28 ottobre 2015

Esami geologici dimostrano che la Grande Sfinge ha 800.000 anni



Uno dei monumenti più misteriosi ed enigmatici del nostro pianeta è senza dubbio la Grande Sfinge di Giza in Egitto. Si tratta di un'antica costruzione che ha sconcertato i ricercatori fin dalla sua scoperta anche se oggi, nessuno è stato in grado di risalire
con precisione al periodo della sua costruzione, poiché non ci sono documenti scritti o menzioni sull'epoca di appartenenza.

Ora, due ricercatori ucraini hanno proposto una nuova teoria provocatoria in cui si ipotizza che la Grande Sfinge d'Egitto possa avere un'età di circa 800.000 anni. La teoria rivoluzionaria è stata sostenuta attraverso uno studio che è stato presentato in occasione della Conferenza internazionale di Geoarcheologia e Archaeomineralogia organizzata a Sofia dal titolo: ASPETTI GEOLOGICI DELLA GRANDE SFINGE EGIZIA . 


Gli autori di questo documento sono gli scienziati Manichev Vjacheslav I. (Istituto di Geochimica Ambientale della Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina) e Alessandro G. Parkhomenko (Istituto di Geografia dell'Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina). 


Il punto di partenza di questi due esperti si è basato sul cambiamento del paradigma destinato a far superare la visione ortodossa dell'Egittologia facendo riferimento alle possibili origini remote della civiltà egiziana e, dall'altro, alle prove fisiche attribuibili all'erosione idrica presenti su alcuni monumenti della Piana di Giza. 


Manichev e Parkhomenko affermano che "Il problema della datazione della Grande Sfinge egizia non è stato ancora risolto". L'approccio geologico in relazione ad altri metodi scientifico-naturali, potrebbe permetterci di rispondere alla domanda circa l'età effettiva della Sfinge. 


L'indagine visiva condotta sulla Sfinge ha permesso ai due ricercatori di giungere alla conclusione sul ruolo importante che ha avuto l'erosione dell'acqua e altri depositi idrici di grandi dimensioni che avrebbero parzialmente invaso il monumento creando delle cavità e strati sedimentari sulle sue pareti verticali. "La morfologia di queste formazioni ha un'analogia simile alle cavità riscontrate lungo le zone costiere. 


Tale somiglianza strutturale delle rocce levigate dall'erosione rispetto alla struttura geologica e alla composizione petrografica di complessi sedimentari permette di concludere che il fattore decisivo della distruzione del monumento storico è da attribuirsi all'energia delle onde, piuttosto che all'abrasione della sabbia.


La voluminosa letteratura geologica conferma l'esistenza di longevi laghi d'acqua dolce formatisi in vari periodi del Quaternario, e precisamente tra il Pleistocene inferiore e l'Olocene. Questi laghi si sono formati nei territori adiacenti al Nilo. Le evidenti tracce della grande erosione sono osservabili nella parte superiore della Sfinge che corrisponde al livello dell'acqua che la ricopriva quasi interamente nel Pleistocene inferiore. A questa conclusione sono giunti i due scienziati ucraini, dopo essersi basati su alcuni studi geologici sull'età della Sfinge . Manichev e Parkhomenko hanno prestato una particolare attenzione all'aspetto deteriorato del corpo della Sfinge, lasciando da parte le caratteristiche erosive che erano state precedentemente studiate da Schoch. 


Gli studiosi ucraini hanno concentrato la loro attenzione anche sul particolare aspetto della roccia ondulata della Sfinge che ne fa risaltare il misterioso volto.


Gli scienziati tradizionali offrono le loro solite spiegazioni secondo i quali queste particolari caratteristiche che contradistinguono l'enigmatico monumento sono da attribuirsi all'effetto abrasivo del vento e della sabbia.


Per quanto riguarda le ondulazioni presenti sulla struttura, esse si sarebbero formate perché gli strati più duri della roccia hanno offerto una maggiore resistenza all'azione erosiva della sabbia mentre gli strati più morbidi sono stati erosi piu' facilmente al punto da formare delle cavità sul corpo della Sfinge.

Fonte di riferimento:ancient-code


7 commenti:

Anonimo ha detto...

12.000 anni ci può anche stare; 800.000 non ci credo neanche lontanamente.

Anonimo ha detto...

E perché non ci credi?

Anonimo ha detto...

Perchè l'uomo non si era ancora evoluto civilmente 800.000 anni fa,viveva ancora nelle caverne,altro che costruire un opera altamente evoluta come la Grande Sfinge,al massimo a malapena una capanna di paglia e legna sapevano e potevano fare.Invece posso concordare con gli studiosi dell'antico Egitto definiti "eretici"dai loro colleghi accademici che fanno risalire la sua costruzione a circa 12.000 anni fa,prima di un ipotetico diluvio(secondo loro) che sommerse la zona e forse l'intero pianeta.

Anonimo ha detto...

MOLTE COSE SU QUESTO PIANETA SON FRUTTO DELL'INTERPRETAZIONE DEGLI UMANI, MOLTA STRADA S'HA DA FARE LA PEGGIORE È SMEMBRARE FALSE CREDENZE CHE ""ILLUSTRI ARCHEOLOGI " FINE 800 HANNO SENTENZIATO DARWIN IN TESTA... SE NON SI SGOMBRA LA MENTE LA VERITÀ NON PUÒ FAR ALTRO CHE ATTENDERE TEMPI MGLIORI,

Tazio Novelli ha detto...

Giustifica con delle prove concrete il fatto che l'evoluzione di Darwin sia una falsa credenza ed esponi la teoria corretta e la sua spiegazione scientifica

Anonimo ha detto...

Quanta ignoranza tocca leggere. L'Homo sapiens è comparso 200.000 anni fa. Darwin non era un "illustre archeologo". Quando incomincerete a sgombrare la mente dalle cazzate e a studiare un po' di più,,, la verità non dovrà attendere tempi migliori per entrare nei vostri cervelli.

Mario ha detto...

Alla storia che prima dei Sumeri circolassero solo scimmie antropomorfe, beato chi ci crede.
Ogni civiltà ha un suo ciclo che termina con l'estinzione, così è stato prima di noi e così sarà dopo, fino a che il pianeta non diverrà un luogo invivibile e andremo a devastarne un altro.
La massima parte delle opere costruite dall'uomo, palazzi, città etc. nel giro di qualche millennio verrebbero totalmente cancellate da foreste, mari e deserti.

NUOVA ZELANDA: LAMPI DI LUCE SQUARCIANO IL CIELO DURANTE IL TERREMOTO!!!