14 ottobre 2015

Ventenne inventa il dispositivo per depurare le acque con la buccia di banana


Riuscire a rendere potabile l’acqua con la buccia di banana. Che le bucce di banana racchiudessero delle proprietà incredibili, come quella di assorbire metalli pesanti, o essere riutilizzate per trattamenti di bellezza naturali, già era noto, ma ancora nessuno aveva pensato a un campo di applicazione più vasto del semplice fai da te. Fino all’arrivo di Metals-Catchers. 


Metals-Catchers è l’invenzione di un giovane pugliese di 20 anni, Alvaro Maggio, premiata nei giorni scorsi nell’ambito del concorso europeo “European Union Contest for Young Scientists”, dedicato a tutti giovani scienziati. 


Il progetto, nato mentre Alvaro frequentava ancora la scuola, sfrutta la pectina presente nelle bucce della frutta e nelle verdure, per bonificare e rendere quindi potabile l’acqua contaminata dai metalli pesanti. Nello specifico, la “Metals-Catchers” utilizzerebbe alcuni filtri realizzati con bucce di banana essiccate. 


Come spiega il giovane pugliese, “l’idea è venuta quasi per caso circa tre anni fa durante una lezione di biologia; si stava parlando con la mia docente, professoressa Rossana Congedo, delle proprietà della buccia di frutta e verdura di attenuare gli effetti collaterali gastrolesivi di alcuni farmaci: così ho voluto riprodurre ciò che accadeva nello stomaco in provetta. La buccia di frutta e verdura contiene in abbondanza la pectina, ricca di gruppi chimici carichi negativamente; in generale i metalli (anche quelli pesanti), in soluzione acquosa, si comportano da cationi, cioè da ioni carichi positivamente. Dunque, attraverso un legame elettrostatico debole, è possibile sequestrare gli ioni metallici dispersi in soluzione attraverso gli stessi scarti di cibo. Ho effettuato varie prove su differenti scarti organici: melanzana, patata, pomodoro, carruba, mela, arancia, limone e banana, rivelatasi, quest’ultima, la più efficace con i metalli testati. I risultati sono stati straordinari: la buccia di banana permetteva di abbattere la quantità dei metalli disciolti del 98%, poteva essere riutilizzata per nove volte senza perdere il suo potere assorbente ed era 20 volte più efficace rispetto ai metodi convenzionali“. 












I tubi filtranti e baccelli a base di scarti di frutta presenti nel dispositivo hanno di poter essere riutilizzati anche varie volte prima di perdere la loro efficacia. Il metodo, inoltre, può essere applicato su larga scala e ad un costo molto basso. 


La speranza del giovane pugliese è ora che il progetto possa essere portato avanti, finanziato e migliorato ancora per una possibile produzione industriale. 


Come accennato all’inizio, il progetto di Alvaro Maggio è uno dei tre progetti italiani premiati nella finale del concorso europeo ‘European Union Contest for Young Scientists‘ (Eucys), indirizzato a giovani scienziati. Oltre al progetto di Avaro, sono stati premiati, al primo posto BopHIS, la boa oceanografica per il monitoraggio continuo del pH delle acque costiere, sviluppata da Thomas Alt, Alessandro Roccaforte e Sofia Srebotuyak dell’ISIS A. Malignani di Udine, al secondo Metals-Catchers e al terzo Bin, il bidone intelligente per facilitare la raccolta differenziata con una particolare attenzione rivolta a disabili e persone anziane realizzato Davide Carboni e Alessandro Carra dell’IIS Volterra-Elia di Ancona. 

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