17 ottobre 2015

Nemrut Dagi (Turchia): l’ottava meraviglia del mondo


Il sito di Nemrut (Turchia) è un magnifico sito storico situato nella parte orientale della catena montuosa Taurus in cui si trovano i monumenti più preziosi del Regno di Commagene,nome antico della regione anatolica fra il Tauro e l’Eufrate.


Situato sulla strada antica Arsameia, Nemrut, 2206 metri di altezza, incombe su tutto il territorio circostante.Vista la regione poco accessibile del monte Tauro presso l’Eufrate, il re Antioco I il cui regno durò dal 62 al 32 A.C, fece elevare il suo grandioso tumulo fra due terrazze ornate di statue colossali, di sè medesimo, di divinità sedute,scolpite in massi dello stesso monte;inoltre rilievi con rappresentazioni di Antioco che stringe la mano alle divinità e rilievi con raffigurazioni degli antenati di Antioco, ritenuto addirittura discendente di Apollo. Le iconografie sono quanto mai interessanti perché comprendono iconografie di divinità orientali e greche. Apollo, ad esempio, è insieme Mithra, Helios ed Hermes. 


Nella terrazza occidentale, è raffigurato Zeus tra la dea Commagene e Antioco; seguono quindi, Apollo ed Eracle; alle estremità sono le figure dell’aquila e del leone, entrambi animali sacri ad Antioco. In tutto il complesso si manifesta pienamente una mescolanza di elementi anatolici e greci.
Quando i Romani conquistarono la Commagene, il grande santuario reale del monte Nemrut fu abbandonato, mentre i conquistatori saccheggiarono i tumuli e la Legio XVI Flavia Firma costruì e dedicò un ponte. Le folte foreste circostanti furono tagliate dai Romani alla ricerca di legna e carbone, causando l’erosione della zona.
Esiste una colonna sormontata da un’aquila, detta Karakush (“uccello nero”); una iscrizione afferma che si tratta della tomba reale di tre donne, ma la camera tombale fu saccheggiata in antichità.
Le statue di divinità greche e persiane ,tomba del re e tempio, tra le quali la testa d’aquila è una delle sculture più note e intriganti, sono state iscritte patrimonio mondiale Unesco nel 1987 e il sito è stato definito l’ottava meraviglia del mondo.


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