18 dicembre 2015

Perche' mangerai meno salmone dopo aver letto questo articolo...


Quasi tutto il salmone presente in pescheria e nei ristoranti proviene da allevamenti intensivi, nel nostro caso principalmente dalla Norvegia.
Gli allevamenti intensivi di salmoni non sono molto diversi da quelli dei polli, famosi per la crudeltà e le condizioni igieniche disastrose. La differenza tra un salmone allevato e un salmone selvaggio è netta sia nell’aspetto, che nelle componenti nutrizionali che nelle tossine presenti. Ecco perché dovresti limitare il salmone allevato nella tua dieta.


Secondo un recente studio condotto dalla dottoressa Anne-Lise Birch Monsen e il professore di medicina Bjorn Bolann dell’Haukeland University Hospital di Bergen in Norvegia, il salmone proveniente dagli allevamenti intensivi è ricco di pesticidi, diossine, PCB e antibiotici.

C’è anche da dire che il salmone selvaggio è più ricco di nutrienti e più bilanciato ad esempio nel rapportoomega 3 – omega 6. Il salmone da allevamento è molto più grasso e la sua qualità è molto inferiore dato che è nutrito con scarti di cereali raffinati e derivati di origine animale (che non sono proprio il cibo naturale del pesce).

I salmoni da allevamento, vivendo in un ambiente limitato, sono più esposti asostanze tossiche e metalli pesanti, oltre ad essere nutriti con mangimi arricchiti dicoloranti o di derivati di origine animale.Per questo motivo secondo gli esperti, il consumo di salmone da allevamento da parte delle donne in gravidanza potrebbe mettere a rischio lo sviluppo cerebrale del bambino. Ecco 10 punti su cui riflettere.


1) Allevamenti intensivi

Come spiega puresalmon.com, gli allevamenti intensivi di salmone serenano un ingente quantitativo di materiali di scarto biologici, organici e inorganici. Nei fondali degli allevamenti si depositerebbero tonnellate di rifiuti,escrementi e sostanze di scarto. Come sottolinea Alexandra Morton, le reti non verrebbero mai pulite. L’acqua di mare, invece, ha tantissime cose in più, e di fatto è un bioma, ovvero è composta da tante forme di vita anche microscopiche che non sono presenti nell’acqua filtrata degli allevamenti. Il mare è un organismo complesso che non può essere ridotto ad una semplice riproduzione artificiale: questo spiga perché ci sono dei pesci che in mare diventano rossi, mentre se allevati sono grigi, o pesci che in mare raggiungono 20 kg di peso e in allevamento rasentano il chilo.

2) Agenti patogeni

Le precarie condizioni igieniche degli allevamenti intensivi di salmone porterebbero ad una maggiore diffusione di agenti patogeni, fino ai supermercati e alle nostre tavole. Infatti 600.000 salmoni che vivono in questo ambiente non proprio sano inducono la mutazione degli agenti patogeni che poi finiscono nei nostri stomaci. E’ stato pubblicato un articolo scientifico pubblicato all’interno della US National Library of Medicine per quanto riguarda l’evoluzione degli agenti patogeni negli allevamenti intensivi in Finlandia. Ulteriori approfondimenti in un documento dell’Efsa.

3) Diossina

La diossina è una sostanza tossica e cancerogena presente nei salmoni da allevamento, che si accumula negli organi e interferisce con il sistema endocrino e riproduttivo. Uno scienziato statunitense, dopo aver studiato le tossine presenti nel salmone da allevamento, ha dichiarato ai media che «Si dovrebbe evitare il salmone di allevamento come la peste». Lo studio in questione è stato pubblicato su Sciencee porta il titolo di “Global assessment of Organic Contaminants in Farmed Salmons”.Qui c’è uno studio riguardo la contaminazione da diossina del salmone da allevamento, con particolare riferimento al salmone dell’Atlantico.

