13 gennaio 2016

LA GHIANDOLA PINEALE: UNO STARGATE VERSO L’INFINITO


Articolo di Niccolò Angeli http://infinitemandala.com/chi-siamo)


Al centro del capo c’è una ghiandola delle dimensioni di un pinolo, è composta da cellule molto simili a quelle della retina dei nostri occhi e collegata direttamente alla corteccia visiva del cervello: molti l’hanno identificata come il “terzo occhio” di cui si parla in tutte le tradizioni esoteriche.

La “ghiandola pineale”, o epifisi, è uno degli altri argomenti new age che sono entrati in voga ultimamente. Nulla di male in questo (anzi!), ma come sempre l’informazione che si trova in giro comincia ad essere un pò troppo semplificata e contraddittoria: affrontiamo quindi questo affascinante argomento anche con un pizzico di scienza, per quanto ci troviamo senz’altro sui confini tra scienza e… nuova scienza!
La ghiandola pineale per la scienza ufficiale

Questa ghiandola non è altro che un piccolo sacchetto di carne vuoto, riempito con un fluido acquoso contenete minuscoli cristalli in sospensione: sicuramente calcite e, molto probabilmente, DMT (Dimetiltriptamina). Praticamente tutti gli essere vertebrati ne hanno una. Nell’uomo adulto misura mediamente 1 cm di lunghezza, 0.5 cm di larghezza e pesa 500 mg.

Tutto ciò che la scienza ufficiale è riuscita a scoprire di essa fino ad ora è che produce l’ormone della melatonina, un ormone fondamentale nella regolazione dei cicli sonno-veglia, conosciuto anche come “l’ormone anti-cancro”, poichè da studi recenti è stato evidenziato come inibisca lo sviluppo di cellule cancerogene (mentre una carenza di melatonina è tipica nei pazienti affetti da cancro). Secondariamente questa ghiandola produce anche serotonina, un ormone importantissimo per la regolazione di umore, appetito, sonno, ed altre funzioni dell’organismo. La ghiandola pineale è anche la zona del nostro corpo più irrorata dal sangue dopo i reni.
Il punto di contatto tra il corpo fisico e l’anima

Per molti di coloro che hanno sperimentato frequentemente l’uscita dal corpo la sensazione fisica che si prova in molti casi è dirompente: un suono rombante nelle orecchie, una forte vibrazione elettrica che sembra scuotere tutto il corpo, la sensazione di essere risucchiati lungo la spina dorsale, un forte senso di pressione sopra il palato (come se il cranio stesse per spaccarsi in due), un “click”, come di un interruttore, al centro del capo, e quindi l’indescrivibile sensazione di trovarsi fuori dal proprio corpo fisico, leggeri e inconsistenti come una nuvola di energia.

Non tutti provano queste sensazioni (soprattutto dopo un pò di pratica si riesce a proiettarsi fuori dal corpo senza percepire la prorompente fase di uscita), tuttavia l’iter che ho descritto è riportato da un numero innumerevole di ricercatori.

Nel mio caso ho provato tante volte quel fortissimo senso di pressione sopra al palato, accompagnato da un suono come di sabbia e scariche elettriche, e dalla netta sensazione che le ossa del cranio stiano per spaccarsi in due. Non mi ha stupito quindi apprendere che David Wilcock e molti altri ritengono che la ghiandola pineale sia un vero e proprio punto di accesso, uno stargate che connette il corpo fisico al corpo astrale (o anima che dir si voglia).
Il terzo occhio e il DMT

Un fatto che ormai è stato provato scientificamente, ma che è poco o per nulla coperto dalle descrizioni anatomiche della ghiandola pineale, è la somiglianza delle cellule contenute al suo interno con i coni e bastoncelli della nostra retina (coni e bastoncelli sono le cellule preposte alla percezione della luce). Inoltre la ghiandola pineale è collegata alla corteccia visiva del cervello, proprio come i nostri occhi. Perchè un organo che si trova al centro del capo, in totale assenza di luce, dovrebbe essere connesso alla corteccia visiva ed avere cellule così simili a quelle usate per percepire la luce?

La risposta, sempre secondo David Wilcock, sarebbe da ricercare nel DMT. Sebbene ad oggi non sia ancora stato provato che questa sostanza viene prodotta dalla ghiandola pineale, diversi studi indicano che questo è altamente probabile.

Il DMT (Dimetiltriptamina), detto anche la “molecola dello spirito” è una sostanza psichedelica la cui struttura chimica è analoga alla melatonina e alla serotonina (ormoni prodotti dalla ghiandola pineale). La si ritrova in natura ad esempio nelle piante utilizzate per il rituale sciamanico dell’Ayahuasca, e in questi ultimi anni è stata anche sintetizzata in laboratorio e diffusa online come droga psichedelica (non la troverete su google, è illegale!).

Gli effetti della droga sintetica sono brevi (circa 15 min.) ma estremamente potenti, e assomigliano in tutto e per tutto a quelli di una uscita dal corpo. In particolare si descrivono completa perdita della percezione del corpo, distorsione temporale, percezione di caleidoscopi colorati e suoni angelici, percezione di altri mondi ed entità.

Il DMT, quando sintetizzato in laboratorio, appare come una lastra compatta, che viene poi polverizzata. Quando tale lastra viene colpita con un martello, i cristalli di DMT fortemente sollecitato emettono luce, sotto forma di scoppi multicolore. Questo potrebbe essere un’indicazione del perchè all’interno della ghiandola pineale vi siano cellule molto simili a quelle della retina dell’occhio.

