16 ottobre 2015

L’uomo è un virus per il Pianeta – Cosa c’è di sbagliato – Il Risveglio


“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.” Dialogo tra l’agente Smith e Morpheus nel film Matrix


SCOPERTA GENETICA: L’UOMO E’ IN PARTE UN VIRUS

I fratelli Wachowski autori del film la sanno lunga, e recentemente è venuta fuori anche una conferma scientifica come riporta Wired:


“Tutti noi potremmo essere meno umani di quanto pensiamo. Quantomeno è ciò che suggerisce una nuova ricerca, rivelando che il genoma umano è in parte un virus, per la precisione il Bornavirus, portatore di morte per cavalli e pecore.


Sembra che 40 milioni di anni fa, questo virus abbia inserito parte del suo materiale genetico nel nostro DNA. La scoperta, pubblicata su Nature del 7 gennaio, dimostra come questi virus di tipo RNA possono comportarsi come i retrovirus (ad esempio HIV) ed integrarsi stabilmente come ospiti dei nostri geni. Questo lavoro di ricerca potrebbe consentire di capirne molto di più sulla nostra evoluzione, rivelando come il mondo attuale sia anche il frutto del lavoro di un virus contenuto in ognuno di noi.“

Sembra che fino all’8% del nostro genoma potrebbe ospitare materiale genetico dei virus.

L’UOMO NON E’ CONNESSO CON CIO’ CHE LO CIRCONDA

Questo è abbastanza evidente e non mi sembra che siano necessarie molte conferme, basta guardarsi attorno: spesso alienati e per la maggior parte del tempo inconsapevoli delle proprie azioni, con la mente che gira altrove, sconnessi dal momento presente, dalle nostre sensazioni e pulsioni autentiche e da ciò che davvero vogliamo. E scoprire quanto siamo diversi dagli animali e la natura in generale, sempre in sintonia con il tutto, percependo e agendo sempre secondo l’istinto/intuizione.

Da una recente ricerca condotta dalla rivista In a Bottle tra 1.400 mamme italiane in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, è venuto fuori che un bambino italiano su due non ha idea dell’origine naturale degli alimenti e delle nozioni di base sulla natura.

Per chi non si sente adeguato a questa società, per chi sente che c’è qualcosa che non va in tutto questo, che il mondo non dia la risposta ad un bisogno e un senso profondo che urla dentro di noi, allora voglio rincuorarli con le parole di un grande maestro Jiddu Krishnamurti: “Non è indice di buona salute mentale, essere ben adeguati ad una società malata.”

COSA C’E’ DI SBAGLIATO NELLA NOSTRA CULTURA

Ecco cosa dice uno dei più grandi uomini, uno dei più grandi saggi del secolo scorso, Alan Watts, riguardo questo: “Com’è che sembra che noi non riusciamo ad adattarci all’ambiente senza distruggerlo? Com’è che il nostro successo è un fallimento? Che stiamo costruendo, in altre parole, un’enorme civiltà tecnologica, che sembra permettere il realizzarsi di ogni desiderio semplicemente toccando un pulsante. Eppure come nelle favole, quando i desideri sono finalmente materializzati, sono come l’oro delle fate, non sono per nulla reali. Le ricchezze che produciamo sono effimere, e come risultato di ciò siamo frustrati, terribilmente frustrati. Riteniamo che l’unica cosa da fare è andare avanti e ottenere sempre di più. E come risultato di ciò tutto il nostro mondo inizia ad assomigliare come la cameretta di un bambino viziato, che ha troppi giocattoli di cui si è annoiato, quindi li getta via alla stessa velocità con la quale li ottiene, giocandoci solo per qualche minuto.

Inoltre ci dedichiamo ad una tremenda guerra alle basilari dimensione di spazio e tempo, vogliamo annullare le loro limitazioni. Vogliamo ottenere tutto il più presto possibile. Vogliamo convertire i ritmi e le capacità lavorative in soldi, con i quali ovviamente puoi comprare qualcosa, ma che non possono essere mangiati. Per poi tornare in fretta a casa dal lavoro e finalmente avere tempo per la nostra vita vera e godere di noi stessi. Ma sapete che la stragrande maggioranza delle persone, quello che sembra il vero scopo della vita, è quello di correre a casa per guardare una riproduzione elettronica della vita, che non si può toccare, che non si può odorare e non ha sapore. Potresti pensare che le persone tornano a casa per il vero scopo della vita. In una vera cultura materialistica esse tornerebbero a casa per partecipare ad un colossale banchetto oppure fare l’amore o perdersi nella musica e nella danza. Ma nulla del genere.

Sembra invece che il vero scopo sia la semplice passiva contemplazione di uno schermo: tutti sono isolati, fissi a guardare questa cosa. E non c’è più vera comunione con gli altri, per nulla. E questo isolamento delle persone in un loro mondo privato, è in realtà la creazione di una popolazione senza cervello.

E’ perfettamente accettata l’esibizione delle ostilità tra le persone nello sport, nelle discussioni, nei raduni pubblici, e si parla sempre di uccisioni e maltrattamenti sulla televisione. Mai che si vedano persone che si amano, per davvero, non per finta. Uno può trarre la conclusione che il presupposto dietro tutto questo sia che l’espressione dell’amore fisico sia molto più pericoloso dell’espressione fisica dell’odio. 

E pare che una cultura basata su questi presupposti, sia fondamentalmente folle. E che si dedichi, ovviamente involontariamente, non alla sopravvivenza, ma alla reale distruzione della vita.”

L’ILLUMINAZIONE

La risposta all’imminente e reale pericolo dell’estinzione della razza umana è il risveglio di massa del genere umano, cosa che sta avvenendo. Che cos’è il risveglio o illuminazione? All’età di 21 anni, il 21 marzo 1953, Osho si illuminò, un’esperienza che descrive così: “Da quel momento non ho più ricercato nulla. L’esistenza mi ha aperto tutte le sue porte, non posso più neppure dire di essere una parte dell’esistenza, in quanto semplicemente le appartengo. Quando spunta fuori fiore, io fiorisco con lui. In me l’ego che tiene le persone separate tra di loro e dalla vita, non esiste più. Il mio corpo è parte della natura, il mio essere è parte della totalità. Io non sono più un’entità separata.”



Ecco perché la mia più grande passione, prima della salute del corpo e della mente, è la vera natura di ciò che sono, la vera natura delle cose, il senso dell’esistenza. Questo è lo scopo del sito www.non-dualita.it

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