31 dicembre 2015

Arriva Catalina, la cometa con due code: visibile il primo gennaio con un semplice binocolo


Queste feste sono, almeno dal punto di vista astronomico, molto particolari. Un asteroide - SD220 - che ha “sfiorato”, si fa per dire, la Terra; un solstizio - segnale che è arrivato l’inverno - caduto il 22 dicembre, 24 ore in ritardo rispetto al solito; una pioggia di asteroidi visibile nei pri giorni del nuovo anno; e tutto in coincidenza con una Luna piena e insolitamente luminosa. Ma ciò che più fa meraviglia - ed eccita gli astrofili - è l’arrivo di Catalina, la cometa con due code, già visibile con i telescopi, e che il 17 gennaio sarà nel punto di minima distanza dalla Terra.

Nome in codice C/2013 US10, Catilina è stata scoperta (appunto) dagli scienziati del Catalina Sky Survey project e si trova, nel cielo di Capodanno, nella regione di Arturo, una stella rossa molto luminosa (proprio perché prossima alla morte: è il suo canto del cigno). Il fenomeno delle due code, in realtà, non sarebbe così insolito: molti di questi corpi celesti hanno un pennacchio fatto di gas e un altro di polveri, che si evidenziano con l’avvicinamento (e il riscaldamento) del Sole. Il vento solare ionizza le particelle di gas che diventono luminose, mentre le polveri lasciano una scia, un po’ come un camion carico di sabbia che perde il carico con il vento. Secondo gli astronomi, questa sarà la prima eultima occasione per vedere la cometa con due code: catalina proviene dalla cosiddetta “nube di Oort”, oltre l’orbita di Nettuno. Per milioni di anni ha seguito un’orbita, che poi è stata deviata fino all’incontro ravvicinato con il nostro Sole. Le code, viste dalla Terra, appaiono in posizioni opposte, a causa della noostra posizione di osservazione; seguendo il tragitto previsto, dopo un breve avvicinamento a Mercurio e al Sole, Catalina dovrebbe tornare nello Spazio profondo, per restare lontano da noi per chissà quanti altri milioni di anni, forse per sempre.Secondo gli astronomi, per vedere Catalina in questi giorni bisogna alzarsi presto, almeno un paio d’ore prima dell’alba, e guardare in direzione Est, molto vicino all’orizzone, in direzione della costellazione di Boote. Il primo gennaio sarà vicina alla stella più luminosa del gruppo, Arturo. Basta un semplice binocolo. 

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