I cristalli di DMT, che galleggiano nel liquido acquoso all’interno della ghiandola, potrebbero espandersi e contrarsi, rilasciando fotoni che vengono captati dalle cellule fotosensibili e inviati al cervello perchè li traduca in immagini.

Il corpo astrale, quando proiettato lontano dal corpo fisico, potrebbe usare questa ghiandola per inviare le informazioni da lui percepite al nostro cervello fisico.
La ghiandola pineale nella storia

E’ incredibile come culture lontane tra di loro, e che apparentemente non hanno avuto alcun contatto, parlino tutte di qualcosa di simile al cosiddetto “terzo occhio” , e lo situino sempre al centro della fronte. David Wilcock ha raccolto un’eccezionale numero di immagini in cui il simbolismo della “pigna” viene usato in immagini religiose del tipo più vario, in culture ed epoche molto distanti tra loro.


Il bastone della divinità egizia Osiris, risalente circa al 1.224 AC, raffigura due serpenti che risalgono come una doppia elica per incontrarsi sulla pigna nella sommità. Questa raffigurazione è un affascinante parallelismo con la descrizione nella cultura indiana della “Kundalini”, un’energia spirituale sopita alla base della colonna vertebrale, che risale lungo di essa fino al terzo occhio nel momento dell’illuminazione.

Molte divinità indù vengono rappresentate mentre tengono in mano il cono di una pigna. Bassorilievi Assiri datati al 713 AC rappresentano figure/divinità alate con in mano coni di pigna, mentre i greci e i romani hanno incorporato questo simbolismo alla sommità del “Tirso” il bastone sacro di Dioniso (Bacco per i romani). I Romani costruirono anche un’enorme scultura bronzea a forma di pigna, ora conservata all’interno del vaticano. In epoca più moderna il simbolismo del “cono di pigna” ritorna nella cultura cristiana e massonica.

Anche se agli scettici questa sembra la solita “forzatura storica”, trovo comunque interessante che un simbolismo così particolare sia utilizzato in modo tanto vasto. Lascio poi a ciascuno di trarne le conclusioni che vuole.
Sicuramente la ghiandola pineale è sempre stata associata al “terzo occhio”, e il fatto che ora si scopra che la sua struttura e le cellule che la compongono siano così simili ai nostri occhi fisici, è senz’altro molto affascinante.
Come decalcificare la ghiandola pineale
La ghiandola pineale calcificata appare ai raggi X come un piccolo osso.

Uno degli effetti che si riscontra di frequente nelle ghiandole pineali è che si calcificano progressivamente, fino a diventare più simili ad un piccolo residuo osseo che non ad una ghiandola piena d’acqua.

La calcificazione ne diminuisce enormemente la funzionalità, ed è per questo che è molto importante mantenere sana questa ghiandola, non solo per poter accedere a potenzialità psichiche di cui potrebbe essere il portale, ma anche per assicurarsi la salute del proprio corpo fisico.

I passi da compiere per decalcificare la ghiandola pineale sono identici a quelli indicati per una vita sana (ho evidenziato quelli probabilmente più importanti):
Bere molta acqua con pochi metalli e minerali (ottima quella ottenuta con l’osmosi inversa)
NO zucchero (soprattutto se bianco e raffinato)
NO farina bianca (sarebbe meglio evitare anche i prodotti derivati come la pasta)
NO fluoro e derivati (attenzione al dentifricio che usate)
NO alluminio e derivati (attenzione al deodorante che usate)
NO microonde
Mangiare frutta e verdura biologiche
Vivere in zone poco inquinate
Preferire il pesce (biologico) alla carne, sempre in quantità moderate
Fare esercizio fisico
Meditare regolarmente

Insomma… nulla di straordinario, sicuramente per voi che leggete questo articolo. Eppure immaginate una persona (come ce ne sono milioni) che vive in una metropoli inquinata, mangia cibi industriali, lavora con alti livelli di stress e si muove poco. Questo stile di vita è più diffuso di quanto pensiamo e, non solo mina la nostra salute fisica, ma inibisce nel tempo anche la nostra capacità di svegliarci spiritualmente, attraverso la calcificazione dell’organo del nostro corpo che è il portale principale di tale risveglio.
Udite udite… le catene sono state già spezzate!

Non pensate che tutto questo sia casuale: coloro che hanno progettato la vita dell’essere umano su questo pianeta sanno benissimo che un essere umano sveglio è uno schiavo in meno su cui contare, e tanti esseri umani svegli generano una reazione a catena che fa crollare l’intero sistema di schiavitù. Ecco un altro motivo per cui della ghiandola pineale, fino ad ora, si sapeva poco o nulla.

Ora però l’epoca oscura è terminata: tutta l’informazione è a disposizione, sempre di più e sempre più ricca, quindi fatene tesoro e siate consapevoli che svegliarvi dal “sonno dello schiavo” è una scelta solo vostra. Le catene sono state già spezzate, ma l’ultima trappola di chi è convinto di governare l’umanità è farvi credere che le avete ancora ai piedi!


Sull’autore: Niccolò Angeli è un artista e ricercatore spirituale impegnato nel campo della meditazione, nuove scienze e geometria sacra. Potete leggere altri suoi articoli sul sitohttp://infinitemandala.com/blog

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