quei tratti che il nostro sé parallelo possiede.
Immaginate per esempio di incontrare la versione “esploratore” di se stessi o l’autore di un libro best-seller. Cosa vorreste imparare? Quali aspetti della sua personalità vorresti dipingere su di voi?

Fantasiosa come può sembrare, io ho una convinzione interiore che c’è così tanto potenziale per scoprire come spostare la nostra coscienza e realtà e di cui sappiamo ancora poco o nulla. Basta guardare il modo in cui a volte ci si blocca in una realtà piatta con poche possibilità all’orizzonte.
Abbiamo la possibilità di operare un cambiamento nella coscienza – di cambiare completamente la nostra realtà e il nostro modo di vivere. I nostri orizzonti si espandono e si comincia a vedere un’opportunità che non avremmo visto prima. Ricarichiamo la nostra energia e iniziamo veramente a fare le cose che non avremmo mai pensato possibili. Questo mi sembra letteralmente un salto quantico verso un’altra versione del nostro sé. Cosa provocherebbe e determinerebbe questo cambiamento? Cosa ci farebbe operare il salto? Come possiamo fare a piegare la nostra realtà? Queste domande sono sicuramente importanti e quelle che dovremmo continuare a porci. Continuiamo a parlare di questo possibilità e come si suol dire DIAMOCI LA POSSIBILITA’ DI ESSERE NOI STESSI… O FORSE ALTRE VERSIONI DI NOI STESSI.

1 commento:

Marco Mancioli ha detto...

In realta il multiverso è piu semplice di quello che si possa pensare: va visto come una dimensione aggiunta, chiamiamola 4° oppure la 5° se cosiderassimo la 4° il tempo, e per capire come sia questa dimensione in più possiamo pensare a quello che vuol dire la 3° dimensione: immaginiamo il piano di un tavolo, se noi fossimo esseri bidimensionali un bicchiere appoggiato sul tavolo lo percepiremo semplicemente come un cerchio che scomparirà nel momento che qualcuno lo afferasse per bere per poi riapparire poco dopo quando viene riappoggiato sul tavolo, quindi lo spazio tridimensionale non è altro che infiniti piani bidimensionali come tanti fogli uno sull'altro ogniuno simile a quello che sta sotto e a quello che sta sopra ma tutti differenti l'uno dall'altro e tutti insieme formano la realtà tridimensionale; ora se noi percepiamo il multiverso vuol dire che siamo esseri appartenenti anche a questa dimensione superiore, quindi niente incontri di un noi stesso appartenente ad un altro universo, siamo sempre e solo noi stessi che apparteniamo contemporaneamente a tutti gli universi formanti il multiverso e come tanti cerchi che uno sull'altro formano un bicchiere siamo qualcosa di diverso di quello che appariamo in questo universo tridimensionale qualcosa di più grande e di più complesso.

NUOVA ZELANDA: LAMPI DI LUCE SQUARCIANO IL CIELO DURANTE IL TERREMOTO!!!