17 dicembre 2015

Guardiamoci intorno. È tutto alla rovescia



I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia,
gli psichiatri distruggono le menti, gli scienziati distruggono la verità, i principali mezzi di comunicazione distruggono l’informazione,le religioni distruggono la spiritualità e i governi distruggono la libertà.


La Terra di Hannibal. Il mondo è folle, ma bisogna essere sani di mente per accorgersene

Tutto questo accade per un crudele e ben calcolato motivo che rivelerò dettagliatamente
nel corso del libro. Il mondo va alla rovescia perché qualcuno ha deciso che così dev’essere.
Sempre più persone si stanno rendendo conto che tutto ciò non è frutto di coincidenze,
casualità o incompetenza ma che, al contrario, è stato creato intenzionalmente. Oh sì, il
sistema è pieno di incompetenti, ma costoro sono soltanto i “servi” e non i veri artefici di
ciò che sta succedendo. Questi individui non danno ordini, li eseguono solamente, oppure
si limitano a impartirli ai loro subordinati nella scala gerarchica; ma, in ogni caso, tali
imposizioni giungono da livelli della struttura di cui essi stessi non conoscono neppure
l’esistenza! È tutto compartimentalizzato, circoscritto e ingannevole. Ciò a cui stiamo assistendo
non è un “caos” casuale, bensì un “caos” organizzato, “incompetenza” organizzata,
depravazione e sofferenza organizzate. Vi spiegherò come, perché e ad opera di chi; per
ora vi basti sapere che non possiamo comprendere gli eventi mondiali finché non ci renderemo
conto che essi vengono orchestrati con una finalità ben precisa: la schiavizzazione di
massa dell’umanità. Più il mondo cambia in peggio, e a un passo sempre più spedito, più
ci si accorge di tutto questo, persino gli ex scettici.

Si sente parlare di “teorici della cospirazione” come se anche soltanto nominando questa
parola si rischiasse di passare per squilibrati o paranoici. Ma “cospirazione” significa
semplicemente “accordo per organizzare e realizzare un atto illegale, illecito o sovversivo”
oppure “accordo tra due o più parti per commettere un crimine o portare a termine un
proposito legale tramite un’azione illegale”. In base a queste definizioni è ben evidente
che il mondo sta letteralmente affogando nelle cospirazioni. E cosa c’è di più ingannevole
dei “teorici della coincidenza” i quali sostengono che è solo per pura fatalità se lo stato di
polizia orwelliano in tutte le sue molteplici sfaccettature sta prendendo piede praticamente
in ogni nazione nello stesso momento servendosi della stessa scusa? Io dico che questa è
negazione, che questo è autoinganno, all’ennesima potenza. Il mondo è intenzionalmente
folle. Ma c’è del metodo nella follia. Si tratta pur sempre di follia in quanto bisogna essere
profondamente e irrimediabilmente squilibrati per fare ciò che quegli individui cercano di
fare; ma il punto è che essi sanno cosa stanno facendo. Non sono dei pazzi che si dibattono
a destra e a manca senza alcuna ragione. È stato tutto freddamente calcolato, e l’apparente
pazzia che ci circonda è l’indispensabile copertura per nascondere come viene orchestrata
la crescente schiavizzazione umana. Prima del mio risveglio, avvenuto nel 1990, ero come
Neo nei film della serie Matrix. Osservavo il mondo e in cuor mio sapevo che c’era qualcosa
di profondamente sbagliato, ma la domanda era: cosa, esattamente? Capivo che tutto
era folle, crudele e ingiusto, ma… perché? Da dove aveva origine quella pazzia? 


Come Morpheus dice a Neo:
Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c’è. È tutta
la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai
bene di che si tratta ma l’avverti. È un chiodo fisso nel cervello. Da diventarci matto.

È questa sensazione che ti ha portato da me.


Oggigiorno tantissime persone si rendono conto che nel mondo sta succedendo qualcosa

di grave ma non ne capiscono il motivo. Questa confusione ben architettata compare
in un documento venuto alla luce alcuni decenni orsono e intitolato Armi silenziose per
guerre tranquille [titolo originale: Silent Weapons for Quite Wars; N.d.T.], un manuale di
istruzioni per agenti della cospirazione che spiega come esercitare il controllo mentale di
massa. Il documento è datato maggio 1979 e apparentemente venne ritrovato nel luglio
del 1986 in una fotocopiatrice IBM venduta all’ingrosso. Le “guerre tranquille” a cui il
documento si riferisce sono quelle invisibili perpetrate ai danni della mente umana, e le
“armi silenziose” sono le manipolazioni mentali ed emozionali basate su situazioni appositamente
create per far reagire la mente e le emozioni nel modo voluto. Ecco alcune delle

strategie diversive descritte nel documento:


Mass media: deviare l’attenzione del pubblico adulto dai veri temi sociali, catturandolo
con questioni senza reale importanza; Scuole: mantenere i giovani nell’ignoranza
riguardo alla vera matematica, alla vera economia, alla vera giurisprudenza e alla
vera storia; Spettacolo: mantenere l’intrattenimento pubblico a un livello al di sotto
del 6° grado scolastico; Lavoro: mantenere la gente occupata, occupata, occupata

e senza tempo per pensare; retrocessione “alla fattoria” insieme agli altri animali.


In questa descrizione qualcuno di voi ha per caso riconosciuto il mondo di oggi? Nel
documento si afferma che un sistema basato sulle armi silenziose opera utilizzando dati
«ottenuti da un pubblico docile tramite forze legalizzate (ma non sempre legittime)».
Molte di queste informazioni vengono rese disponibili a coloro che programmano i sistemi
basati sulle armi silenziose attraverso i sistemi fiscali, fornendo dati ben organizzati
contenuti nei documenti federali o nazionali «raccolti, assemblati e presentati dagli stessi
contribuenti e da impiegati». Nonostante sia stato redatto decenni fa, il documento illustra

esattamente ciò che sta accadendo oggi. Vi si legge:


Quando un governo può riscuotere imposte e pignorare proprietà private senza
cospicui risarcimenti, ciò sta a indicare che i cittadini sono prossimi alla resa, all’accettazione
della schiavitù e degli abusi legali. Un buon indicatore del grado di tale
sottomissione, facilmente quantificabile, è il numero di cittadini che paga le imposte
sul reddito nonostante l’evidente mancanza di reciprocità o di onesto servizio da parte del governo.



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