19 gennaio 2016

LE BANCHE ITALIANE SOTTO ATTACCO. L’UE PREPARA UN NUOVO COLPO DI STATO?




Partiamo dal fondo, che è notizia assolutamente interessante. Ossia le banche sono cruciali per un sistema paese ed attaccarle significa mettere alle corde la nazione, il governo, l’economia, la sovranità, tutto quello che oggi conta insomma. Ad esempio, ve lo ricordate il caso SocGen/Kerviel, il traderino che da solo si disse aveva fatto quasi fallire SocGen con costi di svariati miliardi di euro per la banca guarda caso durante il pieno della crisi subprime?


Ecco, è notizia di ieri – come al solito i nostri valorosi e per nulla patriottici oltre che punto obiettivi media han taciuto – che un procuratore francese esautorato perchè troppo zelante nelle indagini dopo aver approfondito privatamente il caso pur essendone stato estromesso ha scoperto che SocGen avrebbe spiato la stessa Procura, quando si dice interessi di stato (visti i nostri trascorsi, fosse successo in Italia magari qualche giudice avrebbe colto l’occasione per spiare qualche personaggio in vista o qualche politico scomodo per sputtanarlo sui giornali, ah come si interpreta il senso dello stato in modi differenti nei due paesi).

Alla fine, sentendoci tra i pochissimi a pensare ancora al bene del Paese [se lo meriteranno gli italiani?], eccoci a stigmatizzare il fatto che ai tempi della crisi subprime la Francia non voleva e non poteva rischiare un bank run, ossia minare la propria economia già ai tempi fragile e quindi probabilmente si inventò il caso di un trader che aveva fatto cadere una delle più grandi banche di Francia [le indagini sono in corso, fate riferimento all’interessante articolo proposto da Wallstreetitalia.com per i dettagli].

Ecco quindi la nostra tesi avallata, ossia che Gheddafi fu attaccato ed ucciso dai francesi non solo per la moneta pan-africana che egli voleva creare sostituendola al franco CFA e quindi mettendo in pericolo gli interessi coloniali francesi tutt’ora esistenti nell’area, non solo il Rais non dava una goccia di petrolio ai francesi dandolo invece agli italiani di ENI, non solo il capo libico aveva le prove di aver supportato la campagna elettorale di Sarkozy, non solo era troppo amico dell’Italia ma soprattutto – errore enorme agli occhi degli invidiosi transalpini – aveva salvato l’unica banca sistemica italiana finita nel caos subprime – si noti – per colpa delle sue partecipate austriache e tedesche, Unicredit: Gheddafi era infatti diventato il primo azionista di Piazza Cordusio trasformando l’Italia nell’unico paese che non aveva dovuto salvare le proprie banche con soldi pubblici, il paese uscito vincente dalla crisi subprime. Da quel punto in poi la distruzione di Berlusconi e dell’Italia fu decisa, di concerto con Berlino. Da lì partì la crisi dello spread.

Fosse me per domattina le portaerei italiane sarebbero schierate davanti a Tripoli e Tobruk – magari con il supporto USA – per un’azione unilaterale di riappacificazione vera della Cirenaica!

Seconda parte, che è la testa dell’incipit: oggi temo che un Renzi che mette davvero in pericolo l’euro tanto utile ai poteri centrali – ossia che metta in pericolo il benessere unilaterale tedesco ed anche francese – è diventato un problema per l’Europa. E quindi Renzi, che finalmente si è svegliato, è diventato lui stesso un problema. Ora, o gli italiani lo supportano o possono dire addio al loro benessere, se arrivasse il Letta di turno sappiate che significherebbe farci governare da qualcuno che NON fa gli interessi italiani ma quelli stranieri.

E si ricordi bene che anche nel 2011 furono sempre gli europei a scatenare le vendite che fecero decollare lo spread, anzi fu direttamente Deutsche Bank come confermò lo stesso Prodi, unico caso di ex presidente della Commissione Europea diventato recentemente antieuropeista. Vedasi sotto.

Ben inteso, qui non si tratta di essere europeista o meno, si tratta solo di difenderci e di saper fare i nostri interessi. E cercate di capire molto bene che oggi non difendere Renzi schierandosi invece con il vincolo esterno non sarebbe solo un errore ma anche un tradimento.

O meglio, sarebbe come spararsi nei piedi per fare dispetto alla gamba: se non si supporta oggi il governo quello che ci/vi succederà sono enormi tasse e fine del nostro benessere italico, poi non voglio più sentire un lamento eh!. [PS: finalmente il Governo è venuto allo scoperto capendo – e dicendo – che bisogna cambiare il fiscal compact, alla buon’ora! – guarda caso l’attacco europeo arrtiva proprio in corrispondenza della vera sfida italiana all’Europa da noi attesa da anni, come vedete era corretto dire che bisognava aspettare di avere il supporto USA per sfidare l’EU, l’abbiamo ripetuto per anni….]. Come spero sappiate io sono dall’altra parte politica rispetto a Renzi ma, notate bene, mi ritengo italiano per cui conscio delle conseguenze al non farlo, lo supporto.

In questo contesto oltre al governo che deve tenere la schiena dritta, i due attori fondamentali che potranno decidere che piega prenderà la crisi sono gli USA e Draghi: il primo può disinnescare politicamente (ad anche con il supporto militare) qualsiasi crisi in Italia, anche solo avallando un intervento unilaterale italiano in Libya, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe (…). Dall’altra la Fed o le banche USA potrebbero per questioni geostrategiche anche comprare titoli italiani, magari anche con lo scopo di far salire l’Euro contro il dollaro, effetto certamente utile alla rielezione di Obama fra 10 mesi. Senza contare l’influenza dell’intelligence USA sui giudici italiani, deve essere chiaro a tutti che tale “legame” esiste ed oggi – si noti bene – NON verrà attivato (…).

Il filoanglosassone-scozzese Draghi invece può gestire gli acquisti di bond europei come BCE, disinnescando egli stesso la crisi dello spread in atto, solo che questa volta sta toccando le banche.

Faccio notare che il mondo finanziario anglosassone ha scommesso poste immense in una salita delle banche italiane in borsa e questo ci potrebbe aiutare (…).

La Germania ancora una volta sta facendo un errore fondamentale: invece di voler creare un’Europa paritaria, benestante ed in pace punta solo ad arricchire sé stessa, lo stesso atteggiamento che porto alla prima guerra mondiale. Sempre la stessa storia. E stavolta con la Francia a carro, Parigi ha capito che la sua economia è quasi sul baratro e dunque se non si allinea agli interessi tedeschi – che così facendo provvedono a tenerla in vita facendo pagare il conto ai periferici, per adesso – è destinata a dover abbandonare il suo amato welfare con relativa pace sociale….

Ci vogliamo svegliare o no?

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