4) Coloranti

Secondo quanto riportato da Natural News, il 95% del salmone dell’Atlanticovenduto nei negozi di alimentari proverrebbe da allevamenti intensivi e in larga maggioranza verrebbe sottoposto ad una colorazione artificiale per renderlo più simile nell’aspetto al salmone selvaggio. I coloranti verrebbero aggiunti direttamentenel mangime somministrato ai salmoni negli allevamenti. Ulteriori conferme sull’impiego di coloranti artificiali giungono dalla Pure Salmon Campaign.

5) Pesticidi

Nel 2013 la Norvegia ha ottenuto il consenso dell’Unione Europea per incrementare la dose di endosulfano nei mangimi destinati al salmone di allevamento. Si tratta di unpesticida messo al bando in molte parti del mondo per via della sua pericolosità per la salute umana. Qui ulteriori informazioni sull’endosulfano. Qui un approfondimento sul caso della Norvegia.

6) Mangimi

I mangimi somministrati ai salmoni negli allevamenti intensivi sono davvero sicuri e adatti alla loro specie? Secondo quanto riportato da Render Magazine in alcuni casi i mangimi per i salmoni da allevamento potrebbero contenere proteine derivate da sottoprodotti di origine animale. Vi è inoltre il dubbio che il salmone da allevamento nutrito con derivati animali provenienti dai suini non possa essere consideratoKosher.

7) Animali marini

Gli allevamenti intensivi di salmone mettono in pericolo la sopravvivenza di alcuni animali marini, come le foche, i volatili e i leoni marini, che spesso rischiano di rimanere intrappolati nelle reti che delimitano gli allevamenti. In Canada i fenomeni più massicci riguarderebbero nello specifico i leoni marini, come riporta il Vancouver Sun.

8) Sostenibilità

Gli allevamenti intensivi non sono affatto efficienti e per ottenere un kg di salmone ne servono almeno 5 di altri pesci. E contribuiscono largamente alla riduzione degli stock ittici, il che sta portando all’estinzione di molte specie. Maggiori informazioni suSeafood Watch.

9) Estinzione

Il salmone selvaggio sarebbe oggetto di una pesca sempre più intensa, che starebbe conducendo gli stock ittici ancora presenti verso l’estinzione. Uno studio scientificocondotto presso il Dipartimento di Biologia della Dalhousle University ha posto in stretta relazione l’impatto degli allevamenti intensivi sulla progressiva scomparsa del salmone selvaggio proprio nelle zone in cui essi risultano presenti.

10) Danni al cervello

I medici norvegesi sconsigliano alle donne in gravidanza di mangiare salmone da allevamento, per via dell’elevato contenuto di tossine considerate pericolose per losviluppo del cervello dei bambini. La dottoressa Anne-Lise Bjorke avrebbe messo a serio rischio la propria carriera per aver diffuso questa informazione.Claudette Bethune, tossicologa, sarebbe stata licenziata dal governo norvegese per aver tentato di mettere in guardia i consumatori dagli elevati livelli di cadmio presenti nel salmone.

E che dire, infine, del salmone geneticamente modificato che è stato approvato per uso alimentare?

Gli “esperti” dicono che i vantaggi superano i rischi e i produttori (il mercato del salmone da allevamento frutta 3 miliardi di euro l’anno solo in Norvegia) dicono che i loro prodotti sono sicuri. I medici di cui sopra si dicono invece preoccupati. Il mio consiglio è di scegliere sempre prodotti di qualità e di osservare come risponde il nostro corpo al cibo che gli diamo. Ora sai cosa si nasconde dietro la produzione di salmone da allevamento, e questo ti da il potere di scegliere.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Distrutto un altro mito alimentare,il salmone è il mio pesce preferito,ma alla luce di quanto letto in questo articolo penso proprio che dovrò rivedere la mia dieta ittica.

NUOVA ZELANDA: LAMPI DI LUCE SQUARCIANO IL CIELO DURANTE IL TERREMOTO!!!