13 maggio 2016

Addio operai. In Cina la prima fabbrica in cui gli operai sono tutti robot


Zero diritti, nessun permesso sindacale, ferie o malattia. Benvenuti nella prima fabbrica al mondo senza operai. Qui infatti a produrre saranno i robot. Siamo in Cina, a Dongguan dove sorgerà il primo stabilimento in cui il lavoro umano sarà completamente rimpiazzato da quello dei robot.


È la Shenzhen Everwin Precision Technology la società protagonista del progetto. Inizialmente circa 1.000 robot saranno impiegati presso lo stabilimento di Dongguan, che produce componenti per cellulari.

“L’uso di robot industriali aiuterà l’azienda a ridurre il numero di lavoratori in prima linea di almeno il 90 per cento”,ha detto Chen Xingqi, il presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda. “Quando tutti i 1.000 robot industriali saranno messi in funzione nei prossimi mesi, ci sarà solo bisogno di assumere meno di 200 tecnici di software e di gestione del personale”.

Shenzhen Evenwin Precision Technology si aspetta che la capacità produttiva dello stabilimento a regime sarà pari a 280 milioni di euro (332 milioni di dollari).

Sono sempre di più le fabbriche del – un centro urbano e industriale nel sud della Cina, spesso soprannominato ‘fabbrica del mondo’ – che stanno cominciando a introdurre i robot nel tentativo di sostituire il lavoro umano. Ma oggi la regione deve affrontare due problemi che costringono a cercare nuove strategie di sviluppo, tra cui l’automazione di massa.

Il primo problema è la carenza di manodopera causata da un numero sempre crescente di persone che rifiutano posti di lavoro in fabbrica. Il Dipartimento delle Risorse Umane e della Previdenza Sociale della provincia di Guangdong (dove si trova Pearl River Delta), sostiene che all’industria locale manchino da 600.000 a 800.000 lavoratori.

Il secondo problema è che il lavoro cinese sta diventando sempre meno a buon mercato. La Cina è stata a lungo il paese più attraente per le imprese straniere per via della forza lavoro a basso costo, ma ora il paese sta iniziando a perdere questo suo “vantaggio”. Secondo le cifre di recente rese note da Bloomberg, un lavoratore medio di una fabbrica cinese guadagna poco meno di 500 dollari al mese, mentre in Thailandia guadagna meno di 350 dollari, e in Cambogia appena 75.

Le autorità di Guangdong e le imprese contano di automatizzare al massimo il processo produttivo. La provincia prevede di investire l’equivalente di circa 154 miliardi di dollari nella robotizzazione della produzione manifatturiera. Guangzhou, la capitale del Guandong, ha addirittura fissato un obiettivo: automatizzare l’80 per cento della produzione manifatturiera entro il 2020.

Non a caso la Federazione Internazionale di Robotica guarda alla Cina come il più grande mercato per i robot industriali.

Francesca Mancuso



Fonte: GreenBiz

5 commenti:

Anonimo ha detto...

...ma se un giorno tutte le fabbriche avranno i robot al posto delle persone, a chi venderanno i loro prodotti, considerando (come logica) una reduzione del potere di acquisto da parte delle masse(-gente che lavora=-soldi in circolazione)?
Ma possibile che nessuno pensi a questa semplice conseguenza?
Saluti,
Claudio

Anonimo ha detto...

Bene! L'uomo è fatto per l'arte non per lavorare come un somaro.Speriamo avvenga presto anche in ogni fabbrica italiana così i lavoratori,anzi quelli che saranno gli ex lavoratori avranno tutto il tempo libero per dedicarsi a cose più nobili (che non siano però il furto o la rapina mi raccomando). Spero che abbiate colto il senso del commento.

Anonimo ha detto...

Commento da Fantasylandia..poi gli operai licenziati vengono a casa tua a giocare alla play station..

Anonimo ha detto...

Hai colto il senso...era una provocazione! Anche se però confermo il fatto che l'uomo non è fatto per lavorare nella maniera stressante in cui siamo abituati nell'odierna società,ma a svolgere lavori gratificanti e piacevoli e ad avere il giusto tempo libero per godersi i propri hobby e la compagnia della famiglia e degli amici.

Anonimo ha detto...

Invece è una bella notizia. O almeno lo sarebbe in un mondo dove il senso della vita non è il lavoro e il profitto dei robot va alla collettività, e non certo a un privato prevaricatore.
Il commento sopra non è affatto da fantasylandia; è troppo lungimirante per un mondo socioeconomico tanto alienato. Ma è assai vero.

L'ORIGINE OCCULTA DELLA CRISI ECONOMICA CHE NESSUNO VEDE...(VIDEO)